{"id":196081,"date":"2025-11-02T15:42:09","date_gmt":"2025-11-02T15:42:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/196081\/"},"modified":"2025-11-02T15:42:09","modified_gmt":"2025-11-02T15:42:09","slug":"amedeo-goria-porta-il-caso-in-tribunale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/196081\/","title":{"rendered":"Amedeo Goria porta il caso in tribunale"},"content":{"rendered":"<p>Il giornalista sportivo<strong> Amedeo Goria<\/strong> \u00e8 sul piede di guerra. <strong>L\u2019oggetto del contendere \u00e8 un\u2019opera di Giorgio de Chirico \u201cLa storia di Venezia\u201d<\/strong>, olio su tela, 30 per 40 centimetri. Goria sostiene, prove alla mano, che l\u2019opera sia stata sottratta al padre nel 1969 per poi essere battuta all\u2019asta da Christie\u2019s per 35mila sterline. Il giornalista sostiene anche che il suo valore sarebbe \u201calmeno il triplo\u201d. L\u2019avvocato Paolo Mendolicchio che assiste Goria ha annunciato il prossimo due aprile \u00e8 stata fissata l\u2019udienza.<\/p>\n<p>Ma cosa \u00e8 accaduto esattamente? Gli investigatori hanno cerca di ricostruire tutti i passaggi della tela. Dopo il \u201cfurto\u201d del 1969, il quadro riappare dopo 50 anni con uno strato di vernice messo da chi lo ha nascosto per far s\u00ec che non venisse riconosciuto dagli esperti. <strong>Chi lo ha preso poi lo ha fatto restaurare per poi farlo autenticare a Roma. Nonostante il restauro, l\u2019opera d\u2019arte non era a quanto pare in condizioni ottimali<\/strong>, ma nonostante questo nel 2010 la casa d\u2019aste Christie\u2019s lo ha preso per farlo poi certificare dalla Fondazione de Chirico. Ma quest\u2019ultima lo ha rispedito al mittente: \u201cL\u2019opera era stata alterata per renderla irriconoscibile. Occorreva dunque ripristinare\u201da.<\/p>\n<p>Qui entra in gioco Marco Germasi che ha ritirato il dipinto, lo ha fatto restaurare e nel 2013 lo ha riportato alla Fondazione che lo ha certificato ed \u00e8 stato poi immesso nel mercato nel 2015.<\/p>\n<p>Come riporta La Repubblica, in una citazione dei carabinieri: \u201cGermasi aveva piena consapevolezza non solo del valore commerciale dell\u2019opera, <strong>ma soprattutto della sua provenienza delittuosa<\/strong>. E ha atteso il crepuscolo della vita dell\u2019originario proprietario per ripulirla, autenticarla e reimmetterla sul mercato. La perizia sui restauri certifica interventi maldestri e clandestini, eseguiti da soggetti non qualificati, funzionali a ostacolare l\u2019identificazione dell\u2019opera\u201d.<\/p>\n<p>Dunque sono state chieste perquisizioni, decreti di esibizione alla sede milanese di Christie\u2019s, una rogatoria in Inghilterra. In ballo<strong> ci sarebbero diversi reati: ricettazione, riciclaggio, esportazione illecita<\/strong>. Il pm chiede l\u2019archiviazione perch\u00e9 i reati di \u201criciclaggio di beni culturali, ricettazione culturale ed esportazione d\u2019arte\u201d sono stati introdotti nel codice penale solo nel 2022.<\/p>\n<p>Ma Amedeo Goria non ci sta e, assistito dal suo avvocato, \u00e8 pronto a presentarsi all\u2019udienza il prossimo 2 aprile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il giornalista sportivo Amedeo Goria \u00e8 sul piede di guerra. 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