{"id":194059,"date":"2025-11-01T08:17:09","date_gmt":"2025-11-01T08:17:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/194059\/"},"modified":"2025-11-01T08:17:09","modified_gmt":"2025-11-01T08:17:09","slug":"stermino-la-famiglia-a-fucilate-fuga-nella-notte-dalla-casa-lavoro-e-caccia-al-killer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/194059\/","title":{"rendered":"Stermin\u00f2 la famiglia a fucilate, fuga nella notte dalla casa lavoro: \u00e8 caccia al killer"},"content":{"rendered":"<p>Modena, 1 novembre 2025 \u2013\u00a0L\u2019autore della <strong>strage di Cadrezzate<\/strong> \u00e8 in fuga. Scomparso l\u2019altra sera, complice il buio, dalla casa-lavoro di Castelfranco Emilia, dopo aver scavalcato il <strong>muro della struttura<\/strong>, alto una decina di metri. Il 7 gennaio 1998 <strong>Elia Del Grande<\/strong>, allora 22enne, stermin\u00f2 a fucilate tutta la famiglia: quella \u201cnotte maledetta\u201d spezz\u00f2 tre vite e cambi\u00f2 per sempre la memoria collettiva di quel paesino tra i laghi del Varesotto. Fuggito in <strong>Svizzera<\/strong> subito dopo, fu fermato e interrogato, e rese subito una confessione. Per il triplice omicidio fu condannato prima all\u2019ergastolo, pena poi ridotta in Appello a 30 anni. Grazie ai vari benefici ne trascorse in cella 25.  <\/p>\n<p>Approfondisci:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilrestodelcarlino.it\/cesena\/cronaca\/neonata-cassonetto-salvata-oxokx566\" class=\"ArticleEmbed_article__embed__content__Jzqnz\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Neonata nel cassonetto, salvata dai carabinieri. Madre interrogata in ospedale<img alt=\"Neonata nel cassonetto, salvata dai carabinieri. 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Ma l\u2019altra sera (gioved\u00ec) ha scavalcato quel muro, attorno alle 20, e si \u00e8 dileguato.  <\/p>\n<p>E\u2019 caccia al killer in tutta Italia <\/p>\n<p>E ora \u00e8 caccia a Del Grande in tutto il territorio nazionale. <strong>Indagano i carabinieri<\/strong> e la polizia penitenziaria. Visti i precedenti del soggetto, gli inquirenti &#8211; che al momento non tralasciano nulla &#8211; probabilmente concentreranno le ricerche in particolare in Sardegna e nel Varesotto. <\/p>\n<p>Quello della fuga <strong>non \u00e8 un elemento nuovo<\/strong> nella storia di Elia Del Grande. Scapp\u00f2 subito dopo il delitto, quella notte, ma di l\u00ec a poco gli agenti svizzeri che, visti i documenti, lo fermarono in quanto le autorit\u00e0 italiane aveva gi\u00e0 diramato la nota di rintraccio. Qui portato in caserma fu interrogato e rese la prima confessione. In seguito, tent\u00f2 anche di <strong>evadere dal carcere<\/strong> di Pavia. Voleva fuggire in Sardegna e aveva pianificato tutto assieme alla sua compagna, chiamando un taxi, ma il piano sfum\u00f2 e lui fa condannato anche per questo, a 8 mesi.<\/p>\n<p>Elimin\u00f2 la sua famiglia: \u201cUn lago di sangue\u201d <\/p>\n<p>Quella notte di 27 anni fa, l\u2019allora giovane Elia Del Grande elimin\u00f2 la sua famiglia con <strong>due colpi di fucile a testa<\/strong>. Sei in totale. Uccise cos\u00ec il pap\u00e0 Enea, 57 anni, la mamma Alida , di 53 e il fratello maggiore Enrico, 27 anni. <strong>Una mattanza<\/strong>. \u201c<strong>Un lago di sangue<\/strong>\u201d, dissero del salotto, in seguito, i primi investigatori che videro la scena del crimine, una tranquilla villetta rosa di via Matteotti, dove si consum\u00f2 quella che sar\u00e0 per sempre ricordata come \u2019la strage dei fornai\u2019. <\/p>\n<p>Il fratello di Elia chiam\u00f2 agonizzante i carabinieri <\/p>\n<p><strong>A telefonare <\/strong>agonizzante ai carabinieri, quella notte, fu Enrico, il fratello di Elia. Erano le 3.40 del mattino. Poco dopo, il ragazzo mor\u00ec in ospedale, le ferite erano troppo gravi. Dopo aver messo in atto la strage, Del Grande fugg\u00ec verso appunto \u00f2a Svizzera, da dove &#8211; pare &#8211; avrebbe voluto raggiungere <strong>Santo Domingo<\/strong>. L\u00ec, infatti, aveva conosciuto una ragazza con la quale era nata una relazione che, per\u00f2, non era vista di buon occhio dai familiari di Del Grande. E fu questa \u2019 la miccia\u2019, come ha raccontato proprio Del Grande al momento <strong>della confessione<\/strong> davanti agli inquirenti, questo il vero motivo della mattanza. <\/p>\n<p><strong>Un odio,<\/strong> quello nutrito nei confronti dei familiari, che \u00e8 cresciuto sempre pi\u00f9 nel tempo. Fu proprio Elia a dichiararlo in un\u2019intervista nella quale parl\u00f2 della sua infanzia, del difficile rapporto con la madre e col fratello, dei <strong>turbolenti anni dell\u2019adolescenza<\/strong>, della sua passione per i coltelli (tanto da averne in casa pi\u00f9 di trecento), del gruppo di skinhead del quale era entrato a far parte e della droga di cui faceva uso.  <\/p>\n<p>Il processo di Varese si chiuse con una condanna a tre ergastoli, ma in Appello fu riconosciuta la semi infermit\u00e0 mentale del 22enne e la pena fu quindi ridotta a trent\u2019anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Modena, 1 novembre 2025 \u2013\u00a0L\u2019autore della strage di Cadrezzate \u00e8 in fuga. 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