{"id":197158,"date":"2025-11-03T09:22:18","date_gmt":"2025-11-03T09:22:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/197158\/"},"modified":"2025-11-03T09:22:18","modified_gmt":"2025-11-03T09:22:18","slug":"cinema-italiano-la-nuova-generazione-che-potrebbe-salvarlo-tra-genere-e-postmoderno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/197158\/","title":{"rendered":"Cinema italiano, la &#8216;nuova&#8217; generazione che potrebbe salvarlo tra genere e postmoderno"},"content":{"rendered":"<p>Forse l\u2019aria nel <strong>cinema italiano s<\/strong>ta cambiando, almeno per quanto riguarda le logiche produttive, poi agli spettatori l\u2019ardua sentenza. Negli ultimi dieci anni si \u00e8 fatto un gran parlare della necessit\u00e0 di dare un seguito alle iniziative, isolate, di giovani cineasti che si sobbarcavano l\u2019arduo compito \u2013 spesso anche dal punto di vista economico \u2013 di <strong>proporre film di genere<\/strong> in una chiave nuova per rilanciare una parte da lungo sopita della nostra industria.<\/p>\n<p>Una generazione di cineasti dal raggio molto ampio, <strong>paragonabile ai movie brats della New Hollywood<\/strong>, cresciuti con gli occhi e la testa piene di tanto cinema e dunque naturalmente predisposti a rielaborarlo, prima come appassionati e poi come professionisti. In capo a questo movimento c\u2019\u00e8 naturalmente <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/gabriele-mainetti-la-citta-proibita-intervista\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>Gabriele Mainetti<\/strong><\/a>, che \u00e8 arrivato prima di tutti e che ha continuato ostinatamente su questa strada, cercando una congiunzione tra piano nazionale e internazionale che legittimasse la sua idea. Base di partenza fondamentale, irrinunciabile e sempre visibile, nonostante i cambiamenti.<\/p>\n<p>L\u2019autore romano parte da una visione postmoderna del nostro bagaglio cinematografico per <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/la-citta-proibita-gabriele-mainetti-recensione\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">poi spiazzare con i generi<\/a>, dal <strong>cinecomic al gongfu<\/strong>, cercando di porsi in questo senso meno freni possibili e provando a tessere una rete affine alla sua visione anche grazie alla creazione della Goon Films. Ora sembra che qualcosa stia girando per il verso auspicato da Mainetti, basta dare un\u2019occhiata ai <strong>titoli italiani proposti agli ultimi festival di Cannes e Venezi<\/strong>a, appena accanto ai grandi nomi, e a chi li sostiene.<\/p>\n<p>Partiamo dalla Croisette, dove nella sezione Un Certain Regard troviamo <strong>Francesco Sossai<\/strong> e il duo <strong>Matteo Zoppis e Alessio Rigo De Righi<\/strong>, rispettivamente <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/le-citta-di-pianura-film-italiano-caos-narrativo-irresistibile-cast-trama-recensione\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>Le citt\u00e0 di pianura<\/strong><\/a> e <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/testa-o-croce-film-alessandro-borghi-cannes-2025-recensione\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>Testa o Croce?<\/strong><\/a>. Nel primo caso parliamo di una pellicola, prodotta da Lucky Red, pensata nel nome della contaminazione e della rielaborazione immaginifica e che trova la sua straordinaria metafora in una Pianura Padana che da non luogo si fa contenitore di un mondo che va dall\u2019America al Giappone, in cui un trio da due epoche diverse trova il modo di capirsi. Una visione totalmente postmoderna in cui si rilegge il cinema italiano \u2013 Il Sorpasso in modo particolare \u2013 e si guarda oltre confine, puntando ad atmosfere nordeuropee.<\/p>\n<p>Nel secondo caso c\u2019\u00e8 una coppia di autori che gi\u00e0 con il loro primo film aveva chiarito di avere una visione quasi letteraria, saggistica, del cinema, attraverso cui indagare il rapporto tra mito e realt\u00e0. Ecco perch\u00e9 la scelta di <strong>destrutturare il western<\/strong>, proprio il genere che nella cultura occidentale \u00e8 stato quello che meglio di tutti ha gettato le basi per lo studio della mitopoiesi al cinema e non solo. Il titolo, prodotto tra gli altri da Rai Cinema, con un\u2019idea di narrazione a doppio binario crea un perfetto meccanismo di continua smentita di ogni archetipo, maschera o passaggio per rigettare completamente la patina fiction e farsi strada fino al <strong>nucleo semantico<\/strong> della questione. \u201cNella Tuscia si pu\u00f2 fare il western, se si accetta che Buffalo Bill Cody \u00e8 solo un cantastorie\u201d.<\/p>\n<p>Un genere particolare e difficilissimo<\/p>\n<p>Il genere che, per\u00f2, si sta cercando di fare da noi in maniera pi\u00f9 seria e convinta \u00e8 <strong>l\u2019horror<\/strong>. Una cosa per nulla facile perch\u00e9 da una parte il grande pubblico si \u00e8 disabituato a vederlo e a considerarlo come cinema di largo consumo, mentre dall\u2019altra c\u2019\u00e8 anche una difficolt\u00e0 oggettiva dei professionisti di settore a pensarlo e metterlo in scena in modo spettacolare. Ecco perch\u00e9 <strong>Paolo Strippoli<\/strong> si \u00e8 rivelato il nome pi\u00f9 spendibile, avendo gi\u00e0 lavorato con un target internazionale e avendo la conoscenza e la credibilit\u00e0 per poter alzare il livello.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Forse l\u2019aria nel cinema italiano sta cambiando, almeno per quanto riguarda le logiche produttive, poi agli spettatori l\u2019ardua&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":197159,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[640,203,454,6108,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-197158","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-cinema","9":"tag-entertainment","10":"tag-film","11":"tag-idee","12":"tag-intrattenimento","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115485038678018215","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/197158","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=197158"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/197158\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/197159"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=197158"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=197158"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=197158"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}