{"id":199208,"date":"2025-11-04T15:15:11","date_gmt":"2025-11-04T15:15:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/199208\/"},"modified":"2025-11-04T15:15:11","modified_gmt":"2025-11-04T15:15:11","slug":"argentina-colombo-dare-segni-di-speranza-in-un-mondo-violento-e-frammentato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/199208\/","title":{"rendered":"Argentina, Colombo: dare segni di speranza in un mondo violento e frammentato"},"content":{"rendered":"<p>Intervistato dai media vaticani, il presidente della Conferenza Episcopale argentina descrive l\u2019impegno della comunit\u00e0 ecclesiale in quest\u2019ultimo anno: \u201cAbbiamo lavorato intensamente per approfondire l\u2019identit\u00e0 missionaria per rafforzarne le strutture e i servizi\u201d. Il documento finale del Sinodo sulla sinodalit\u00e0 una spinta a servire i pi\u00f9 poveri e vulnerabili e a \u201ctestimoniare il Vangelo l\u00e0 dove la dignit\u00e0 umana \u00e8 minacciata\u201d<\/p>\n<p><b>Silvina P\u00e9rez &#8211; Citt\u00e0 del Vaticano<\/b><\/p>\n<p>A un anno dalla sua nomina a presidente della Conferenza Episcopale argentina (CEA), l&#8217;arcivescovo Marcelo Colombo dialoga con i media vaticani in un momento cruciale per la Chiesa del Paese. La scomparsa di Papa Francesco &#8211; primo Pontefice argentino e latinoamericano &#8211; ha lasciato un\u2019impronta indelebile; ora il nuovo Papa Leone XIV invita la Chiesa universale a una stagione di ascolto, missione e servizio rinnovato. Con uno sguardo pastorale e una lunga esperienza al servizio del popolo di Dio, monsignor Colombo riflette sui grandi temi del presente: la speranza in tempi di guerra, la formazione dei sacerdoti, la polarizzazione sociale e i nuovi orizzonti della Chiesa argentina.<\/p>\n<p><b>A un anno dalla sua elezione a presidente della Conferenza Episcopale argentina, come descriverebbe oggi il profilo della Chiesa del Paese dopo il pontificato di Francesco?<\/b><\/p>\n<p>Nel corso di quest\u2019anno abbiamo lavorato intensamente per approfondire l\u2019identit\u00e0 missionaria della Chiesa e rafforzarne le strutture e i servizi. Ci anima lo spirito del Sinodo sulla sinodalit\u00e0, in particolare il documento finale, che ci spinge a essere una Chiesa servitrice dei pi\u00f9 poveri e vulnerabili, sempre pronta a testimoniare il Vangelo l\u00e0 dove la dignit\u00e0 umana \u00e8 minacciata.<\/p>\n<p><b>Lei ha recentemente incontrato Papa Leone XIV. Com\u2019\u00e8 andato l\u2019incontro? E cosa pensa dei confronti che la stampa fa tra lui e i suoi predecessori, Francesco, Benedetto XVI o Giovanni Paolo II?<\/b><\/p>\n<p>\u00c8 stato un incontro molto cordiale e all\u2019insegna della vicinanza, un vero momento di scambio sulla vita della Chiesa in Argentina. Ho potuto raccontargli la nostra realt\u00e0 e trasmettergli il saluto dei vescovi del Paese. Ogni Papa ha la sua personalit\u00e0 e il proprio modo di rispondere ai contesti in cui esercita la sua missione. In Leone XIV mi colpisce la profonda esperienza missionaria che gli ha aperto il cuore a culture diverse e lo ha spinto ad annunciare Cristo a tutti. La sua esperienza come superiore generale degli agostiniani gli ha donato, inoltre, uno sguardo universale e una grande sensibilit\u00e0 nel servire, attraverso il ministero di governo, fratelli di provenienze differenti.<\/p>\n<p><b>In un contesto globale segnato dalla violenza e da un numero record di guerre, il Giubileo della Speranza non rischia di apparire come un gesto ingenuamente ottimistico?<\/b><\/p>\n<p>Sarebbe un ottimismo ingenuo se si trattasse di guardare la realt\u00e0 dall\u2019esterno, senza impegnarsi. Ma il Giubileo ci invita esattamente al contrario: a porre segni concreti di speranza in un mondo frammentato, violento e disumanizzato. La Chiesa, esperta in umanit\u00e0, non ha paura di farlo, perch\u00e9 \u00e8 presente nei popoli, nelle loro gioie e nelle loro ferite. Non si tratta di ottimismo vuoto, ma di una fede che agisce.<\/p>\n<p><b>Il Papa ha chiesto che l\u2019educazione cattolica e l\u2019universit\u00e0 siano luoghi di incontro e dialogo. Come si pu\u00f2 affrontare, da l\u00ec, la polarizzazione che domina il nostro tempo?<\/b><\/p>\n<p>L\u2019universit\u00e0 \u00e8 uno spazio privilegiato per il dialogo. Gli studenti e i giovani docenti possono essere protagonisti degli scambi e delle sfide che la realt\u00e0 propone, valorizzando anche l\u2019esperienza dei pi\u00f9 anziani. Si tratta di creare luoghi dove discutere apertamente di tutto, senza escludere nessuno. Nel mondo cattolico, i giovani universitari non devono temere di esprimersi con libert\u00e0 e convinzione: abbiamo una dottrina sociale ricchissima, capace di comprendere e trasformare la realt\u00e0 alla luce del Vangelo. Un bellissimo esempio \u00e8 la Rete delle Universit\u00e0 per la cura della casa comune, nata in Argentina dopo la Laudato si\u2019 e poi diffusa in tutta l\u2019America Latina, dove universit\u00e0 statali, private e confessionali dialogano insieme su temi sociali e ambientali.<\/p>\n<p><b>Come sta rispondendo la Chiesa argentina al calo delle vocazioni e alla riorganizzazione dei seminari?<\/b><\/p>\n<p>La priorit\u00e0 \u00e8 la formazione dei formatori. Questa, arricchita dalle prospettive del Sinodo, aiuta vescovi e formatori a garantire che i seminari siano veri spazi di discernimento e di comunione. Non si tratta soltanto di numeri &#8211; importanti, ma non decisivi -, bens\u00ec di formare pastori secondo il cuore di Cristo, profondamente impegnati nella vita del loro popolo e nel servizio del Vangelo.<\/p>\n<p><b>Quando attraverso la stampa si parla di correnti conservatrici, liberali o progressiste all\u2019interno della Chiesa, come interpreta queste categorie?<\/b><\/p>\n<p>Sono categorie prese in prestito dalla sociologia politica, spesso incapaci di esprimere la profondit\u00e0 del compito evangelizzatore. Nella Chiesa, ci\u00f2 che conta \u00e8 la fedelt\u00e0 al Vangelo, la comunione con il Papa e i vescovi e la difesa della vita dal concepimento fino alla morte naturale, passando per ogni tappa e situazione di fragilit\u00e0 delle persone e dei gruppi sociali. Tutto il resto \u00e8 secondario.<\/p>\n<p><b>Quali sono, a suo avviso, le principali sfide della Chiesa argentina in questo triennio?<\/b><\/p>\n<p>Tre parole riassumono il nostro piano pastorale: missione, sinodalit\u00e0 e regioni. La Chiesa esiste per evangelizzare, e questo deve permeare ogni servizio e struttura. La sinodalit\u00e0 non \u00e8 una semplice convocazione occasionale, ma uno stile di vita ecclesiale, un cammino condiviso con i fedeli, che si concretizza nei consigli diocesani e parrocchiali e nei gruppi di animazione pastorale. \u00c8 anche una profezia sociale, in un mondo polarizzato che tende a uniformare e a zittire le differenze. La Chiesa argentina \u00e8 presente in otto regioni pastorali, ognuna con la propria identit\u00e0 e storia evangelizzatrice, favorirne il dialogo e la collaborazione \u00e8 fondamentale per mantenere viva la comunione e valorizzare le ricchezze di ciascuna.<\/p>\n<p><b>Quale messaggio desidera lasciare ai fedeli in questo tempo di transizione?<\/b><\/p>\n<p>Di non perdere la speranza. La Chiesa argentina, con la sua storia di vicinanza e di impegno, vuole continuare a essere testimone del Vangelo in mezzo al popolo. L\u00e0 dove ci sono dolore, esclusione o disperazione, la nostra parola e i nostri gesti devono essere segni della tenerezza di Dio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Intervistato dai media vaticani, il presidente della Conferenza Episcopale argentina descrive l\u2019impegno della comunit\u00e0 ecclesiale in quest\u2019ultimo anno:&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":199209,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[5988,2648,819,1059,14,164,165,5987,166,7,15,1356,1358,83805,75796,119327,11,167,12,168,22534,27475,161,162,163],"class_list":{"0":"post-199208","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-giubileo2025","9":"tag-argentina","10":"tag-chiesa","11":"tag-chiesa-cattolica","12":"tag-cronaca","13":"tag-dal-mondo","14":"tag-dalmondo","15":"tag-giubileo","16":"tag-mondo","17":"tag-news","18":"tag-notizie","19":"tag-papa-francesco","20":"tag-papa-leone-xiv","21":"tag-sacerdoti","22":"tag-sinodalita","23":"tag-sinodo","24":"tag-ultime-notizie","25":"tag-ultime-notizie-di-mondo","26":"tag-ultimenotizie","27":"tag-ultimenotiziedimondo","28":"tag-vangelo","29":"tag-vescovi","30":"tag-world","31":"tag-world-news","32":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115492089142787241","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/199208","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=199208"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/199208\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/199209"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=199208"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=199208"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=199208"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}