{"id":199086,"date":"2025-11-04T13:36:10","date_gmt":"2025-11-04T13:36:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/199086\/"},"modified":"2025-11-04T13:36:10","modified_gmt":"2025-11-04T13:36:10","slug":"larbitro-non-e-un-nemico-ma-una-persona-con-cui-migliorare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/199086\/","title":{"rendered":"L&#8217;arbitro non \u00e8 un nemico, ma una persona con cui migliorare"},"content":{"rendered":"<p>A volte il rugby di base pu\u00f2 imparare dall\u2019alto livello, dice Tomaso Parrini, che allena il Rugby Belluno in Serie C<\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-292677\" class=\"wp-image-292677 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/A0A3876-ph.-S.pessina.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"533\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-292677\" class=\"wp-caption-text\">Arbitro e capitani \u2013 ph. Sebastiano Pessina<\/p>\n<p>\u201cIn ogni ruck, in una frazione di secondo, l\u2019arbitro monitora: i giocatori sono in piedi? Sono sugli appoggi? Il placcatore ha rilasciato il placcato? Quel giocatore era di lato? E la palla \u00e8 disponibile? Fuorigioco? Era croc roll? E altre variabili, simultaneamente, mentre i giocatori si muovono a piena velocit\u00e0. Questo accade costantemente per 70-80 minuti.\u201d<\/p>\n<p>\u201cUn arbitro elabora decine di elementi nel ed attorno al breakdown. Lo fa bene, nessuno se ne accorge. Gioca un vantaggio perfetto: la folla applaude la meta, non il vantaggio. Gestisce un capitano con le parole invece che con i cartellini: invisibile. Poi un passaggio sembra marginalmente in avanti. Quello \u00e8 ci\u00f2 che ricordano.\u201d<\/p>\n<p>Lo ha scritto sui propri account social Tomaso Parrini, che dopo essere passato dagli staff tecnici delle giovanili di Verona Rugby e ASR Milano allena oggi la prima squadra del Rugby Belluno, nella Serie C veneta, e sta per iniziare una collaborazione con il Narbonne, squadra francese di Nationale 1.<\/p>\n<p>Una riflessione che ha attirato parecchie attenzioni, quella sul ruolo dell\u2019arbitro e sul giudizio netto e inappellabile che pubblico e giocatori hanno del suo operato. Centinaia di decisioni corrette in ogni partita, e poi si sottolinea solamente la piccola percentuale di errori commessi.<\/p>\n<p>Avviene soprattutto nel rugby di base, dove le condizioni sono spesso ben diverse da quelle a cui si \u00e8 abituati ad assistere in TV: nel rugby di alto livello gli arbitri sono professionisti che operano in una squadra composta da cinque persone, con ogni aiuto possibile da parte della tecnologia; in quello dei campi di provincia \u00e8 una persona sola in mezzo a un campo, spesso \u201cuno studente universitario che lo fa per 50 euro e per l\u2019amore del rugby\u201d, come scrive Parrini.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019arbitro ha questa grande possibilit\u00e0 rispetto a noi tecnici \u2013 ha detto il tecnico del Belluno interpellato da OnRugby.it \u2013\u00a0 Noi alleniamo un gesto all\u2019infinito per poi cercare di riportarlo in campo. L\u2019arbitro invece \u00e8 quella figura che permette ai giocatori di farlo di fronte a una pressione reale, quella della partita. \u00c8 lui, quindi, che ha in mano la vera piattaforma su cui si basa la crescita di un ragazzo.\u201d<\/p>\n<p>\u201cDa allenatore mi chiedo: come faccio a far crescere quel ragazzo? La risposta inevitabilmente \u00e8: nel gioco. Questo significa fargli vivere pi\u00f9 cose possibili nel minore tempo possibile. Ecco, a sua volta, questo significa che dobbiamo volere partite dove la palla sia in gioco il pi\u00f9 a lungo possibile. Tutta l\u2019attenzione che invece allenatori, giocatori e pubblico pongono sul risultato e sulla singola partita costringe l\u2019arbitro a una rigidit\u00e0 che lo porter\u00e0 a fischiare ogni cosa. Se togliessimo un po\u2019 di attenzione a questo, con chi \u00e8 in campo abituato a pensare solo alla partita e i genitori solo a sostenere la squadra, chi fischia poi inconsciamente potrebbe avere una leggerezza benefica nel gestire la partita, prendendo decisioni coerenti con la sostanza del gioco.\u201d<\/p>\n<p>Insomma: fischiare di meno, lasciar giocare, specie se quel tocco in avanti \u00e8 millimetrico e non cos\u00ec certo, e non cambia infine la sostanza della partita. Un modo per offrire qualcosa in pi\u00f9 ai giocatori, specie i pi\u00f9 giovani, per renderli rugbisti pi\u00f9 competenti.<\/p>\n<p>Un approccio propositivo per il rugby di base, che pu\u00f2 in qualche modo prendere il rugby di alto livello come punto di riferimento. Quante volte, infatti, notiamo come i capitani cerchino di cooperare con gli arbitri, lavorando insieme al fine di raggiungere la miglior prestazione possibile in campo.<\/p>\n<p>\u201cQuesto permette al giocatore \u2013 aggiunge Parrini \u2013 di interfacciarsi con lui non pi\u00f9 come un nemico da convincere che il tenuto era un tenuto, che quello era in-avanti, che la meta era meta. Ma percepirlo invece come una persona che ti permette di chiarire i dubbi sul campo, e che consente di concentrarsi di pi\u00f9 sulla propria prestazione, che poi alla fine \u00e8 quello che importa a noi allenatori che facciamo formazione e al movimento intero.\u201d<\/p>\n<p><strong>Lorenzo Calamai<\/strong>\t<\/p>\n<p>onrugby.it \u00a9 riproduzione riservata<\/p>\n<p>Cari Lettori,<\/p>\n<p>OnRugby, da oltre 10 anni, Vi offre gratuitamente un\u2019informazione puntuale e quotidiana sul<br \/>\n\t\t\t\t\t\t\t\tmondo della palla ovale. <b>Il nostro lavoro ha un costo che viene ripagato dalla pubblicit\u00e0, in particolare quella personalizzata.<\/b><\/p>\n<p>Quando Vi viene proposta l\u2019informativa sul rilascio di cookie o tecnologie simili, Vi chiediamo di sostenerci dando il Vostro consenso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A volte il rugby di base pu\u00f2 imparare dall\u2019alto livello, dice Tomaso Parrini, che allena il Rugby Belluno&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":199087,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1458],"tags":[1537,90,89,1840,245,244],"class_list":{"0":"post-199086","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-rugby","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-rugby","12":"tag-sport","13":"tag-sports"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115491699835709357","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/199086","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=199086"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/199086\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/199087"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=199086"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=199086"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=199086"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}