{"id":1975,"date":"2025-07-23T01:31:12","date_gmt":"2025-07-23T01:31:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/1975\/"},"modified":"2025-07-23T01:31:12","modified_gmt":"2025-07-23T01:31:12","slug":"bollas-dallaggressivita-alla-vitalita-nicolo-terminio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/1975\/","title":{"rendered":"Bollas: dall&#8217;aggressivit\u00e0 alla vitalit\u00e0 | Nicol\u00f2 Terminio"},"content":{"rendered":"<p>La lettura dei libri di Christopher Bollas trasforma la percezione della realt\u00e0 e, in alcuni momenti, anche di s\u00e9 stessi. Sar\u00e0 forse perch\u00e9 Bollas rivolge la sua attenzione a quella soglia d\u2019esperienza in cui la finestra sul mondo sembra aprirsi per la prima volta e il sentimento del reale inizia ad animare la vita. Anche nel suo nuovo libro, intitolato <a href=\"https:\/\/www.raffaellocortina.it\/scheda-libro\/christopher-bollas\/solitudine-essenziale-9788832857535-4471.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Solitudine essenziale. Lezioni su Winnicott<\/a> (Raffaello Cortina Editore, 2025), Bollas concentra la sua attenzione sulle prime esperienze dei bambini mostrando quanto la relazione con l\u2019Altro, che viene incarnato innanzitutto dalla madre, sia fondamentale per costruire le basi per sentirsi liberi di esplorare la vita con creativit\u00e0. Nel libro Bollas ci accompagna in un viaggio nell\u2019opera di Donald Winnicott, un viaggio che \u00e8 scandito dalle lezioni che aveva tenuto a cavallo tra il 1986 e il 1987 nell\u2019Istituto di neuropsichiatria infantile dell\u2019Universit\u00e0 La Sapienza di Roma. Nel rinomato Istituto di via Sabelli Bollas ha tenuto regolarmente le sue lezioni per tanti anni, guidando e ispirando diverse generazioni di clinici che erano direttamente coinvolte nella cura dei bambini e dei giovani. Nel contesto delle Rome Lectures on Winnicott \u2013 \u00e8 questo il sottotitolo dell\u2019edizione in lingua originale \u2013 Bollas ha approfondito il pensiero clinico di Winnicott e allo stesso tempo ne ha fatto l\u2019occasione per giocare con la psicoanalisi, per fare della psicoanalisi un\u2019esperienza di gioco, sia nel momento dell\u2019incontro con il paziente sia nella fase di elaborazione teorica. Negli anni in cui Bollas sviluppava queste lezioni su Winnicott troviamo forse i suoi contributi pi\u00f9 creativi: L\u2019ombra dell\u2019oggetto viene pubblicato nel 1987 e da l\u00ec a qualche anno sarebbero seguiti Forze del destino (1989) ed Essere un carattere (1992), che considerati nel loro insieme costituiscono una trilogia imperdibile per comprendere la profonda originalit\u00e0 di un autore che ha iniziato il suo cammino psicoanalitico nel gruppo degli \u201cindipendenti\u201d britannici. E questo risuona anche nelle pagine di Solitudine essenziale, dove il pensiero di Winnicott viene presentato innanzitutto attraverso alcune analogie e differenze rispetto alla prospettiva di Melanie Klein (tendenzialmente gli \u201cindipendenti britannici\u201d venivano riconosciuti cos\u00ec perch\u00e9 a livello teorico e clinico non si collocavano, pur essendone influenzati, n\u00e9 nella posizione di Melanie Klein n\u00e9 in quella di Anna Freud, che nel Novecento sono state un po\u2019 come le due \u201cmadri\u201d della psicoanalisi inglese).<\/p>\n<p>Bollas raccoglie da Winnicott l\u2019eredit\u00e0 di un pensiero clinico che privilegia l\u2019esperienza della creativit\u00e0 e del gioco come chiave di lettura per comprendere le traiettorie della vita di un essere umano sin dai primissimi balbettii della sua esistenza. \u00c8 in questo frangente temporale che l\u2019esperienza della solitudine diventa fondamentale per l\u2019esistenza del soggetto: si tratta infatti di una condizione dell\u2019essere che precede la dipendenza dalla relazione con l\u2019Altro e addirittura la sensazione di essere vivi. \u00c8 una solitudine che viene prima dell\u2019instaurarsi della relazione con l\u2019Altro e riguarda una dimensione primaria in cui la realt\u00e0 emotiva non ha preso forma.<\/p>\n<p>\u00c8 molto difficile immaginare questa condizione che sembra preannunciare la vita pur manifestandosi come un \u201cintervallo di non-vita\u201d, per\u00f2 diversi casi clinici molto gravi mostrano la non automaticit\u00e0 dell\u2019accesso dell\u2019essere umano alla sensazione di essere vivi. Attraverso un altro orientamento teorico-clinico, e in tempi pi\u00f9 recenti, Massimo Recalcati ha proposto la concettualizzazione delle \u201cneo-melanconie\u201d, che si presentano come delle forme psicopatologiche dove risulta centrale l\u2019assenza del sentimento della vita. Diventa sempre pi\u00f9 frequente la difficolt\u00e0 di molti pazienti a sentirsi soggetti di un\u2019esperienza propriamente umana. Oggi le lezioni di Bollas su Winnicott, sebbene siano datate, divengono ancor di pi\u00f9 importanti per approfondire la comprensione di quei fenomeni clinici che interrogano il modo contemporaneo di instaurare la relazione con l\u2019Altro.<\/p>\n<p>Certo, se seguiamo Winnicott e consideriamo gli aspetti su cui Bollas focalizza l\u2019attenzione, allora sembra che gran parte del destino relazionale degli esseri umani dipenda dalle madri. Per\u00f2 a questo proposito possiamo evidenziare che la relazione con l\u2019Altro distingue due livelli, due piani relazionali che Winnicott indica con due modi di concepire la madre: la \u201cmadre ambiente\u201d e la \u201cmadre oggetto\u201d. Possiamo infatti riprendere le due versioni della madre secondo Winnicott come due funzioni dell\u2019Altro, senza relegare cos\u00ec la figura del padre a quel Terzo che compare solo come un guastafeste per mettere ordine tra madre e figlio rompendo la loro tendenza simbiotica.<\/p>\n<p>La solitudine \u00e8 una condizione essenziale che precede ogni trama e conflitto edipico, riguarda piuttosto la continuit\u00e0 dell\u2019essere che fa da sfondo al \u201cvero S\u00e9\u201d. Il vero S\u00e9 \u00e8 il potenziale ereditato che connota la dimensione unica che caratterizza la personalit\u00e0. Il vero S\u00e9 di cui parla Winnicott \u00e8 l\u2019espressione del marchio singolare che differenzia un soggetto, a questo proposito Bollas ha formulato il concetto di \u201cidioma\u201d, che sebbene non coincida del tutto con il vero S\u00e9, tocca comunque la spinta a esistere e a realizzarsi nella propria differenza assoluta. Per esprimere il vero S\u00e9 \u00e8 necessaria per\u00f2 quella continuit\u00e0 dell\u2019essere che si sperimenta nella solitudine essenziale.<\/p>\n<p>Il vero S\u00e9 non si riferisce a un\u2019identit\u00e0 stabile e definita una volta per tutte, va concepito piuttosto come un movimento soggettivo di scoperta, un movimento che pu\u00f2 realizzarsi solo grazie alla presenza dell\u2019Altro. \u00c8 qui che la madre diventa quell\u2019Altro imprescindibile che fa nascere il movimento di scoperta del vero S\u00e9.<\/p>\n<p>Questa scoperta avviene in un\u2019area relazionale intermedia, che non \u00e8 specificatamente n\u00e9 all\u2019interno della psiche n\u00e9 nel mondo esterno. \u00c8 un\u2019area \u201ctransizionale\u201d che consente di esplorare la vita giocando con creativit\u00e0, anche quando \u00e8 in gioco l\u2019esplorazione della dimensione pi\u00f9 propriamente aggressiva che contraddistingue l\u2019impeto relazionale di un neonato o di un bambino verso la madre.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019aggressivit\u00e0 traduce l\u2019essere in vitalit\u00e0 ed \u00e8 vitale per la formazione dell\u2019individuo\u201d, sottolinea Bollas. E affinch\u00e9 questo transito dall\u2019aggressivit\u00e0 alla vitalit\u00e0 diventi possibile \u00e8 necessario che la madre si sdoppi nella funzione di \u201cmadre ambiente\u201d e di \u201cmadre oggetto\u201d. Secondo Winnicott la \u201cmadre sufficientemente buona\u201d costruisce un contesto relazionale e ambientale in cui il bambino pu\u00f2 rivolgersi a lei come un oggetto verso cui pu\u00f2 esprimere la propria aggressivit\u00e0. Sar\u00e0 successivamente, grazie alla sopravvivenza della madre oggetto \u2013 la madre continua a esistere nonostante la spinta aggressiva del bambino \u2013 che il bambino potr\u00e0 sviluppare una \u201cpreoccupazione responsabile\u201d verso l\u2019Altro. Se invece la madre non accoglie la spinta aggressiva del bambino, allora il bambino incontrer\u00e0 una certa difficolt\u00e0 nel distinguere ci\u00f2 che effettivamente definisce la sua spinta aggressiva verso la madre in quanto oggetto della fantasia dalle conseguenze negative che possono ripercuotersi sulla madre in quanto oggetto della realt\u00e0. In questa seconda evenienza il bambino si trova costretto a inibire la sua spinta aggressiva senza poterla tradurre in vitalit\u00e0 perch\u00e9 non ha potuto sperimentarla in un ambiente contenitivo capace di segnalare che l\u2019Altro sopravvive e non \u00e8 turbato dall\u2019eccedenza aggressiva che connota la sua esplorazione del mondo oggettuale. Il contenimento avviene quindi non a causa della limitazione di questa eccedenza aggressiva che sorge spontaneamente nella relazione con la madre oggetto, ma dalla testimonianza che l\u2019Altro materno sopravvive alla tendenza distruttiva del bambino: \u00e8 in questo modo che il bambino pu\u00f2 riconoscere e amare l\u2019alterit\u00e0 radicale dell\u2019Altro, un Altro che continua a esistere al di l\u00e0 dei suoi impeti aggressivi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/61TOkV6-VUL._SL1500_.jpg\" data-entity-uuid=\"b0f2e5f4-0cd5-41d3-8695-7bba07f115e7\" data-entity-type=\"file\" alt=\"k\" width=\"780\" height=\"1269\" class=\"align-center\" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>Questo non vuol dire che la madre debba essere un oggetto alla merc\u00e9 dei capricci del bambino, semmai la questione \u00e8 quanto la madre riesca a configurarsi come un Altro che permette al bambino di convertire l\u2019aggressivit\u00e0, che distrugge, in una vitalit\u00e0 che riconosce l\u2019Altro in quanto Altro. Un bambino pu\u00f2 imparare a non temere la sua spinta aggressiva e a trasformarla come una spinta esploratrice e vitale se nelle primissime esperienze relazionali trover\u00e0 uno sguardo sorridente e un tocco amorevole che accoglie il suo impeto invece che un Altro che si disorganizza, che non accoglie o respinge l\u2019eccedenza che lo spinge a trascendere s\u00e9 stesso nell\u2019incontro con il mondo e la vita.<\/p>\n<p>A differenza di Melanie Klein, Winnicott \u2013 come fa notare Bollas \u2013 pensa che la possibilit\u00e0 di integrare la spinta aggressiva con il riconoscimento dell\u2019Altro scaturisca non dal senso di colpa che il bambino prova accorgendosi dei danni provocati dalle proprie spinte aggressive, ma dal piacere sperimentato nell\u2019esplorazione aggressiva della relazione con la madre oggetto. In questa fase precoce della vita \u00e8 il piacere, e non il senso di colpa, che produce l\u2019integrazione.<\/p>\n<p>La madre ambiente si configura allora come un campo relazionale in cui il bambino pu\u00f2 sperimentare il piacere di \u201cmangiare\u201d la madre oggetto per accorgersi nel corso del tempo che l\u2019Altro esiste al di l\u00e0 di ogni volont\u00e0 di appropriazione o di ogni fantasia di distruzione. In diverse lezioni Bollas addirittura sottolinea che una delle caratteristiche essenziali della salute di un neonato consiste nella capacit\u00e0 di essere \u201cspietato\u201d nell\u2019uso dell\u2019oggetto, cio\u00e8 di relazionarsi con la madre, per esempio, quando viene allattato al seno senza pensare a lei, ma dedicandosi al piacere di mangiarla e distruggerla e, poi, ritrovarla.<\/p>\n<p>Secondo Winnicott questi aspetti diventano rilevanti anche nella relazione terapeutica tra paziente e analista: anche l\u2019analista deve dare testimonianza della sua sopravvivenza di fronte alle eventuali dinamiche aggressive che pu\u00f2 rivolgergli il paziente. Come viene evidenziato da Bollas \u2013 e come \u00e8 stato ripreso anche da Recalcati nei suoi contributi sull\u2019odio e sul controtransfert \u2013 attraverso questa forma di sopravvivenza l\u2019analista fa sorgere quell\u2019area intermedia tra il soggetto e l\u2019Altro che permette al paziente di fare un \u201cuso dell\u2019oggetto\u201d dando forma alla realt\u00e0 emotiva che contraddistingue la relazione intersoggettiva.<\/p>\n<p>In tale cornice l\u2019Altro compare nell\u2019esistenza del soggetto come ci\u00f2 che resta, come ci\u00f2 che sopravvive e sa interagire nonostante e grazie all\u2019aggressivit\u00e0. Il piacere, che pu\u00f2 essere sperimentato in quella che Bollas definisce \u201cinter-aggressivit\u00e0\u201d, trasforma le spinte pulsionali in un gioco esplorativo e creativo di nuovi stati del S\u00e9. \u201cQuando il vero S\u00e9 \u00e8 libero di entrare in gioco, il S\u00e9 e l\u2019altro sperimentano una combinazione piacevole, quasi sensoriale, di aggressivit\u00e0, intelletto, allerta somatica, vivacit\u00e0 gestuale e divertimento per il fatto di essere insieme\u201d.<\/p>\n<p>Secondo Winnicott la dimensione simbolica scaturisce da questa forma di mutualit\u00e0 tra il gesto del bambino e l\u2019azione della madre: il simbolico emerge dalla creativit\u00e0 intersoggettiva e, in fondo, anche la stessa psiche sorge come un\u2019elaborazione immaginativa di questi primi momenti in cui avviene il balbettio dell\u2019essere con l\u2019Altro. La psiche compare come quella parte del soggetto che si occupa della relazione con il corpo e con il mondo esterno, ed \u00e8 nella psiche che, utilizzando la terminologia di Bollas, viene registrato l\u2019idioma di un essere umano.<\/p>\n<p>Lo sviluppo del vero S\u00e9 \u00e8 fortemente condizionato dalla funzione contenitiva (e creativa) della madre, una funzione che \u2013 ci ricorda Bollas \u2013 persiste per sempre nella psiche come un\u2019impronta, come la porta di ingresso in quell\u2019area intermedia dove gioco e creativit\u00e0 diventano possibili. \u00c8 sulle soglie di quest\u2019area transizionale che Bollas vuole riportarci, attraverso l\u2019opera di Winnicott illumina quei frangenti e quelle zone della psiche plasmate dall\u2019idioma delle cure materne, l\u00ec dove \u2013 per ciascuno di noi \u2013 riecheggia quel battito temporale che trasforma la solitudine essenziale nel punto di insorgenza del sentimento della vita.<\/p>\n<p><strong>Leggi anche:<\/strong><br \/>Ivan Paterlini | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/i-tre-caratteri-di-christopher-bollas\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">I tre caratteri di Christopher Bollas<\/a><br \/>Moreno Montanari | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/bollas-essere-un-carattere\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Bollas: essere un carattere<\/a><br \/>Moreno Montanari | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/bollas-forze-del-destino\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Bollas: Forze del destino<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La lettura dei libri di Christopher Bollas trasforma la percezione della realt\u00e0 e, in alcuni momenti, anche di&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1976,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,4154,203,204,1537,90,89,1609,4153],"class_list":{"0":"post-1975","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-christopher-bollas","10":"tag-entertainment","11":"tag-intrattenimento","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-libri","16":"tag-psicoanalisi"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1975","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1975"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1975\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1976"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1975"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1975"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1975"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}