{"id":195754,"date":"2025-11-02T10:50:10","date_gmt":"2025-11-02T10:50:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/195754\/"},"modified":"2025-11-02T10:50:10","modified_gmt":"2025-11-02T10:50:10","slug":"quante-ore-e-bene-camminare-a-settimana-per-proteggere-lintestino-dal-cancro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/195754\/","title":{"rendered":"Quante ore \u00e8 bene camminare a settimana per proteggere l\u2019intestino dal cancro"},"content":{"rendered":"<p>Camminare \u00e8 uno dei gesti pi\u00f9 semplici e naturali dell\u2019uomo, ma anche uno dei pi\u00f9 potenti <a href=\"https:\/\/www.leccotoday.it\/benessere\/salute\/camminare-ogni-giorno-contrasto-rischio-infarto-salute-.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">strumenti di prevenzione<\/a> che abbiamo a disposizione. Ogni passo compiuto non serve soltanto a spostarci da un luogo all\u2019altro: muovere il corpo in modo regolare significa stimolare l\u2019intero organismo, mantenere efficiente il metabolismo, sostenere il cuore, il cervello e persino il sistema immunitario. Oggi, nuove prove scientifiche dimostrano che il movimento pu\u00f2 diventare un vero scudo contro alcune delle forme di cancro pi\u00f9 temibili, quelle che colpiscono l\u2019apparato digerente.<\/p>\n<p>Una nuova ricerca, pubblicata sulla rivista <a href=\"https:\/\/jamanetwork.com\/journals\/jamaoncology\/article-abstract\/2840513?utm_campaign=articlePDF&amp;utm_medium=articlePDFlink&amp;utm_source=articlePDF&amp;utm_content=jamaoncol.2025.4159\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">JAMA Oncology<\/a> e illustrata dai colleghi di <a href=\"https:\/\/www.today.it\/benessere\/fitness\/quante-ore-camminare-ridurre-rischio-cancro-colon.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Today.it<\/a> ha messo in luce come un\u2019attivit\u00e0 fisica costante, anche moderata, sia in grado di ridurre in modo significativo il rischio di sviluppare tumori al colon, al fegato o al pancreas, e persino di morire a causa di queste patologie. Gli autori dello studio (un gruppo di epidemiologi e medici della Harvard T.H. Chan School of Public Health) parlano di risultati \u201crivoluzionari\u201d, che riscrivono le regole della prevenzione oncologica, perch\u00e9 chiariscono finalmente quanto conti la regolarit\u00e0 del movimento nel corso della vita.<\/p>\n<p>Lo studio e la ricerca negli anni<\/p>\n<p>Per arrivare a questa conclusione, i ricercatori hanno seguito nel tempo oltre 231.000 uomini e donne americani di et\u00e0 compresa tra i 40 e i 75 anni, osservandoli per un periodo di 32 anni. All\u2019inizio nessuno dei partecipanti aveva una storia di cancro o di malattie cardiache. I dati provenivano da tre grandi indagini epidemiologiche di lungo corso (la Health Professionals Follow-up Study, la Nurses\u2019 Health Study e la Nurses\u2019 Health Study II) che da decenni monitorano lo stato di salute di migliaia di persone negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Lo stile di vita e l&#8217;alimentazione<\/p>\n<p>Ogni 2 o 4 anni, i volontari compilavano questionari dettagliati sul proprio stile di vita, sull\u2019alimentazione e, soprattutto, sull\u2019attivit\u00e0 fisica svolta nel tempo libero: dalle semplici camminate al jogging, dal nuoto al ciclismo, fino agli esercizi di potenziamento muscolare. Incrociando queste informazioni con le cartelle cliniche, i ricercatori hanno potuto verificare oltre 6.500 nuove diagnosi di tumori gastrointestinali e quasi 3.800 decessi correlati a queste patologie.<\/p>\n<p>Quante ore camminare per ridurre il rischio di tumore<\/p>\n<p>L\u2019analisi ha rivelato che le persone pi\u00f9 attive avevano un rischio di ammalarsi ridotto di circa il 17% rispetto a chi conduceva una vita sedentaria. Ma il dato pi\u00f9 interessante riguarda la costanza nel tempo: mantenere un livello di attivit\u00e0 moderata &#8211; circa cinque ore di camminata veloce o due ore di corsa &#8211; nel corso degli anni si \u00e8 dimostrato il fattore pi\u00f9 protettivo in assoluto. Oltre questa soglia, i benefici tendevano a stabilizzarsi, mentre chi oscillava tra periodi di attivit\u00e0 e inattivit\u00e0 non otteneva gli stessi risultati.<\/p>\n<p>In sostanza, non \u00e8 la prestazione atletica a fare la differenza, ma la regolarit\u00e0 del movimento nel lungo periodo. Un\u2019abitudine costante che, secondo gli autori dello studio, contribuisce a prevenire l\u2019insorgenza di tumori che spesso impiegano decenni per svilupparsi, come quelli del colon, dello stomaco, del pancreas o del fegato.<\/p>\n<p>Il potere dell\u2019attivit\u00e0 fisica<\/p>\n<p>Il vantaggio non dipende soltanto dal mantenimento di un peso corporeo adeguato. L\u2019esercizio fisico, spiegano gli autori, agisce su diversi fronti: migliora la sensibilit\u00e0 all\u2019insulina e quindi il controllo degli zuccheri nel sangue; riduce l\u2019infiammazione cronica, terreno fertile per la crescita tumorale; rinforza il sistema immunitario, rendendolo pi\u00f9 efficiente nel riconoscere e distruggere le cellule malate. Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9. Il movimento regolare favorisce una migliore digestione, riducendo il tempo di permanenza delle tossine nell\u2019intestino e limitando cos\u00ec il contatto con le pareti intestinali.<\/p>\n<p>Il dottor Yiwen Zhang, coordinatore dello studio, ha spiegato che questi effetti \u201csistemici\u201d dell\u2019attivit\u00e0 fisica sono in grado di modificare in profondit\u00e0 i processi biologici che precedono la formazione del tumore. \u201cMolti tumori gastrointestinali impiegano decenni a svilupparsi &#8211; ha affermato &#8211; Per questo, mantenere un\u2019attivit\u00e0 fisica costante per tutta la vita \u00e8 probabilmente uno dei modi pi\u00f9 efficaci per prevenirli\u201d.<\/p>\n<p>Colpiti sempre di pi\u00f9 i giovani<\/p>\n<p>Nel 2024, i tumori dell\u2019apparato digerente &#8211; che comprendono quelli della bocca, della gola, dell\u2019esofago, dello stomaco, dell\u2019intestino, del pancreas, della cistifellea e del fegato &#8211; hanno rappresentato circa il 40% di tutti i decessi per cancro nel nostro Paese. In Italia, il tumore del colon-retto rimane una delle neoplasie pi\u00f9 diffuse: ogni anno si registrano quasi 49.000 nuovi casi, e per molte persone la diagnosi arriva ancora in stadio avanzato.<\/p>\n<p>Un dato che preoccupa gli esperti \u00e8 l\u2019et\u00e0 sempre pi\u00f9 bassa alla diagnosi. Il tumore del colon-retto, tradizionalmente associato a soggetti oltre i 60 anni, oggi colpisce con maggiore frequenza anche individui tra i 30 e i 40 anni. Le cause non sono ancora del tutto chiare, ma gli studiosi concordano sul ruolo determinante di abitudini di vita sempre pi\u00f9 sedentarie, alimentazione ricca di grassi e povera di fibre, sovrappeso, fumo e consumo di alcol. In questo contesto, l\u2019attivit\u00e0 fisica diventa non solo una buona abitudine, ma una vera e propria misura di salute pubblica.<\/p>\n<p>Anche pochi passi contano<\/p>\n<p>Lo studio di Harvard dimostra che il massimo beneficio si ottiene con livelli di attivit\u00e0 fisica superiori a quelli oggi raccomandati dalle linee guida internazionali. Attualmente, l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS) e i principali enti di salute pubblica consigliano agli adulti di praticare almeno 150 minuti di attivit\u00e0 moderata a settimana, oppure 75 minuti di attivit\u00e0 intensa, integrando esercizi di rafforzamento muscolare due volte a settimana.\u00a0<\/p>\n<p>Lo studio pubblicato su JAMA Oncology ha per\u00f2 mostrato che per ottenere la massima riduzione del rischio di tumori gastrointestinali servirebbero quantit\u00e0 quasi doppie di movimento: circa cinque ore di camminata veloce o due ore di corsa alla settimana, mantenute con costanza nel corso di decenni. Ci\u00f2 non significa che chi non raggiunge tali livelli sia destinato a non trarre beneficio.<\/p>\n<p>Gli stessi ricercatori invitano a non scoraggiarsi: anche quantit\u00e0 pi\u00f9 ridotte di esercizio, se praticate con regolarit\u00e0, producono vantaggi concreti per la salute generale e contribuiscono a ridurre il rischio di tumore. Un commento firmato dagli oncologi dell\u2019Universit\u00e0 di Sydney, pubblicato nella stessa rivista, conferma questo messaggio: \u201cNon tutti possono raggiungere gli standard ideali, ma anche piccole dosi di attivit\u00e0 fisica, mantenute nel tempo, hanno un impatto positivo sulla salute\u201d. In altre parole, non serve essere maratoneti: ci\u00f2 che conta davvero \u00e8 muoversi ogni giorno, con costanza e convinzione.<\/p>\n<p>L\u2019appello degli esperti<\/p>\n<p>Alla luce dei risultati di questo studio, gli esperti lanciano un appello ai governi e ai sistemi sanitari: serve un cambio di prospettiva nella promozione dell\u2019attivit\u00e0 fisica, che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere considerata un gesto individuale, ma una vera e propria strategia di salute pubblica. Significa progettare citt\u00e0 che invitino a camminare, creare spazi verdi accessibili, promuovere programmi di esercizio guidato e avviare campagne di sensibilizzazione che aiutino i cittadini a riconoscere nel movimento un investimento concreto nella propria longevit\u00e0.<\/p>\n<p>Le proiezioni per il 2040 parlano chiaro: a livello mondiale, i casi di tumore del colon retto sono destinati a crescere, con oltre 270.000 nuove diagnosi attese tra i giovani sotto i 50 anni. Di fronte a questi numeri, la prevenzione non pu\u00f2 pi\u00f9 limitarsi ai controlli periodici o a una dieta equilibrata. \u00c8 necessario integrare il movimento nella vita quotidiana, facendone una priorit\u00e0 non solo sanitaria, ma anche culturale e sociale. In fondo, il messaggio \u00e8 chiaro: per proteggere il corpo e la mente dai mali del futuro, non servono terapie costose n\u00e9 tecnologie sofisticate. Basta cominciare a camminare, ogni giorno, e non smettere pi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Camminare \u00e8 uno dei gesti pi\u00f9 semplici e naturali dell\u2019uomo, ma anche uno dei pi\u00f9 potenti strumenti di&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":195755,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[14424,1276,239,1537,90,89,374,240,58080],"class_list":{"0":"post-195754","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-camminata","9":"tag-corsa","10":"tag-health","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-prevenzione","15":"tag-salute","16":"tag-timori"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115479722576035646","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/195754","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=195754"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/195754\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/195755"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=195754"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=195754"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=195754"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}