{"id":199354,"date":"2025-11-04T17:21:22","date_gmt":"2025-11-04T17:21:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/199354\/"},"modified":"2025-11-04T17:21:22","modified_gmt":"2025-11-04T17:21:22","slug":"sul-caravaggio-tagliato-a-pezzi-spunta-laudio-dal-processo-andreotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/199354\/","title":{"rendered":"Sul Caravaggio tagliato a pezzi spunta l&#8217;audio dal processo Andreotti"},"content":{"rendered":"<p>                        di<br \/>\n\t\t\t\t                    <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/1853p_michele-cuppone.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                    Michele Cuppone<\/a><br \/>\n                    , scritto il 04\/11\/2025<br \/>\n\t\t<br \/>Categorie:                 <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/1c_news-focus.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">News Focus<\/a>                             \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-antica.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte antica<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/caravaggio.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Caravaggio<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/seicento.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Seicento<\/a> <\/p>\n<p>\n                Il Caravaggio di Palermo sarebbe stato distrutto: questo secondo le parole del collaboratore di giustizia Francesco Marino Mannoia che \u00e8 adesso possibile ascoltare per la prima volta.            <\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Tz7sYUrreGI\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">\u201cIl Caravaggio era andato distrutto perch\u00e9\u2026 nel modo in cui era stato arrotolato, quando poi l\u2019acquirente lo doveva&#8230; l\u2019ha visto, si \u00e8 messo a piangere e non&#8230; non era pi\u00f9 in condizioni di essere utilizzato\u201d<\/a>. \u00c8 nelle parole del collaboratore di giustizia Francesco Marino Mannoia uno dei pi\u00f9 tristi finali possibili per la Nativit\u00e0 con i santi Lorenzo e Francesco, dipinta da Michelangelo Merisi a Roma nel 1600 e rubata nell\u2019ottobre 1969 dall\u2019oratorio di San Lorenzo a Palermo.<\/p>\n<p>\u00c8 ora possibile ascoltare per la prima volta, sul canale YouTube <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/@caravaggio-tv\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Caravaggio TV<\/a>, tutto quel passaggio isolato della deposizione resa dall\u2019ex mafioso nell\u2019aula bunker del carcere di Rebibbia. Era il 4 novembre 1996, si stava svolgendo il processo Andreotti e il PM Roberto Scarpinato chiese a Mannoia se Pippo Cal\u00f2 conoscesse il senatore a vita. Quest\u2019ultimo, nelle parole dell\u2019interrogato, \u201candava pazzo per un quadro\u201d che il capomafia Stefano Bontate avrebbe cercato di acquisire per lui.<\/p>\n<p>Da una domanda del PM avente ben altro oggetto, Mannoia si ritrov\u00f2 a ripercorrere un passato distante dall\u2019immagine dell\u2019esponente di un certo spessore all\u2019interno di Cosa nostra. Egli, infatti, confessava di essere stato in giovent\u00f9 un ladro, bench\u00e9 coinvolto in trafugamenti di opere d\u2019arte su commissione talvolta anche eccellenti come, appunto, quello perpetrato nell\u2019oratorio di San Lorenzo.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, si comprese meglio nel corso del processo, sarebbe stata in realt\u00e0 una tela di Gino Rossi il dipinto che avrebbe riscosso l\u2019interesse di Giulio Andreotti (il quale, con la consueta ironia, alle domande dei giornalisti rispose: \u201cCredo di non essere mai impazzito per niente, figuriamoci per un quadro\u201d). N\u00e9 sar\u00e0 questa la sede per illustrare sia pur sinteticamente la storia del furto della Nativit\u00e0, per la quale si consenta un rimando al saggio <a href=\"https:\/\/www.caravaggionews.com\/cuppone-libro-nativita-palermo\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">\u201cCaravaggio, la Nativit\u00e0 di Palermo. Nascita e scomparsa di un capolavoro\u201d<\/a> (terza edizione 2023).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Caravaggio, Nativit\u00c3\u00a0 con i santi Lorenzo e Francesco, 1600, gi\u00c3\u00a0 Palermo, oratorio di San Lorenzo\" title=\"Caravaggio, Nativit\u00c3\u00a0 con i santi Lorenzo e Francesco, 1600, gi\u00c3\u00a0 Palermo, oratorio di San Lorenzo\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/caravaggio-nativita-1600.jpg\" width=\"750\" height=\"1028\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nCaravaggio, Nativit\u00e0 con i santi Lorenzo e Francesco, 1600, gi\u00e0 Palermo, oratorio di San Lorenzo&#13;<\/p>\n<p>Oggi fa un certo effetto riascoltare dalla viva voce di Marino Mannoia, a quasi quarant\u2019anni di distanza, quelle prime dichiarazioni pubbliche sulla sparizione del quadro. Non le prime in assoluto. Nel novembre 1989 il pentito aveva riferito le stesse cose a Giovanni Falcone, alla presenza dell\u2019ex commissario di polizia Maurizio Ortolan che ne resta l\u2019unica testimonianza vivente: quel primo colloquio non fu verbalizzato. Ma nel 1996, davanti ai giornalisti, tutto questo ebbe un\u2019immediata, enorme risonanza mediatica e a quel punto i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Artistico, appresa la notizia, avviarono indagini a tappeto come mai era stato fatto fino a quel momento.<\/p>\n<p>Nel 2017 si sono riaccese le speranze di un recupero integrale della pala d\u2019altare. Interrogato nell\u2019ambito della relativa inchiesta della Commissione parlamentare antimafia, pur continuando ad ammettere il coinvolgimento nella sottrazione dell\u2019opera, Mannoia neg\u00f2 di averla poi fatta sparire per sempre: \u201cDistruggemmo il quadro tagliandolo a pezzi con dei coltelli e dandogli fuoco dopo averlo cosparso di benzina nelle immediate adiacenze del fiume Oreto\u201d, aveva detto ai Carabinieri il 7 novembre 1996.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Articolo del quotidiano \u00e2\u20ac\u0153L\u00e2\u20ac\u2122Ora\u00e2\u20ac\u009d dell\u00e2\u20ac\u2122ottobre 1969 sull\u00e2\u20ac\u2122ipotesi dei tagli\" title=\"Articolo del quotidiano \u00e2\u20ac\u0153L\u00e2\u20ac\u2122Ora\u00e2\u20ac\u009d dell\u00e2\u20ac\u2122ottobre 1969 sull\u00e2\u20ac\u2122ipotesi dei tagli\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/articolo-l-ora.jpg\" width=\"750\" height=\"599\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nArticolo del quotidiano L\u2019Ora dell\u2019ottobre 1969 sull\u2019ipotesi dei tagli&#13;<\/p>\n<p>Ricorre spesso e fa riflettere il tema del taglio dell\u2019opera. A rileggere le cronache dell\u2019ottobre 1969, appariva quasi certo che la tela fosse stata asportata recidendola tutto intorno con una lametta da barba. Contestualmente, si temette che sarebbe stata suddivisa in pi\u00f9 porzioni da collocare separatamente sul mercato e un esperto del nucleo palermitano della Criminalpol, Giovanni Console, ipotizz\u00f2 che queste avrebbero inquadrato \u201cil volto deliziosamente illuminato della Madonna, l\u2019angelo e le testine dei due Santi in adorazione\u201d. Eppure, i personaggi raffigurati sono tutti cos\u00ec vicini che sarebbe difficile isolare una porzione significativa di uno senza intercettare qualche particolare di un altro.<\/p>\n<p>Ciononostante, secondo le recenti dichiarazioni del collaboratore di giustizia Gaetano Grado, a un certo punto tale eventualit\u00e0 si concretizz\u00f2. Il boss Gaetano Badalamenti, recuperata la Nativit\u00e0 dalla banda di ladri che l\u2019aveva sottratta senza chiedere il permesso alla mafia, si adoper\u00f2 per cercare un acquirente e lo trov\u00f2 in un anziano antiquario del Canton Ticino. Il dipinto sarebbe giunto intero oltralpe e successivamente, cos\u00ec disse lo svizzero a Badalamenti, fu \u201ctagliato in quattro parti e venduto\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Frammento dell\u00e2\u20ac\u2122intervista a don Benedetto Rocco del 2001-2002 pubblicata da \u00e2\u20ac\u0153The Guardian\u00e2\u20ac\u009d\" title=\"Frammento dell\u00e2\u20ac\u2122intervista a don Benedetto Rocco del 2001-2002 pubblicata da \u00e2\u20ac\u0153The Guardian\u00e2\u20ac\u009d\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/intervista-benedetto-rocco.jpg\" width=\"750\" height=\"388\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nFrammento dell\u2019intervista a don Benedetto Rocco del 2001-2002 pubblicata da The Guardian&#13;<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, con un modus operandi simile a quello dei sequestri di persona, qualche tempo dopo il furto un frammento di tela fu spedito da ignoti, sedicenti detentori del capolavoro trafugato, all\u2019interno di una lettera ricevuta in oratorio dal rettore don Benedetto Rocco. <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=RfWpkBlvOKM\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">\u201cUn pezzettino di tela\u201d<\/a>, cos\u00ec lo descriveva Rocco in una videointervista rilasciata nel 2001-2002 al regista Massimo D\u2019Anolfi, mentre per rendere meglio sulle dimensioni indicava la punta del suo dito indice. Ma davvero esso apparteneva alla Nativit\u00e0? E che fine ha fatto?<\/p>\n<p>Il concetto del taglio dell\u2019opera, paradigmatico della ferita inferta alla collettivit\u00e0 con questo esecrabile delitto, continua a scuotere la coscienza, fino a diventare ispirazionale. Cos\u00ec \u00e8 stato per l\u2019artista spagnolo Javier Carpintero, che nel 2023 ha allestito all\u2019oratorio di San Lorenzo il suo <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/arte-contemporanea\/caravaggio-desmembrado-omaggio-javier-carpintero-palermo\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Caravaggio desmembrado<\/a>. Una fedele copia della Nativit\u00e0 dipinta a olio, poi scomposta in riquadri, intelaiati e disposti come se fluttuassero intorno al telaio che ospitava l\u2019originale caravaggesco fino alla sua notte pi\u00f9 buia. Simboliche tessere di un puzzle intricato quale \u00e8 tutta questa storia, un\u2019opera che piacerebbe rivedere esposta.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Javier Carpintero, Caravaggio desmembrado, 2023\" title=\"Javier Carpintero, Caravaggio desmembrado, 2023\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/javier-carpintero-caravaggio-desmembrado.jpg\" width=\"750\" height=\"1062\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nJavier Carpintero, Caravaggio desmembrado, 2023&#13;<\/p>\n<p>Secondo il critico d\u2019arte Maurizio Calvesi, che riprese una tesi del collega Roberto Longhi, un taglio la Nativit\u00e0 l\u2019avrebbe subito prima del furto. Questo spiegherebbe il fatto che la figura all\u2019estremit\u00e0 destra, il pastore, appaia \u201cmonca\u201d. L\u2019altezza di 12 palmi romani (268 cm) stabilita nel contratto di commissione fu rispettata pedissequamente, ma ci\u00f2 non avvenne anche per la larghezza. Quest\u2019ultima, in effetti, fu indicata genericamente in \u201c7 o 8 palmi in circa\u201d, per cui era previsto che potesse arrivare almeno a 179 cm (sempre con un certo margine di tolleranza), mentre l\u2019ampiezza reale della tela \u00e8 stata misurata in 197 cm. Che Caravaggio, o chi gli procur\u00f2 la tela, si sia mosso con prudenza davanti a questa indeterminatezza da parte della committenza, lasciando qualche centimetro in pi\u00f9 di tessuto? Se poi vi fu mai una decurtazione del supporto, quando sarebbe avvenuta? Nel corso di un antico rifodero come ipotizzava Maurizio Marini? Da documenti scoperti da Giovanni Mendola appare chiaro che nell\u2019anno 1600 si andava definendo l\u2019assetto dell\u2019altare dell\u2019oratorio di San Lorenzo, che da Roma Merisi non poteva conoscere, e che peraltro fu rifatto a ridosso dell\u2019anno 1700 dall\u2019architetto Giacomo Amato e dallo scultore Giacomo Serpotta.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Da sinistra: Nativit\u00c3\u00a0 di Caravaggio, foto Scala del 1964 con la cornice e foto ICR del 1951-1952; copia di Paolo Geraci (Catania, Museo Civico \u00e2\u20ac\u0153Castello Ursino\u00e2\u20ac\u009d); copia documentata nella Fototeca della Fondazione Roberto Longhi (gi\u00c3\u00a0 collezione Federzoni)\" title=\"Da sinistra: Nativit\u00c3\u00a0 di Caravaggio, foto Scala del 1964 con la cornice e foto ICR del 1951-1952; copia di Paolo Geraci (Catania, Museo Civico \u00e2\u20ac\u0153Castello Ursino\u00e2\u20ac\u009d); copia documentata nella Fototeca della Fondazione Roberto Longhi (gi\u00c3\u00a0 collezione Federzoni)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/confronto.jpg\" width=\"750\" height=\"633\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nDa sinistra: Nativit\u00e0 di Caravaggio, foto Scala del 1964 con la cornice e foto ICR del 1951-1952; copia di Paolo Geraci (Catania, Museo Civico Castello Ursino); copia documentata nella Fototeca della Fondazione Roberto Longhi (gi\u00e0 collezione Federzoni)&#13;<\/p>\n<p>L\u2019ultima parola, come sempre, spetta ai tecnici, ed Elisabetta Giani e Claudio Seccaroni, che hanno esaminato le radiografie eseguite sul dipinto nel 1951, hanno appurato che non vi \u00e8 stata nessuna riduzione di formato sul lato destro della tela. \u00c8 comunque interessante mettere a confronto il dipinto senza la cornice e dunque nella sua impaginazione integrale, come si vede in uno scatto dell\u2019Istituto Centrale del Restauro del 1951-1952, con le due copie antiche: quella di Paolo Geraci del 1627-1628 (Catania, Museo Civico \u201cCastello Ursino\u201d) e l\u2019altra di autore e datazione ignoti, appartenuta a Luigi Federzoni e oggi dispersa, che conosciamo attraverso <a href=\"https:\/\/catalogo.fondazionelonghi.it\/foto\/906\/Merisi%20Michelangelo%20%28Caravaggio%29%20-%20sec.%20XVII%20-%20Nativit%C3%A0%20con%20i%20santi%20Lorenzo%20e%20Francesco%20d%27Assisi\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">uno scatto della fototeca di Roberto Longhi<\/a>. Mentre la prima \u00e8 una riproduzione in scala 1:1 dell\u2019originale, nella seconda l\u2019anonimo autore ha dipinto \u201ca mano libera\u201d e si \u00e8 preso alcune licenze, come l\u2019ampliamento dello sfondo. Ebbene, l\u2019impressione che si ha confrontando le fotografie \u00e8 che alcuni dettagli presenti solo nelle copie abbiano un profilo molto simile: vedi, in particolare, il fondoschiena di san Giuseppe e il collo del pastore.<\/p>\n<p>Molto si dir\u00e0 e si scriver\u00e0 ancora sulla Nativit\u00e0, e non tutto potr\u00e0 essere confermato o smentito finch\u00e9 non ci sar\u00e0 il tanto auspicato ritrovamento del dipinto. Possibilmente integro.<\/p>\n<p><\/p>\n<p>                Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull&#8217;Arte.<br \/>\n\t\t\t\t\t\tal prezzo di 12,00 euro all&#8217;anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull&#8217;Arte e ci aiuterai a crescere e<br \/>\n\t\t\t\t\t\ta<br \/>\n\t\t\t\t\t\tmantenere la nostra informazione libera e indipendente.<br \/>\n\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/shop.finestresullarte.info\/carrello\/?add-to-cart=8971\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ABBONATI&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\tA <br \/>FINESTRE SULL&#8217;ARTE<\/a><br \/>\n                    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Michele Cuppone , scritto il 04\/11\/2025 Categorie: News Focus \/ Argomenti: Arte antica &#8211; Caravaggio &#8211; Seicento&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":199355,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1657,1613,1614,1611,1610,1659,1612,203,204,1537,90,89,6052],"class_list":{"0":"post-199354","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-antica","10":"tag-arte-e-design","11":"tag-arteedesign","12":"tag-arts","13":"tag-arts-and-design","14":"tag-caravaggio","15":"tag-design","16":"tag-entertainment","17":"tag-intrattenimento","18":"tag-it","19":"tag-italia","20":"tag-italy","21":"tag-seicento"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115492584672157895","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/199354","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=199354"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/199354\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/199355"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=199354"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=199354"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=199354"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}