{"id":196372,"date":"2025-11-02T19:28:09","date_gmt":"2025-11-02T19:28:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/196372\/"},"modified":"2025-11-02T19:28:09","modified_gmt":"2025-11-02T19:28:09","slug":"lassedio-a-caracas-e-un-monito-usa-a-tutto-il-sudamerica-lontani-dalla-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/196372\/","title":{"rendered":"L\u2019assedio a Caracas \u00e8 un monito. Usa a tutto il Sudamerica: \u00abLontani dalla Cina\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>\n        Un membro della Milizia bolivariana del Venezuela durante una manifestazione filogovernativa a Caracas (Ansa)\n    <\/p>\n<p>Donald Trump aumenta la pressione militare intorno al Venezuela. Ma la lotta ai narcos sembra un pretesto per limitare Pechino.Cresce la tensione tra Washington e Caracas. Ieri, il Washington Post riportava che \u00able forze statunitensi nei Caraibi includono otto navi da guerra della Marina, una nave per operazioni speciali e un sottomarino d\u2019attacco a propulsione nucleare\u00bb. \u00c8 inoltre in arrivo nell\u2019area la portaerei Gerald Ford che, secondo la testata, recher\u00e0 con s\u00e9 tre navi da guerra e circa 4.000 soldati aggiuntivi. Il Washington Post ha anche riportato che il Pentagono ha schierato dei bombardieri. Insomma, la pressione militare statunitense sul regime di Nicolas Maduro sta aumentando. D\u2019altronde, venerd\u00ec, il Miami Herald aveva riferito che Washington si stava preparando a effettuare attacchi direttamente sul territorio venezuelano, con l\u2019obiettivo di prendere di mira \u00abstrutture militari presumibilmente utilizzate per il contrabbando di droga\u00bb. Una rivelazione che era stata tuttavia smentita da Donald Trump. A fare apertamente il tifo per un intervento militare statunitense in Venezuela c\u2019\u00e8 la fresca Nobel per la pace, Mar\u00eda Corina Machado. Ricordiamo che da settembre scorso il Pentagono ha colpito varie imbarcazioni di narcotrafficanti in area caraibica, mentre Washington ha ripetutamente tacciato il regime di Maduro di essere pesantemente coinvolto nel traffico di droga che affligge gli Stati Uniti: un\u2019accusa che il leader venezuelano ha pi\u00f9 volte respinto, sostenendo a sua volta che la Casa Bianca starebbe in realt\u00e0 puntando a un cambio di regime a Caracas. In questo quadro, due settimane fa, Trump rivel\u00f2 di aver autorizzato alcune operazioni della Cia all\u2019interno del Paese latinoamericano. \u00abHo dato l\u2019autorizzazione per due motivi, in realt\u00e0. Primo, hanno svuotato le loro prigioni negli Stati Uniti d\u2019America. E l\u2019altro, la droga: ne arriva molta dal Venezuela, e molta della droga venezuelana arriva via mare\u00bb. Era sempre met\u00e0 ottobre, quando Maduro ordin\u00f2 delle esercitazioni militari, mentre, qualche giorno prima, si era detto pronto a proclamare lo stato d\u2019emergenza.Il leader venezuelano, insomma, sente il fiato di Trump sul collo. \u00c8 anche per questo che, secondo il Washington Post, si starebbe rivolgendo a Cina, Russia e Iran per rafforzare le sue modeste capacit\u00e0 di difesa: in particolare, Maduro sarebbe alla ricerca di missili, droni e sistemi radar. Ed \u00e8 qui che arriviamo al cuore del problema. Certo, la causa immediata delle tensioni tra Washington e Caracas &#8211; lo abbiamo visto &#8211; \u00e8 legata alla questione del narcotraffico. Tuttavia, a livello strutturale, emerge un ulteriore nodo. Non \u00e8 un mistero che, da quando \u00e8 tornato alla Casa Bianca, Trump abbia promosso una riedizione aggiornata della Dottrina Monroe: il presidente Usa, in altre parole, punta ad arginare l\u2019influenza della Cina sull\u2019Emisfero occidentale. A inizio anno, Trump mise sotto pressione Panama fin quando quest\u2019ultima non usc\u00ec dalla Belt and Road Initiative. Inoltre, il mese scorso, il presidente americano ha interrotto le trattative commerciali con Ottawa, ufficialmente a causa di un controverso spot su Ronald Reagan ma, molto pi\u00f9 probabilmente, perch\u00e9, alcuni giorni prima, il ministro degli Esteri canadese, Anita Anand, aveva avuto un incontro con l\u2019omologo cinese, Wang Yi, e aveva successivamente parlato di una \u00abpartnership strategica\u00bb della stessa Ottawa con Pechino.Ebbene, il regime di Maduro rappresenta uno dei principali punti di riferimento del Dragone in America Latina: non a caso, come abbiamo visto, il leader venezuelano si \u00e8 rivolto anche alla Repubblica popolare per chiedere materiale militare. Inoltre, il mese scorso, la Cina si \u00e8 schierata con Caracas, criticando gli attacchi statunitensi alle imbarcazioni accusate di condurre attivit\u00e0 di narcotraffico in area caraibica. Ecco che dunque le recenti tensioni tra Trump e Maduro vanno inserite in questo complesso quadro geopolitico. L\u2019attuale inquilino della Casa Bianca vuole far s\u00ec che Washington recuperi terreno in America Latina dopo che, negli anni dell\u2019amministrazione Biden, la Cina aveva significativamente rafforzato la propria influenza economica e politica nell\u2019area. Mettendo Maduro sotto pressione, Trump mira a lanciare un avvertimento a quei Paesi latinoamericani che intrattengono rapporti pi\u00f9 o meno stretti con Pechino. Chiaramente, a questo punto, la domanda \u00e8 duplice. Primo: si registreranno attacchi statunitense sul territorio venezuelano nelle prossime ore o nei prossimi giorni? Se s\u00ec, saranno attacchi mirati oppure la Casa Bianca si spinger\u00e0 davvero fino a un regime change?\u00c8 difficile rispondere. Con un regime change, Trump si esporrebbe alle accuse sino-russe di essere un cripto-neoconservatore e questo lo indebolirebbe nel suo tentativo di ricucire i rapporti con il Sud Globale (a partire dalle monarchie del Golfo). Si potrebbe quindi pensare che, come ha fatto in altri scenari, il presidente americano punti a mettere con le spalle al muro il dittatore di turno, per poi trattare con lui da una posizione di forza. Tuttavia il \u00abcaso Maduro\u00bb \u00e8 politicamente scivoloso per Trump. In Florida &#8211; uno Stato che dal 2016 \u00e8 diventato saldamente repubblicano &#8211; c\u2019\u00e8 un folto elettorato anticastrista e anti-Maduro, che l\u2019attuale presidente americano non pu\u00f2 permettersi di perdere.\n<\/p>\n<p><strong>Hartmut Rosa (Getty Images)<\/strong><\/p>\n<p>\n        Luca Palamara (Getty Images)\n    <\/p>\n<p>\n        Silvio Berlusconi (Getty Images)\n    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un membro della Milizia bolivariana del Venezuela durante una manifestazione filogovernativa a Caracas (Ansa) Donald Trump aumenta la&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":196373,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[356,14,164,165,206,166,28581,26612,88717,7,15,386,2469,117840,11,167,12,168,45671,161,162,163],"class_list":{"0":"post-196372","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cina","9":"tag-cronaca","10":"tag-dal-mondo","11":"tag-dalmondo","12":"tag-donald-trump","13":"tag-mondo","14":"tag-narcos","15":"tag-narcotrafficanti","16":"tag-narcotraffico","17":"tag-news","18":"tag-notizie","19":"tag-pechino","20":"tag-proteste","21":"tag-rivolte","22":"tag-ultime-notizie","23":"tag-ultime-notizie-di-mondo","24":"tag-ultimenotizie","25":"tag-ultimenotiziedimondo","26":"tag-venezuela","27":"tag-world","28":"tag-world-news","29":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115481759274431201","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/196372","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=196372"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/196372\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/196373"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=196372"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=196372"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=196372"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}