{"id":197768,"date":"2025-11-03T17:33:08","date_gmt":"2025-11-03T17:33:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/197768\/"},"modified":"2025-11-03T17:33:08","modified_gmt":"2025-11-03T17:33:08","slug":"carlo-galli-con-lintelligenza-artificiale-spariscono-luomo-e-la-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/197768\/","title":{"rendered":"Carlo Galli: \u00abCon l\u2019intelligenza artificiale spariscono l\u2019uomo e la verit\u00e0\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Il filosofo: \u00abChi usa la nuova tecnica per accrescere il suo potere finge che il progresso sia inevitabile. Un\u2019alternativa politica, per\u00f2, deve sempre esistere: si chiama libert\u00e0\u00bb.Filosofo, politologo, ex deputato per la sinistra, Carlo Galli \u00e8 da sempre un acuto interprete dei fenomeni sociali e politici. Il Mulino ha appena pubblicato il suo saggio Tecnica. \u00c8 uno sforzo di ricordare ai lettori che, dietro il progresso, non c\u2019\u00e8 nulla di inevitabile. C\u2019\u00e8 una scelta, c\u2019\u00e8 una decisione, c\u2019\u00e8 una volont\u00e0. Una volont\u00e0 di potenza.Professore, lei spiega che la \u00absvolta algoritmica\u00bb dell\u2019intelligenza artificiale coincide con un modo di leggere la realt\u00e0 come una \u00abimmane tautologia\u00bb, in virt\u00f9 della quale \u00abil reale pu\u00f2 dire s\u00e9 stesso senza che sia necessario metterlo in forma con la teoria\u00bb. Ci aiuta a capire?\u00ab\u00c8 il sogno di alcuni degli apologeti dell\u2019Ia, che secondo loro dovrebbe sostituire niente meno che la mente umana. Ma l\u2019intelligenza artificiale \u00e8 una tecnica elettronica che si aggiunge a quelle meccaniche: una tecnica dalle molte conseguenze, certo, ma dopo tutto una tecnica. E poi, siamo sicuri che sia corretto chiamarla \u201cintelligenza\u201d?\u00bb.Chiedersi se la macchina pensa non ha senso?\u00ab\u00c8 una domanda mal posta: ci fa credere che sia anche solo possibile paragonare la macchina e l\u2019uomo. Il che vuol dire che non abbiamo un\u2019idea chiara di che cosa significhi pensare. Se pensare significasse computare, saremmo gi\u00e0 stati sconfitti dalle macchine. Se pensare ha a che fare con il criticare e con l\u2019immaginare, la macchina non penser\u00e0 mai\u00bb.La novit\u00e0 dell\u2019Ia, quindi, \u00e8 incrementale ma non sostanziale?\u00abIl percorso a ritroso nella storia della tecnica, che compio nel libro, mi ha fatto capire che essa ha accompagnato da sempre l\u2019evoluzione umana, evolvendo essa stessa. Ma la tecnica non evolve automaticamente. Evolve perch\u00e9 qualcuno decide che debba andare in una direzione piuttosto che in un\u2019altra. Per cui la tecnica \u00e8 certamente universale, generale, ma non \u00e8 necessaria nel senso che si sia sviluppata nell\u2019unico modo possibile. Ecco perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una differenza tra invenzione e innovazione\u00bb.Quale?\u00abL\u2019invenzione \u00e8 un evento isolato; innovare, invece, significa inserire le invenzioni all\u2019interno di un sistema sociale. E questa \u00e8 una decisione che viene presa da qualcuno per certi scopi, che sono sempre scopi di potenza economica o politica. Dalla storia impariamo questo: la tecnica non \u00e8 oggettiva, \u00e8 soggettiva. \u00c8 prodotta da volont\u00e0. Dentro un oggetto tecnico ci sono le logiche di una societ\u00e0. Quello che, in un dato momento, i poteri dominanti dell\u2019epoca hanno voluto che si sviluppasse\u00bb.Lo stesso vale per l\u2019Ia?\u00abCerto. Neppure l\u2019Ia \u00e8 il prodotto automatico di un\u2019evoluzione. Nasce da certe scelte e da certe idee su come funziona la mente umana. E le forze che spingono per il suo sviluppo sono quelle che gi\u00e0 governano il mondo: i poteri politici e i poteri economici. Anche l\u2019Ia incorpora le logiche politiche ed economiche della societ\u00e0, che in questo caso sono le logiche del capitalismo e del potere politico e amministrativo. Per fare un esempio, la burocrazia non agisce pi\u00f9 attraverso i faldoni di carta bens\u00ec attraverso i sistemi elettronici, ma l\u2019obiettivo \u00e8 sempre quello: conoscere, amministrare, controllare i cittadini\u00bb.Non c\u2019\u00e8 un elemento in pi\u00f9 nella \u00absvolta algoritmica\u00bb? Ossia, la pretesa di ridurre la realt\u00e0 stessa a quella combinazione di dati?\u00abLa potenza della tecnologia elettronica sta proprio in questo. La tecnologia meccanica ha bisogno di maneggiare fisicamente le cose e le persone; l\u2019altra traduce la realt\u00e0 in impulsi di elettroni. Che cos\u2019\u00e8 un essere umano per la tecnologia elettronica? Un insieme di tracce sopra uno schermo. Un insieme di dati che l\u2019interessato ha fornito gratuitamente e pi\u00f9 o meno inconsapevolmente, e che l\u2019algoritmo ha poi processato. Ma l\u2019individuo, qui, sparisce: \u00e8 un insieme di impulsi elettronici che gli corrispondono. Ecco la novit\u00e0 della tecnologia elettronica: il raddoppiamento totale del mondo\u00bb.Il raddoppiamento del mondo?\u00abS\u00ec. L\u2019applicazione dell\u2019elettronica a ogni ambito della realt\u00e0 significa che, tendenzialmente, la realt\u00e0 scompare nella propria rappresentazione elettronica\u00bb.\u00c8 da qui che nasce il nostro straniamento? La nostra difficolt\u00e0 di distinguere il vero dal falso, fino all\u2019inquietante spettacolo del deepfake?\u00abCerto. La realt\u00e0 sdoppiata ci viene messa davanti tutti i giorni. E questa duplicazione del mondo, che sembra innocua, ingenua, se non addirittura progressista, \u00e8 invece infinitamente passivizzante. Quando forniamo dati, anche se stiamo interrogando il computer, in verit\u00e0 siamo sempre passivi. Non possiamo fare altro che obbedire alle logiche che qualcuno ha introdotto nel computer. E, se non le seguiamo, il computer non ci lascia proseguire. Il problema \u00e8 che cos\u00ec abbiamo perso l\u2019abitudine a fare, e ad agire\u00bb.In che senso?\u00ab\u00c8 il computer che fa per noi; \u00e8 il computer che traduce la realt\u00e0 in elettroni e poi ce la restituisce secondo il suo formato. Il tutto avviene senza che noi capiamo niente &#8211; a meno che non siamo ingegneri elettronici &#8211; e soprattutto senza che facciamo niente\u00bb.Il soggetto agente, allora, \u00e8 una parvenza; la realt\u00e0 \u00e8 che siamo oggetti agiti?\u00abNon siamo nemmeno oggetti. Siamo una funzione elettronica, che rilascia dati e verso la quale vengono proiettate immagini elettroniche. Cos\u00ec perdiamo ogni criterio di verit\u00e0. Non riusciamo a dire che una certa immagine &#8211; una foto, un video &#8211; \u00e8 un fenomeno, e la vera realt\u00e0 \u00e8 un\u2019oggettivit\u00e0 trascendente. Non riusciamo nemmeno a dire che l\u2019immagine \u00e8 un fake poich\u00e9 non risponde a certi canoni scientifici di correttezza e di misura. Non possiamo dire che l\u2019immagine \u00e8 vera o falsa, perch\u00e9 non l\u2019abbiamo fatta, prodotta: noi non facciamo quasi pi\u00f9 nulla, tutto ci piomba addosso\u00bb.Ricapitoliamo: dietro la tecnica c\u2019\u00e8 sempre stata una volont\u00e0 di potere, o di utile. La novit\u00e0 \u00e8 che la filosofia che anima molti dei campioni odierni dello sviluppo tecnologico tende a occultare questa realt\u00e0 e a presentarla come un\u2019evoluzione necessaria e autonoma.\u00abE infatti tutte le narrazioni apologetiche del fenomeno lo trattano come se non esistesse alcuna questione di dislivello di potere, tra i pochi che producono microchip e algoritmi e i moltissimi che restano solo passivi\u00bb.Che ne pensa del pericolo che l\u2019Ia diventi autocosciente e si metta a combattere l\u2019umanit\u00e0?\u00ab\u00c8 una falsa pista. Le sembra sensato dire che l\u2019Ia \u00e8 una minaccia per l\u2019occupazione? Una minaccia sar\u00e0 semmai l\u2019imprenditore che la applica allo scopo di avere meno lavoratori da pagare. Il vero punto che dobbiamo cogliere, allora, \u00e8 che non esiste la tecnocrazia; esiste la krat\u00eda, ossia il potere di coloro che investono sulla tecnica\u00bb.I tecnocrati, quindi, non sono coloro che contribuiscono a realizzare un processo oggettivo, bens\u00ec coloro che impongono logiche che rispondono ai loro interessi.\u00abLa tecnica non \u00e8 neutra. E la sua finalit\u00e0 \u00e8 sempre stata di accrescere la potenza di chi possiede quello strumento. Potenza economica, cio\u00e8 profitto; oppure potenza politica, cio\u00e8 tecnica come campo di battaglia tra grandi potenze, che mediante la tecnica fabbricano le armi. Ovviamente, se a gestire questo processo sono gli Stati, si pu\u00f2 pensare che i cittadini esercitino qualche forma di controllo attraverso la democrazia. Ben diverso \u00e8 quando di fatto comandano enormi poteri privati\u00bb.La soluzione qual \u00e8?\u00abL\u2019antidoto \u00e8 la democrazia. L\u2019Unione europea ha provato a governare alcuni aspetti dell\u2019intelligenza artificiale, anche se non \u00e8 andata molto in l\u00e0. Moltiplicando questo sforzo si possono, ad esempio, rendere di propriet\u00e0 pubblica le immense raccolte di dati che adesso appartengono alle piattaforme private\u00bb.\u00c8 realistico?\u00abNon sto proponendo di tornare al comunismo sovietico. Per\u00f2 avremo pure qualche strumento per governare l\u2019economia. La politica davvero non \u00e8 capace di pensare a una finalit\u00e0 della societ\u00e0 che non sia l\u2019arricchimento di qualcuno? E noti che ho usato il verbo \u201cpensare\u201d\u2026\u00bb.Perch\u00e9?\u00abPerch\u00e9 la politica \u00e8, prima di tutto, produzione di pensiero su alternative molteplici, magari conflittuali. Non \u00e8 politica quella che d\u00e0 per scontata una sola linea di sviluppo, una sola realt\u00e0. Questo \u00e8 quello che fanno gli apologeti dell\u2019intelligenza artificiale: proiettano nel futuro, portandolo al 100%, quello che oggi esiste gi\u00e0, magari al 60%, senza un minimo di fantasia. Come nel discorso della signora Margaret Thatcher: there is no alternative. Non c\u2019\u00e8 alternativa. Ma l\u2019alternativa deve esistere: si chiama libert\u00e0\u00bb.\n<\/p>\n<p>Il no al Ponte \u00e8 solo l\u2019ultima battaglia della sinistra contro la modernit\u00e0<\/p>\n<p>\n        Il villaggio di Baghouz nella provincia orientale siriana di Deir Ezzor (Getty Images)\n    <\/p>\n<p>\n        Alberto Stefani (Imagoeconomica)\n    <\/p>\n<p>    (Arma dei Carabinieri)\n    <\/p>\n<p>All&#8217;alba di oggi i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Chieti, con il supporto operativo dei militari dei Comandi Provinciali di Pescara, L\u2019Aquila e Teramo, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia de L\u2019Aquila, hanno eseguito un\u2019ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un quarantacinquenne bengalese ed hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 19 persone, tutte gravemente indiziate dei delitti di associazione per delinquere finalizzata a commettere una serie indeterminata di reati in materia di immigrazione clandestina, tentata estorsione e rapina. <\/p>\n<p>I provvedimenti giudiziari sono stati emessi sulla base delle risultanze della complessa attivit\u00e0 investigativa condotta dai militari del NIL di Chieti che, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno fatto luce su un sodalizio criminale operante fin dal 2022 a Pescara e in altre localit\u00e0 abruzzesi, con proiezioni in Puglia e Campania che, utilizzando in maniera fraudolenta il Decreto flussi, sono riusciti a far entrare in Italia diverse centinaia di cittadini extracomunitari provenienti prevalentemente dal Bangladesh, confezionando false proposte di lavoro per ottenere il visto d\u2019ingresso in Italia ovvero falsificando gli stessi visti. L\u2019associazione, oggi disarticolata, era strutturata su pi\u00f9 livelli e si avvaleva di imprenditori compiacenti, disponibili a predisporre contratti di lavoro fittizi o societ\u00e0 create in vista dei \u201cclick day\u201d oltre che di di professionisti che curavano la documentazione necessaria per far risultare regolari le richieste di ingresso tramite i decreti flussi.  Si servivano di intermediari, anche operanti in Bangladesh, incaricati di reclutare cittadini stranieri e di organizzarne l\u2019arrivo in Italia, spesso dietro pagamento e con sistemazioni di fortuna.<\/p>\n<p>I profitti illeciti derivanti dalla gestione delle pratiche migratorie sono stimati in oltre 3 milioni di euro, considerando che ciascuno degli stranieri fatti entrare irregolarmente in Italia versava somme consistenti. Non a caso alcuni indagati definivano il sistema una vera e propria \u00abminiera\u00bb.<\/p>\n<p>Nel corso delle indagini nel luglio 2024, i Carabinieri del NIL di Chieti hanno eseguito un intervento a Pescara sorprendendo due imprenditori mentre consegnavano a cittadini stranieri documentazione falsa per l\u2019ingresso in Italia dietro pagamento.<\/p>\n<p>Lo straniero destinatario del provvedimento cautelare svolgeva funzioni di organizzazione e raccordo con l\u2019estero, effettuando anche trasferte per individuare connazionali disponibili a entrare in Italia. In un episodio, per recuperare somme pretese, ha inoltre minacciato e aggredito un connazionale. Considerata la gravit\u00e0 e l\u2019attualit\u00e0 delle esigenze cautelari, \u00e8 stata disposta la custodia in carcere presso la Casa Circondariale di Pescara.<\/p>\n<p>Nei confronti degli altri 19 indagati, pur sussistendo gravi indizi di colpevolezza, non vi \u00e8 l\u2019attualit\u00e0 delle esigenze cautelari.<\/p>\n<p>Il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, da anni, \u00e8 impegnato nel fronteggiare su tutto il territorio nazionale il favoreggiamento dell\u2019immigrazione irregolare, fenomeno strettamente collegato a quello dello sfruttamento lavorativo. <\/p>\n<p>Continua a leggereRiduci<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il filosofo: \u00abChi usa la nuova tecnica per accrescere il suo potere finge che il progresso sia inevitabile.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":197769,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[8634,118563,118564,239,32724,668,118562,1537,90,89,240,196],"class_list":{"0":"post-197768","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-ai","9":"tag-carlo-galli","10":"tag-carlo-galli-filosofo","11":"tag-health","12":"tag-ia","13":"tag-intelligenza-artificiale","14":"tag-intervista-carlo-galli","15":"tag-it","16":"tag-italia","17":"tag-italy","18":"tag-salute","19":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115486969366393483","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/197768","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=197768"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/197768\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/197769"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=197768"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=197768"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=197768"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}