{"id":199275,"date":"2025-11-04T16:11:08","date_gmt":"2025-11-04T16:11:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/199275\/"},"modified":"2025-11-04T16:11:08","modified_gmt":"2025-11-04T16:11:08","slug":"morto-giorgio-forattini-il-vignettista-aveva-94-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/199275\/","title":{"rendered":"Morto Giorgio Forattini: il vignettista aveva 94 anni"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Redazione online e Antonio Carioti<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Il decesso a Milano. Per anni \u00e8 stato presenza fissa sulle pagine di Repubblica e altri giornali<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 morto a Milano il vignettista Giorgio Forattini; aveva 94 anni.\u00a0\u00c8 stato per molti anni una presenza fissa sulle pagine di Repubblica.\u00a0\u00c8 stato l&#8217;umorista che ha raccontato e disegnato i personaggi della Prima Repubblica: Andreotti, Craxi (spesso ritratto con la divisa mussoliniana), Pertini, Spadolini, Berlinguer ma anche Agnelli o il Papa sono stati i bersagli della sua ironia tagliente. Ma la sua matita ritrasse e\u00a0\u00abcolp\u00ec\u00bb anche i protagonisti della successiva fase politica.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I suoi esordi risalgono agli inizi degli anni &#8217;70 sulle pagine del quotidiano\u00a0\u00abPaese Sera\u00bb dove cre\u00f2 una striscia quotidiana.\u00a0<br \/>*****    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Si diceva che una sua vignetta fosse pi\u00f9 efficace di un editoriale nel descrivere e commentare la situazione politica. Di certo Giorgio Forattini,\u00a0 \u00e8 stato un campione della satira, capace di <b>divertire i lettori, ma anche di indurli a riflettere con il suo tratto inconfondibile<\/b> e con il talento che gli dettava soluzioni sempre nuove per mettere alla berlina la classe dirigente. Faceva sorridere i lettori, ma a volte <b>faceva anche arrabbiare i suoi bersagli.<\/b> Soprattutto quelli di sinistra, perch\u00e9 di solito (ma non sempre) i democristiani, bisogna dirlo, si mostravano pi\u00f9 tolleranti.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Forattini aveva lavorato per molte testate: <b>\u00abPaese Sera\u00bb, \u00abPanorama\u00bb, \u00abla Repubblica\u00bb, \u00abL\u2019Espresso\u00bb, \u00abLa Stampa\u00bb, \u00abIl Giornale\u00bb.<\/b> I suoi disegni prendevano di mira tutto l\u2019orizzonte politico, con alcune raffigurazioni che sono rimaste proverbiali: Giovanni Spadolini nudo, Bettino Craxi mussoliniano con gli stivaloni e la camicia nera, Ciriaco De Mita con la coppola, Giovani Goria senza lineamenti del viso, Romano Prodi con la tonaca da prete cattocomunista, Walter Veltroni in forma di bruco, Giuliano Amato nelle vesti di Topolino, Umberto Bossi in quelle di Pluto, Matteo Renzi in quelle di Pinocchio. <b>Ce n\u2019era davvero per tutti.\u00a0<\/b>Si calcola che nella sua carriera Forattini avesse realizzato, di solito con cadenza quotidiana, qualcosa come <b>14 mila vignette, che aveva raccolto poi in decine di libri,<\/b> dei quali sono stati venduti circa tre milioni e mezzo di copie. Numeri eloquenti, di tutto rispetto.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nato a Roma il 14 marzo 1931, figlio di una famiglia borghese piuttosto rigida, il giovane<b> Giorgio si era subito comportato da ribelle<\/b>: si era sposato molto presto e nel 1953 aveva abbandonato gli studi di Architettura per trovarsi un lavoro. Aveva fatto un po\u2019 di tutto, anche l\u2019operaio, ma soprattutto il rappresentante di commercio. Poi, quarantenne, stanco di girare l\u2019Italia in lungo e in largo, aveva riscoperto la propensione artistica e la vena ironica coltivate da studente. Assunto come grafico e disegnatore al quotidiano \u00abPaese Sera\u00bb, vicino ai comunisti, Forattini si era presto messo in luce, soprattutto con<b> una vignetta rimasta storica all\u2019indomani del referendum sul divorzio<\/b>: l\u2019allora segretario democristiano Amintore Fanfani (noto per la sua bassa statura e paladino della battaglia antidivorzista) vi era effigiato come <b>il tappo espulso da una bottiglia di spumante con la scritta \u00abNo\u00bb<\/b> per simboleggiare la vittoria dello schieramento contrario all\u2019abolizione della legge Fortuna-Baslini. Un piccolo colpo di genio.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel 1976 Forattini aveva <b>partecipato alla nascita del quotidiano \u00abla Repubblica\u00bb<\/b> di Eugenio Scalfari e qui aveva consolidato la sua fama di matita tagliente nel colpire a destra e a manca. Si ricorda per esempio, dopo l\u2019uccisione della giovane Giorgiana Masi nel corso di incidenti di piazza nel maggio 1977, un disegno in cui ritraeva l\u2019allora ministro dell\u2019Interno <b>Francesco Cossiga travestito da manifestante con la pistola in mano<\/b>, in tutto e per tutto simile a uno degli agenti in borghese che avevano partecipato agli scontri.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Com\u2019\u00e8 noto il quotidiano di Scalfari guardava con simpatia all\u2019evoluzione del Pci, ma <b>Forattini non risparmiava certo Botteghe Oscure<\/b>. Sempre nel 1977 aveva suscitato notevoli polemiche una vignetta nella quale il segretario comunista Enrico <b>Berlinguer appariva nelle vesti del placido borghese in vestaglia,<\/b> infastidito dai clamori di un corteo degli operai metalmeccanici in sciopero.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Mentre su \u00abRepubblica\u00bb la sua vignetta era collocata nella pagina del commenti, sulla \u00abStampa\u00bb, dove il disegnatore era passato nel 1982, Forattini appariva <b>in prima pagina, a sottolineare il valore attribuito al suo contributo dalla direzione del giornale<\/b>. E in prima pagina era restato nel 1984, quando era tornato a \u00abRepubblica\u00bb. Qui era comparsa nel 1992 un\u2019altra delle sue vignette pi\u00f9 famose, quando aveva trasformato <b>la cartina della Sicilia nella testa di un feroce coccodrillo dopo la strage di Capaci<\/b> in cui era rimasto ucciso il magistrato antimafia Giovanni Falcone.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Negli anni Novanta si era manifestata <b>una crescente discrasia tra la linea di \u00abRepubblica\u00bb e il lavoro di Forattini<\/b>, decisamente pi\u00f9 severo con il centrosinistra rispetto al giornale. Era capitato che una delle firme di maggior prestigio, Giorgio Bocca, lo definisse addirittura \u00abun mascalzone\u00bb. E lui per tutta risposta aveva intitolato una raccolta di vignette Il mascalzone (Mondadori, 1992) e poi Mascalzonate di Forattini la sua rubrica in ultima pagina su \u00abPanorama\u00bb. Il definitivo addio di Forattini alla \u00abRepubblica\u00bb risale al 1999. A causarlo era stata <b>una querela di Massimo D\u2019Alema, all\u2019epoca presidente del Consiglio<\/b>, per una vignetta al curaro in cui il disegnatore lo aveva effigiato intento a <b>cancellare con il bianchetto alcuni nomi dalla famosa lista Mitrokhin<\/b>, contenente l\u2019elenco degli informatori dei servizi segreti sovietici operanti in Italia nel corso del tempo. Il capo del governo aveva chiesto un risarcimento di tre miliardi di lire, ma solo all\u2019autore del disegno e non anche alla testata che l\u2019aveva ospitato. Forattini, ritenendosi non sufficientemente tutelato, a<b>veva interrotto la collaborazione con \u00abla Repubblica\u00bb<\/b> e nel 2000 era ritornato alla \u00abStampa\u00bb. D\u2019Alema avrebbe poi ritirato la querela nel 2001.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel 2006 Forattini era approdato al \u00abGiornale\u00bb<\/b>, diretto allora da Maurizio Belpietro, ma ci era rimasto solo un paio d\u2019anni. La rottura era stata provocata dal<b> rigetto di una vignetta irriverente con Silvio Berlusconi<\/b> nudo. Quindi la stagione conclusiva del disegnatore satirico era stata ai giornali del gruppo comprendente \u00abil Resto del Carlino\u00bb, \u00abLa Nazione\u00bb e \u00abIl Giorno\u00bb, anche questa turbata da qualche dissidio per vignette controverse.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In fondo il segreto di Forattini era nel saper essere <b>provocatorio, feroce e a volte anche un po\u2019 triviale, ma con una leggerezza di fondo<\/b>, orgogliosamente anti-ideologica, che si riallacciava alla tradizione goliardica. E poi era un fine conoscitore delle debolezze umane, specialista nel<b> trascinare gi\u00f9 dal piedistallo i protagonisti del potere.<\/b> Come lui stesso aveva dichiarato in un\u2019intervista: \u00abIl forattinismo in sintesi \u00e8 stato la dissacrazione della politica. Intuivo subito il tallone d\u2019Achille dei leader e lo trafiggevo con la mia matita\u00bb. Trafitture scherzose, ma tutt\u2019altro che indolori.<\/p>\n<p>        La newsletter Diario Politico<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Se vuoi restare aggiornato sulle notizie di politica iscriviti alla newsletter &#8220;Diario Politico&#8221;. E&#8217; dedicata agli abbonati al Corriere della Sera e arriva due volte alla settimana alle 12. Basta cliccare <a style=\"text-decoration:underline;\" href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=51\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qui<\/a>.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-11-04T16:52:51+01:00\">4 novembre 2025 ( modifica il 4 novembre 2025 | 16:52)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Redazione online e Antonio Carioti Il decesso a Milano. 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