{"id":196131,"date":"2025-11-02T16:18:13","date_gmt":"2025-11-02T16:18:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/196131\/"},"modified":"2025-11-02T16:18:13","modified_gmt":"2025-11-02T16:18:13","slug":"petrolio-e-gas-tornano-le-trivelle-ecco-i-piani-di-eni-shell-ed-energean-nello-jonio-e-nelladriatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/196131\/","title":{"rendered":"Petrolio e gas, tornano le trivelle: ecco i piani di Eni, Shell ed Energean nello Jonio e nell\u2019Adriatico"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Fausta Chiesa<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Via libera del Mase a 34 licenze di esplorazione congelate nel 2022. Le ricerche anche sulla terraferma in Lombardia, Emilia-Romagna, Basilicata, Campania e Puglia. Il potenziale dell\u2019Italia<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Oltre trenta licenze nell\u2019oil and gas assegnate dal ministero dell\u2019Ambiente e della Sicurezza energetica dopo l\u2019estate per condurre nuove esplorazioni: \u00e8 corsa in Italia ai giacimenti di idrocarburi, sia sulla terraferma tra Basilicata, Lombardia, Emilia-Romagna, Puglia e Campania sia in mare aperto, tra Adriatico, Ionio e Canale di Sicilia. Con il blocco delle trivelle, scattato prima con la moratoria del 2019 e poi  con l\u2019approvazione del Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee (Pitesai) avvenuta a febbraio 2022 in piena crisi energetica, l\u2019Italia ha fermato lo sviluppo della produzione di petrolio e gas,  nonostante la sua ricchezza del sottosuolo. Ma dopo che il Piano \u00e8 stato annullato dal Tar del Lazio in primavera, le aziende \u2014 big come Eni in Basilicata e Canale di Sicilia, ma anche altri gruppi \u2014 hanno fatto richiesta al Mase di riattivare i titoli minerari.<\/p>\n<p>    Shell: in Italia il potenziale pi\u00f9 alto d\u2019Europa\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Due grandi gruppi stranieri gi\u00e0 presenti, la britannica Shell e la greca Energean, ritengono che il nostro territorio abbia il potenziale di fossili pi\u00f9 alto di tutta Europa. \u00abL\u2019Italia \u2014 dichiara Joao Santos Rosa, ceo di Shell Italia E&amp;P \u2014 ha un grande potenziale di risorse naturali, un sistema energetico maturo, un tessuto industriale competitivo e capitale umano qualificato. Oggi investiamo circa 500 milioni all\u2019anno, ma saremo pronti a fare di pi\u00f9. Ma servono un\u2019azione di governo ambiziosa e un quadro regolatorio chiaro e stabile, che favorisca lo sviluppo delle risorse domestiche\u00bb. Shell \u00e8 presente dal 2002 in Basilicata nei due principali giacimenti di idrocarburi onshore dell\u2019Europa: ha il 39% di Val d\u2019Agri accanto all\u2019operatore Eni (61%) e il 25% di Tempa Rossa, operato dalla francese Total (50%) e partecipato anche da Mitsui (25%).    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Energean: Vega e Rospo potrebbe crescere<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Anche Energean, quotata a Londra e socia di Eni nel gas Argo e Cassiopea al largo di Gela oltre che operatrice dei pozzi petroliferi dei campi Rospo e Vega in Adriatico e mare di Sicilia, punta a crescere. \u00abCon nuove autorizzazioni \u2014 dichiara il ceo Mathios Rigas \u2014 potremmo aprire tre nuovi pozzi petroliferi per Vega di fronte a Pozzallo, mentre per Rospo stiamo ultimando le analisi per avviare 1 o 2 nuovi pozzi, gi\u00e0 individuati ma da scavare. Potrebbero triplicare la produzione con le infrastrutture gi\u00e0 esistenti. Abbiamo chiesto licenze esplorative per il gas nel Mar Ionio, al confine con le acque greche dove deteniamo gi\u00e0 un permesso molto promettente. Sappiamo che ci sono resistenze a livello di politica locale, ma nel frattempo Croazia e Grecia, dove siamo presenti, sono molto attive avendoci di recente consentito di avviare nuove perforazioni\u00bb. Poi ci sono le concessioni gi\u00e0 esistenti. Per Shell, in Basilicata si potrebbero aprire altri dieci pozzi.<\/p>\n<p>    Il gas e l\u2019ipotesi dello scambio\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019Italia ha due grandi asset: un governo stabile e una rete di infrastrutture capillari che permette di avere bassi costi di trasporto. Ma sconta  iter autorizzativi e ambientali molto lunghi. Il governo \u00e8 alla ricerca di gas nazionale per poter aumentare il contingente di metano da cedere agli energivori a prezzi calmierati (\u00abgas release\u00bb) perch\u00e9 avrebbe a disposizione circa mezzo miliardo di metri cubi a fronte di una produzione nazionale che si ferma a circa 3 miliardi di metri cubi all\u2019anno. La \u00abquadra\u00bb a cui si ragiona \u00e8 uno scambio: concedere alle aziende una maggiore velocit\u00e0 dei permessi e ottenere una parte di gas a prezzi sotto mercato.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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