{"id":193649,"date":"2025-11-01T01:15:23","date_gmt":"2025-11-01T01:15:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/193649\/"},"modified":"2025-11-01T01:15:23","modified_gmt":"2025-11-01T01:15:23","slug":"camminano-in-montagna-splendore-sotto-la-vegetazione-dipinti-di-5mila-anni-fa-ma-come-hanno-potuto-conservarsi-cosa-rappresentavano-rispondono-gli-esperti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/193649\/","title":{"rendered":"Camminano in montagna. Splendore! Sotto la vegetazione dipinti di 5mila anni fa. Ma come hanno potuto conservarsi? Cosa rappresentavano? Rispondono gli esperti"},"content":{"rendered":"<p>Ma l\u2019acqua non dilava? Qual \u00e8 il segreto degli uomini primitivi? Perch\u00e8 pigmenti vegetali o minerali reggono per un periodo cos\u00ec lungo, anche all\u2019aperto? Bernardelli Curuz: \u201cNon erano semplici tempere. Sotto il profilo dei materiali, quegli uomini rivelano conoscenze notevolissime\u201d. E\u2019 stato durante passeggiate ed escursioni che questi colori sono stati notati.<\/p>\n<p>Sulle rive rocciose del lago Y\u00f6vesi a Ristiina, in Finlandia, un <strong>alce silenzioso osserva l\u2019eternit\u00e0<\/strong>, dipinto in ocra rossa circa 5.000 anni fa. Questa figura iconica rientra ora nella collezione di arte rupestre conosciuta nella regione nordica: le pitture rupestri di Astuvansalmi. Grazie alle pi\u00f9 recenti tecnologie di imaging, i ricercatori Veikko Miettinen, Dmitri Semenov e Rami Saarikorpi dell\u2019Universit\u00e0 della Finlandia orientale ritengono che il sito possa nascondere ancora numerose immagini sotto strati di muschio e rocce erose, pronte a svelare nuovi frammenti di storia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" data-od-added-loading=\"\" data-od-replaced- data-od-xpath=\"\/HTML\/BODY\/DIV[@id='main-container']\/*[2][self::MAIN]\/*[1][self::DIV]\/*[1][self::ARTICLE]\/*[3][self::DIV]\/*[4][self::FIGURE]\/*[1][self::IMG]\" data-dominant-color=\"9b948a\" data-has-transparency=\"false\" style=\"--dominant-color: #9b948a;\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"574\" data-lazy- src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" class=\"wp-image-729290 not-transparent\" data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/a-finlandia-1024x574.webp.webp\"\/><\/p>\n<p>Fino a pochi anni fa, gli archeologi conoscevano circa 80 pitture preistoriche ad Astuvansalmi, ma un progetto innovativo guidato dalla Facolt\u00e0 di Informatica dell\u2019Universit\u00e0 della Finlandia Orientale ha ampliato i confini della percezione visiva.<\/p>\n<p> \u201cSiamo qui da tre ore e abbiamo gi\u00e0 identificato tre potenziali nuove figure\u201d, racconta Miettinen. Il team utilizza <strong>telecamere iperspettrali<\/strong>, in grado di distinguere sottili variazioni nei pigmenti rossi e di determinarne et\u00e0 e composizione chimica. A occhio nudo, la roccia mostra diverse sfumature di rosso, segno che gli artisti preistorici combinavano pi\u00f9 pigmenti per ottenere effetti cromatici complessi. Analizzando queste immagini, gli studiosi possono separare le tonalit\u00e0 e comprendere le tecniche impiegate, applicando l\u2019informatica direttamente all\u2019archeologia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" data-od-added-loading=\"\" data-od-replaced- data-od-xpath=\"\/HTML\/BODY\/DIV[@id='main-container']\/*[2][self::MAIN]\/*[1][self::DIV]\/*[1][self::ARTICLE]\/*[3][self::DIV]\/*[8][self::FIGURE]\/*[1][self::IMG]\" data-dominant-color=\"909494\" data-has-transparency=\"false\" style=\"--dominant-color: #909494;\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"427\" data-lazy- src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" class=\"wp-image-729289 not-transparent\" data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/a-finlandia-immagini-1024x427.webp.webp\"\/><\/p>\n<p>La creazione di un <strong>gemello digitale della parete rocciosa<\/strong> permette di conservare ogni dettaglio: fotografie panoramiche GigaPan, scansioni 3D Matterport e sistemi a tripla fotocamera catturano la superficie con precisione millimetrica, caricando poi i dati su server cloud. \u201cLe fotocamere tradizionali catturavano solo tre canali di colore; oggi, gli scanner iperspettrali ne registrano centinaia\u201d, spiega Rami Saarikorpi. La tecnologia di rendering 3D gaussiana consente di costruire un modello tridimensionale accurato, evidenziando anche le tracce pi\u00f9 minute di pigmento.<\/p>\n<p>La ricostruzione digitale non si limita alla superficie della roccia. I ricercatori utilizzano <strong>motori di gioco<\/strong> per simulare l\u2019ambiente preistorico: al tempo della realizzazione dei dipinti, i livelli del lago Saimaa erano molto pi\u00f9 alti. \u201cRiportando digitalmente l\u2019acqua al suo livello antico, possiamo ipotizzare dove gli artisti si trovassero, su barche o ghiaccio, e prevedere la posizione di altri dipinti\u201d, osserva Miettinen. Metodi analoghi sono gi\u00e0 stati applicati con successo ad altri siti finlandesi, come V\u00e4rikallio e Saraakallio, svelando luoghi finora sconosciuti.<\/p>\n<p>Anche l\u2019<strong>intelligenza artificiale<\/strong> entra in gioco, con reti neurali addestrate a riconoscere forme ricorrenti e schemi stilistici. \u201cL\u2019apprendimento automatico ci permette di individuare la \u2018firma\u2019 di un artista e confrontare i motivi di Astuvansalmi con quelli di Alta o Murmansk\u201d, spiega Dmitri Semenov. Tuttavia, storici e archeologi sottolineano la necessit\u00e0 di un approccio critico: i dipinti rupestri appartengono a culture e periodi molto diversi, e un algoritmo potrebbe fraintendere contesti locali specifici.<\/p>\n<p>La <strong>conservazione dei pigmenti<\/strong> rimane una sfida centrale. L\u2019esposizione al vento, al gelo e all\u2019erosione minaccia costantemente la sopravvivenza delle pitture. \u201cMolte di queste pitture preistoriche potrebbero essersi conservate grazie all\u2019uso di <strong>resine naturali<\/strong>, applicate come una sorta di vernice finale o stemperate nella stessa mestica di pigmenti \u2013 Se i pigmenti fossero stati stesi con legante ad acqua l\u2019umidit\u00e0 e le dilavature avrebbero rapidamente dissolto i colori. Le resine e i grassi \u2013 oli vegetali o unti ricavati da grassi animali \u2013 invece, probabilmente associati, avrebbero creato una barriera protettiva, garantendo la persistenza dei toni per millenni\u201d.<\/p>\n<p>La digitalizzazione completa del sito garantisce che le immagini sopravvivano anche se le originali venissero compromesse. I modelli tridimensionali consentono al pubblico di esplorare Astuvansalmi virtualmente, dai musei di Murmansk fino a qualsiasi angolo del mondo, preservando il legame tra passato remoto e presente tecnologico. Cos\u00ec, dai cigni e alci dei cacciatori-raccoglitori finlandesi alle figure scolpite sulle rive del Mar Bianco, ogni traccia diventa un <strong>ponte tra millenni<\/strong>, un dialogo silenzioso che si rinnova attraverso pixel e spettro, restituendo la voce degli antichi artisti e la loro sorprendente capacit\u00e0 di dialogare con la pietra e con il tempo.<\/p>\n<p>Credito immagine di copertina: Veikko Miettinen, Dmitri Semenov e Rami Saarikorpi sulle scogliere di Astuvansalmi, Universit\u00e0 della Finlandia orientale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ma l\u2019acqua non dilava? Qual \u00e8 il segreto degli uomini primitivi? 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