{"id":196354,"date":"2025-11-02T19:18:13","date_gmt":"2025-11-02T19:18:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/196354\/"},"modified":"2025-11-02T19:18:13","modified_gmt":"2025-11-02T19:18:13","slug":"kirchner-il-nietzschiano-critico-di-se-stesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/196354\/","title":{"rendered":"Kirchner, il nietzschiano critico di se stesso"},"content":{"rendered":"<p><strong>Kirchner x Kirchner<\/strong>, Kirchner per Kirchner: quale significato dare all\u2019enigmatico titolo della retrospettiva dedicata al grande pittore tedesco in corso, fino all\u201911 gennaio 2026, al Kunstmuseum di Berna? Man mano che ci si inoltra nel progetto espositivo (catalogo Hirmer Verlag) si scopre invece che il titolo non \u00e8 per niente oscuro, ma una chiara sintesi degli scopi che si sono poste le curatrici, Nina Zimmer e Nadine Franci, proponendo una particolare rivisitazione di questa figura chiave dell\u2019arte moderna. Non si tratta di una retrospettiva unicamente sul Kirchner pittore, ma, rivelandone la chiave di lettura, sia sul Kirchner pittore che sul Kirchner curatore, cio\u00e8 sull\u2019artista che tramite una mostra riassuntiva lesse e offr\u00ec al pubblico la propria opera.<\/p>\n<p>Sempre pi\u00f9 attento e sensibile nello spiegare la sua arte, al punto da crearsi critico e interprete di se stesso sotto lo pseudonimo di Louis de Marsalle, con l\u2019accogliere nell\u2019inverno del \u201932 l\u2019invito del direttore Max Huggler a esporre nelle sale della Kunsthalle di Berna Kirchner volle anche accertarsi di poter essere egli stesso il curatore della mostra. L\u2019intento guida delle curatrici \u00e8 ora quello di far riemergere lo spirito di quella mostra \u2013 l\u2019ultima riassuntiva tenuta in vita: mor\u00ec suicida nel giugno del 1938, sentendosi perseguitato dal regime nazista \u2013 e mettere in chiaro quale fosse nella sua stessa mente la linea che aveva seguito nel riorientare radicalmente la sua opera alla ricerca di un\u2019identit\u00e0 artistica.<\/p>\n<p>Comunicando in una lettera del dicembre 1932 il desiderio di voler tenere la mostra propostagli da Huggler, Kirchner concludeva con queste parole: \u00abAllestire una mostra correttamente in temini di colore e forma \u00e8 la stessa cosa che eseguire un dipinto\u00bb. Nell\u2019odierna rassegna, punto centrale \u2013 la terza sezione, dedicata interamente alla ricostruzione della mostra del 1933 \u2013 sono le due imponenti composizioni Una domenica sulle Alpi. Scena alla fontana (1923-\u201924) e Gente di montagna alla domenica (1923-\u201929), che l\u2019artista volle mettere una vicina all\u2019altra, accompagnate dalle sculture di Adamo ed Eva, all\u2019entrata della Kunsthalle bernese. Precis\u00f2 a Huggler per lettera, con tanto di schizzo, dove dovevano essere collocate, concludendo di sentire gi\u00e0 \u00abla meravigliosa armonia che con esse si sarebbe creata\u00bb. Non concep\u00ec la mostra come una successione cronologica, ma come un dialogo continuo, spesso tematico, tra opere lontane nel tempo, con l\u2019idea di dimostrare come vedesse la sua creazione in un continuo processo di cambiamento, identificandone quindi l\u2019apice nell\u2019ultima parte della produzione, ormai nettamente distante dalle prove espressioniste.<\/p>\n<p><img alt=\"Ludwig Kirchner in una foto di Aura Hertwig, 1912-\u201914\" loading=\"lazy\" width=\"695\" height=\"945\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" class=\"h-auto w-full cursor-zoom-in object-contain\" style=\"color:transparent;object-position:center\"  src=\"\/cdn-cgi\/image\/format=auto,width=1400\/https:\/\/static.ilmanifesto.it\/2025\/11\/0211-pg9-f02.jpg\"\/>Ludwig Kirchner in una foto di Aura Hertwig, 1912-\u201914<\/p>\n<p>La mostra del 1933 comprendeva ben 240 lavori, di cui pi\u00f9 della met\u00e0 di grafica, lavoro che Huggler conosceva bene fin dal tempo \u2013 1927-\u201931 \u2013 trascorso in un museo berlinese. Kirchner organizz\u00f2 con estrema cura la disposizione delle opere elaborando un insieme spaziale grazie al quale si percepisse la continua evoluzione del suo linguaggio. Non solo: volle mettere mano anche al manifesto della mostra (bellissimo l\u2019autoritratto a forma di ovale che si specchia nel lago, per il cui significato rimandiamo all\u2019intrigante testo di Katharina Neuburger), e volle tenere sotto controllo i contenuti del catalogo, di cui scelse formato, carta e carattere tipografico, e all\u2019interno del quale inser\u00ec quattro xilografie. Verific\u00f2 persino lo scritto di Huggler, e fece seguire a tutti i 105 dipinti un proprio commento, completando il tutto con un testo di suo pugno, venduto a Huggler come l\u2019ultimo contributo, rimasto inedito, dopo la morte, del suo maggior critico, il fantomatico Louis de Marsalle.<\/p>\n<p>L\u2019ultima fase della sua creazione \u00e8 a tutt\u2019oggi di certo il capitolo meno noto e celebrato, ma ritenuto invece da Kirchner stesso il culmine di un percorso che poneva in risalto la sua individualit\u00e0 e originalit\u00e0 all\u2019interno dell\u2019arte contemporanea. Con l\u2019abbandono della realt\u00e0 urbana tedesca e il trasferimento a Davos, nel 1917, l\u2019opera di Kirchner era andata inevitabilmente incontro a un radicale cambiamento. Punto di svolta il periodo a met\u00e0 degli anni venti, durante i quali l\u2019asprezza del segno, il movimento febbrile, la concentrazione di uomini e ambiente in spazi urbani angusti lasciarono il passo a uno stile definito come \u00abmonumentale\u00bb, una costruzione pi\u00f9 chiara e calma di figure e paesaggi in un grandioso scenario alpino. Una netta cesura se paragonata ai frenetici anni vissuti in Germania. Annota nei suoi diari: \u00abA poco a poco il mio lavoro sta acquisendo chiarezza e lucidit\u00e0 d\u2019intenti. Ora capisco in pieno il carattere di novit\u00e0 che aveva fin dall\u2019inizio\u00bb. Rigettando con fermezza l\u2019etichetta di espressionista, Kirchner inclin\u00f2 col tempo verso una pittura pi\u00f9 astratta, di contenuto simbolico, anche ben conscio del rapido evolversi dell\u2019arte contemporanea. Nella mostra internazionale tenutasi al Kunsthaus di Zurigo nell\u2019autunno del 1925 ammir\u00f2 soprattutto Picasso.<\/p>\n<p>Merito dunque dell\u2019iniziativa bernese aver messo maggiormente in luce, rispetto alla figura del celebrato e divulgato espressionista, l\u2019opera del Kirchner viandante, isolato nelle Alpi svizzere. Superate le due splendide sezioni dedicate all\u2019opera grafica, in cui la variet\u00e0 e l\u2019intensit\u00e0 del segno vanno di pari passo con l\u2019altissima qualit\u00e0 dei risultati (considerava il segno alla stregua di un geroglifico, un equivalente della scrittura: \u00abLe emozioni danno vita a geroglifici sempre nuovi che diventano poi segni geometrici. L\u2019artista che disegna diventa quindi il sismografo della propria sfera esistenziale\u00bb), la sala conclusiva \u00e8 dedicata agli ultimi anni \u00abvisionari\u00bb \u2013 cos\u00ec li definiscono le curatrici \u2013 dell\u2019artista.<\/p>\n<p>Non so se \u00abvisionario\u00bb sia il termine che meglio si addice agli ultimi lavori. Con l\u2019inizio degli anni trenta, Kirchner si era mosso verso l\u2019astrazione: la tipologia della composizione era ormai stata totalmente trasformata, decisamente pi\u00f9 strutturata, mentre i contorni delle figure appaiono nitidi, arrotondati. I colori, limpidi e freddi, stesi fluidamente a macchie, a nastri o a segmenti, seguono un loro particolarissimo andamento, indipendente dai contorni del paesaggio, delle figure e degli oggetti, sovrapponendosi a essi, creando sopra, dietro, vicino, sagome o aloni, a volte dando l\u2019idea di un accenno di movimento, di rotazione della figura. Dipinti di quest\u2019ultimo periodo sono esposti in buon numero nel Museo Kirchner di Davos. A distanza di anni li sento ancora misteriosi, stento a decifrarli, ma mi coinvolgono e ritengo che a ragione l\u2019artista li considerasse come l\u2019apice della sua creazione.<\/p>\n<p>Riprendendo il parallelo gi\u00e0 proposto da Huggler, Nadine Franci riafferma lo stretto rapporto tra Kirchner e Nietzsche, esploratori solitari, pellegrini in mezzo alle montagne: \u00abinterpretare l\u2019arte non solo come una forma di espressione, ma di pi\u00f9, un cammino verso la conoscenza e la trasformazione di se stessi\u00bb. \u00c8 una creazione \u2018visionaria\u2019 quella che intende \u00abrendere visibile all\u2019uomo la propria originalit\u00e0 e verit\u00e0 interiore\u00bb, come scrisse Huggler? Pu\u00f2 essere di s\u00ec. O forse \u2018utopica\u2019? Ancora nel catalogo del \u201933, sotto lo pseudonimo di Louis de Marsalle, riferendosi a s\u00e9 ed elogiando il modo in cui dal 1926 aveva sviluppato la sua arte, Kirchner aggiunse: \u00abBen gli si addicono le parole di Nietzsche: Non riproducetevi, bens\u00ec producetevi pi\u00f9 in alto\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Kirchner x Kirchner, Kirchner per Kirchner: quale significato dare all\u2019enigmatico titolo della retrospettiva dedicata al grande pittore tedesco&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":196355,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-196354","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115481720033946017","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/196354","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=196354"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/196354\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/196355"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=196354"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=196354"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=196354"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}