{"id":198059,"date":"2025-11-03T21:32:16","date_gmt":"2025-11-03T21:32:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/198059\/"},"modified":"2025-11-03T21:32:16","modified_gmt":"2025-11-03T21:32:16","slug":"speciale-futurismo-fabrizio-russo-collezionisti-attenti-agli-archivi-poco-scientifici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/198059\/","title":{"rendered":"Speciale Futurismo \u2022 Fabrizio Russo: \u00abCollezionisti, attenti agli archivi poco scientifici\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Fondata nel 1898, la Galleria Russo di Roma \u00e8 la pi\u00f9 longeva d\u2019Italia, e una delle maggiori nel commercio di opere futuriste, da Balla a Boccioni, Severini, Russolo e Prampolini, a Dottori, Depero, Thayaht, Tato, Crali e Peruzzi. La questione falsi \u00e8 una piaga, rispetto alla quale il titolare Fabrizio Russo ha imparato ad adottare i necessari antidoti. Vediamo quali.<\/p>\n<p><strong>Quanto \u00e8 grave per lei la questione dei falsi tra le opere futuriste?<\/strong><br \/>La gravit\u00e0 della questione dei falsi \u00e8 direttamente proporzionale all\u2019interesse del mercato per questo periodo storico. Quindi \u00e8 molto elevata.<\/p>\n<p><strong>Come si spiega il fenomeno della falsificazione dell\u2019arte futurista?\u00a0<\/strong><br \/>In generale \u00e8 sempre esistito. Ma \u00e8 cresciuto a seguito delle grandi mostre nazionali e internazionali d\u2019arte futurista degli ultimi 5-6 anni. Questo interesse istituzionale ha generato l\u2019interesse di mercato, tra cui esponenti di non specchiata onest\u00e0, che hanno visto bene di approfittare di questo momento storico. Ma mi si permetta di dire che il fenomeno si \u00e8 affermato anche per l\u2019imperizia dei collezionisti, da una parte, e dall\u2019altra, di archivi dalla conduzione non limpidissima.<\/p>\n<p><strong>Iniziarono per primi i futuristi a falsificare le loro opere. Crispolti, elenc\u00f2 a riguardo, tra gli artisti che nel secondo dopoguerra falsificarono s\u00e9 stessi, Severini, Oriani, Carr\u00e0, Corona, Delle Site, Peruzzi. Crispolti defin\u00ec il fenomeno, proprio in un\u2019intervista per \u00abIl Giornale dell\u2019Arte\u00bb, \u00abil vizietto dei futuristi\u00bb\u2026<\/strong><br \/>Tengo a precisare che Crispolti parlava di \u00abretrodatazioni\u00bb: altro conto \u00e8 la creazione di un\u2019opera falsa. Il \u00abvizietto dei futuristi\u00bb \u00e8 stato quello di realizzare un\u2019opera, per esempio, nel 1950, ma datarla 1920. Una pratica adottata anche da molti altri big, de Chirico su tutti. Fatto sta che quelli non sono falsi, per come usualmente li si intende. Diciamo che la retrodatazione \u00e8 un peccato veniale, il falso un peccato mortale.<\/p>\n<p><strong>Chi sono i futuristi pi\u00f9 falsificati?<\/strong><br \/>Facciamo prima a dire quali sono quelli non falsificati. Tra di essi ci sono, non a caso, quelli tutelati da archivi seri, scientifici e affidabili. Come quello di Gerardo Dottori, presieduto da Massimo Duranti, o quello di Gino Severini, gestito da Romana Severini e curato da Daniela Fonti, o di Enrico Prampolini, controllato da Massimo Prampolini. O quello di Tato, sempre in mano a Massimo Duranti.<\/p>\n<p><strong>Si ricorda un caso esemplare di falsificazione di maestri futuristi?<\/strong><br \/>Un singolo caso esemplare no, ma posso asserire che molte attribuzioni recenti alla mano di Giacomo Balla o di Umberto Boccioni mi lasciano francamente perplesso.<\/p>\n<p><strong>Che cosa potrebbe costituire un argine all\u2019ondata dei falsi?<\/strong><br \/>Una rivoluzione normativa, che preveda, ad esempio, l\u2019obbligo degli archivi di inviare a un preposto ufficio del Ministero della Cultura documentazione relativa alle archiviazioni svolte. E che impedisca che archivi siano gestiti da persone singole, anzich\u00e9 da comitati scientifici, con specifiche responsabilit\u00e0 per ciascuno dei componenti. Tra di essi ci deve essere un esperto di materiali, perch\u00e9 oggi i falsari sono diventati bravissimi.<\/p>\n<p><strong>Che cosa consiglierebbe a un collezionista di Futurismo, per metterlo in guardia?<\/strong><br \/>Studio. Prudenza. Spirito d\u2019osservazione. Quest\u2019ultimo punto \u00e8 fondamentale, perch\u00e9 di alcuni artisti (e di certo non solo futuristi) esistono troppe opere sul mercato. Di un artista scomparso 50 anni fa \u00e8 lecito trovare, ogni anno, poche opere, ma quando le opere sono numerosissime, e guarda caso provenienti sempre dalle stesse gallerie, la cosa dovrebbe mettere in allarme.<\/p>\n<p><strong>Le \u00e8 mai capitato di vedere un\u2019opera presentata come originale futurista e aver pensato \u00abqui gatta ci cova\u2026\u00bb?<\/strong><br \/>Innumerevoli volte. A volte con opere sottopostemi da responsabili degli archivi stessi, magari con fotografie mandate via WhatsApp. Mi sentivo di essere finito dentro il film di falsari \u00abLa banda degli onesti\u00bb, con Tot\u00f2 e Peppino De Filippo\u2026<\/p>\n<p><strong>Le \u00e8 mai capitato, invece, di essere stato ingannato?<\/strong><br \/>S\u00ec, ma non su un falso, su una retrodatazione, e mi sono fermato in tempo. Era vent\u2019anni fa.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 l\u2019opera futurista o prefuturista, da lei trattata, che hai pi\u00f9 amato?<\/strong><br \/>Forse \u00abRitratto di Fiammetta\u00bb di Umberto Boccioni, del 1909. Ma sono anche molto legato a \u00abRitratto in blu\u00bb di Severini, del 1904, un\u2019opera di quelle che io definisco \u00abgemmata\u00bb. Ovvero avente le seguenti qualit\u00e0: buona fattura, buon periodo, soggetto tipico, buono stato di conservazione, buona provenienza, ed infine, fondamentale, una completa e approfondita storia bibliografica. In altre parole, l\u2019opera, soprattutto se importante, non pu\u00f2 nascere dal nulla, semplicemente attribuendole una provenienza familiare o di prestigiosa collezione, non documentata e difficile da attestare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Fondata nel 1898, la Galleria Russo di Roma \u00e8 la pi\u00f9 longeva d\u2019Italia, e una delle maggiori nel&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":198060,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-198059","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115487908985672240","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/198059","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=198059"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/198059\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/198060"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=198059"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=198059"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=198059"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}