{"id":196982,"date":"2025-11-03T06:11:10","date_gmt":"2025-11-03T06:11:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/196982\/"},"modified":"2025-11-03T06:11:10","modified_gmt":"2025-11-03T06:11:10","slug":"dal-talk-show-allinconscio-collettivo-il-riso-che-normalizza-la-violenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/196982\/","title":{"rendered":"Dal talk show all\u2019inconscio collettivo: il riso che normalizza la violenza"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Chiara Baratelli*<\/strong><\/p>\n<p>Ridere della violenza femminile significa negare la sua esistenza. E con essa, la possibilit\u00e0 stessa di pensare la responsabilit\u00e0 del gesto.<\/p>\n<p>Nei giorni scorsi Belen Rodr\u00edguez, durante un\u2019intervista televisiva, ha dichiarato con disinvoltura: \u201ci miei fidanzati li ho menati tutti, sono manesca. De Martino ne ha prese pi\u00f9 di tutti\u201d. Il pubblico ha riso, la conduttrice ha sorriso, e l\u2019episodio si \u00e8 dissolto nel solito flusso di leggerezza televisiva. Eppure, in quella battuta apparentemente innocua si manifesta un sintomo del nostro tempo: quando la violenza \u00e8 agita da una donna, il discorso pubblico la depotenzia, la traveste da temperamento, da gelosia, da eccesso d\u2019amore. Se fosse stato un uomo a pronunciare la stessa frase, la reazione mediatica e sociale sarebbe stata immediata e feroce. Ma quando l\u2019aggressore \u00e8 una donna, la violenza viene addomesticata, resa folkloristica.<\/p>\n<p>La psicoanalisi ci insegna che il simbolico non conosce quote di genere: la violenza \u00e8 sempre un fallimento della parola, un eccesso di godimento che invade il corpo e lo sottrae al senso. L\u2019atto violento, che parta da un uomo o da una donna, nasce da un punto di rottura del linguaggio, l\u00e0 dove il soggetto non riesce pi\u00f9 a dire ma solo a colpire. Quando il gesto femminile viene derubricato a \u201cimpulso\u201d, la cultura compie un atto di rimozione collettiva, nega la possibilit\u00e0 di pensare il reale di quella violenza, e cos\u00ec la lascia indisturbata.<\/p>\n<p>Non si tratta di stabilire equivalenze o di negare la gravit\u00e0 strutturale della violenza maschile \u2014 che resta, nei numeri e nelle storie, la forma dominante e pi\u00f9 letale \u2014 ma di ricordare che la violenza non ha genere, e che ogni volta che la minimizziamo, la riproduciamo. La frase di Belen \u00e8 un lapsus sociale: un\u2019emersione dell\u2019inconscio collettivo che mostra quanto sia ancora intollerabile, per l\u2019immaginario, pensare una donna che colpisce. La si trasforma allora in barzelletta, la si svuota del suo significato simbolico, la si neutralizza per poter continuare a credere che la violenza sia un problema solo maschile.<\/p>\n<p>Ma il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, pu\u00f2 e deve essere anche l\u2019occasione per una riflessione pi\u00f9 radicale: la violenza \u00e8 ci\u00f2 che resta quando il soggetto rinuncia alla parola e all\u2019elaborazione del desiderio. Non \u00e8 il contrario dell\u2019amore, ma la sua caricatura, la sua impossibilit\u00e0. Ridere di una donna che colpisce significa ridere della violenza stessa, banalizzarla, lasciarla agire indisturbata.<\/p>\n<p>La vera parit\u00e0 passa anche da qui: dal riconoscere che nessun corpo, maschile o femminile, \u00e8 innocente di fronte al proprio eccesso. E che ogni volta che la parola tace, la violenza prende parola al nostro posto.<\/p>\n<p><strong>*psicoanalista lacaniana e sessuologa<\/strong><\/p>\n<p>\t\t\t\tGrazie per aver letto questo articolo&#8230;<\/p>\n<p>Da 20 anni\u00a0<a class=\"vglnk\" href=\"https:\/\/www.estense.com\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Estense.com<\/a>\u00a0offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettivit\u00e0. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicit\u00e0 dei privati non sempre \u00e8 sufficiente.<br \/>Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilit\u00e0. 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