{"id":199206,"date":"2025-11-04T15:14:13","date_gmt":"2025-11-04T15:14:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/199206\/"},"modified":"2025-11-04T15:14:13","modified_gmt":"2025-11-04T15:14:13","slug":"aziende-usa-un-milione-di-licenziamenti-e-assunzioni-ai-minimi-dal-2009-e-leffetto-intelligenza-artificiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/199206\/","title":{"rendered":"Aziende Usa, un milione di licenziamenti e assunzioni ai minimi dal 2009: \u00e8 l\u2019effetto intelligenza artificiale?"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Francesco Bertolino<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Esuberi ai massimi dal 2020: da inizio anno sono 17 mila i licenziamenti motivati esplicitamente dall\u2019adozione dell\u2019AI, settemila solo a settembre<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abPrima di venire a chiedere nuove assunzioni e risorse, dovrete dimostrare di non poter ottenere lo stesso risultato utilizzando l\u2019intelligenza artificiale\u00bb,\u00a0 recitava una comunicazione interna di <b>Toby Lutke<\/b>, numero uno della piattaforma e-commerce canadese <b>Shopify<\/b>. Evidentemente, non era il solo manager a pensarla cos\u00ec. Fra gennaio e settembre 2025 le aziende statunitensi hanno annunciato piani di assunzione di 204 mila persone, il numero pi\u00f9 basso dal 2009, e piani di licenziamenti per quasi un milione di dipendenti, il numero pi\u00f9 alto dal 2020.\u00a0\u00abPer trovare tagli cos\u00ec rilevanti bisogna risalire ai periodi di recessione economica oppure, nel caso del 2005 e del 2006, alla prima ondata di automazione che ha cancellato lavori nel settore manifatturiero e tecnologico\u00bb, ha spiegato <b>Andy Challenger<\/b>, esperto di lavoro per Challenger, Gray &amp; Christmas, societ\u00e0 autrice della ricerca.<\/p>\n<p>    I tagli del Doge<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A quali delle due cause \u00e8 ascrivibile il\u00a0\u00abcongelamento delle assunzioni\u00bb e l\u2019aumento dei licenziamenti negli Stati Uniti? <b>La guerra commerciale avviata da Donald Trump ha certo generato incertezza<\/b>, nemica degli investimenti anche sull\u2019aumento della forza-lavoro. Le iniziative del Doge &#8211; il dipartimento per l\u2019efficienza governativa in principio affidato alle cure di Elon Musk &#8211; hanno poi portato al taglio di quasi 300 mila dipendenti federali. <b>E, tuttavia, l\u2019economia americana \u00e8 cresciuta del 3,8% nel secondo trimestre e pare quindi ben lontana da una recessione.\u00a0<\/b>    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    La spinta dei data center al pil<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A ben vedere, per\u00f2, il pil statunitense viaggia in questa fase con un solo motore acceso e rombante: quello dell\u2019intelligenza artificiale. Stando ai calcoli di Jason Furman, economista di Harvard, s<b>enza i mega-investimenti su data center, chip e altre infrastrutture tecnologiche la crescita del pil Usa nel primo semestre sarebbe stata dello 0,1%,<\/b> sostanzialmente nulla. L\u2019aspettativa che l\u2019avvento dell\u2019IA schiuda una nuova rivoluzione industriale sta invece spingendo le big tech a spendere centinaia di miliardi e a indebitarsi per eguali somme (i bond emessi a sostegno di progetti IA hanno toccato i 180 miliardi di dollari, secondo Goldman Sachs).<\/p>\n<p>    I tagli nel settore tech<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questa mole di investimenti non si sta per\u00f2 traducendo in un aumento delle assunzioni. Anzi, secondo l\u2019analisi di Challenger, Gray &amp; Christmas, <b>proprio l\u2019impiego nel settore tecnologico \u00e8 stato il pi\u00f9 impattato dai tagli negli Usa: 108 mila licenziamenti da inizio 2025 che si aggiungono agli oltre 130 mila del 2024. <\/b>Il motivo? Certo, le big tech stanno cercando di riparare agli eccessi pandemici quando i lockdown sembravano dover spostare tutta l\u2019economia nel mondo virtuale. Cos\u00ec non \u00e8 andata (qualcuno parla ancora di metaverso?) e diverse aziende si sono trovate con personale in esubero. <b>Qualcuno per\u00f2 inizia a sospettare che i maxi-piani di licenziamenti avviati da diverse multinazionali negli ultimi mesi siano le prime scosse di un terremoto tecnologico destinato ad abbattersi sul mondo del lavoro<\/b>. D\u2019altra parte, gruppi come <b>Amazon<\/b> (14 mila tagli), <b>Microsoft<\/b> (15 mila), <b>Ups<\/b> (48 mila) e <b>Intel<\/b> (21 mila) si trovano all\u2019avanguardia della tecnologia e sono i primi a misurarne gli effetti, anzitutto al loro interno.<\/p>\n<p>    Gli esuberi giustificati dall\u2019AI<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Per la prima volta, cos\u00ec, nel 2025 alcune aziende americane hanno ammesso che i piani di licenziamento sono stati motivati dall\u2019adozione dell\u2019intelligenza artificiale: Challenger, Gray &amp; Christmas ne ha contati 17 mila da inizio anno<\/b>. Non molti se confrontati con il totale. Il dato non include per\u00f2 20 mila tagli genericamente giustificati con\u00a0\u00abmiglioramenti tecnologici\u00bb. E c\u2019\u00e8 da notare che la tendenza sta accelerando: <b>solo a settembre sono stati 7000 mila gli esuberi dovuti all\u2019ingresso dell\u2019AI in azienda, circa un ottavo del totale.\u00a0<\/b><\/p>\n<p>    Le rassicurazioni dei manager<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Si dir\u00e0: come in ogni rivoluzione industriale alcuni lavori spariscono, ma molti di pi\u00f9 se ne creano. <b>Ed \u00e8 in effetti questo il mantra ripetuto dai demiurghi dell\u2019intelligenza artificiale, secondo cui l\u2019IA non sostituir\u00e0 l\u2019uomo ma ne potenzier\u00e0 le capacit\u00e0<\/b>. Per di pi\u00f9, l\u2019intelligenza artificiale deve ancora provare il suo potenziale rivoluzionario, se mai riuscir\u00e0 a sprigionarlo.  <b>Una recente ricerca del Mit di Boston, d\u2019altronde, ha concluso che il 95% dei progetti pilota sull\u2019AI generativa sinora adottati dalle aziende non ha fruttato l\u2019accelerazione dei ricavi auspicata sulla carta. <\/b>Secondo lo studio, per\u00f2, la ragione del fallimento non sta tuttavia nella debolezza della tecnologia, quanto nella difficolt\u00e0 di calarla nell\u2019organizzazione quotidiana e nella resistenza dei dipendenti ad adattarsi al cambiamento del lavoro.\u00a0<\/p>\n<p>    E la realt\u00e0 delle fintech<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non tutti gli imprenditori tecnologico, tuttavia , aderiscono alla tesi rassicurante. <b>Sebastian Semiatkowski, ceo della fintech svedese Klarna, ha per esempio sottolineato che senza l\u2019IA avrebbe dovuto assumere il doppio delle persone.<\/b> \u00abCredo che molti miei &#8220;tech bro&#8221; non siano del tutto onesti su questo argomento\u00bb, ha aggiunto di recente Semiatkowski. \u00ab\u00c8 vero nasceranno nuovi lavori, ma n<b>el breve termine ci\u00f2 non aiuta chi, per esempio, fa l\u2019interprete: non si ricicler\u00e0 dall\u2019oggi al domani come influencer di YouTube\u00bb.\u00a0<\/b><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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