{"id":199093,"date":"2025-11-04T13:44:13","date_gmt":"2025-11-04T13:44:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/199093\/"},"modified":"2025-11-04T13:44:13","modified_gmt":"2025-11-04T13:44:13","slug":"picasso-miro-e-dali-la-grande-arte-in-una-mostra-anticonvenzionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/199093\/","title":{"rendered":"Picasso, Mir\u00f3 e Dal\u00ed, la grande arte in una mostra anticonvenzionale"},"content":{"rendered":"<p>\u00abAbbiamo intitolato questa mostra I tre grandi di Spagna: tre visioni, un\u2019eredit\u00e0, ma avremmo potuto chiamarla I tre grandi del Ventesimo secolo, perch\u00e9 la loro arte \u00e8 universale, va ben oltre il loro Paese\u00bb. Joan Abell\u00f3, curatore dell\u2019esposizione, si riferisce a Pablo Picasso, Joan Mir\u00f3 e Salvador Dal\u00ed, i tre protagonisti dell\u2019allestimento artistico ospitato alla Fabbrica del vapore di Milano che rimarr\u00e0 aperto al pubblico fino al 25 gennaio 2026.<\/p>\n<p>\u00abQuesta non \u00e8 una mostra convenzionale\u00bb, aggiunge Maria Fratelli, direttrice dello spazio culturale sede dell\u2019esposizione: \u00abNon ci sono \u201ccapolavori\u201d in senso tradizionale, quadri famosi. Ma disegni, bozze, sketch preparatori, incisioni: il lato grafico meno conosciuto. Degli schizzi che sono anch\u2019essi dei capolavori\u00bb.<\/p>\n<p>Tutt\u2019intorno, infatti, dalle pareti scoccano gli sguardi di tori imbronciati, donne deformate dal dolore, cavalli accartocciati: i personaggi dilaniati dalla guerra civile spagnola, i cui volumi disfatti si intersecano in Guernica. Sono le bozze preparatorie, un\u2019immersione nel flusso creativo che port\u00f2 al pi\u00f9 famoso dipinto di denuncia antimilitarista, nel suo laborioso dietro alle quinte: ogni schizzo, ogni schema compositivo ha per\u00f2 un\u2019identit\u00e0 propria, \u00e8 un\u2019opera a s\u00e9 stante, dal tratto illustrativo libero ed espressivo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"lazy lazy-hidden wp-image-584999 size-large\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-lazy-type=\"image\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/picasso-2-m-1024x831.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"519\" data-lazy- data-lazy-\/>\u201cEstudio. Primer esquema compositivo per il Guernica\u201d, Pablo Picasso, disegno su carta<\/p>\n<p>\u00abLa ricerca grafica \u00e8 stata uno dei focus della mostra, restituendo valore allo studio e alle opere su carta\u00bb, conferma Vittoria Mainoldi, co-curatrice dell\u2019esposizione insieme a Carlota Mui\u00f1os: un\u2019esposizione che conta pi\u00f9 di duecentocinquanta pezzi, e d\u00e0 vita a un percorso in cinque sezioni, conducendo il visitatore in un viaggio fra i contrasti e le affinit\u00e0 delle tre menti visionarie spagnole. \u00abTre personalit\u00e0 uniche, tre sguardi indipendenti e innovativi: ciascuno elabora un linguaggio radicalmente personale\u00bb, sottolinea Abell\u00f3, enfatizzando le specifiche \u2013 e inconfondibili \u2013 particolarit\u00e0 che caratterizzano i tre grandi di Spagna.<\/p>\n<p>Joan Abell\u00f3 prosegue ricordando un altro elemento di differenza che corre fra loro, e cio\u00e8 l\u2019orientamento politico: Picasso e Mir\u00f3 erano comunisti, mentre Dal\u00ed fu un convinto uomo di destra. Una differenza cruciale, questa, prima negli anni della guerra civile (1936-1939) e poi durante la dittatura franchista (1939-1975), che valse l\u2019esilio ai due pittori filo-repubblicani, mentre Dal\u00ed sostenne apertamente il regime del Caudillo. \u00abFu un po\u2019 fascista, ma, in fondo, a lui non gliene fregava niente di politica\u00bb, conclude brevemente il curatore.<\/p>\n<p>Ma, oltre a questi contrasti, tante le analogie esistenti a denominatore comune dei tre artisti: fra le somiglianze troviamo innanzitutto la loro provenienza geografica, l\u2019humus culturale comune: \u00abMir\u00f3 e Dal\u00ed sono catalani di nascita, Picasso lo \u00e8 di formazione\u00bb, ricorda Mainoldi nella prima sezione della mostra, dedicata alle loro origini.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"lazy lazy-hidden wp-image-585004 size-large\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-lazy-type=\"image\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/dali-713x1024.jpeg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"919\" data-lazy- data-lazy-\/>\u201cV\u00e9nus\u201d, Salvador Dal\u00ed, incisione su carta<\/p>\n<p>Altro filo conduttore forte della mostra \u00e8 il surrealismo, inteso come \u00abmetodologia artistica, espressione dell\u2019inconscio e linguaggio politico\u00bb, dice Abell\u00f3. Fra le sale, infatti, ci si imbatte nel video completo di Un chien andalou, \u201cUn cane andaluso\u201d (1929), il cortometraggio di Luis Bu\u00f1uel e Salvador Dal\u00ed considerato pietra miliare della cinematografia surrealista.<\/p>\n<p>Poi, pi\u00f9 avanti, ecco la serie di Mir\u00f3 Femme (1965), Donna, una sequenza di dipinti in cui la figura femminile assurge a archetipo universale. Serie accompagnata da una citazione in cui il metodo surrealista del pittore di Barcellona emerge chiaramente: \u00abHo difficolt\u00e0 a parlare della mia pittura, poich\u00e9 nasce sempre in uno stato allucinatorio suscitato da un contraccolpo qualsiasi, oggettivo o soggettivo che sia\u00bb. Pur ricorrendo al sogno e all\u2019automatismo surrealista, Mir\u00f3 studiava tuttavia le sue opere in lunghi progetti a matita preliminari, a conferma dell\u2019importanza della dimensione grafica su cui la mostra si concentra.<\/p>\n<p>Infine, per quanto Picasso non si sia mai definito surrealista \u2013 e anzi, non avesse alcuna simpatia per Andr\u00e9 Breton \u2013 spicca nel percorso espositivo un\u2019opera che \u00e8 la diretta trasposizione in immagini di una sua esperienza onirica molto particolare e dalle forti tinte politiche, un vero e proprio insight nell\u2019inconscio dell\u2019autore di Guernica: Sue\u00f1o y mentira de Franco, ossia il \u201cSogno e\u00a0menzogna di Franco\u201d.<\/p>\n<p>Due incisioni realizzate nel 1937, ciascuna di nove vignette fumettistiche fra l\u2019orrido e il grottesco: pi\u00f9 che \u201csogno\u201d, \u00e8 un incubo. Francisco Franco viene rappresentato come un mostro, un ammasso cancerogeno peloso con gli occhi periscopici da lumaca \u00abche ricorda l\u2019Ubu roi surrealista di Alfred Jarry\u00bb, propone Abell\u00f3, l\u2019\u201cUbu re\u201d deforme e caricaturale parodia del dominio monarchico, immagine dell\u2019infantilismo proprio del potere assoluto: ecco questa massa informe a cavallo che prende a picconate un busto classico, simbolo della Repubblica spagnola, ecco che il cavallo si trasforma in un maiale, eccolo infine fronteggiarsi con un toro, l\u2019immagine della Spagna, mentre una donna ferita si erge fra le rovine davanti ai suoi figli, per poi morire insieme a loro.<\/p>\n<p>Guernica verr\u00e0 conclusa nello stesso anno, e in questo flusso di coscienza \u2013 accompagnato dalle decine di schizzi preparatori che tappezzano le pareti circostanti \u2013 se ne pu\u00f2 intravedere la genesi. Un processo creativo le cui fasi sono state immortalate da sei scatti in bianco e nero di Dora Maar, fotografa e compagna di Picasso in quel periodo. \u00abUn\u2019opera che va arricchendosi di segni col dolore della guerra\u00bb, spiega il curatore Joan Abell\u00f3.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"lazy lazy-hidden wp-image-585000 size-large\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-lazy-type=\"image\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/miro-1-1024x786.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"491\" data-lazy- data-lazy-\/>\u201cLa Triple roue II\u201d, Joan Mir\u00f3, inchiostro di china e pastello su fondo litografico\u00a0<\/p>\n<p>Un altro aspetto che accomuna i tre pittori, e al quale viene dato ampio spazio nella mostra, \u00e8 il loro eclettismo. \u00abOgni tipo di campo era una scusa valida per sperimentare. Pittura, scultura, grafica, poesia, cinema\u00bb, ricorda Vittoria Mainoldi. Fra gli ambiti di collaborazione, quello teatrale: uno dei pezzi forti della mostra \u00e8 La Bacchanale di Dal\u00ed, una monumentale scenografia realizzata per l\u2019omonimo balletto interamente scritto e curato dal pittore e poi andato in scena a New York nel 1939. Un fondale imponente esposto in Italia per la prima volta, e che dal primo novembre \u00e8 visibile al pubblico.<\/p>\n<p>Anche Mir\u00f3 collabor\u00f2 col teatro: nel 1981, infatti, realizza i costumi e le scenografie per l\u2019Uccello luce, un balletto concepito dallo stesso pittore e musicato da Sylvano Bussotti. Picasso, da parte sua, \u00e8 forse stato uno degli artisti pi\u00f9 eclettici e sperimentali di sempre: \u00abNelle sue tecniche, nei suoi stili, nelle sue serie. \u00c8 quasi la norma che un artista di successo ristagni nel proprio linguaggio, divenuto riconoscibile e prezioso per il mercato; lui no\u00bb, fa notare Abell\u00f3.<\/p>\n<p>Fra le opere che meglio esprimono questo fermento creativo trasversale del pittore del periodo blu ci sono sicuramente la Suite Vollard, i fregi realizzati per la sede degli architetti di Barcellona e le ceramiche. La Suite Vollard (1939-1937), in particolare, \u00e8 una serie di cento incisioni realizzate da Picasso per Ambroise Vollard, suo committente, e il cui contenuto figurativo tocca alcuni dei temi pi\u00f9 cari al pittore di M\u00e1laga: il mito del Minotauro, l\u2019atelier dello scultore, l\u2019immagine di Rembrandt e l\u2019eros creativo.<\/p>\n<p>\u00abNel 1971 i Guerrilleros del Cristo Rey, un gruppo terroristico di estrema destra spagnola, attaccarono le opere con dell\u2019acido: probabilmente volevano sfregiare Sue\u00f1o y mentira de Franco\u00bb, dice Mainoldi, ricordando questo aneddoto storico significativo dell\u2019attivismo insito nell\u2019arte di Picasso. \u00c8 considerata la serie di incisioni pi\u00f9 importante dell\u2019arte moderna, paragonabile solo a quelle realizzate in precedenza da Francisco Goya o da Rembrandt stesso, ed \u00e8 esposta per intero alla Fabbrica del Vapore.<\/p>\n<p>I tre pittori convergettero a Parigi, per un certo periodo: Dal\u00ed, nella sua fantasiosa autobiograf\u00eda La mia vita segreta, racconta che nel 1926 incontr\u00f2 per la prima volta Picasso nella capitale francese, e che i due si intesero anche senza parlare. Subito dopo, e senza alcun apparente nesso causale, cita Mir\u00f3 che, a suo dire, gli avrebbe telefonato per annunciargli una sua visita. Non sappiamo se tutto questo sia successo per davvero, ma poco conta: \u00abLa cosa importante \u00e8 che per Dal\u00ec le sue opere entrino in relazione con quelle di Picasso e Mir\u00f3\u00bb, dice Mainoldi. Si riconobbero l\u2019un l\u2019altro, consapevoli del contributo unico che, pur nella loro diversit\u00e0, stavano offrendo alla storia dell\u2019arte. Si riconobbero: loro, Picasso, Mir\u00f3 e Dal\u00ed, i tre grandi di Spagna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abAbbiamo intitolato questa mostra I tre grandi di Spagna: tre visioni, un\u2019eredit\u00e0, ma avremmo potuto chiamarla I tre&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":199094,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,39194,204,1537,90,89,16756,6059],"class_list":{"0":"post-199093","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-grafica","16":"tag-intrattenimento","17":"tag-it","18":"tag-italia","19":"tag-italy","20":"tag-pittura","21":"tag-spagna"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115491731065045414","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/199093","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=199093"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/199093\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/199094"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=199093"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=199093"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=199093"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}