{"id":193951,"date":"2025-11-01T06:26:22","date_gmt":"2025-11-01T06:26:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/193951\/"},"modified":"2025-11-01T06:26:22","modified_gmt":"2025-11-01T06:26:22","slug":"la-tragedia-di-novi-sad-e-il-grande-disinteresse-delleuropa-per-la-serbia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/193951\/","title":{"rendered":"La tragedia di Novi Sad, e il grande disinteresse dell\u2019Europa per la Serbia"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\">Novi Sad, primo novembre 2024. Alle 11 e 52, in pochi secondi, sedici persone perdono la vita. Un\u2019intera citt\u00e0 si ferma e si stringe attorno alle famiglie che hanno subito questa tragedia, causata da un vile regime autocratico e la sua corruzione sistematica. La stazione ferroviaria \u00e8 stata costruita da due compagnie cinesi come parte del progetto di linea ferroviaria Belgrado-Budapest.<\/p>\n<p class=\"p1\">Oggi, a causa di quell\u2019episodio, un intero Paese \u00e8 fermo. Perch\u00e9 noi serbi, popolo slavo e balcano, siamo cos\u00ec: quando siamo arrabbiati e schiacciati non stiamo mai in silenzio, ma urliamo ancora di pi\u00f9 e ci prendiamo il nostro riscatto. E ogni generazione ha dovuto riscattarsi in qualche modo, come i miei genitori, e come la diaspora, che \u00e8 dovuta scappare dal Paese per costruirsi da zero una vita in un qualche posto nell\u2019Occidente, imparare una nuova lingua, sovrastare la burocrazia per risiedere legalmente e costruire una famiglia in cui i figli hanno tutte le opportunit\u00e0 che loro non hanno mai avuto.<\/p>\n<p class=\"p1\">Chi \u00e8 rimasto invece, chi oggi, ragazzi della mia et\u00e0, si fa picchiare per strada da un gruppo paramilitare sotto il diretto controllo dell\u2019autocrate Aleksandar Vu\u010di\u0107, non lo fa solo per l\u2019inat (orgoglio) serbo, ma perch\u00e9 quel crollo ha fatto sentire un popolo solo, inascoltato, lacerato e senza prospettive di futuro. Per\u00f2 la verit\u00e0 \u00e8 che fino a quella tragedia, stare in Serbia, da fuori, sembrava quasi di stare nella normalit\u00e0: \u00e8 vero, a volte c\u2019erano manifestazioni violente in piazza, spesso avvenivano elezioni truccate e la politica era un totale disastro, ma di fatto per strada le persone avevano uno sguardo s\u00ec apatico, ma \u00e8 come se semplicemente vivessero con canoni diversi rispetto a quelli a cui siamo abituati. Dietro per\u00f2 a tutto quel fumo nelle osterie, dietro l\u2019alcol, i caff\u00e8 e le sigarette, dietro il merak (parola serba intraducibile che esprime il senso di completezza e appartenenza all\u2019universo), si stava dando l\u2019ultimo colpo di martello al chiodo del feretro della democrazia serba. E dietro quegli occhi apatici c\u2019era un\u2019enorme rabbia, paura e tristezza verso un regime autoritario che prende tutto per s\u00e9 e non tutela invece i propri cittadini.<\/p>\n<p class=\"p1\">Al crollo della pensilina un\u2019intera popolazione si risveglia da quell\u2019obnubilamento, tirati alla giacchetta dai coraggiosissimi studenti universitari. L\u2019aria cambia, il fumo scende, ma anche il governo se ne accorge e reagisce. Mobilita i serbi pi\u00f9 poveri, quelli che non hanno accesso ai media d\u2019opposizione e in cambio di pochi soldi (e qualche scarcerazione) li rende i soldati di Vu\u010di\u0107. Stanno l\u00ec per proteggere il parlamento, quasi come se fossero esposti in vetrina per essere dei \u201cbravi cittadini\u201d, analfabeti funzionali che con la scusa di \u201cessere studenti che vogliono studiare\u201d stanno da mesi al parco dei Pionieri di Belgrado con vitto e alloggio pagato dal governo, grazie anche a una grande, magnanima, protezione da parte della polizia.<\/p>\n<p class=\"p1\">Quest\u2019estate sono stata a un presidio, prima che diventasse violento, e quello che senti quando sei l\u00ec a primo impatto \u00e8 la rabbia di un popolo. Per\u00f2 senti anche la grande paura e la solitudine che accompagna quella rabbia. Ti senti lontanissimo dall\u2019Europa, nonostante sia al confine, e ti senti perseguitato e controllato, anche quando non stai attivamente manifestando, perch\u00e9 sei in uno stato senza diritto e hai paura di essere arrestato e denigrato pubblicamente in qualsiasi momento. Mi sono sentita come se qualcuno mi stesse affogando, e non vedevo l\u2019ora di riapparire sulla superficie, varcando il confine, per respirare.<\/p>\n<p class=\"p1\">Mi chiedo per\u00f2 perch\u00e9 c\u2019\u00e8 qui in Europa questo grande disinteresse verso la vicenda. Siamo davvero cos\u00ec indifferenti e privilegiati nel non empatizzare n\u00e9 capire cosa sta veramente succedendo al di l\u00e0 dei nostri confini? E nel non capire che questa vicenda pu\u00f2 avere dei risvolti disastrosi anche nei nostri confronti?<\/p>\n<p class=\"p1\">E noi della diaspora? Noi che stiamo nel mezzo? Siamo addolorati. Perch\u00e9 il dolore non ha luogo e sappiamo che, vuoi o non vuoi, quella terra rappresenter\u00e0 sempre una casa. Cerchiamo di parlarne con chi possiamo, ma anche noi, come me che sto scrivendo questo articolo, abbiamo paura perch\u00e9 c\u2019\u00e8 sempre quel rischio di non tornarci pi\u00f9 in quella terra.\u00a0 Vediamo gli studenti che dalla Serbia corrono e vanno in bicicletta verso le istituzioni europee e sentiamo che l\u2019Unione europea non fa abbastanza. E ci sentiamo un po\u2019 inutili e un po\u2019 scoraggiati. Ci svegliamo tutte le mattine con i suoni dei fischietti dei reel delle proteste, perch\u00e9 non abbiamo possiamo pi\u00f9 vedere N1, principale canale tv d\u2019opposizione serbo, ma cerchiamo sempre di essere vicini, di sentire qualche parente e di essere aggiornati come possiamo.<\/p>\n<p class=\"p1\">Sabato a Milano, in piazza San Fedele alle 11:30 come in altre sessanta citt\u00e0 sparse per il mondo, commemoriamo le sedici vittime della tragedia del crollo della pensilina di Novi Sad. E non solo per stare vicino al nostro popolo, ma perch\u00e9 vogliamo essere il loro megafono e vogliamo urlare anche noi per loro e avere un nostro ruolo nel percorso verso la democrazia.<\/p>\n<p class=\"p1\">A partire da me, che scrivo queste parole sapendo che posso subire delle conseguenze, ma le scrivo perch\u00e9 sono convinta che l\u2019unica cura per superare gli ostacoli difficili e spaventosi \u00e8 la costanza e la perseveranza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Novi Sad, primo novembre 2024. Alle 11 e 52, in pochi secondi, sedici persone perdono la vita. 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