{"id":190588,"date":"2025-10-30T03:18:16","date_gmt":"2025-10-30T03:18:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/190588\/"},"modified":"2025-10-30T03:18:16","modified_gmt":"2025-10-30T03:18:16","slug":"i-paramilitari-sudanesi-che-stanno-filmando-i-loro-crimini-di-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/190588\/","title":{"rendered":"I paramilitari sudanesi che stanno filmando i loro crimini di guerra"},"content":{"rendered":"<p>Caricamento player<\/p>\n<p>Luned\u00ec in Sudan il gruppo paramilitare Rapid Support Forces (RSF) <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2025\/10\/27\/sudan-darfur-fashir-conquista-rsf\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ha conquistato<\/a> Al Fashir, una citt\u00e0 della regione del Darfur, nell\u2019ovest del paese. Ci sono almeno tredici video girati dalle stesse RSF che mostrano uccisioni di civili, e nella maggior parte dei casi sono uccisioni di massa come si temeva che potesse accadere. Alcuni di questi massacri sono gli stessi, ripresi pi\u00f9 volte, ma c\u2019\u00e8 il sospetto forte che ci siano state altre uccisioni non filmate.\u00a0<\/p>\n<p>I combattenti a volto scoperto del gruppo paramilitare sudanese riprendono e mettono online i crimini di guerra che stanno commettendo, come se ne andassero fieri. Sono video che potrebbero diventare prove a carico davanti a un tribunale internazionale.\u00a0<\/p>\n<p>Nei trenta mesi di assedio di Al Fashir le milizie delle RSF si erano posizionate lungo un fossato di terra scavato attorno alla citt\u00e0. Adesso che molti provano a scappare da Al Fashir, quel fossato \u00e8 diventato lo scenario di alcuni di questi video di esecuzioni di massa. In uno si vedono almeno sei veicoli civili bruciati o che stanno bruciando e una trentina di cadaveri sparpagliati a terra. Ci sono anche cadaveri di donne.\u00a0<\/p>\n<p>In altri video le milizie RSF inseguono con le jeep uomini in fuga nella savana attorno alla citt\u00e0. Quando li raggiungono li fanno sedere per terra e li ammazzano. In un video i paramilitari mettono in ginocchio sette prigionieri, maschi in abiti civili che supplicano, e fingono di lasciarli andare liberi, ma poi li uccidono con colpi alla schiena.\u00a0<\/p>\n<p>Sono uccisioni su base etnica: le RSF si sentono superiori, in quanto discendenti degli arabi e di pelle pi\u00f9 chiara, alle etnie sudanesi pi\u00f9 scure che chiamano con disprezzo \u201cgli schiavi\u201d. Nei video si sentono termini razzisti come falangaya, che nel dialetto arabo del Darfur \u00e8 usato per gli schiavi africani.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Le Rapid Support Forces sono guidate da uno dei due generali in lotta per il controllo del Sudan, Mohamed Hamdan Dagalo, pi\u00f9 conosciuto con il soprannome Hemedti. L\u2019altro generale \u00e8 Abdel Fattah al Burhan e comanda l\u2019esercito regolare. Il divario fra le due forze non \u00e8 grande come si potrebbe pensare perch\u00e9 le RSF sono aiutate dagli Emirati Arabi Uniti con armi e denaro. Hemedti e Burhan per un breve periodo di tranquillit\u00e0 furono alleati sotto lo stesso governo, ma nell\u2019aprile del 2023 cominciarono una guerra civile che in due anni e mezzo ha ucciso, secondo le stime delle Nazioni Unite, 150mila sudanesi.\u00a0<\/p>\n<p>Le RSF sono la versione aggiornata dei janjaweed, la milizia che tra il 2003 e il 2005 con l\u2019approvazione del governo stronc\u00f2 un\u2019insurrezione locale nel Darfur con una campagna di pulizia etnica nella quale furono uccise centinaia di migliaia di persone. Quello che sta succedendo nel Darfur \u00e8 il ritorno di quella campagna di pulizia etnica di vent\u2019anni fa.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Nei video da Al Fashir spicca un comandante sudanese che sui social si fa chiamare Abu Lulu e si fa filmare con orgoglio mentre ammazza prigionieri uno dopo l\u2019altro. <\/p>\n<p>Il Post ha contato almeno sei filmati recenti con la presenza di Abu Lulu. In un video dice con sarcasmo \u00abViva Burhan!\u00bb, il generale nemico, e poi ammazza dieci persone sedute per terra davanti a lui. In un video girato altrove si fa riprendere in mezzo ad alcuni cadaveri e continua a sparare nelle schiene dei morti. Colpiscono i suoi gesti casuali: maneggia il fucile come se fosse un innaffiatoio. In una videochiamata si vanta di avere ucciso duemila persone e poi di avere perso il conto di quelle che ha ucciso dopo. Gli altri partecipanti alla chiamata ridono.\u00a0<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 uno degli ufficiali delle RSF coinvolti in molti video di omicidi in questa guerra. \u00c8 spietato, inquietante e una macchina per uccidere. Tende a uccidere chiunque, che siano civili, soldati e cos\u00ec via\u00bb, dice al Post un giornalista sudanese, che conferma la presenza di Abu Lulu nei video di Al Fashir e preferisce restare anonimo.\u00a0<\/p>\n<p>Un\u2019altra fonte sudanese afferma che il nome vero di Abu Lulu \u00e8 Al Fateh Abdullah Idris. \u00abUn mese fa, il 20 settembre, ha ucciso a sangue freddo Ahmed, il proprietario del ristorante Qandeel a Al Fashir. \u00c8 stato lui stesso a farsi filmare mentre commetteva il crimine. In seguito, si era diffusa la voce che fosse stato trovato morto. Invece \u00e8 ricomparso a Al Fashir, commettendo i suoi crimini efferati, ed \u00e8 lui stesso a documentarli\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Caricamento player Luned\u00ec in Sudan il gruppo paramilitare Rapid Support Forces (RSF) ha conquistato Al Fashir, una citt\u00e0&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":190589,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-190588","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115460958078850419","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/190588","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=190588"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/190588\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/190589"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=190588"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=190588"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=190588"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}