{"id":190421,"date":"2025-10-30T00:32:11","date_gmt":"2025-10-30T00:32:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/190421\/"},"modified":"2025-10-30T00:32:11","modified_gmt":"2025-10-30T00:32:11","slug":"il-capo-dellanm-fa-il-renzi-se-passa-la-riforma-nordio-potrei-dimettermi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/190421\/","title":{"rendered":"Il capo dell\u2019Anm fa il Renzi: \u00abSe passa la riforma Nordio, potrei dimettermi\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>\n        Cesare Parodi (Imagoeconomica)\n    <\/p>\n<p>Gioved\u00ec il voto finale in Aula. La sparata di Cesare Parodi mostra che il sindacato delle toghe fa politica. Referendum tra marzo e aprile.Procede a tamburo battente l\u2019iter della riforma della giustizia del governo Meloni. Ieri pomeriggio in Senato la quarta e ultima lettura del testo, mentre l\u2019ultimo voto \u00e8 previsto per domani mattina ma il testo per essere approvato senza ulteriori passaggi dovrebbe passare a maggioranza assoluta. I voti della maggioranza naturalmente non bastano e, a meno che non si stacchi una bella costola di Partito democratico, \u00e8 da considerare impossibile. Si apre quindi la strada del referendum costituzionale. \u00abSi terr\u00e0 tra fine marzo e met\u00e0 aprile\u00bb ha spiegato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, aggiungendo: \u00abMi auguro che sia una discussione pacata, puramente tecnica, sulla diversit\u00e0 della diversit\u00e0 tra la funzione del pm e del giudicante in attuazione del codice accusatorio. Esiste in tutti i paesi dove c\u2019\u00e8 il codice accusatorio. Mi auguro che venga tenuta in termini non polemici, aggressivi e soprattutto in termini non referendari in senso politico. Che non diventi un Meloni s\u00ec-Meloni no come \u00e8 stato con Renzi. Anche perch\u00e9 alla fine chiunque vincesse&#8230; se vincesse la politica nei confronti di una magistratura che si fosse troppo esposta, ci\u00f2 comporterebbe una umiliazione della magistratura che io non vorrei da ex magistrato\u00bb. Ma, appunto, come accadde per la riforma Renzi, c\u2019\u00e8 gi\u00e0 chi intende personalizzare il voto, ma questa volta non si tratta del presidente del Consiglio. Ci ha pensato il presidente dell\u2019Associazione nazionale magistrati Cesare Parodi che, ospite di Un giorno da pecora su Rai Radio 1, ha detto: \u00abSe dovessimo perdere il referendum sulla giustizia, magari male, per colpa mia, dovrei pormi delle domande, sarebbe doveroso dimettermi. Con un mandato si dovrebbe riuscire a esser efficaci\u00bb e poi rispondendo alle parole del ministro Nordio che chiariva che la riforma non costituisce un attentato alla Costituzione, ha chiarito: \u00abCerto che non lo \u00e8. Qualcuno, sbagliando, aveva detto che il meccanismo in s\u00e9 non sarebbe aderente alla Costituzione e questo effettivamente non \u00e8 vero perch\u00e9 l\u2019articolo 138 della Costituzione (che tratta di revisione costituzionale, ndr) spiega cosa sta accadendo, e al di l\u00e0 dei tempi del dibattito parlamentare, questa riforma \u00e8 pienamente riconducibile alla previsione costituzionale\u00bb. Dunque, quasi una conferma del fatto che si tratta di una questione politica, cos\u00ec come accusa la maggioranza di governo. D\u2019altronde che non ci sia simpatia risulta evidente dalle stesse parole di Parodi che interrogato sul premier Giorgia Meloni ha risposto: \u00abMeloni? Il frutto mi piace molto, sia con il prosciutto sia come frutto\u00bb. Una battuta di cattivo gusto, quantomeno. La battaglia dell\u2019Associazione nazionale magistrati non viaggia in solitaria. Pu\u00f2 contare infatti sul supporto del Pd, perlomeno di chi lo guida, e su ampia porzione della stampa. Parodi invece sottolinea: \u00abIl nostro Comitato \u00e8 totalmente svincolato, formalmente e sostanzialmente, dall\u2019attivit\u00e0 dei partiti. Volevamo essere autonomi, volevamo dimostrarlo in maniera tangibile, costituendo un soggetto nostro, destinato a svanire con l\u2019esito del referendum e totalmente non collegato con forze politiche\u00bb. E non solo, accusa la stampa di far propaganda: \u00abTutti i giorni vedo determinati giornali, ma anche reti televisive, che vogliono alzare i toni, vogliono portare le forze in campo allo scontro. Questo non \u00e8 un buon servizio per il Paese\u00bb. Tuttavia la posizione della segretaria del Pd Elly Schlein \u00e8 netta e durissima: \u00abQuesta riforma nasce da un motivo, questa destra vuole incidere sugli equilibri che la Costituzione mette a garanzia dei diritti dei cittadini\u00bb, la sua accusa che allude a un complotto: \u00abSe un cittadino pensa che il giudice debba obbedire a chi governa pu\u00f2 votare a favore, se invece pensa che anche chi governa, come tutti, debba rispettare la legge e la Costituzione allora voter\u00e0 no a questa riforma\u00bb. Proprio ieri in Senato \u00e8 stata convocata un\u2019assemblea congiunta dei gruppi parlamentari Pd per discutere della separazione delle carriere alla presenza di Schlein. \u00c8 questo il nodo principale su cui si dibatte. L\u2019obiettivo della riforma \u00e8 quello di separare le carriere dei magistrati requirenti e giudicanti. A tal fine viene prevista una riforma del Consiglio superiore della magistratura (Csm) con due diversi organi di autogoverno: il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente. I componenti, eccetto chi ne fa parte di diritto (presidente della Cassazione, procuratore generale della Corte di cassazione e presidente della Repubblica), verrebbero sorteggiati. Tradotto: niente voto, fine delle correnti. Inoltre, si intende istituire l\u2019Alta Corte disciplinare cui sarebbe attribuita la giurisdizione disciplinare nei confronti dei magistrati ordinari giudicanti e requirenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Cesare Parodi (Imagoeconomica) Gioved\u00ec il voto finale in Aula. 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