{"id":189856,"date":"2025-10-29T16:31:11","date_gmt":"2025-10-29T16:31:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/189856\/"},"modified":"2025-10-29T16:31:11","modified_gmt":"2025-10-29T16:31:11","slug":"verso-italia-sudafrica-con-nick-mallett-gli-springboks-a-torino-per-non-ripetere-il-primo-test-di-luglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/189856\/","title":{"rendered":"Verso Italia-Sudafrica con Nick Mallett: &#8220;Gli Springboks a Torino per non ripetere il primo test di luglio&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Ricordi e previsioni dell\u2019ex capo allenatore di entrambe le nazionali che si sfideranno il 15 novembre a Torino<\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-292378\" class=\"size-full wp-image-292378\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/WhatsApp-Image-2025-10-29-at-15.30.13.jpeg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"556\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-292378\" class=\"wp-caption-text\">Nick Mallett \u2013 ph. Federugby<\/p>\n<p>In mezzo a Italia e Sudafrica, quando si parla di rugby, c\u2019\u00e8 soprattutto un uomo: \u00e8 Nick Mallett, 69 anni e una carriera da allenatore che lo ha portato sulla panchina di entrambe le nazionali, quella azzurra e quella del suo paese.<\/p>\n<p>Con gli Springboks Mallett arriv\u00f2 terzo alla Rugby World Cup 1999, dopo aver rischiato di eliminare l\u2019Australia che si laure\u00f2 campione, portandola ai supplementari. Prese le redini dell\u2019Italia nel 2007, dopo Pierre Berbizier, e la port\u00f2 fino alla mondiale 2011, con in mezzo la memorabile vittoria dell\u2019Olimpico contro la Francia al Sei Nazioni.<\/p>\n<p>Oggi fa il commentatore per la TV sudafricana e seguir\u00e0 da vicino la tourn\u00e9e della squadra, che toccher\u00e0 Torino il prossimo 15 novembre per <a href=\"https:\/\/federugby.ticketone.it\/catalog\/event-detail\/it\/51387\/90600336\/italia-vs-sudafrica-quilter-nations-series-2025\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">la sfida all\u2019Italia<\/a>.<\/p>\n<p>Leggi anche:\u00a0<a title=\"Click to read\" href=\"https:\/\/www.onrugby.it\/2025\/10\/29\/italia-lorenzo-pani-chiamata-inattesa-ma-pronto-a-fare-il-massimo-per-la-squadra\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Italia, Lorenzo Pani: \u201cChiamata inattesa, ma pronto a fare il massimo per la squadra\u201d<\/a><\/p>\n<p>\u201cCredo che il Sudafrica arriver\u00e0 molto concentrato a Torino \u2013 ha raccontato in un\u2019intervista realizzata dalla FIR per l\u2019occasione \u2013 L\u2019Italia ha messo in difficolt\u00e0 gli Springboks nel primo test a luglio, lavorando benissimo sul breakdown e rallentando il pallone. I sudafricani sanno che quella \u00e8 una delle armi principali dell\u2019Italia: dovranno cercare di ottenere un possesso veloce, con molto sostegno vicino al portatore. Giocheranno in modo diretto, con tanti duelli fisici, cercando calci alti per mettere sotto pressione il triangolo allargato italiano.\u201d<\/p>\n<p>\u201cPer l\u2019Italia sar\u00e0 fondamentale reggere in mischia. Non si possono concedere sei o sette calci di punizione contro il Sudafrica, perch\u00e9 il rischio \u00e8 quello di ritrovarsi nella propria met\u00e0 campo, subire una maul e poi un\u2019altra punizione, magari un cartellino giallo. Nel primo test in Sudafrica l\u2019Italia \u00e8 stata molto intelligente: in mischia introduceva il pallone rapidamente nel primo canale, facendolo uscire subito e riuscendo a evitare che il pacchetto arretrasse. Dovranno ripetere quelle soluzioni.\u201d<\/p>\n<p>\u201cMolto del successo ottenuto dal Sudafrica dipende da Rassie Erasmus \u2013 ha raccontato Mallett \u2013 \u00c8 un tecnico eccezionale, con piani di lungo periodo chiari e condivisi con la squadra. Ha creato un sistema per avere tre giocatori affidabili in ogni ruolo, tutti in grado di giocare una finale mondiale. Cos\u00ec se un titolare si infortuna, chi entra ha gi\u00e0 esperienza e confidenza a livello internazionale.\u201d<\/p>\n<p>Alla guida dell\u2019Italia Mallett vinse 9 partite delle 42 disputate. La sua nazionale fu una di quelle che segnava di meno, ma a distanza di quasi quindici anni \u00e8 ancora una di quelle che ha subito meno punti in assoluto.<\/p>\n<p>\u201cPenso che i progressi del rugby italiano siano stati fantastici da quando le squadre sono entrate nella Celtic League, che oggi \u00e8 la URC. Avere due squadre in quel campionato \u00e8 stato fondamentale per alzare il livello della nazionale. L\u2019Italia ha sempre avuto giocatori di talento come Parisse, Castrogiovanni o Masi, che per\u00f2 giocavano all\u2019estero, in campionati professionistici. Il problema era per chi restava in Italia: serviva un contesto pi\u00f9 competitivo. Giocatori come Alessandro Zanni erano molto talentuosi, ma avevano bisogno di misurarsi ogni settimana con un livello pi\u00f9 alto.\u201d<\/p>\n<p>\u201cIn sostanza, il talento c\u2019era allora come c\u2019\u00e8 oggi, ma mancava la profondit\u00e0. I migliori giocavano fuori, e quelli che restavano facevano fatica a compiere il salto. Oggi credo che l\u2019Italia abbia la capacit\u00e0 di battere chiunque, se gioca al meglio.\u201d<\/p>\n<p>Malgrado le difficolt\u00e0, ma anche qualche risultato memorabile, Nick Mallett conserva un ricordo speciale del suo periodo da capo allenatore dell\u2019Italia: \u201cSono stato molto fortunato con il mio gruppo di giocatori. Ricordo di essermi detto che, per diventare un buon allenatore in Italia, dovevo prendere ragazzi come Leonardo Ghiraldini o Alessandro Zanni e migliorarli del 10% ogni anno. Dopo quattro anni, sarebbero stati il 40% migliori. \u00c8 questo il mio ricordo pi\u00f9 bello: veder crescere quei giocatori.\u201d<\/p>\n<p>La lista dei momenti speciali rispecchia quella di molti tifosi azzurri: \u201cLa vittoria contro la Francia nel Sei Nazioni, la prima in casa, fu indimenticabile: il giro d\u2019onore, la gente che cantava l\u2019inno, un\u2019emozione straordinaria. \u00c8 stata l\u2019unica volta in cui ho pianto da allenatore. E poi la partita contro gli All Blacks al San Siro, davanti a 80.000 persone: perdemmo 20-6, ma meritavamo una meta di punizione. Fu una delle migliori prestazioni della mia gestione. Fu anche importante vedere come i giocatori cambiarono percezione nei miei confronti. All\u2019inizio pensavano fossi l\u00ec solo per concludere la carriera e guadagnare qualcosa. Ma con il tempo, imparando meglio l\u2019italiano e conoscendoli come persone, si cre\u00f2 un legame vero. Il momento dell\u2019addio, dopo il mondiale del 2011, fu molto toccante. Mi sentivo davvero amico di quei ragazzi. Allenare l\u2019Italia \u00e8 stata decisamente la migliore esperienza della mia vita.\u201d\t<\/p>\n<p>onrugby.it \u00a9 riproduzione riservata<\/p>\n<p>Cari Lettori,<\/p>\n<p>OnRugby, da oltre 10 anni, Vi offre gratuitamente un\u2019informazione puntuale e quotidiana sul<br \/>\n\t\t\t\t\t\t\t\tmondo della palla ovale. <b>Il nostro lavoro ha un costo che viene ripagato dalla pubblicit\u00e0, in particolare quella personalizzata.<\/b><\/p>\n<p>Quando Vi viene proposta l\u2019informativa sul rilascio di cookie o tecnologie simili, Vi chiediamo di sostenerci dando il Vostro consenso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ricordi e previsioni dell\u2019ex capo allenatore di entrambe le nazionali che si sfideranno il 15 novembre a Torino&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":189857,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1458],"tags":[1537,90,89,1840,245,244],"class_list":{"0":"post-189856","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-rugby","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-rugby","12":"tag-sport","13":"tag-sports"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115458414340704524","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/189856","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=189856"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/189856\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/189857"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=189856"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=189856"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=189856"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}