{"id":198495,"date":"2025-11-04T04:52:18","date_gmt":"2025-11-04T04:52:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/198495\/"},"modified":"2025-11-04T04:52:18","modified_gmt":"2025-11-04T04:52:18","slug":"tom-il-tacchino-e-lintelligenza-artificiale-la-pubblicita-di-google-e-unidea-di-ai-che-ci-fa-preoccupare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/198495\/","title":{"rendered":"Tom il tacchino e l&#8217;intelligenza artificiale: la pubblicit\u00e0 di Google e un&#8217;idea di Ai che ci fa preoccupare"},"content":{"rendered":"<p class=\"summary-art is-normal-b-light\">Nel nuovo spot interamente realizzato con la GenAi si pubblicizza Ai Mode, il nuovo strumento di ricerca talmente semplificato che \u00e8 in grado di usarlo anche&#8230; un tacchino<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tom \u00e8 un tacchino (di peluche) e la sua idea, semplice ma del tutto condivisibile, \u00e8 di scappare dalla fattoria prima che arrivi il Giorno del Ringraziamento. La festa nordamericana dove si pasteggia a base di tacchino (negli Usa quest\u2019anno cadr\u00e0 il 27 novembre). Ecco il soggetto alla base dello <b>spot televisivo interamente realizzato con l\u2019intelligenza artificiale<\/b>, con Google a pubblicizzare il nuovo strumento di ricerca \u2013 l\u2019Ai Mode, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/25_ottobre_08\/ai-mode-google-italia-a51e03bd-3f30-4b14-8c80-9d7fd1c7exlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">arrivato da poco anche in Italia<\/a> \u2013 e di farlo creando una piccola storia con il <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/25_luglio_03\/arriva-anche-in-italia-veo-3-ora-gli-abbonati-all-ai-di-google-potranno-creare-video-con-l-ai-13b04a2f-59c4-4698-92dc-02e63dc14xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">proprio software Ai, Veo 3<\/a>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il video pubblicitario rientra nella campagna \u00abJust ask Google\u00bb e si intitola \u00abA quick getaway\u00bb, puntando sul gioco di parole tra \u00abfuga\u00bb e \u00abvacanza improvvisata\u00bb del vocabolo inglese: Tom si vede additato come portata principale della festa in arrivo e subito, attraverso il suo smartphone, clicca sul tasto Ai Mode (dovrebbe comparire anche a voi, nella schermata principale di Google, <b>a destra nello spazio dove si effettuano le ricerche<\/b>) e chiede come pianificare una fuga\/vacanza veloce, con voli diretti ed evitando di viaggiare in Paesi dove si festeggia il Thanksgiving. La voce narrante, dato che Tom non va oltre il suo goglottare, spiega che usare Ai Mode \u00e8 \u00absemplice e\u2026 yeah!\u00bb. Non troppo tecnico ma efficace: <b>con Ai Mode arrivano subito i risultati<\/b>, non link \u2013 in base alle parole chiave della nostra ricerca &#8211; da cliccare, ma il contenuto sintetizzato dalla Ai attraverso i contenuti ricavati appunto dai \u00abvecchi\u00bb link. Tom ne \u00e8 contento e infatti lo si vede, nel finale dello spot, con occhiali da sole pronto a salire a bordo di un aereo. La campagna, cos\u00ec si legge, nasce per la tv ma andr\u00e0 anche online e nei cinema. Con una nuova versione in arrivo dedicata a temi natalizi.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Se di spot generati in questo periodo se ne vedono sempre di pi\u00f9, per Google paradossalmente era la prima volta. All\u2019interno dei Creative Labs dell\u2019azienda, dove lo spot in una prima fase era tato concepito per essere animato in modo tradizionale, si \u00e8 deciso di <b>non mettere alcuna scritta che individuasse il video come realizzato con l\u2019Ai<\/b>. Una scelta di \u00abmaturit\u00e0\u00bb, chiamiamola cos\u00ec, seguendo la spiegazione data al <a href=\"https:\/\/www.wsj.com\/articles\/googles-first-ai-ad-avoids-the-uncanny-valley-by-casting-a-turkey-dafd3662\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Wall Street Journal<\/a> da Robert Wong dei Labs: mettere le scritte serve essenzialmente a dire al proprio capo che hai usato la Ai, cosa molto di moda, ma <b>ai consumatori non interessa in che modo viene realizzato uno spot<\/b>. L\u2019importante \u00e8 che funzioni, e l\u2019idea di Google \u00e8 stata quella di portare in scena un tacchino di peluche \u2013 un testimonial chiaramente finto &#8211; proprio <b>per evitare l\u2019effetto \u00abuncanny valley\u00bb<\/b>, cio\u00e8 la ricerca di realismo a tutti i costi che \u2013 in quanto imperfetto &#8211; di fatto rende la visione respingente (vedi sopra lo spot natalizio del 2024 della Coca Cola, fortemente criticato proprio perch\u00e9 \u00absenz&#8217;anima\u00bb).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tutto bene, quindi? Quasi. Perch\u00e9 a voler ben vedere, il messaggio di fondo che passa lo spot <b>potrebbe essere controproducente<\/b>. Perch\u00e9 il prodotto che si vuole vendere \u00e8 uno strumento di Ai e la risposta dello spot \u00e8 dunque alla domanda: <b>a che cosa\/a chi serve l\u2019intelligenza artificiale generativa?<\/b> La risposta \u00e8: al tacchino Tom. Era gi\u00e0 successo ad Apple un anno fa \u2013 in <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/25_giugno_26\/apple-e-le-pubblicita-sbagliate-in-un-anno-quattro-spot-ritirati-dopo-le-critiche-le-notifiche-promozionali-del-wallet-be2e03ff-5d36-40e9-9dd8-09f709353xlk.shtml?refresh_ce\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">una serie incredibile di pubblicit\u00e0 della Mela mal riuscite<\/a> -, quando per pubblicizzare Apple Intelligence era stato messo in scena \u00abWarren lo scansafatiche\u00bb. In un ufficio, Warren ha ben poco da fare: srotola scotch, lecca e rilecca buste della posta, crea una catenella con le graffette. Poi, la svolta della giornata lavorativa: scrive due righe informali di email su un progetto, <b>chiede ad Apple Intelligence di metterle in tono professionale<\/b> e via al capo. Che, ricevuta la mail, guarda Warren \u2013 mentre usa la catenella come fosse un nunchaku \u2013 e sembra chiedersi come un imbecille del genere possa aver scritto una mail cos\u00ec ben composta.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Anche Tom, pur intraprendente e ingegnoso, rimane quello che \u00e8: un tacchino di pezza. E, malgrado questa sua condizione limitante, \u00e8 in grado di usare Ai Mode, perch\u00e9 di fatto <b>lo strumento di Google propone questo: di ragionare al posto nostro<\/b>, di scegliere lui &#8211; e non noi &#8211;\u00a0 i link da cui apprendere le informazioni che cerchiamo. Dunque, secondo gli spot di Apple e Google, <b>qual \u00e8 la risposta alla domanda \u00aba chi serve l\u2019intelligenza artificiale?\u00bb?<\/b><\/p>\n<p>Per non perdere le ultime novit\u00e0 su tecnologia e innovazione<br \/>iscriviti alla <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?id=53\" style=\"text-decoration: underline;\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter di Login<\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-11-03T12:53:51+01:00\">3 novembre 2025 ( modifica il 3 novembre 2025 | 12:53)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel nuovo spot interamente realizzato con la GenAi si pubblicizza Ai Mode, il nuovo strumento di ricerca talmente&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":198496,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[624,72692,1262,666,2333,391,39,777,118894,475,2341,118895,118896,2217,2242,118897,682,4941,128,952,667,668,73229,118898,1537,90,89,15292,17754,8196,963,2119,118899,4979,105723,1291,13592,118900,5156,614,4172,2986,195,198,199,197,200,201,14493,2181,118901,118902,8799,6566,118903,118893,194,196,2007,50870],"class_list":{"0":"post-198495","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-apple","9":"tag-apple-intelligence","10":"tag-arrivo","11":"tag-artificiale","12":"tag-base","13":"tag-ben","14":"tag-campagna","15":"tag-capo","16":"tag-catenella","17":"tag-chiede","18":"tag-domanda","19":"tag-domanda-serve","20":"tag-domanda-serve-intelligenza","21":"tag-festa","22":"tag-fuga","23":"tag-fuga-vacanza","24":"tag-google","25":"tag-grado","26":"tag-idea","27":"tag-intelligence","28":"tag-intelligenza","29":"tag-intelligenza-artificiale","30":"tag-interamente","31":"tag-interamente-realizzato","32":"tag-it","33":"tag-italia","34":"tag-italy","35":"tag-labs","36":"tag-link","37":"tag-mail","38":"tag-mettere","39":"tag-mode","40":"tag-mode-strumento","41":"tag-parole","42":"tag-peluche","43":"tag-principale","44":"tag-pubblicita","45":"tag-pubblicizzare","46":"tag-realizzato","47":"tag-ricerca","48":"tag-risposta","49":"tag-scena","50":"tag-science","51":"tag-science-and-technology","52":"tag-scienceandtechnology","53":"tag-scienza","54":"tag-scienza-e-tecnologia","55":"tag-scienzaetecnologia","56":"tag-semplice","57":"tag-serve","58":"tag-serve-intelligenza","59":"tag-serve-intelligenza-artificiale","60":"tag-spot","61":"tag-strumento","62":"tag-strumento-ricerca","63":"tag-tacchino","64":"tag-technology","65":"tag-tecnologia","66":"tag-tom","67":"tag-warren"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/198495","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=198495"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/198495\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/198496"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=198495"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=198495"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=198495"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}