{"id":1947,"date":"2025-07-23T01:15:10","date_gmt":"2025-07-23T01:15:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/1947\/"},"modified":"2025-07-23T01:15:10","modified_gmt":"2025-07-23T01:15:10","slug":"il-jobs-act-non-esiste-piu-e-non-sara-landini-ad-abolirlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/1947\/","title":{"rendered":"Il Jobs Act non esiste pi\u00f9 e non sar\u00e0 Landini ad abolirlo"},"content":{"rendered":"<p>A meno di due mesi dai falliti referendum sul lavoro promossi dalla Cgil, arriva la Corte Costituzionale a smontare ancora una volta un pezzo del Jobs Act, la riforma del lavoro approvata nel 2015 durante il governo guidato da Matteo Renzi. La Consulta \u00e8 intervenuta per la sesta volta in dieci anni dall\u2019entrata in vigore della legge. Questa volta per dire che \u00e8 incostituzionale il tetto di sei stipendi di risarcimento che spetta al lavoratore di una piccola impresa fino a quindici dipendenti in caso di licenziamento illegittimo.<\/p>\n<p>Viene meno cos\u00ec un altro tassello della riforma renziana, dopo le sentenze della Corte e gli interventi legislativi che negli anni hanno gi\u00e0 modificato il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, la disciplina dei contratti a termine e le regole sulla fine del rapporto di lavoro contenute nella legge delega.<\/p>\n<p>La questione dei risarcimenti nelle piccole imprese, tra l\u2019altro, era oggetto del secondo quesito del referendum dell\u20198 e 9 giugno della Cgil. Il quesito ha ottenuto l\u201987,3 per cento di S\u00ec, ma il mancato raggiungimento del quorum ha sbarrato la strada ai promotori dell\u2019\u00ababolizione\u00bb del Jobs Act. Abolizione che ora, per uno scherzo del destino, su sollecitazione della Consulta, potrebbe trovarsi a dover fare proprio l\u2019attuale maggioranza di destra. Che per\u00f2 si era opposta al referendum promosso da Maurizio Landini e sostenuto dal Pd di Elly Schlein.<\/p>\n<p>La differenza nella somma del risarcimento tra imprese grandi e piccole in realt\u00e0 non se l\u2019\u00e8 inventata il Jobs Act. Gi\u00e0 la legge 604 del 1966 sui licenziamenti (a cui si faceva riferimento nel secondo quesito del referendum) e anche lo Statuto dei lavoratori del 1970 prevedevano la distinzione.<\/p>\n<p>Nel secondo quesito del referendum di giugno, si proponeva di eliminare la soglia massima del risarcimento per le piccole imprese, lasciando del tutto alla decisione del giudice l\u2019ammontare complessivo dell\u2019indennizzo da riconoscere al lavoratore. La Consulta, invece, ora fa un ragionamento diverso. La sentenza 118 (accogliendo parzialmente una questione sollevata dal Tribunale di Livorno) fa riferimento all\u2019articolo 9, comma 1, del decreto legislativo numero 23 del 2015 del Jobs Act. Secondo la Corte Costituzionale, l\u2019imposizione del limite massimo di sei mensilit\u00e0 \u00abfisso e insuperabile, a prescindere dalla gravit\u00e0 del vizio del licenziamento\u00bb, in aggiunta alla previsione del dimezzamento degli importi (indicati agli articoli 3, comma 1, 4, comma 1, e 6, comma 1, del Decreto legislativo n. 23 del 2015), fa s\u00ec che l\u2019ammontare dell\u2019indennit\u00e0 sia \u00abcircoscritto entro una forbice cos\u00ec esigua da non consentire al giudice di rispettare i criteri di personalizzazione, adeguatezza e congruit\u00e0 del risarcimento del danno sofferto dal lavoratore illegittimamente licenziato\u00bb. Per i giudici, con un indennizzo cos\u00ec basso, verrebbe anche meno \u00abla funzione deterrente della stessa indennit\u00e0 nei confronti del datore di lavoro\u00bb. Anche perch\u00e9 nelle piccole imprese il risarcimento \u00e8, di fatto, l\u2019unica tutela contro i licenziamenti arbitrari.<\/p>\n<p>La Corte in aggiunta considera che, nel determinare l\u2019entit\u00e0 del risarcimento, non si possa pi\u00f9 fare riferimento solo all\u2019unico criterio del numero dei dipendenti. Questo perch\u00e9 la forma e la sostanza delle imprese sono mutate. Prendendo come riferimento la legislazione europea e italiana sulla crisi d\u2019impresa, i giudici sottolineano che \u00abil criterio del numero dei dipendenti non costituisce l\u2019esclusivo indice rivelatore della forza economica dell\u2019impresa e quindi della sostenibilit\u00e0 dei costi connessi ai licenziamenti illegittimi\u00bb. Possono ad esempio esserci pochi lavoratori assunti da grandi imprese, come nel caso delle sedi nazionali delle Big Tech che hanno invece molti collaboratori sparsi, per le quali non vale la logica della protezione delle piccole imprese.<\/p>\n<p>L\u2019effetto concreto della pronuncia farebbe s\u00ec che se per le grandi imprese in caso di licenziamento illegittimo sanzionato con il risarcimento, il range da corrispondere al lavoratore resta compreso tra sei e trentasei mensilit\u00e0, per le piccole imprese fino a quindici dipendenti, restando la regola del dimezzamento delle mensilit\u00e0, rispetto al precedente limite compreso tra un minimo di tre a un massimo di sei mensilit\u00e0, adesso con il venir meno della soglia di sei mensilit\u00e0 si passa ad una forbice pi\u00f9 estesa compresa tra un minimo di tre e un massimo di diciotto mensilit\u00e0 sulle quali potr\u00e0 decidere il giudice del lavoro.<\/p>\n<p>\u00abLa Corte Costituzionale reintroduce per via giudiziale ci\u00f2 che il referendum non ha potuto ottenere per via democratica\u00bb, fa notare l\u2019avvocato Francesco Antonio La Badessa, partner dello Studio Ichino Brugnatelli e Associati. Il segretario della Cgil Maurizio Landini esulta. Soddisfatti anche i partiti di sinistra che avevano sostenuto la campagna per il \u00abs\u00ec\u00bb ai referendum abrogativi. Preoccupate, invece, le associazioni delle piccole imprese, per il rischio di aggravio dei costi. Unimprese fa notare che in Italia ci sono 4,1 milioni di aziende con meno di dieci dipendenti che impiegano 7,7 milioni di lavoratori. Secondo l\u2019associazione, dopo la sentenza, queste piccole aziende correrebbero ora il rischio di dover pagare anche 12-18 mensilit\u00e0 di retribuzione, con una media di 30-40mila euro di risarcimento.<\/p>\n<p>Non a caso, la Consulta aggiunge anche \u00abl\u2019auspicio di un intervento legislativo\u00bb per stabilire nuovi criteri certi. Lo aveva gi\u00e0 fatto in realt\u00e0 nel 2022, quando con la sentenza 183 del 2022 aveva evidenziato l\u2019illegittimit\u00e0 dell\u2019articolo 9 del decreto 23 del 2015, lanciando un monito al legislatore perch\u00e9 intervenisse, altrimenti sarebbero intervenuto i giudici della Consulta. In assenza di un intervento del legislatore, quindi, tre anni dopo \u00e8 arrivato il pronunciamento.<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019ennesima modifica del Jobs Act attuata dalla Corte Costituzionale. La prima sentenza contro il contratto a tutele crescenti \u00e8 arrivata nel 2018, una seconda nel 2020 sempre in relazione all\u2019indennit\u00e0 risarcitoria. Solo nel 2024, le sentenze della Consulta che hanno dichiarato incostituzionali alcune parti del Jobs Act sono state tre. A questo si aggiungono gli interventi legislativi sui contratti a termine e l\u2019innalzamento del tetto massimo del risarcimento dal 2018 in poi, che gi\u00e0 da tempo fanno dire a esperti e giuslavoristi che sarebbe il caso di rimettere mano e riordinare le regole sui licenziamenti, troppo caotiche e frammentate.<\/p>\n<p>La stessa Corte costituzionale ha sollecitato il legislatore a un intervento di semplificazione e razionalizzazione. Anche perch\u00e9, con quest\u2019ultima pronuncia, non solo aumenta il rischio di contenziosi. Ma anche l\u2019incertezza per le imprese sui costi della eventuale fine di un rapporto di lavoro, e per i lavoratori che vogliano far valere le loro tutele.<\/p>\n<p>Alla fine quelli che avevano proposto e sostenuto il referendum contro il Jobs Act almeno su un quesito sembrano aver vinto. Il tetto al risarcimento per le piccole aziende sparisce e servir\u00e0 riscrivere le norme in materia. Ma a doverlo fare sar\u00e0, con molta probabilit\u00e0 la maggioranza di governo che si era opposta al referendum, facendo campagna per l\u2019astensione.<\/p>\n<p>Walter Rizzetto, deputato di Fratelli d\u2019Italia, presidente della Commissione Lavoro alla Camera, nonch\u00e9 colui che ha affossato il salario minimo di Landini e Schlein, ha gi\u00e0 detto di essere pronto \u00abad aprire una riflessione nel pieno rispetto delle decisioni della Consulta che sono legittime e intoccabili\u00bb. Salvo ricordare che \u00abquanto stiamo vivendo oggi \u00e8 frutto di una mancata manutenzione delle norme del Jobs Act, passaggio che doveva essere a cura degli stessi governi che l\u2019avevano proposto e realizzato\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A meno di due mesi dai falliti referendum sul lavoro promossi dalla Cgil, arriva la Corte Costituzionale a&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1948,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[14,8,1537,90,89,4102,190,7,15,82,9,83,10,13,11,80,84,12,81,85],"class_list":{"0":"post-1947","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultime-notizie","8":"tag-cronaca","9":"tag-headlines","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-jobs-act","14":"tag-lavoro","15":"tag-news","16":"tag-notizie","17":"tag-notizie-di-cronaca","18":"tag-notizie-principali","19":"tag-notiziedicronaca","20":"tag-notizieprincipali","21":"tag-titoli","22":"tag-ultime-notizie","23":"tag-ultime-notizie-di-cronaca","24":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","25":"tag-ultimenotizie","26":"tag-ultimenotiziedicronaca","27":"tag-ultimenotizieenewsdioggi"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1947","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1947"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1947\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1948"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1947"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1947"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1947"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}