{"id":197995,"date":"2025-11-03T20:38:09","date_gmt":"2025-11-03T20:38:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/197995\/"},"modified":"2025-11-03T20:38:09","modified_gmt":"2025-11-03T20:38:09","slug":"guttuso-de-pisis-fontana-lespressionismo-italiano-in-mostra-a-vercelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/197995\/","title":{"rendered":"Guttuso, De Pisis, Fontana. L\u2019Espressionismo italiano in mostra a Vercelli"},"content":{"rendered":"<p>Da Guttuso a Fontana, passando per De Pisis e Vedova, allo Spazio Arca di Vercelli un\u2019inedita mostra (sino all\u201911 gennaio 2026) racconta l\u2019Espressionismo italiano attraverso un nucleo significativo di opere realizzate tra il 1920 e il 1945 e appartenenti alla sezione storica della collezione Giuseppe Iannaccone. Tra capolavori noti e lavori mai esposti prima, in mostra anche una giovane voce dell&#8217;arte contemporanea: Norberto Spina. Una mostra davvero importante quella in corso allo Spazio Arca di Vercelli (innovativo e modernissimo polo culturale situato all&#8217;interno della suggestiva ex Chiesa di San Marco), che pone l\u2019accento su uno dei movimenti pi\u00f9 potenti e viscerali del Novecento italiano: l\u2019Espressionismo. Ma chi sono gli espressionisti italiani e cosa esprime la loro arte, cos\u00ec distante dagli accademismi e refrattaria ad ogni tipo di costrizione?L\u2019Espressionismo italianoMovimento complesso e forse meno conosciuto di altri, l\u2019Espressionismo italiano si snoda nei difficili decenni che vanno dal 1920 al 1945, quando i venti del nascente Regime fascista sfoceranno nella tempesta del secondo conflitto mondiale e l\u2019arte, pur non diventando mai un\u2019 arte di Stato o totalmente propagandistica ( come accadde per esempio nell\u2019ex Unione sovietica e nella Germania nazista), assunse un forte carattere di italianit\u00e0, celebrativo e retorico. Figura di punta del panorama artistico e intellettuale del tempo Margherita Sarfatti e il movimento artistico del Novevcento, sostenitori di una pittura pi\u00f9 figurativa e tradizionale, in contrasto con le avanguardie dell&#8217;epoca Futurismo in primis. Ecco. L\u2019Espressionismo italiano, che assunse sfumature diverse a secondo dei vari \u00abGruppi\u00bb di artisti (i Sei di Torino, il Gruppo Corrente di Milano e la Scuola Romana di via Cavour quelli pi\u00f9 famosi) nasce proprio in opposizione a questi rigidi stigmatismi e si apre all\u2019Europa, ispirandosi al Der Blaue Reiter tedesco, al Fauvismo francese e ai grandi Maestri come Van Gogh e Picasso. Gli Espressionisti sono essenzialmente artisti liberi: liberi di pensare, liberi di guardare altrove, liberi nei contenuti. Oggetto della loro arte non \u00e8 il sogno, ma la vita reale, le tensioni interiori, la condizione umana, e i colori intensi un modo per rappresentare la soggettivit\u00e0 e trasmettere emozioni e verit\u00e0 profonde, anche quando le figure si deformano, per la gioia o per il dolore. Guttuso, Fontana, Sassu, Vedova, De Pisis, ma anche Antonietta Rapha\u00ebl, Fausto Pirandello , Mario Mafai, Carlo Levi e Pietro Martina i pi\u00f9 noti (ma non i soli) Espressionisti italiani , tutti ( o quasi) riuniti nella straordinaria mostra vercellese, un\u2019esposizione di altissimo valore che riunisce un importante numero di opere appartenenti alla prestigiosa Collezione Giuseppe Iannaccone, costituita, ad oggi, da circa cinquecento opere: circa centoventicinque pezzi per quanto riguarda l\u2019arte moderna (dal 1920 al 1945) e ben oltre trecentocinquanta lavori di arte contemporanea.La mostraCurata da Daniele Fenaroli, la mostra si articola in un percorso espositivo che si sviluppa per nuclei tematici, esplorando il colore come forma di resistenza, il ritratto come ricerca dell&#8217;identit\u00e0 e il presente come soglia inquieta della memoria. Tra le opere pi\u00f9 significative, l\u2019umanit\u00e0 trasfigurata e deforme di Renato Birolli, le nature morte eloquenti e l\u2019ironia tragica di Pirandello (bellissima la sua Siesta Rustica), Broggini, Ziveri, Valenti e Badodi; autoritratti e ritratti ( Ritratto di Mimise e Ritratto di Antonino Santangelo di Renato Guttuso in assoluto i miei preferiti\u2026) lontani da ogni forma di idealizzazione ma specchio fedele dell\u2019irriducibile complessit\u00e0 umana. Straordinaria, a dominare la terza sezione della mostra, si palesa al visitatore in tutta la sua bellezza La Battaglia dei tre cavalieri (1940-1941) di Aligi Sassu, maestosa scena mitologica caratterizzata da un dinamismo e uno sforzo fisico accentuati, con linee e colori espressivi che suggeriscono un movimento frenetico e una forza travolgente. Evidente il legame con la violenza del conflitto mondiale e l\u2019inutilit\u00e0 della guerra (dove a morire \u00e8 lo spirito umano e non solo i corpi), sebbene Sassu non l&#8217;abbia mai esplicitamente confermato\u2026A dialogare con Sassu e i grandi Maestri espressionisti una giovane voce del contemporaneo: Norberto SpinaNorberto SpinaMilanese, classe 1995, una laurea all\u2019Accademia di Brera, Spina, la cui poetica si fonda sulla sovrapposizione di memoria personale e collettiva, \u00e8 presente a Vercelli con una preziosa opera prestata dalla Royal Academy di Londra e opere site specific.Il suo originale Presente, che rielabora un particolare del Sacrario di Redipuglia voluto da Mussolini nel 1938, si concentra sulla monumentalit\u00e0 del potere, che a distanza di decenni, continua a porci interrogativi. Guardare oggi le opere in mostra, accanto a quelle di Norberto Spina, significa non soltanto recuperare una pagina fondamentale della storia dell\u2019arte italiana, ma anche riconoscere quanto quella stagione parli ancora al nostro presente. Non come immagine passata, ma come un linguaggio vivo e potente, capace di dirci (e insegnarci) ancora molto\u2026\n<\/p>\n<p>Ecco #DimmiLaVerit\u00e0 del 3 novembre 2025. La nostra Flaminia Camilletti spiega perch\u00e9 Donald Trump ha minacciato di intervenire in Nigeria se non finir\u00e0 la persecuzione dei cristiani.<\/p>\n<p>Il no al Ponte \u00e8 solo l\u2019ultima battaglia della sinistra contro la modernit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Da Guttuso a Fontana, passando per De Pisis e Vedova, allo Spazio Arca di Vercelli un\u2019inedita mostra (sino&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":197996,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[118634,1615,20357,1613,1614,1611,1610,53895,118635,1612,118636,203,118637,118638,9442,118639,118640,204,1537,90,89,95592,68162,118641,1617,118642,2059,16756,118643,118644,1567,10978,2392],"class_list":{"0":"post-197995","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-aligi-sassu","9":"tag-arte","10":"tag-arte-contemporanea","11":"tag-arte-e-design","12":"tag-arteedesign","13":"tag-arts","14":"tag-arts-and-design","15":"tag-benito-mussolini","16":"tag-collezione-giuseppe-iannaccone","17":"tag-design","18":"tag-emilio-vedova","19":"tag-entertainment","20":"tag-espressionismo","21":"tag-espressionismo-italiano","22":"tag-fascismo","23":"tag-fausto-pirandello","24":"tag-filippo-de-pisis","25":"tag-intrattenimento","26":"tag-it","27":"tag-italia","28":"tag-italy","29":"tag-jwplatform-com","30":"tag-lucio-fontana","31":"tag-margherita-sarfatti","32":"tag-mostre","33":"tag-norberto-spina","34":"tag-piemonte","35":"tag-pittura","36":"tag-renato-guttuso","37":"tag-spazio-arca","38":"tag-storia","39":"tag-vercelli","40":"tag-video"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/197995","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=197995"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/197995\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/197996"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=197995"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=197995"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=197995"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}