{"id":190982,"date":"2025-10-30T09:36:11","date_gmt":"2025-10-30T09:36:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/190982\/"},"modified":"2025-10-30T09:36:11","modified_gmt":"2025-10-30T09:36:11","slug":"un-po-telefoni-un-po-macchine-fotografiche-gli-ibridi-che-portano-il-super-zoom-in-tasca-la-scelta-giusta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/190982\/","title":{"rendered":"Un po&#8217; telefoni un po&#8217; macchine fotografiche: gli ibridi che portano il super-zoom in tasca &#8211; La Scelta Giusta"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\">I cellulari andranno a conquistare l\u2019ultimo santuario in cui la fotografia tradizionale, quella delle \u00abvere\u00bb macchine fotografiche, ancora resiste? Parliamo dello <b>zoom<\/b>, della capacit\u00e0 di avvicinarsi al soggetto anche da grandi distanze. Certo, molti ingrandiscono con le dita sul display del loro smartphone, andando in zoom digitale e ottenendo foto sgranatissime, inutilizzabili per qualsiasi contesto che non sia una condivisione al volo via WhatsApp con amici e parenti. No, parliamo di \u00abvere\u00bb foto, di buona qualit\u00e0, magari in situazioni non banali per luci o condizioni come un concerto, un evento sportivo, una visita naturalistica. Un territorio in cui solo le fotocamere, ieri reflex e oggi mirroless, possono spingersi per motivi meramente fisici, di dimensione dei sensori e delle lenti. Un cellulare pi\u00f9 di tanto non pu\u00f2 fare. Eppure ora i produttori di smartphone sembrano avere qualche idea in merito. Ad aprire le danze \u00e8 stata <b>Oppo<\/b> con il suo <b>Find X9 Pro<\/b> (<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/offerte-recensioni\/speciale-smartphone\/25_ottobre_28\/oppo-find-x9-pro-recensione-con-l-aiuto-di-hasselblad-un-teleobiettivo-mai-vinto-con-tanto-di-lente-aggiuntiva-46e3e6d4-1d35-4f96-ad15-d9b8089e3xlk.shtml\" title=\"Oppo Find X9 Pro, recensione: con l&#039;aiuto di Hasselblad un teleobiettivo mai visto (con tanto di lente aggiuntiva)\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">la recensione<\/a>). Ha un set di fotocamere da primo della classe. Ma il guizzo che ne fa qualcosa di diverso e di nuovo \u00e8 un accessorio. Si chiama <b>Oppo Hasselblad Teleconverter <\/b>ed \u00e8 esattamente quello che potete immaginare guardandolo: una lente (un teleconvertitore ottico) che trasforma lo smartphone in una fotocamera con obiettivi intercambiabili (anche se per ora l\u2019obiettivo \u00e8 uno soltanto, non lo si pu\u00f2 \u00abintercambiare\u00bb con altro).<\/p>\n<p>    A cosa serve il teleconverter di Oppo<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A cosa serve? A estendere ulteriormente le capacit\u00e0 zoom dello smartphone, per una volta otticamente, quindi attraverso un insieme di lenti, e non attraverso un ritaglio dell\u2019immagine acquisita da un sensore molto grande (quello del <b>Find X9 Pro<\/b> \u00e8 a <b>200 Megapixel<\/b>) o con elaborazioni pi\u00f9 o meno riuscite dell\u2019AI.<br \/>Questo accessorio si aggancia fisicamente alla fotocamera teleobiettivo del <b>Find X9 Pro<\/b>, attraverso un kit che comprende una cover e una \u00abmascherina\u00bb da inserire sopra il blocco fotocamere del telefono. Dopo di che fornisce un ingrandimento ottico aggiuntivo di 3.28x. Combinato con lo <b>zoom ottico 3x nativo del telefono<\/b> (equivalente a un\u2019ottica 70 mm), il teleconvertitore porta la lunghezza focale equivalente a circa 230mm (10x). Grazie al maxi-sensore da 200 MP per\u00f2 lo zoom si pu\u00f2 spingere a 460 mm, con una qualit\u00e0 ancora eccellente, e persino a 920 mm, pari a un zoom 40x. Poi, digitalmente, si spinge fino a 200x ma l\u00ec torniamo al discorso del fare lo zoom con le dita: i risultati sono quel che sono.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La qualit\u00e0 costruttiva del kit (costa 500 euro) \u00e8 molto buona, nulla a che fare con set di lenti aggiuntive da quattro soldi che da anni sono in vendita per alcuni telefoni, iPhone in testa. Sembra di tenere in mano e usare <b>una vera lente da fotocamera mirrorless<\/b>, solo in versione compatta. Compatta s\u00ec, ma fino a un certo punto: il rovescio della medaglia \u00e8 che il tutto da portare in giro \u00e8 comunque ingombrante e che per applicare la lente esterna diventano inutilizzabili le altre fotocamere (1x e ultra-wide) dell\u2019Oppo. Va anche attivata una particolare modalit\u00e0 Teleconverter nell\u2019app Foto del <b>Find X9 Pro<\/b>, altrimenti tutte le immagini sono acquisite in modo specchiato (non solo destra-sinistra, ma anche alto-basso risultano invertiti). C\u2019\u00e8 un supporto per agganciare il tutto a un treppiede ma sarebbe pratico avere un camera-grip che aiuti a impugnare meglio lo smartphone: \u00e8 disponibile in Cina ma non da noi. <br \/>\u00abAl momento \u00e8 sicuramente pensato per un pubblico piuttosto ristretto, ma lo consideriamo un\u2019opzione interessante, perch\u00e9 \u00e8 vero che molti &#8211; quando vanno a concerti, partite di calcio o escursioni &#8211; desiderano prestazioni in grado di sostituire una fotocamera professionale, senza per\u00f2 dover portare con s\u00e9 un\u2019attrezzatura ingombrante. Non lo definirei propriamente un accessorio: \u00e8 piuttosto uno strumento complementare, pensato per chi vuole ottenere immagini e fotografie di livello professionale. Per <b>Oppo<\/b>, soprattutto nella linea dei prodotti di punta, la fotografia \u00e8 un elemento fondamentale, e per questo vogliamo esplorare quest\u2019area e capire come reagir\u00e0 il mercato\u00bb ci ha detto <b>Jessica (Chieh-Ya) Chuang<\/b>, Chief marketing officer di Oppo Italia.<br \/>E\u2019 ovvio che un oggetto come il Teleconverter in questione non \u00e8 concepito per un pubblico mainstream, ma piuttosto per smanettoni, curiosi e appassionati di \u00absmartphotography\u00bb in cerca di qualcosa di diverso o di uno zoom senza pari. Ma i risultati ci sono e, per un \u00abtelefonino\u00bb, sono impressionanti.<\/p>\n<p>    Come scatta il teleconverter di Oppo<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo \u00e8 uno scatto a 920 mm (40x) realizzato con il Teleconverter:<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questa \u00e8 la foto 1x: il dettaglio colto dalla lente, ad esempio la persona seduta con le gambe a penzoloni sull\u2019acqua, \u00e8 invisibile.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questi altri scatti realizzati a Barcellona a 10x, 20x e 40x con il Teleconverter.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Queste alcune foto dopo il tramonto: con poca luce, le figure si fanno pi\u00f9 acquerellate e il rumore, cio\u00e8 gli artefatti, aumenta, ma si rimane su una qualit\u00e0 accettabile.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non \u00e8 la prima volta che uno smartphone si spinge a uno <b>zoom 10x ottico<\/b>. Lo ha fatto in passato Samsung con la sua gamma Galaxy S (Ultra). Lo sta facendo Huawei, con il <b>Pura 80 Ultra, cameraphone <\/b>appena arrivato in Italia, dotato di\u00a0una bizzarra soluzione con doppio sensore per il teleobiettivo che vengono scambiati grazie un meccanismo mobile. Tuttavia qui parliamo di capacit\u00e0 di avvicinare il soggetto davvero senza pari per un dispositivo tascabile. E parliamo di quest\u2019idea di <b>Oppo<\/b> perch\u00e9 non \u00e8 isolata. Molti produttori si stanno muovendo in questa direzione. Ad esempio anche <b>Vivo<\/b>, altra azienda cinese del conglomerato Bbk, ha appena presentato una soluzione analoga, meno spinta come zoom e realizzata in partnership con <b>Zeiss<\/b>. <b>Realme <\/b>(altro brand Bbk) ha presentato il suo <b>Gt 8 Pro<\/b> che ha delle mascherine intercambiabili per il blocco fotocamere posteriore: per ora una curiosit\u00e0 estetica ma che potrebbe preludere a un&#8217;ottica intercambiabile.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In marzo, al <b>Mobile World Congress di Barcellona<\/b>, la stessa Realme <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/25_marzo_05\/gli-smartphone-del-futuro-avranno-obiettivi-fotografici-intercambiabili-le-soluzioni-di-xiaomi-e-realme-b164d309-a752-4353-a356-ad02b16adxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">aveva mostrato il prototipo Realme Ultra<\/a>, con un sensore Sony da 1 pollice, una caratteristica fino ad oggi rara nel mondo mobile, in grado di supportare ottiche di alta qualit\u00e0, nello specifico le lenti con attacco M di Leica.\u2028Sempre a Barcellona, <b>Xiaomi<\/b> aveva mostrato un particolare aggancio magnetico posizionato sulla scocca posteriore di una versione prototipale dello <b>Xiaomi 15<\/b>. La connessione tra smartphone e modulo avviene tramite due pin che sfruttano la tecnologia proprietaria LaserLink, trasmettendo dati con impulsi luminosi a 10 Gbit\/s.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Insomma, i progetti in pista sono diversi. C\u2019\u00e8 da capire se sono qui per restare o se sono soltanto una bizzarria destinata a ballare per una stagione soltanto. Perch\u00e9 non \u00e8 la prima volta che i produttori si cimentano in questi tentativi. Gi\u00e0 nel 2016 la stessa Hasselblad che oggi collabora con Oppo aveva portato il suo <b>Moto Mod True Zoom<\/b>, un \u00abdorso fotografico\u00bb da applicare sul <b>Motorola Moto Z<\/b> per aggiungere al telefono uno zoom ottico 10x e un flash allo Xeno. O il Cam Plus per l\u2019LG G5, sempre del 2016. La tecnologia dell\u2019epoca per\u00f2 non era ancora adeguata. C\u2019erano sensori piccoli e poco definitivi, e processori dedicati a elaborare le immagini ancora troppo lenti. Oggi i produttori hanno in mano ben altro. E il sogno dell\u2019ibrido telefono-fotocamera si rimette in marcia.<\/p>\n<p style=\"\">Ogni recensione \u00e8 curata dalla redazione in modo indipendente. 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