{"id":196085,"date":"2025-11-02T15:45:22","date_gmt":"2025-11-02T15:45:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/196085\/"},"modified":"2025-11-02T15:45:22","modified_gmt":"2025-11-02T15:45:22","slug":"despised-icon-il-sentiero-della-guarigione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/196085\/","title":{"rendered":"DESPISED ICON \u2013 Il sentiero della guarigione"},"content":{"rendered":"<p><strong>A maggior ragione oggi, con la dicitura \u2018deathcore\u2019 tornata prepotentemente sulla bocca di tutti grazie all\u2019esplosione commerciale di band come Lorna Shore e Slaughter to Prevail, la ricomparsa dei Despised Icon \u00e8 di quelle in grado di rimettere le cose in prospettiva e ricordare al pubblico cosa significhi veramente suonare questo genere.<\/strong><br \/><strong>Assenti da ben sei anni dal mercato discografico (escludendo la compilation \u201cD\u00e9terr\u00e9\u201d del 2022), si pu\u00f2 dire infatti che Alex Erian e compagni abbiano tenuto fede alla loro nomea di band devastante con un disco, \u201cShadow Work\u201d, in grado di condensare vecchi e nuovi spunti in un flusso altamente efficace e contagioso, attualizzandosi (vedasi alcuni passaggi \u2018anneriti\u2019) senza per\u00f2 snaturare un DNA che \u00e8 e resta legato agli insegnamenti della vecchia scuola hardcore e death metal.<\/strong><br \/><strong>Musica aggressiva e profondamente dinamica, fatta per temprare tanto il corpo con i suoi riff e i suoi breakdown, quanto la mente grazie ai testi motivazionali di Erian, con il quale siamo riusciti a metterci in contatto su Teams un paio di settimane prima dell\u2019uscita dell\u2019album\u2026<\/strong><\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-630627\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"373\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/despised-icon-band-2025-700x373.jpg\"\/><br \/><strong>LE PRIME NOTIZIE SULLA LAVORAZIONE DI \u201cSHADOW WORK\u201d RISALGONO ORMAI A TRE ANNI FA, E CREDO CHE QUESTO LUNGO LASSO DI TEMPO SI RIFLETTA NEL CONTENUTO DELL\u2019ALBUM. PROBABILMENTE, PARLIAMO DEL VOSTRO LAVORO PI\u00d9 VARIO E CORAGGIOSO DI SEMPRE, SOPRATTUTTO PER COME AVETE DECISO DI SPINGERVI OLTRE LA VOSTRA COMFORT ZONE.<\/strong><br \/><strong>CON QUALE MENTALIT\u00c0 E CON QUALI OBIETTIVI VI SIETE APPROCCIATI A QUESTO DISCO?<\/strong><br \/>\u2013 Ti ringrazio per averlo notato, perch\u00e9 era esattamente la nostra intenzione. Sai, questo \u00e8 il nostro settimo album. Dopo ventitr\u00e9 anni di carriera, ci rendiamo conto che attorno ai Despised Icon esiste una componente nostalgica inevitabile\u2026 ma noi siamo concentrati sull\u2019oggi e sul futuro.<br \/>Per questo considero \u201cShadow Work\u201d il nostro lavoro pi\u00f9 completo di sempre. In passato eravamo una touring band a tempo pieno: dischi ogni due o tre anni, scadenze fisse, l\u2019obbligo di pubblicare entro una certa data per poter poi partire con il tour mondiale\u2026 Tutto era una corsa contro il tempo. Spesso entravamo in studio con met\u00e0 album scritto e dovevamo completarlo durante le sessioni di registrazione.<br \/>Da quelle situazioni nasceva molta magia, certo, ma anche tanta volatilit\u00e0 e urgenza. Eppure, riascoltando i nostri vecchi lavori, mi sono spesso ritrovato a pensare: \u201cquesto riff poteva essere migliore, questa parte non funziona davvero\u201d.<br \/>Con \u201cShadow Work\u201d volevo liberarmi da quella sensazione. Abbiamo deciso di prenderci tutto il tempo necessario. Sei anni. Eric (Jarrin, chitarre, ndr) ed io abbiamo scritto insieme la musica, io ho curato tutti i testi. Ci siamo messi alla prova, come persone e come musicisti. Il risultato \u00e8, credo, un album coeso, ma anche un viaggio emozionale, lirico e musicale. Abbiamo cesellato ogni brano, scartato riff, migliorato arrangiamenti\u2026 e credo che tutto questo si senta. \u00c8 un disco con molte sfumature, tante influenze diverse \u2014 alcune nuove, altre che rimandano al nostro passato \u2014 e ogni canzone ha una sua identit\u00e0 precisa.<\/p>\n<p><strong>DIREI CHE HA ANCHE UN\u2019ATMOSFERA PI\u00d9 CUPA DEL SOLITO, CON ATMOSFERE E SOLUZIONI AI LIMITI DEL BLACK METAL. \u00c8 STATA UNA SCELTA CONSAPEVOLE O FRUTTO DI UN\u2019EVOLUZIONE NATURALE?<\/strong><br \/>\u2013 Direi naturale. La bellezza della musica \u2014 e di questa band \u2014 \u00e8 proprio che non deve per forza essere pianificata. Ti apri, crei, e quello che viene fuori \u00e8 semplicemente lo specchio del momento che stai vivendo.<br \/>Come ti dicevo, \u201cShadow Work\u201d ha richiesto sei anni di scrittura e registrazione. Dentro c\u2019\u00e8 un arco pi\u00f9 ampio di esperienze di vita e di influenze, e questo lo rende pi\u00f9 vario. Per quanto riguarda le influenze black metal, s\u00ec, fanno parte del mix.<br \/>Siamo tutti ascoltatori onnivori: amiamo l\u2019hardcore, il deathcore, il death metal\u2026 ma anche il black metal. Per Steve \u2014 il nostro altro cantante \u2014 il black metal \u00e8 una delle influenze principali. Ha avuto una vita difficile, e questo tipo di musica lo aiuta, come aiuta anche me, a incanalare esperienze e sentimenti negativi in qualcosa di positivo.<br \/>Il black metal ha quella sincerit\u00e0 brutale, quella profondit\u00e0 emotiva che permette di trasformare il dolore in catarsi. Non siamo certo una band black metal, ma quell\u2019energia oscura fa parte del DNA di \u201cShadow Work\u201d. \u00c8, appunto, catartico.<\/p>\n<p><strong>PARLIAMO DELLA COPERTINA DI SHADOW WORK, ANCORA UNA VOLTA REALIZZATA DA ELIRAN KANTOR. L\u2019IMMAGINE DEL PERSONAGGIO CHE SI STRAPPA LA MASCELLA E LA USA COME CORONA \u00c8 DAVVERO POTENTE. DA DOVE NASCE?<\/strong><br \/>\u2013 Eliran \u00e8 un vero artista. Vive e respira la sua arte, e per lui ogni opera ha un significato profondo. Credo che la musica, per me, abbia lo stesso valore che l\u2019arte visiva ha per lui. Lavorare con lui \u00e8 naturale, ci capiamo al volo.<br \/>Avevamo gi\u00e0 collaborato su \u201cPurgatory\u201d. All\u2019epoca lo contattai all\u2019ultimo minuto e lui mi disse: \u201c\u00c8 troppo tardi!\u201d. Ma poi gli esposi il concept e mi rispose: \u201cOk, \u00e8 una figata, lo faccio\u201d. Stavolta ho imparato la lezione e l\u2019ho contattato con largo anticipo per assicurarmi che fosse disponibile.<br \/>L\u2019idea \u00e8 nata a Berlino, nel backstage di un nostro concerto con i Decapitated nel 2022. Gli dissi che \u201cShadow Work\u201d sarebbe stato un disco molto introspettivo e che volevo una copertina che lo rappresentasse. Gli proposi due idee: qualcuno che si apre mostrando il proprio interno, o qualcuno con una corona di spine.<br \/>E lui mi rispose: \u201cPerch\u00e9 non uniamo le due cose?\u201d. Cos\u00ec \u00e8 nata la figura che si strappa la mascella per incoronarsi con essa: una sorta di \u2018corona del dolore\u2019. Ho subito pensato: \u201c\u00e8 geniale\u201d. In pochi minuti avevamo definito tutto. A volte l\u2019arte nasce cos\u00ec, d\u2019istinto.<\/p>\n<p><strong>DAL PUNTO DI VISTA LIRICO, ESISTE UN FILO CONDUTTORE CHE LEGA I BRANI DEL DISCO?<\/strong><br \/>\u2013 Assolutamente s\u00ec. \u201cShadow Work\u201d \u00e8 un disco profondamente introspettivo. I Despised Icon non sono mai stati una band politica o religiosa; per noi la musica \u00e8 uno strumento di sfogo personale.<br \/>Io e Steve scriviamo per liberare le nostre frustrazioni, per parlare degli ostacoli che incontriamo e per trasformare le esperienze negative in qualcosa di costruttivo.<br \/>Nei miei testi passati raccontavo molto i momenti bui. Con \u201cShadow Work\u201d invece cerco di reagire, di attuare un cambiamento reale: migliorarmi fisicamente, mentalmente, anche a livello economico. Non ci sono ancora riuscito del tutto, ma fa parte del percorso \u2014 e questo disco \u00e8 parte del processo.<br \/>Oggi sento di pi\u00f9 il peso della mortalit\u00e0. Sto per compiere quarantacinque anni, non ho pi\u00f9 quella sensazione d\u2019invincibilit\u00e0 che avevo a vent\u2019anni. Ho perso amici, familiari, persone care. Voglio dare valore a ci\u00f2 che resta davanti a me, e \u201cShadow Work\u201d rappresenta proprio questo.<\/p>\n<p><strong>NEGLI ANNI LA FORMAZIONE DEI DESPISED ICON \u00c8 RIMASTA MOLTO STABILE, COSA RARA PER UNA BAND CON UNA CARRIERA COS\u00cc LUNGA. QUANTO CONTA L\u2019EQUILIBRIO UMANO PER LA SOPRAVVIVENZA DI UN GRUPPO?<\/strong><br \/>\u2013 \u00c8 la cosa pi\u00f9 importante, senza dubbio. Eric \u2014 con cui gestisco la band \u2014 lo conosco da quando avevo diciassette anni. Abbiamo fondato i Despised Icon nell\u2019estate del 2000 e ci siamo presi il nostro tempo per costruire la formazione giusta.<br \/>Prima ancora di suonare dal vivo, abbiamo passato un anno e mezzo insieme a scrivere e cementare il legame umano. Ed \u00e8 questo che ci ha permesso di durare.<br \/>Sai, nel 2010 ci siamo sciolti proprio perch\u00e9 sentivamo di non poter andare avanti senza quella formazione, senza quel nucleo. Alcuni avevano avuto figli, altri nuovi lavori, e continuare con musicisti diversi sarebbe sembrato come suonare in una cover band dei Despised Icon. Quindi abbiamo chiuso, convinti che fosse definitivo.<br \/>Poi, dopo qualche anno, la distanza ha riacceso il desiderio di suonare insieme: cos\u00ec, nel 2014 abbiamo fatto qualche show di reunion, nel 2016 abbiamo firmato con Nuclear Blast e pubblicato \u201cBeast\u201d.<br \/>E ora eccoci qui, quasi dieci anni dopo, con il nostro settimo album e ancora la stessa squadra. Siamo come una famiglia. Se uno di noi non pu\u00f2 esserci, non suoniamo. Preferiamo fare pochi concerti, venti all\u2019anno, piuttosto che snaturarci. Non cerchiamo di diventare pi\u00f9 grandi o pi\u00f9 famosi.<br \/>Ci basta essere qui, far parte della comunit\u00e0 metal, restare creativi. Alla fine, l\u2019unica cosa che conta \u00e8 l\u2019amore per la musica. \u00c8 quello che tiene vivo tutto.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 CURIOSO PENSARE CHE IL PERIODO DELLA REUNION HA ORMAI SUPERATO QUELLO DELLA PRIMA FASE DELLA BAND\u2026<\/strong><br \/>\u2013 \u00c8 vero! Anche se bisogna dire che in mezzo c\u2019\u00e8 stato il Covid, che ci ha tenuti fermi per pi\u00f9 di due anni. Oggi facciamo molti meno concerti rispetto ai tempi d\u2019oro, ma paradossalmente questo li rende pi\u00f9 speciali. La gente sa che, se veniamo nella loro citt\u00e0, potrebbe passare molto tempo prima di rivederci \u2014 e allora partecipa con un\u2019intensit\u00e0 diversa.<br \/>\u00c8 qualcosa di magico. Nessuno ci deve niente, eppure, dopo vent\u2019anni, c\u2019\u00e8 ancora chi ci sostiene o chi ci scopre per la prima volta. \u00c8 bellissimo.<\/p>\n<p><strong>COME PERCEPISCI LA SCENA DEATHCORE CONTEMPORANEA RISPETTO A QUELLA DEI PRIMI ANNI DUEMILA? PERSONALMENTE, MI SEMBRA CHE MOLTE BAND OGGI ABBIANO UN PO\u2019 PERSO DI VISTA IL SIGNIFICATO STESSO DEL GENERE, OSSIA VERO DEATH METAL E VERO HARDCORE FUSI INSIEME. VOGLIO DIRE, SE PENSO AI DESPISED ICON, MI VENGONO IN MENTE SUFFOCATION E HATEBREED\u2026<\/strong><br \/>\u2013 Ti ringrazio! S\u00ec, diciamo Suffocation con un tocco Hatebreed, oppure Dying Fetus e Biohazard. O anche Cryptopsy, una delle nostre principali influenze, magari con un pizzico di Dillinger Escape Plan.<br \/>Noi siamo sempre stati cos\u00ec: una fusione tra death metal e hardcore, e tale resteremo. Aggiungiamo nuovi elementi per mantenerci ispirati, ma l\u2019essenza \u00e8 quella.<br \/>Riguardo alla nuova generazione, le cose sono cambiate \u2014 ma il cambiamento \u00e8 positivo. La musica non ha regole. Certo, molti gruppi suonano simili tra loro, ma fa parte del gioco: un blast-beat sar\u00e0 sempre un blast-beat, un breakdown sar\u00e0 sempre un breakdown.<br \/>Ci\u00f2 che conta \u00e8 l\u2019evoluzione. E oggi c\u2019\u00e8 un\u2019enorme quantit\u00e0 di talento. Voglio citare Shadow of Intent, che hanno appena pubblicato un disco fantastico; Signs of the Swarm, Peeling Flesh, Crown Magnetar, Bodysnatcher\u2026 Tutti gruppi che stanno portando questa scena a un nuovo livello.<br \/>E poi oggi \u00e8 tutto a portata di click. Negli anni \u201990 dovevo fare un\u2019ora di macchina per arrivare al negozio di dischi e scegliere un CD solo guardando la copertina. Ora basta un click. \u00c8 un mondo diverso, ma affascinante.<\/p>\n<p><strong>PARLANDO DI BAND GIOVANI E VALIDE, CONOSCI I JUSTICE FOR THE DAMNED DALL\u2019AUSTRALIA?<\/strong><br \/>\u2013 Certo! Grandissimo gruppo. Se qualcuno che ci legge non li conosce, deve assolutamente recuperarli.<br \/>Mi ispirano molto anche sul piano visivo. Oltre a scrivere e gestire la band, mi occupo di tutta la direzione artistica: copertine, merch, video. E apprezzo tantissimo la loro estetica, \u00e8 potente e autentica.<br \/>Nonostante i miei quarant\u2019anni, guardo con curiosit\u00e0 alla nuova generazione: mi tiene connesso con il presente.<\/p>\n<p><strong>FIN DA GIOVANISSIMI AVETE AFFRONTATO TEMI MOLTO MATURI, COME LA GUARIGIONE E IL CONFLITTO INTERIORE. COSA SIGNIFICA PER TE OGGI, SUPERATI I QUARANT\u2019ANNI, \u2018GUARIRE\u2019?<\/strong><br \/>\u2013 Mi considero un introverso. Non sono timido, ma passo molto tempo da solo, e spesso resto intrappolato nei miei pensieri. La musica \u00e8 ci\u00f2 che mi permette di liberarmi, di guarire. \u00c8 la mia terapia. Ecco perch\u00e9 avr\u00e0 sempre un posto centrale nella mia vita. \u00c8 una funzione terapeutica\u2026 S\u00ec, \u00e8 esattamente questo.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A maggior ragione oggi, con la dicitura \u2018deathcore\u2019 tornata prepotentemente sulla bocca di tutti grazie all\u2019esplosione commerciale di&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":36147,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[203,204,1537,90,89,1538,1539],"class_list":{"0":"post-196085","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-music","14":"tag-musica"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115480882343034203","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/196085","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=196085"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/196085\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/36147"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=196085"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=196085"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=196085"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}