{"id":197218,"date":"2025-11-03T10:13:11","date_gmt":"2025-11-03T10:13:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/197218\/"},"modified":"2025-11-03T10:13:11","modified_gmt":"2025-11-03T10:13:11","slug":"man-ray-dare-forma-alla-luce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/197218\/","title":{"rendered":"Man Ray: dare forma alla luce"},"content":{"rendered":"<p>Se oggi la fotografia \u00e8 considerata a tutti gli effetti un\u2019arte, e non pi\u00f9 una sua ancella, molto si deve a Man Ray, al suo genio creativo e dissacrante, alla sua inventiva di sperimentatore (nel senso vero, etimologico, del termine, ovvero di chi cerca ogni volta nuove vie, tenta nuove strade). La sua opera ha, infatti, provocato un\u2019autentica rivoluzione in ambito fotografico, che ha inciso nella sua collocazione tra i linguaggi della contemporaneit\u00e0: dalla posizione marginale che fino a quel momento aveva, la fotografia si sposta nel giro di pochi anni al centro della scena. Di quella artistica, proprio attraverso l\u2019affermazione delle avanguardie (Man Ray \u00e8 uno dei protagonisti assoluti); di quella della comunicazione, attraverso la diffusione di massa dei giornali illustrati. Anche grazie al lavoro di un autore come Man Ray, alla met\u00e0 degli anni trenta del Novecento, la fotografia si \u00e8 gi\u00e0 avviata a essere il principale linguaggio per immagini del secolo, in grado di permeare ogni ambito della societ\u00e0, in ogni angolo del mondo.<\/p>\n<p>E pensare che Emmanuel Radnitzky (questo il suo vero nome, mutato poi nel pi\u00f9 eloquente \u201cUomo Raggio\u201d) aveva iniziato la sua carriera artistica come pittore e scultore, e aveva imparato la fotografia da autodidatta per documentare e pubblicizzare le sue opere. Nel 1920 l\u2019influente collezionista Katherine S. Dreier gli chiede di fotografare molti pezzi della sua collezione. \u00abIl solo pensiero di fotografare le opere altrui mi ripugnava profondamente, offendeva la mia dignit\u00e0 di artista\u00bb, ricorder\u00e0 poi nella sua autobiografia, Autoritratto (Abscondita, 2019), ma ha bisogno di soldi. E da quel momento non abbandona pi\u00f9 la fotografia, anche grazie ai consigli dell\u2019amico Marcel Duchamp, che in quegli anni incontra spesso nel suo studio di New York. Proprio qui, nel 1920, realizza una delle sue immagini pi\u00f9 misteriose e significative: \u201c\u00c9levage de poussi\u00e8re\u201d, nella quale \u00e8 rappresentato un particolare del \u201cGrande vetro\u201d (l\u2019opera alla quale l\u2019artista francese avrebbe lavorato per tutta la vita) ricoperto di polvere e fotografato da distanza ravvicinata.<\/p>\n<p>Pubblicata per la prima volta sulla rivista d\u2019avanguardia parigina \u201cLitt\u00e9rature\u201d, questa immagine lo consacra come uno degli artisti-fotografi pi\u00f9 influenti del Novecento. Uno sguardo obliquo a una superficie misteriosa, senza un chiaro soggetto o dimensione, \u00e8 da molti considerata l\u2019immagine visionaria di un pioniere della fotografia ed emblematica del genio di Man Ray, capace di esplorare nuove angolazioni e nuove relazioni tra immagine e linguaggio, interrogando lo status incerto della fotografia a met\u00e0 tra documento e opera d\u2019arte.<\/p>\n<p>La figura poliedrica di Man Ray \u00e8 ora indagata nella mostra dal titolo <a href=\"https:\/\/www.palazzorealemilano.it\/mostre\/forme-di-luce\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Forme di luce<\/a>, a cura di Pierre-Yves Butzbach e Robert Rocca, che Milano gli dedica a Palazzo Reale, fino all\u201911 gennaio 2026 (catalogo Silvana Editoriale). Quasi trecento opere tra fotografie, film, oggetti e disegni, che raccontano il percorso multiforme di questo artista.<\/p>\n<p>Americano di nascita, all\u2019inizio degli anni venti, poco pi\u00f9 che trentenne, Man Ray si trasferisce a Parigi, allora capitale mondiale delle arti. Qui attrezza la stanza dell\u2019albergo dove vive creandovi all\u2019interno una piccola camera oscura, dove pu\u00f2 stampare le fotografie che realizza per lo stilista Paul Poiret e i ritratti del mondo intellettuale parigino (molti visibili anche in mostra), che nel giro di pochi anni lo faranno diventare una figura di riferimento.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"e1ee47ec-462b-4e91-bef0-3571b675f67b\" height=\"537\" src=\"\/sites\/default\/files\/inline-images\/www.jardinremoto.net-el-violin-de-ingres-de-man-ray-la-fotografia-mas-cara-de-la-historia-violin-ingres-man-ray_0.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nLe Violon d\u2019Ingres, Man Ray.<\/p>\n<p>La retrospettiva milanese si sviluppa in pi\u00f9 sezioni tematiche, concentrandosi soprattutto sugli autoritratti e sui celebri ritratti femminili che hanno reso Man Ray un\u2019icona dell\u2019immaginario erotico moderno. Per il maestro americano il ritratto rappresenter\u00e0 ben pi\u00f9 di una semplice fotografia, ma un terreno di sperimentazione. Tra le opere pi\u00f9 celebri esposte troviamo \u201cLe Violon d\u2019Ingres\u201d (1924), il dorso nudo di una donna trasformato in uno strumento musicale grazie a due effe disegnate sul corpo, e il magnifico \u201cLacrime di vetro\u201d (1932), volto in primissimo piano di una modella da cui scorrono gocce finte, quasi gioielli sentimentali.<\/p>\n<p>Arte, ricerca, sperimentazione, ma anche professione: questa la fotografia per Man Ray, questo l\u2019ambiente all\u2019interno del quale la fotografia assume un ruolo nuovo nel sistema artistico, vale a dire il mondo delle avanguardie storiche di inizio secolo. In questa direzione il percorso espositivo non si limita all\u2019estetica: racconta anche l\u2019evoluzione personale dell\u2019artista, dalla New York dadaista al fervente clima artistico del Montparnasse parigino degli anni venti, dove conosce e fotografa artisti come Picasso, Modigliani, Kiki de Montparnasse, Andr\u00e9 Breton, Lee Miller (splendide le immagini con lei protagonista).<\/p>\n<p>Man Ray, come la maggior parte degli autori Dada del periodo, non opera mai attraverso un solo medium: il superamento delle barriere disciplinari \u00e8 una fondamentale caratteristica che unisce tutti o quasi i rappresentanti delle avanguardie storiche. Tra le forme espressive frequentate dall\u2019artista c\u2019\u00e8 anche il cinema, come bene mette in luce l\u2019esposizione, con la proiezione dei quattro film da lui realizzati completamente, tra cui L\u2019\u00c9toile de mer, girato nel 1928, ispirato a una poesia letta dal suo amico Robert Desnos in occasione di una cena, poco tempo prima della sua partenza per un viaggio di due mesi.<\/p>\n<p>Nella retrospettiva milanese non potevano mancare le rayografie che hanno reso celebre e unico il lavoro di Man Ray. A proposito di questi lavori, l\u2019artista ha raccontato di avere cominciato a realizzarli quasi per caso. Lavorando fino a tardi in una camera oscura improvvisata, mentre sviluppava delle lastre fotografiche e stampava alla luce di una lampada rossa a soffitto, osserv\u00f2 un fenomeno sorprendente: le forme degli oggetti si imprimevano sulla carta dando vita a immagini di una stranezza affascinante. Quando scopr\u00ec quelle immagini sorprendenti, Tristan Tzara, che alloggiava nel suo stesso albergo, condivise il suo entusiasmo. Man Ray battezz\u00f2 quell\u2019invenzione rayografie. L\u2019autore far\u00e0 risalire questi lavori a errori in camera oscura: l\u2019errore \u2013 come l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019inconscio \u2013 non \u00e8 pi\u00f9 un elemento da nascondere, da eliminare perch\u00e9 testimonianza di incapacit\u00e0 tecnica e mancanza di controllo, ma \u00e8 invece un ampliamento delle possibilit\u00e0 dell\u2019artista, che deve saperne sfruttare le potenzialit\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/2024_PAR_23404_0349_000(man_ray_sans_titre_1927120709).jpg\" data-entity-uuid=\"4952dda8-747a-467b-a237-cb0cc1ad6231\" data-entity-type=\"file\" alt=\"k\" width=\"780\" height=\"979\" class=\"align-center\" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>Anche attraverso questa ricerca il maestro americano elimina le barriere disciplinari, le specificit\u00e0, mettendo sullo stesso piano tutti gli strumenti e non affidando pi\u00f9 alla tradizione il giudizio sulla minore o maggiore importanza di un\u2019opera a seconda della tecnica con cui \u00e8 realizzata. Le abilit\u00e0 artigianali non bastano pi\u00f9, anzi, risultano inutili; ci\u00f2 che conta \u00e8 il pensiero, capace di utilizzare anche il caso come fonte non solo di ispirazione, ma di creazione dell\u2019immagine. Non \u00e8 forse questo ci\u00f2 che informer\u00e0, qualche decennio dopo, anche i grandi fotografi americani, come Evans, Friedlander, Eggleston, Shore, Sternfeld, seppure con tecniche e modalit\u00e0 diverse? O ancora, sul fronte italiano, autori come Luigi Ghirri, Mimmo Jodice, Mario Cresci, Olivo Barbieri, Franco Vimercati, artisti-fotografi che hanno spinto pi\u00f9 in l\u00e0 le possibilit\u00e0 della fotografia come \u201cavventura del pensiero e dello sguardo\u201d.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 allora non essere d\u2019accordo con i curatori della mostra quando nel saggio introduttivo del catalogo scrivono: \u00abL\u00e0 dove alcuni artisti cercano di catturare la realt\u00e0, Man Ray si dedica a reinventarla. Pi\u00f9 che un fotografo \u00e8 uno sperimentatore, un provocatore che rifiuta qualsiasi compromesso. La sua opera \u00e8 permeata da una ricerca assoluta della libert\u00e0 e sfida le norme stabilite. Ancora oggi il suo lavoro sfugge ai tradizionali inquadramenti della storia dell\u2019arte: attraversa le epoche, ispira i creatori, interroga i sognatori e rammenta che l\u2019arte non \u00e8 semplicemente una rappresentazione del mondo, ma un invito a vederlo in maniera diversa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Leggi anche:<\/strong><br \/>Silvia Mazzucchelli | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/man-ray-wonderful-visions\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Galleria d\u2019Arte Moderna e Contemporanea, S. Gimignano \/ Man Ray. Wonderful visions<\/a><br \/>Elio Grazioli | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/wo-man-ray\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Camera, Torino \/ Wo | Man Ray<\/a><br \/>Carola Allemandi | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/lee-miller-e-man-ray-moda-amore-e-guerra\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Lee Miller e Man Ray: moda, amore e guerra<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Se oggi la fotografia \u00e8 considerata a tutti gli effetti un\u2019arte, e non pi\u00f9 una sua ancella, molto&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":197219,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,4663,204,1537,90,89,74530,1617],"class_list":{"0":"post-197218","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-fotografia","16":"tag-intrattenimento","17":"tag-it","18":"tag-italia","19":"tag-italy","20":"tag-man-ray","21":"tag-mostre"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115485239395854945","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/197218","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=197218"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/197218\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/197219"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=197218"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=197218"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=197218"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}