{"id":195206,"date":"2025-11-02T00:25:15","date_gmt":"2025-11-02T00:25:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/195206\/"},"modified":"2025-11-02T00:25:15","modified_gmt":"2025-11-02T00:25:15","slug":"tempesta-solare-lagenzia-spaziale-europea-fa-le-prove-di-apocalisse-simulandone-una-catastrofica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/195206\/","title":{"rendered":"Tempesta solare, l\u2019Agenzia spaziale europea fa le prove di apocalisse simulandone una catastrofica"},"content":{"rendered":"<p>Viene naturale, a questo punto, porsi due domande. Uno, quanto \u00e8 probabile che <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/attivita-del-sole-sta-aumentando-non-previsto-esperti-nasa-non-sanno-spiegare-perche\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">un evento del genere<\/a> succeda di nuovo, e soprattutto due, cosa ne sarebbe di noi in questa eventualit\u00e0. La risposta alla prima \u00e8 altamente incerta: gli esperti ritengono che la probabilit\u00e0 di un evento di magnitudine simile a quello di Carrington \u00e8 considerata \u201cbassa\u201d, con una frequenza che varia tra i 100 e i 500 anni. La risposta alla seconda \u00e8 piuttosto sconfortante: se il fenomeno si ripetesse oggi, non metterebbe fuori uso soltanto i telegrafi o la routine dei minatori, ma l\u2019intera nostra civilt\u00e0, devastando reti elettriche, satelliti, Gps, internet, telecomunicazioni e tutto quello che gli gira attorno. <strong>Un collasso globale costosissimo e pericolosissimo, insomma<\/strong>. Fortunatamente, c\u2019\u00e8 chi sta cercando di non farsi trovare impreparato: \u00e8 proprio per essere pronti ad affrontare questo scenario da incubo che l\u2019<a href=\"https:\/\/www.wired.it\/topic\/esa\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Agenzia spaziale europea<\/a> (Esa) ha recentemente condotto una delle <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/gemello-digitale-terra-destination-earth-lumi\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">simulazioni pi\u00f9 complesse e realistiche di sempre<\/a>, mettendo i suoi team di controllo di fronte a una tempesta solare di classe Carrington. L\u2019esercitazione si \u00e8 svolta in vista del <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/sentinel-1c-satellite-italiano-esa-lancio-vega-c\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">lancio del satellite <strong>Sentinel-1D<\/strong><\/a>, previsto per il 4 novembre prossimo, per testare <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/scienza\/spazio\/2015\/06\/23\/sentinel-satellite-europeo\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">la resilienza delle procedure e dei sistemi<\/a> in condizioni cos\u00ec estreme.<\/p>\n<p>Per capire cosa significhi affrontare (anche solo per finta) uno scenario cos\u00ec catastrofico, abbiamo parlato con <strong>Thomas Ormston<\/strong>, <strong>vice responsabile delle operazioni spaziali per Sentinel-1.<\/strong> Ormston, che ha oltre 20 anni di esperienza nel controllo delle sonde spaziali, era nella sala di controllo durante la simulazione, e ci ha raccontato in dettaglio come il suo team ha gestito il panico, preso decisioni critiche in pochi minuti e lottato per salvare un satellite mentre, virtualmente, il mondo andava in pezzi.<\/p>\n<p><strong>\u201cSe un evento del genere dovesse verificarsi, non ci sarebbero buone soluzioni. L\u2019obiettivo sarebbe solo quello di limitare i danni\u201d: <a href=\"https:\/\/www.esa.int\/Space_Safety\/Space_weather\/Flying_through_the_biggest_solar_storm_ever_recorded\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">lo ha detto lei<\/a>, commentando lo scenario di una tempesta solare tipo Carrington. \u00c8 davvero cos\u00ec tremendo come sembra?<\/strong><\/p>\n<p>Certamente. I danni che un evento simile a quello di Carrington provocherebbe oggi sulla Terra e nello spazio sarebbero <strong>estremi<\/strong>. Gli effetti di una tempesta solare di questo tipo sono molteplici e ci colpirebbero in modi diversi, dall\u2019interruzione delle comunicazioni radio all\u2019alterazione del campo magnetico terrestre, fino all\u2019impatto di radiazioni e particelle cariche, in particolare sui nostri satelliti nello spazio. A terra, causerebbe problemi alle reti elettriche, agli oleodotti e a moltissime infrastrutture critiche. Se dovesse accadere davvero, noi che lavoriamo nel settore aerospaziale avremmo a che fare con il peggior scenario immaginabile. Non solo avremmo problemi tecnici con i nostri satelliti, ma anche i sistemi su cui facciamo affidamento, come il <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/gps-blackout-conseguenze-stati-uniti\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Gps<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/attualita\/tech\/2016\/12\/15\/galileo-sistema-satellitare-europeo\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Galileo<\/a>, sarebbero in grande difficolt\u00e0. Ci sarebbero problemi con i computer e con la rete internet a terra. Inoltre, anche se questo aspetto non \u00e8 entrato nella simulazione, l\u2019impatto che questo evento avrebbe sulla societ\u00e0 sarebbe catastrofico, e trovarsi chiusi in una sala di controllo mentre fuori va tutto a rotoli sarebbe un\u2019ulteriore sfida nella sfida. Ecco perch\u00e9 ho detto che non esistono buone soluzioni: tutto quello che potremmo fare \u00e8 cercare di gestire la situazione al meglio delle nostre capacit\u00e0 per limitare i danni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Viene naturale, a questo punto, porsi due domande. 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