{"id":19731,"date":"2025-07-31T08:56:24","date_gmt":"2025-07-31T08:56:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/19731\/"},"modified":"2025-07-31T08:56:24","modified_gmt":"2025-07-31T08:56:24","slug":"blankenberge-decisions-indie-for-bunnies","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/19731\/","title":{"rendered":"Blankenberge \u2013 Decisions | Indie For Bunnies"},"content":{"rendered":"<p>Quando la realt\u00e0 diventa sogno? Quando smettiamo di provare sensazioni tattili concrete e tutto invece diventa parte della nostra mente? Quando \u00e8 il momento esatto in cui si chiudono gli occhi e, da li a breve, perdiamo il contatto con quello che ci circonda? Non riesco a rispondere a queste domande con chiarezza, ma sono davvero convinto che i <strong>Blankenberge<\/strong> siano, al momento, l\u2019unica band che pu\u00f2 realmente dirsi capace di musicare un sogno. Forse gli unici che possono anche rispondere alle domande che ho posto sopra. <\/p>\n<p>Noi siamo svegli, stiamo ascoltando la loro musica, il loro ultimo album \u201cDecisions\u201d, ma \u00e8 come se non fossimo qui, \u00e8 come se non fossimo realmente presenti: troppo grande, troppo profonda l\u2019empatia che si sprigiona da questi suoni per non lasciarsi andare ed \u00e8 cos\u00ec che si entra nel sogno, in quella dimensione dove non ci sono spazi, confini, dove succedono cose con fili logici distorti, in cui il mondo pu\u00f2 essere a colori e poi immediatmente dopo in bianco e nero, una dimensione il cui fascino sta proprio in quel continuo cambiamento e mutamento che rende spesso i sogni cos\u00ec inintelleggibili. Se siamo in questa realt\u00e0, se ci siamo entrati senza nemmeno accorgercene il merito \u00e8 tutto dei <strong>Blankenberge<\/strong>, della loro musica che \u00e8 realmente ponte tra il fisico e l\u2019onirico, porta perfetta e imprescindibile per varcare le dimensioni spazio temporali.<\/p>\n<p><img data-dominant-color=\"667d45\" data-has-transparency=\"false\" style=\"--dominant-color: #667d45;\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"555\" height=\"312\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/blankenberge-screen-jpg.webp.webp\" alt=\"\" class=\"not-transparent wp-image-423395\"  \/><\/p>\n<p>Il quarto album della band di San Pietroburgo \u00e8 il superamento di tutte le barriere, \u00e8 il salto definitivo verso l\u2019apoteosi mistica. Il disco pi\u00f9 bello e sublime di un gruppo che, a mio avviso, non ha solo raggiunto i grandi dello shoegaze anni \u201990, ma li sta superando, perch\u00e9 nemmeno con gli <strong>Slowdive<\/strong> pi\u00f9 ispirati ho mai provato un totale senso di abbandono e dissociazione con ci\u00f2 che mi circonda.<\/p>\n<p>I <strong>Blankenberge<\/strong> fanno shoegaze? Fanno dream-pop? Fanno indie? Di cosa stiamo parlando? I <strong>Blankenberge<\/strong> ormai stanno semplicemente in un sogno, il sogno della musica celestiale, quella che ci conduce all\u2019estasi assoluta. Pensate bene ai vostri sogni e poi ditemi se questa non \u00e8 la musica perfetta per descriverli. Io veramente ho dovuto interrompere l\u2019ascolto per scrivere questa recensione, perch\u00e9 il senso di beatitudine e di smarrimento era tale che non riuscivo davvero a scrivere. Avete presente quando si dice che i martiri vedevano Dio? La loro testimonianza di sofferenza era cos\u00ec elevata e di valore inestimabile che, a loro, era riservata la \u201cvisione beatifica\u201d, la piena comunione con Dio. Senza volermi paragonare a un martire, ci mancherebbe altro, ho fatto questa citazione proprio per far capire come l\u2019esperienza terrena, quando si fa particolarmente intensa e toccante serve a condurci in qualcosa d\u2019altro, qualcosa che non \u00e8 pi\u00f9 descrivibile a parole. A me \u00e8 successo questo. Ecco perch\u00e9, pur avendo sospeso l\u2019ascolto, condizione necessaria per scrivere, mi ritrovo, per la prima volta nella mia vita, senza le parole giuste per parlare dell\u2019album. Non ne sono in grado. Non ci sono termini, non c\u2019\u00e8 abbastanza vocabolario, non c\u2019\u00e8 capacit\u00e0 intellettiva personale. E vi chiedo scusa, fedeli lettori, se ammetto questa mia incapacit\u00e0, ma di fronte a quello che ho appena provato mi sento realmente limitato.<\/p>\n<p>Una scatola, una piccola stanza in un cielo, che magnifica rappresentazione di quello che stiamo ascoltando nella cover del disco. Spazi fisici delineati che sono l\u00ec, nell\u2019etere, intimit\u00e0 nell\u2019immensit\u00e0, distanze infinite che si condensano di colpo e si racchiudono in chitarre tanto fragili quanto fragorose, epicit\u00e0 che ci fa piangere ad occhi chiusi travolti dalla malinconia, mentre la voce di <strong>Yana<\/strong> ci guida tra luci e ombre, tra bagliori e tenebre, con una batteria mai cos\u00ec espressiva e un basso che spesso \u00e8 un vero e proprio cuore che batte. Un Oceano di suoni, un sogno puro e celestiale costantemente cangiante, mentre il freddo e il caldo si susseguono, senza fretta, senza urgenza, a tratti con ripetizioni magnetiche a tratti con esplosioni sonore, in strutture fortemente liquide ma anche magicamente comprensibili, immediatamente avvolgenti, vitali e amabili. <\/p>\n<p>Minimalismo cristallino e superlativo, potenza e intensit\u00e0 che vengono gestiti con mano poetica, squarci che ci sospendono su paesaggi dal candore abbagliante\u2026tutto questo e tanto, tanto, tantissimo altro in \u201cDecisions\u201d, un disco che non \u00e8 figlio di nessuna scuola no, semplicemente perch\u00e9 questo \u00e8 un disco che far\u00e0 scuola.<\/p>\n<p>Manca realmente il fiato\u2026e mi scuso ancora per una recensione cos\u00ec lontana dai miei canoni, ma pi\u00f9 che parlare delle canzoni questa volta mi sono sentito in dovere di parlare di emozioni\u2026spero abbiate capito e apprrezzato lo sforzo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quando la realt\u00e0 diventa sogno? 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