{"id":194304,"date":"2025-11-01T11:49:10","date_gmt":"2025-11-01T11:49:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/194304\/"},"modified":"2025-11-01T11:49:10","modified_gmt":"2025-11-01T11:49:10","slug":"ecco-i-minilab-3-0-laboratori-intelligenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/194304\/","title":{"rendered":"ecco i MiniLab 3.0, laboratori intelligenti"},"content":{"rendered":"<p>A Napoli, nelle officine e nelle camere bianche di Gianturco della Ali (Aerospace Laboratory for Innovative components), si sta costruendo una parte del prossimo capitolo della ricerca spaziale italiana. L\u2019Agenzia Spaziale Italiana ha affidato alla societ\u00e0 del gruppo campano <strong>Space Factory<\/strong>, la realizzazione dei <strong>MiniLab 3.0<\/strong> che voleranno a bordo del microsatellite<strong> IREOS-0 nel 2027<\/strong>. Una missione che segna l\u2019avvio del programma <strong>IRENESAT-ORBITAL<\/strong>, dedicato alla sperimentazione in orbita nel campo delle scienze della vita e delle applicazioni biopharma. Ed \u00e8 un\u2019operazione che nasce e si sviluppa a Napoli, coinvolgendo universit\u00e0, ricercatori, ingegneri, tecnici. <\/p>\n<p><p>APPROFONDIMENTI<\/p>\n<\/p>\n<p>I minilaboratori  <\/p>\n<p>Il cuore del progetto sono i MiniLab 3.0, <strong>piccoli laboratori \u201cintelligenti\u201d<\/strong> automatizzati, capaci di condurre e gestire una mole elevata di esperimenti in microgravit\u00e0. La loro particolarit\u00e0 non \u00e8 solo la miniaturizzazione (misurano 10&#215;20 centimetri), ma la possibilit\u00e0 per gli scienziati a Terra di controllare in tempo reale ci\u00f2 che avviene a bordo tramite un tablet. Un gesto ordinario nella vita quotidiana, che in questo caso permette di intervenire su reazioni biologiche e processi cellulari a centinaia di chilometri dalla <strong>superficie terrestre<\/strong>. <\/p>\n<p><a class=\"link_item\" data-linked_from=\"9161335\" href=\"https:\/\/www.ilmattino.it\/cambio_di_paradigma\/energia_istruzione_green_piano_mattei_nuovo_corso_a_sostegno_delle_imprese-9155240.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Energia, istruzione, green Piano Mattei: nuovo corso a sostegno delle imprese<\/a><\/p>\n<p>All\u2019interno dei MiniLab saranno condotti <strong>gli esperimenti Gaia e AstroGut<\/strong>. Gaia, ideato dal team della Sapienza di Roma, studier\u00e0 la crescita del grano utilizzando sia suolo terrestre sia materiale lunare simulato. L\u2019obiettivo \u00e8 verificare se una coltivazione stabile sia possibile in un contesto privo di gravit\u00e0 e con risorse limitate, come potrebbe accadere nelle future basi lunari. AstroGut, sviluppato dall\u2019Universit\u00e0 Federico II di Napoli, analizzer\u00e0 invece il comportamento del microbiota intestinale umano in orbita, per capire come la microgravit\u00e0 possa influire sull\u2019equilibrio del corpo. Entrambi gli esperimenti cercano risposte a domande che riguardano non solo l\u2019esplorazione spaziale, ma la salute e la nutrizione sulla Terra. \u00abMonitoriamo gli esperimenti, vediamo anche come possono essere corretti: ogni minilaboratorio permette di effettuare pi\u00f9 di 126 esperimenti ovvero un solo esperimento con 126 variazioni\u00bb spiega Norberto Salza, founder di Space Factory. \u00abAll&#8217;interno dei minilaboratori ci sono degli iniettori che portano i fluidi alle celle abbiamo gi\u00e0 effettuato una importante sperimentazione sia sull&#8217;osteoporosi sia sulla fecondazione negli anni precedenti\u00bb sottolinea Francesco Punzo, responsabile dei programmi del gruppo Space Factory. <\/p>\n<p>Lo scudo termico  <\/p>\n<p>Il rientro del microsatellite rappresenta <strong>un altro punto decisivo<\/strong>. Grazie allo scudo termico flessibile IRENE, sviluppato da Ali con Cira e Federico II, IREOS-0 potr\u00e0 tornare integro sulla Terra. La struttura, dispiegabile e leggera, protegge il satellite dalle alte temperature del rientro orbitale. Una tecnologia che mira a ridurre i costi delle missioni e il fenomeno dei detriti spaziali, consentendo il recupero e il riutilizzo dei moduli. \u00c8 un esempio concreto di come la ricerca campana sia intervenuta non su un dettaglio, ma su una delle sfide principali dell\u2019industria spaziale contemporanea: rendere sostenibili le missioni ripetute. Questa traiettoria non nasce all\u2019improvviso. Negli ultimi anni, la Regione Campania ha sostenuto lo sviluppo di tecnologie aerospaziali attraverso fondi europei, individuando il settore come uno dei pilastri della propria strategia industriale. \u00abEssere al fianco di realt\u00e0 come il<strong> Gruppo Space Factory <\/strong>significa credere in un Sud che sperimenta, osa e costruisce futuro\u00bb ha osservato Valeria Fascione, assessore a Ricerca, Innovazione e Startup, richiamando il ruolo della collaborazione tra imprese e universit\u00e0 nel consolidare un ecosistema produttivo stabile. Una visione condivisa dal Distretto Aerospaziale della Campania, che riunisce aziende, atenei e centri di ricerca. \u00abQuesto risultato \u00e8 il frutto della capacit\u00e0 di creare sinergie virtuose tra imprese, universit\u00e0 e ricerca\u00bb ha spiegato il presidente Luigi Carrino, sottolineando come la Campania sia diventata un punto di riferimento europeo nell\u2019aerospazio. <\/p>\n<p><a class=\"link_item\" data-linked_from=\"9161335\" href=\"https:\/\/www.ilmattino.it\/cambio_di_paradigma\/napoli_culla_delle_startup_premiate_le_idee_sostenibili-9155178.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Napoli, culla delle startup: premiate le idee sostenibili<\/a><\/p>\n<p>La missione <strong>IREOS-0\/Amalia<\/strong>, dedicata ad Amalia Ercoli Finzi, prima ingegnera aerospaziale italiana, non \u00e8 una conclusione, ma un inizio. Le missioni successive, previste nel 2028 e 2029, potranno ospitare fino a tre MiniLab contemporaneamente, ampliando la possibilit\u00e0 di condurre studi complessi e integrati. Una progressione che porta il settore campano non solo dentro la filiera spaziale globale, ma in posizioni di leadership tecnologica. \u00abIl contratto appena firmato conferma il forte interesse dell\u2019Asi nelle nuove opportunit\u00e0 offerte alla sperimentazione in orbita di applicazioni biopharma e scienze della vita. Prevediamo che questo settore diventer\u00e0 sempre pi\u00f9 strategico nei prossimi anni anche grazie all\u2019ingresso dei privati nelle attivit\u00e0 in orbita terrestre e quelle legate all\u2019esplorazione della Luna e di Marte\u00bb interviene Mario Cosmo, direttore Scienza e Innovazione dell&#8217;Agenzia Spaziale Italiana. \u00abLa sperimentazione in assenza di gravit\u00e0 e nel settore biopharma nello spazio, fino a pochi anni fa un&#8217;attivit\u00e0 di frontiera, oggi \u00e8 uno dei settori pi\u00f9 promettenti nello sviluppo della economia dell\u2019orbita bassa\u00bb aggiunge Massimo Comparini, managing director Leonardo Space Division e presidente CdA Thales Alenia Space. <\/p>\n<p>\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A Napoli, nelle officine e nelle camere bianche di Gianturco della Ali (Aerospace Laboratory for Innovative components), si&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":194305,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[1537,90,89,20471,116887,248,195,198,199,197,200,201,8041,194,196],"class_list":{"0":"post-194304","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-laboratori","12":"tag-minilab","13":"tag-napoli","14":"tag-science","15":"tag-science-and-technology","16":"tag-scienceandtechnology","17":"tag-scienza","18":"tag-scienza-e-tecnologia","19":"tag-scienzaetecnologia","20":"tag-spazio","21":"tag-technology","22":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115474292054586550","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/194304","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=194304"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/194304\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/194305"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=194304"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=194304"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=194304"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}