{"id":190125,"date":"2025-10-29T20:17:23","date_gmt":"2025-10-29T20:17:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/190125\/"},"modified":"2025-10-29T20:17:23","modified_gmt":"2025-10-29T20:17:23","slug":"piero-carlo-noe-a-tutto-tondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/190125\/","title":{"rendered":"Piero Carlo No\u00e8, A tutto tondo"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n     &#13;<br \/>\n        &#13;<\/p>\n<p>L&#8217;Ordine degli Architetti PPC di Como ha il piacere di organizzare una mostra, presso la sede Novocomum, per ricordare la figura del collega Piero Carlo No\u00e8, non solo come architetto, che per l&#8217;Ordine di Como tanto si \u00e8 prodigato, ma anche come artista. La mostra, realizzata su iniziativa della Presidente uscente dell\u2019Ordine, Giovanna Saladanna, sar\u00e0 visitabile dal 31 ottobre al 30 novembre, con inaugurazione gioved\u00ec 30 ottobre alle ore 17.30.<\/p>\n<p>\u201cImpossibile dimenticare la professionalit\u00e0 dell\u2019Architetto Piero Carlo No\u00e8 &#8211; commenta Giovanna Saladanna<strong> &#8211; <\/strong>che, unita all&#8217;ironia, lo faceva identificare come un personaggio unico in grado di sdrammatizzare e risolvere con grande competenza anche problemi complessi. La Famiglia, quando ho comunicato l\u2019intenzione di dedicargli questa piccola mostra si \u00e8 resa disponibile ad aprire, su appuntamento, lo studio che conserva anche parte dell\u2019archivio di Luigi Zuccoli di cui Piero Carlo \u00e8 stato collaboratore. Ci auguriamo che questo omaggio a lui dedicato possa aiutare anche i giovani iscritti a conoscere un collega che con la sua fantastica personalit\u00e0 ha contribuito a far crescere il nostro Ordine\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/noe-2.jpg\" alt=\"no\u00e8 2\" title=\"no\u00e8 2\"\/><\/p>\n<p>Nel corso della sua lunga carriera, No\u00e8 ha interpretato l\u2019architettura come un atto di cura verso la citt\u00e0 e il paesaggio. Nei suoi interventi di restauro e riqualificazione del patrimonio esistente, da via Cinque Giornate a piazza Volta, da via Porta a piazza del Duomo, emerge una costante attenzione alla storia dei luoghi e al loro valore simbolico. Ogni progetto diventa un esercizio di equilibrio tra la memoria e la necessit\u00e0 di trasformazione, un gesto misurato capace di rigenerare senza cancellare.<\/p>\n<p>Alla dimensione urbana affianca opere di nuova costruzione in contesti di grande sensibilit\u00e0 ambientale, dove la topografia diventa elemento compositivo primari. Tra queste, la Chiesa di Lipomo (con l\u2019ingegnere Paolo Biscotti, concorso 1988, consacrata nel 1993) rappresenta il vertice della sua poetica progettuale: un edificio parzialmente ipogeo, che si inserisce nel paesaggio senza sopraffarlo, lasciando emergere dal prato un segno organico, discreto e potente al tempo stesso.<\/p>\n<p>Ad integrazione della mostra, lo <strong>spazio espositivo di Piazza del Popolo 9<\/strong>, sede dell\u2019archivio No\u00e8+Zuccoli, sar\u00e0 visitabile su appuntamento fino al 30 novembre, secondo gli orari indicati:<\/p>\n<p>mercoled\u00ec mattina dalle h. 9.00 alle 12.30<br \/>venerd\u00ec pomeriggio dalle h.14.30 alle18.30<\/p>\n<p>Visite solo su appuntamento e prenotabili via mail: ste.os.arch@gmail.com<\/p>\n<p>All&#8217;interno dello spazio espositivo dell\u2019archivio di Piazza del Popolo 9 convivono disegni, modelli in scala dei suoi progetti architettonici pi\u00f9 importanti, accanto a una collezione di curiosit\u00e0, reliquie invenzioni personali: oggetti quotidiani dipinti nel suo inconfondibile motivo \u2018mucca&#8217; a macchie bianche e nere, la sezione proveniente dal secolare albero abbattuto, dopo molte polemiche, nella Piazza di Fronte al Teatro Sociale di Como, e una fila di sedute in velluto provenienti dal restauro dello stesso teatro. Il suo lascito \u00e8 quello di un architetto che ha saputo ascoltare, interpretare e restituire, con sobriet\u00e0 e intensit\u00e0, l\u2019anima dei luoghi e delle persone che li abitano.<\/p>\n<p>Piero Carlo No\u00e8 (1947\u20132021)<\/p>\n<p><strong>Architetto<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/noe.png\" alt=\"no\u00e8\" title=\"no\u00e8\"\/><\/p>\n<p>Laureato in Architettura al Politecnico di Milano, Piero Carlo No\u00e8 inizia la sua attivit\u00e0 professionale a Como, citt\u00e0 con la quale intreccer\u00e0 per tutta la vita un dialogo profondo. Negli anni Settanta collabora con l\u2019architetto Luigi Zuccoli, figura erede del razionalismo comasco, allievo di Terragni e protagonista della \u201cComo moderna\u201d. Accanto a lui partecipa a progetti che segnano una stagione di rinnovamento architettonico, tra cui i Villini di via Giovio, la Scuola Elementare di Sagnino e il Monumento alla Resistenza Europea (1978), progetto vincitore di concorso ma mai realizzato.<\/p>\n<p>Nel corso della sua carriera, No\u00e8 ha interpretato l\u2019architettura come un atto di cura verso la citt\u00e0 e il paesaggio. Nei suoi interventi di restauro e riqualificazione del patrimonio esistente, da via Cinque Giornate a piazza Volta, da via Porta a piazza del Duomo, emerge una costante attenzione alla storia dei luoghi e al loro valore simbolico. Ogni progetto diventa un esercizio di equilibrio tra la memoria e la necessit\u00e0 di trasformazione, un gesto misurato capace di rigenerare senza cancellare.<\/p>\n<p>Alla dimensione urbana affianca opere di nuova costruzione in contesti di grande sensibilit\u00e0 ambientale, dove la topografia diventa elemento compositivo primari. Tra queste, la Chiesa di Lipomo (con l\u2019ingegnere Paolo Biscotti, concorso 1988, consacrata nel 1993) rappresenta il vertice della sua poetica progettuale: un edificio parzialmente ipogeo, che si inserisce nel paesaggio senza sopraffarlo, lasciando emergere dal prato un segno organico, discreto e potente al tempo stesso.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/noe-3.png\" alt=\"no\u00e8 3\" title=\"no\u00e8 3\"\/><\/p>\n<p>All\u2019interno, la drammatica copertura in cemento, segnata da pieghe e ondulazioni, accoglie la luce naturale come materia viva. Gli arredi liturgici e la parete vetrata dell\u2019altare, opere dello scultore Eli Riva, completano l\u2019insieme con una tensione spirituale che unisce arte e architettura in un unico respiro. La ricerca di Piero Carlo No\u00e8 \u00e8 sempre rimasta fedele a una visione etica e poetica del costruire: un\u2019architettura che si misura con la realt\u00e0, ma che aspira al silenzio e alla durata.<\/p>\n<p>Tra i diversi incarichi ricoperti nella sua vita, No\u00e8 \u00e8 stato primo presidente di Como Servizi Urbani, ruolo che ha svolto per due mandati, dal 1997 al 2003. Fondamentale \u00e8 stato il suo apporto operativo nell\u2019impostazione della societ\u00e0 di servizi, la creazione del logo CSU e le prime sperimentazioni con i parcometri.<\/p>\n<p>Piero Carlo No\u00e8 \u00e8 ricordato da colleghi e amici non solo per le sue opere architettoniche, ma anche per le sue creazioni artistiche, oggi conservate in un archivio informale allestito dalle sue tre figlie e dai suoi collaboratori, una ricostruzione fedele di quello che fu il suo studio per tanti anni, e prima di lui di Luigi Zuccoli: un luogo di creativit\u00e0, dialogo e convivialit\u00e0.<\/p>\n<p> &#13;<br \/>\n       &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n               &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n            &#13;<br \/>\n   &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; &#13; &#13; L&#8217;Ordine degli Architetti PPC di Como ha il piacere di organizzare una mostra,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":190126,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[2670,1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,626,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-190125","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-architettura","9":"tag-arte","10":"tag-arte-e-design","11":"tag-arteedesign","12":"tag-arts","13":"tag-arts-and-design","14":"tag-design","15":"tag-entertainment","16":"tag-eventi","17":"tag-intrattenimento","18":"tag-it","19":"tag-italia","20":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115459302804817395","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/190125","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=190125"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/190125\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/190126"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=190125"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=190125"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=190125"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}