{"id":198507,"date":"2025-11-04T05:11:16","date_gmt":"2025-11-04T05:11:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/198507\/"},"modified":"2025-11-04T05:11:16","modified_gmt":"2025-11-04T05:11:16","slug":"troppa-interpretazione-uccide-la-critica-darte-la-lezione-di-susan-sontag","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/198507\/","title":{"rendered":"Troppa interpretazione uccide la critica d\u2019arte. La lezione di Susan Sontag"},"content":{"rendered":"<p>Si torna a parlare di critica. Ultimamente lo si fa spesso. La critica d\u2019arte \u2013 si dice \u2013 \u00e8 in crisi, il ruolo del critico va ripensato, eccetera. Vari i punti di vista, ma sul fatto che qualcosa sia andato storto c\u2019\u00e8 concordanza; sembra essere questo il sentiment generale. Pi\u00f9 difficile \u00e8 provare a individuare dove stia la falla. Un dato singolare, ma incontestabile, \u00e8 che, complice il web, <strong>non c\u2019\u00e8 mai stata tanta pubblicistica d\u2019arte come in questi anni<\/strong>; di ci\u00f2 non si parla mai abbastanza. Ora, entrambi gli enunciati stanno in piedi, tanto \u201cla critica sta messa male\u201d, quanto \u201coggi si fa tanta critica\u201d. Sicch\u00e9 qualcosa sfugge. Vediamo di cosa potrebbe trattarsi.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Susan Sontag e l\u2019erotica dell\u2019arte<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Intanto spoiler, la tesi di questo scritto \u00e8 che il problema che affligge la critica sia pi\u00f9 interno di quanto si pensi. Prendiamola larga per\u00f2. Appoggiamoci a un testo. Visto che l\u2019estate \u00e8 da poco terminata, il suggerimento \u00e8 di ripartire con un saggio che funga da propulsore. Magari una buona lettura, o ri-lettura, pu\u00f2 aiutare a far dire \u201ceureka!\u201d chi si occupa di arte contemporanea. Il saggio in questione, del 1966, \u00e8 un celebre scritto di <strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/susan-sontag\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/susan-sontag\/\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Susan Sontag<\/a> <\/strong>\u2013 pi\u00f9 celebre che influente evidentemente \u2013 intitolato <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/mostre-evento-arte\/against-interpretation\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/mostre-evento-arte\/against-interpretation\/\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Contro l\u2019interpretazione<\/a>. In esso vengono contrapposti due concetti in apparenza incongrui, in riferimento all\u2019attivit\u00e0 del critico e al ruolo di costui. I concetti in questione sono ermeneutica ed erotismo. Proprio cos\u00ec. L\u2019enunciato-clou di Contro l\u2019interpretazione, infatti, recita quanto segue: \u201cAnzich\u00e9 di un\u2019ermeneutica, abbiamo bisogno di un\u2019erotica dell\u2019arte\u201d.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"535\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1-susan-sontag-1024x535.jpg\" alt=\"1 susan sontag La critica d\u2019arte \u00e8 in crisi perch\u00e9 \u00e8 diventata solo interpretazione. La lezione di Susan Sontag\u00a0\" class=\"wp-image-1191568\"  \/>Susan Sontag<strong>Rileggere \u201cContro l\u2019interpretazione\u201d di Susan Sontag<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Il saggio, dirompente, denuncia il rischio della sopravvalutazione dell\u2019ermeneutica cui \u00e8 esposta la critica; ed \u00e8 attualissimo, perch\u00e9 lo spauracchio evocato da Sontag si \u00e8 materializzato eccome. Nel tempo, infatti, la dicotomia ermeneutica\/erotica dell\u2019arte, per stare alla predetta concettualizzazione, non solo non si \u00e8 risolta, come il testo auspicava, in favore del secondo termine, ma nemmeno \u00e8 rimasta in equilibrio. No, <strong>ha stravinto l\u2019interpretazione<\/strong>, nel senso che la critica si \u00e8 sempre pi\u00f9 messa a dare conto dell\u2019opera d\u2019arte in termini solo ermeneutici; sabotando se stessa, comportandosi cio\u00e8 come se interpretare fosse il suo unico compito. Ma quando mai, sbraita Sontag, sul punto perentoria, quasi feroce; farlo \u2013 viene da dire leggendola \u2013 \u00e8 \u201ccomodo ma, come dire, poca soddisfazione\u201d, per citare una vecchia canzone il cui titolo, Forma e sostanza, ha a che fare proprio con l\u2019<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/estetica\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/estetica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">estetica<\/a>. D\u2019altronde, che limitarsi all\u2019interpretazione non basti lo dimostra il fatto stesso che ci sono opere d\u2019arte con tanto \u201ccontenuto\u201d e poca sostanza delle quali non rimane mai niente nel tempo, e opere d\u2019arte \u2013 viceversa \u2013\u00a0 misteriosissime, per non dire indecifrabili, che incantano comunque, e spesso da secoli (dalla Tempesta di <strong>Giorgione<\/strong> al Dito milanese di <strong>Maurizio Cattelan<\/strong>, dai Moai dell\u2019Isola di Pasqua \u2013 la migliore opera d\u2019arte mai realizzata secondo <strong>Alberto Savinio<\/strong> \u2013 ai Moai pittorici di <strong>Gino de Dominicis<\/strong>, che avrebbe gradito la comparazione). Chiss\u00e0 cosa direbbe oggi Sontag al cospetto di una critica diventata tutta interpretazione e zero eros. Di sicuro sbadiglierebbe, solo che con gli strumenti mediatici attualmente a disposizione i suoi sbadigli risuonerebbero tonanti in tutta l\u2019infosfera.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/3moai-isola-di-pasqua.jpeg\" data-pswp-width=\"1024\" data-pswp-height=\"820\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"615\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/3moai-isola-di-pasqua-768x615.jpeg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"3moai isola di pasqua La critica d\u2019arte \u00e8 in crisi perch\u00e9 \u00e8 diventata solo interpretazione. La lezione di Susan Sontag\u00a0\"  \/>                        1 \/ 4<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Moai \u2013 Isola di Pasqua<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/4gino-de-dominicis-courtesy-idilli-o-arte-contemporanea-di-pio-monti.jpg\" data-pswp-width=\"503\" data-pswp-height=\"503\" data-cropped=\"true\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"503\" height=\"503\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/4gino-de-dominicis-courtesy-idilli-o-arte-contemporanea-di-pio-monti.jpg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"4gino de dominicis courtesy idilli o arte contemporanea di pio monti La critica d\u2019arte \u00e8 in crisi perch\u00e9 \u00e8 diventata solo interpretazione. La lezione di Susan Sontag\u00a0\"  \/>                        2 \/ 4<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Gino De Dominicis, courtesy IDILL_I O arte contemporanea, di Pio Monti<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/5-cattelan-dito-medio.jpg\" data-pswp-width=\"1701\" data-pswp-height=\"1276\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/5-cattelan-dito-medio-768x576.jpg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"5 cattelan dito medio La critica d\u2019arte \u00e8 in crisi perch\u00e9 \u00e8 diventata solo interpretazione. La lezione di Susan Sontag\u00a0\"  \/>                        3 \/ 4<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Maurizio Cattelan, Dito medio<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/6marcel-duchampjpeg.webp\" data-pswp-width=\"800\" data-pswp-height=\"518\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"497\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/6marcel-duchampjpeg-768x497.webp.webp\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"6marcel duchampjpeg La critica d\u2019arte \u00e8 in crisi perch\u00e9 \u00e8 diventata solo interpretazione. La lezione di Susan Sontag\u00a0\"  \/>                        4 \/ 4<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Marcel Duchamp<\/p>\n<p><strong>Critica pratica e critica teorica: la lezione di Susan Sontag<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Piccolo inciso. Si sta parlando della critica che si esprime a mezzo stampa, della produzione cio\u00e8 di articoli e recensioni, non dell\u2019azione di selezione e promozione compiuta dalla stessa sul terreno. Questo va precisato, perch\u00e9 <strong>il dibattito culturale ha bisogno di entrambe le attivit\u00e0<\/strong>, altrimenti muore. Cadere nel tranello di pensare che la pratica critica possa ridursi \u2013 si perdoni il gioco di parole \u2013 alla sola critica pratica significherebbe farsi del male da soli, oltre che non avere la minima cultura del free speech. Tornando a Contro l\u2019interpretazione, l\u2019edizione attualmente in commercio contiene, oltre al saggio omonimo, diversi altri scritti. C\u2019\u00e8 anche quello \u2013 celeberrimo \u2013 di estetica sul concetto di camp, ma per il resto si tratta di una raccolta di recensioni. Ebbene, di illuminante in questo volume cos\u00ec overview c\u2019\u00e8 proprio questo, che la questione \u201cermeneutica versus erotica dell\u2019arte\u201d appare di gran lunga trans-disciplinare, dunque spendibile anche in chiave arte visiva. Questo perch\u00e9 negli interventi critici che compongono il volume spicca il peso limitatissimo, quando non inesistente, dato al plot di romanzi, pi\u00e8ce teatrali e film, che appare s\u00ec e no, e sempre solo in filigrana. Con risultati convincenti, anzi prodigiosi. Cos\u00ec, leggendolo ci si rende conto in modo plastico di due cose. La prima, \u00e8 che <strong>un critico non pu\u00f2 certo limitarsi a raccontare trame<\/strong>; del resto, nel caso di letteratura, teatro e cinema a nessuno verrebbe in mente una cosa simile. La seconda, \u00e8 che con l\u2019arte visiva \u00e8 invalsa \u2013 invece \u2013 la consuetudine di fare il corrispettivo, e cio\u00e8 di limitarsi a dare conto del concept dell\u2019opera. Si dir\u00e0: \u201csono linguaggi differenti!\u201d. Ma \u00e8 una puntualizzazione oziosa, che non rileva, trattandosi di una questione che trascende tali differenze. Come non rileva il fatto che essendo letteratura, teatro e cinema linguaggi artistici pi\u00f9 inclini alla narrativit\u00e0 lo \u201cspoilerare\u201d \u2013 come si dice oggi \u2013 sia pi\u00f9 semplice; non pu\u00f2 la supposta difficolt\u00e0 del gesto critico essere il plus dietro cui nascondersi, sarebbe meschino pensarlo. A proposito, ben vengano libri e autori del genere, che planano sull\u2019arte contemporanea con quel po\u2019 di distanza critica che consente di approcciarla con pi\u00f9 profondit\u00e0, visto che in genere lo si fa in termini cos\u00ec ravvicinati da rivelarsi epidermici.\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"512\" height=\"341\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/2-susan-sontag.jpg\" alt=\"2 susan sontag La critica d\u2019arte \u00e8 in crisi perch\u00e9 \u00e8 diventata solo interpretazione. La lezione di Susan Sontag\u00a0\" class=\"wp-image-1191569\" style=\"width:840px;height:auto\"  \/>Portrait of American author and critic Susan Sontag (1933 \u2013 2004) smiles broadly as she leans, arms crossed, against a bookshelf in the offices of her publisher, Farrar, Straus, and Giroux, New York, New York, January 23, 1978. (Photo by William E. Sauro\/New York Times Co.\/Getty Images)<strong>La crisi della critica contemporanea<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Ma veniamo al dunque. L\u2019errore macroscopico compiuto dalla critica negli ultimi decenni \u00e8 stato ritenere che, essendo l\u2019arte visiva divenuta sempre pi\u00f9 mentale, il suo compito si fosse ridotto alla decifrazione dei contenuti in essa presenti. In altre parole, che ci si potesse limitare a un approccio solo ermeneutico. Cos\u00ec, abbracciando questa impostazione la critica ha sempre pi\u00f9 derogato rispetto alla sua mansione centrale, che \u00e8 di provare a stabilire se un\u2019opera d\u2019arte \u201cfunzioni\u201d oppure no e di spiegare il perch\u00e9, a prescindere dal fatto che il prodotto sia espressionista o, viceversa, concettualista. Suvvia, anche un\u2019idea \u00e8 chiamata a \u201cfunzionare\u201d, ed \u00e8 soggetta al giudizio estetico, a meno che non si consideri bello solo l\u2019avvenente; del resto, il termine stesso \u201cidea\u201d discende da \u201cvisione\u201d.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><strong>Tra Sontag e Duchamp<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Ora, qui non si vuole disconoscere l\u2019importanza dell\u2019interpretazione, ci mancherebbe. Solo, la critica dovrebbe occuparsi anche, anzi soprattutto, di ci\u00f2 che <strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/marcel-duchamp\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Marcel Duchamp<\/a><\/strong> chiama \u201ccoefficiente d\u2019arte\u201d, cio\u00e8 del risultato che l\u2019opera produce, della sua efficacia; la quale, essendo sempre imponderabile, necessita di giudizio a valle. E detto da Duchamp, totem e cintura nera di approccio mentale alla creazione artistica, beh come non concordare. Sontag parla di \u201cerotica dell\u2019arte\u201d, ma siamo l\u00ec; del resto, anche Duchamp (alias Rrose Selavy) si intendeva di eros, avendo incentrato gran parte della sua ricerca su questa sfera dell\u2019essere. Diciamo che Sontag porta la questione pi\u00f9 sul tecnico; viene cio\u00e8 a dirci che interpretare non basta in termini differenti, pi\u00f9 militanti. E oggi? Beh, <strong>l\u2019assunto di Sontag \u00e8 attualissimo<\/strong>. Perch\u00e9 oggi un approccio solo ermeneutico, che ha tenuto banco a lungo, resistendo anche molto, appare sempre pi\u00f9 improponibile. Un po\u2019 per consunzione, e un po\u2019 perch\u00e9 il suo apporto, in un\u2019epoca caratterizzata da un sovrappi\u00f9 informativo mai visto nella storia, \u00e8 diventato quasi sempre superfluo. Si parla tanto di crisi della critica, ma per lo pi\u00f9 si resta sul vago, il che non aiuta. L\u2019impressione \u00e8 che sfugga la questione che qui si \u00e8 provato a sintetizzare, e che era stata gi\u00e0 inquadrata nel lungimirante saggio Contro l\u2019interpretazione. Ora quell\u2019obiezione torna a galla come una sorta di rimosso, e porta a dire che la critica deve risvegliarsi dal torpore ermeneutico che l\u2019ha narcotizzata per decenni. Anche perch\u00e9 oggi della critica si ha voglia, altroch\u00e9; \u00e8 di una critica che propone solo interpretazione che non si ha pi\u00f9 voglia.\u00a0<\/p>\n<p>Pericle Guaglianone\u00a0<br \/>\u00a0<br \/><strong>Libri consigliati:<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>(Grazie all\u2019affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)\u00a0<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Si torna a parlare di critica. Ultimamente lo si fa spesso. 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