{"id":199431,"date":"2025-11-04T18:24:16","date_gmt":"2025-11-04T18:24:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/199431\/"},"modified":"2025-11-04T18:24:16","modified_gmt":"2025-11-04T18:24:16","slug":"btp-e-titoli-di-stato-americani-dove-investire-a-breve-per-ridurre-il-rischio-dollaro-sullonda-fed","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/199431\/","title":{"rendered":"Btp e titoli di Stato americani, dove investire \u00aba breve\u00bb per ridurre il rischio dollaro sull\u2019onda Fed"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Angelo Drusiani<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Dopo il nuovo taglio della Federal Reserve (mentre la Bce  \u00e8 rimasta ferma), una lista di titoli con scadenza al 2028. Senza rischiare troppo sul cambio<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Con i dollari \u00abbrevi\u00bbsi raggiunge ancora la vetta del 4%. Ma il rischio di cambio \u00e8 in agguato. Restando a casa, in Europa, con impegni che non superano il  2028, si porta a casa tra il 2 e il 3%. <br \/>La volata di fine anno per definire il valore dei tassi di riferimento negli Stati Uniti e in Eurozona forse verr\u00e0 vinta dalla Banca centrale Usa. Restia a tagliare nel corso di questi ultimi anni, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/25_ottobre_29\/fed-taglio-dei-tassi-di-25-punti-base-l-incertezza-sulle-prospettive-economiche-resta-elevata-89b16d2d-9bc1-4cf0-b8fd-f2c40c65bxlk.shtml\" title=\"Fed, taglio dei tassi di 25 punti base: \u00abL\u2019incertezza sulle prospettive economiche resta elevata\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">la Federal Reserve ha forse messo in cantiere almeno due riduzioni entro il 2025<\/a>\u00a0<b>. Una delle quali gi\u00e0 decisa.<\/b> A fronte di una Bce statica, e, forse,  tentata di chiudere l\u2019anno con il tasso di riferimento al 2%. Una strategia  da leggere  alla luce delle incertezza sul futuro dell\u2019economia di Eurozona. Se non ora, nell\u2019ultima riunione di dicembre, dopo le nuove proiezioni sull\u2019ipotetico andamento economico sia in area euro, sia a stelle e strisce, nel corso del prossimo anno.<\/p>\n<p>    I dazi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Definire o stimare adesso ci\u00f2 che potr\u00e0 accadere nel 2026 \u2014 anno in cui la vicenda dazi dovrebbe trovare una fase di normalizzazione mentre in Eurozona la situazione economica rester\u00e0 in divenire \u2014 sembrerebbe prematuro. Al tempo stesso, a due mesi dalla fine del 2025 \u00e8 opportuno inquadrare un passato in chiaroscuro, e  un futuro prossimo probabilmente foriero di mutamenti anche di carattere politico che non potranno non avere riflessi in campo economico finanziario.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Lo scenario<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La programmazione delle banche centrali non \u00e8 sempre tanto rigida come \u00e8 stato invece il braccio di ferro tra il presidente degli Stati Uniti e il presidente della Federal Reserve. Non vi sono dubbi che ambedue potessero essere dalla parte giusta, ma \u00e8 forse mancata la volont\u00e0 di giungere ad un accordo. <b>Ora il tasso di Washington \u00e8 fissato in una forbice che va dal 3,75% al 4%.<\/b> <b>Di gran lunga superiore, al momento, rispetto al valore fissato dalla Banca centrale europea fermo da un po\u2019 di mesi al 2,15%<\/b>. La propensione ai consumi d\u2019oltre Atlantico \u00e8 molto pi\u00f9 attiva rispetto  a quella di Eurozona, peraltro in aumento negli ultimi anni.  Non \u00e8 da escludere che, se la Federal Reserve avesse deciso di ridurre il  costo del denaro, quest\u2019ultimo sarebbe sensibilmente sceso, com\u2019\u00e8 naturale, ma avrebbe potuto \u00abesplodere\u00bb il costo della vita, costringendo la banca centrale a rivedere la sua strategia.<\/p>\n<p>    Le decisioni<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Al di l\u00e0 di ci\u00f2 che ha caratterizzato le decisioni di Jerome Powell e della sua squadra, \u00e8<b> interessante valutare come gestire gli investimenti in titoli governativi, contrapponendo le due sponde dell\u2019Oceano<\/b>, perch\u00e9, al momento, rappresentano due poli determinanti per la politica economica del globo. Non v\u2019\u00e8 dubbio che l\u2019offerta di emissioni obbligazionarie di Eurozona \u00e8 molto variegata, grazie alla presenza di un maggior numero di emittenti governativi. In virt\u00f9 del grado di affidabilit\u00e0 assegnato ad ognuno di essi, il valore del rendimento offerto muta. Negli Stati Uniti \u00e8 l\u2019emittente governativo ad attrarre maggiormente gli investitori interni ed internazionali. Anche se <b>chi investe nei mercati finanziari Usa sceglie in misura maggiore il comparto azionario. Senza, peraltro, trascurare le emissioni governative, i T-Bond<\/b>. Nella tabella una serie di emissioni, un po\u2019 americane e un po\u2019 europee, che al massimo scadono nel 2028 e che offrono rendimenti compresi tra  il 2% del bonos a un anno e il 4,25% del T bond che scade all\u2019inizio del 2026.<\/p>\n<p>    Il gioco dei prezzi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In prospettiva, <b>agli ipotetici cali del tasso di riferimento Usa dovrebbe corrispondere un incremento delle quotazioni dei T-Bond<\/b>. L\u2019utilizzo del condizionale \u00e8 d\u2019obbligo, come quasi sempre in ambito finanziario, peraltro. <br \/>Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: il rapporto di cambio tra dollaro Usa e la moneta unica europea, l\u2019euro. \u00c8 sufficiente osservare l\u2019evoluzione del rapporto  tra le due monete negli ultimi mesi, per valutarne l\u2019importanza. <br \/><b>Al 2 gennaio scorso per acquistare un euro occorrevano 1,03 dollari Usa, mentre ora ne occorrono 1,16<\/b>. La svalutazione della moneta americana \u00e8 rilevante.<\/p>\n<p>    La propensione al rischio<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Che insegnamento trarre? I mercati finanziari, generalmente, non vivono di un unico percorso. Ne consegue che nulla vieta che un\u2019inversione di tendenza possa manifestarsi nel corso dei prossimi mesi. <br \/>Al tempo stesso, \u00e8 consigliabile valutare quale sia la personale propensione al rischio, prima di decidere che strategia operativa scegliere. L\u2019inserimento in portafoglio di strumenti denominati in valute non euro, di conseguenza, potrebbe offrire, in prospettiva, buoni risultati, ma va attentamente scelto e seguito.\u00a0<b>Se la propensione al rischio si attesta ad un livello medio, la quota in moneta non euro potrebbe attestarsi al 5-7% dell\u2019investimento<\/b>, per salire a valori via via crescenti, per chi ama l\u2019assunzione del rischio e segue con molta attenzione l\u2019evoluzione del mercato valutario.<\/p>\n<p><a class=\"chiedi-esperto-box\" href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/chiedi-esperto\/fai-una-domanda\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/box_esperto_dsk.png\" alt=\"Chiedi agli esperti\"\/><\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-11-04T15:45:40+01:00\">4 novembre 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Angelo Drusiani Dopo il nuovo taglio della Federal Reserve (mentre la Bce \u00e8 rimasta ferma), una lista&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":199432,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,1421,3831,6537,25381,177,6099,925,483,790,6016,3706,19552,2583,3761,3877,6018,4726,9644,28297,724,2697,4727,19830,9747,27496,16578,3526,26419,34525,1537,90,89,3716,94774,34782,134,135,119445,119446,36817,4262,899,33337,3717,10226,2441,1270,8756,3979,119447,13,338,3414,410,3806],"class_list":{"0":"post-199431","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-banca","10":"tag-banca-centrale","11":"tag-bce","12":"tag-bond","13":"tag-business","14":"tag-cambio","15":"tag-centrale","16":"tag-cio","17":"tag-corso","18":"tag-costo","19":"tag-dazi","20":"tag-decisioni","21":"tag-definire","22":"tag-dollari","23":"tag-dollaro","24":"tag-dovrebbe","25":"tag-economica","26":"tag-economico","27":"tag-emissioni","28":"tag-euro","29":"tag-europea","30":"tag-eurozona","31":"tag-evoluzione","32":"tag-federal","33":"tag-federal-reserve","34":"tag-finanziari","35":"tag-finanziario","36":"tag-fissato","37":"tag-governativi","38":"tag-it","39":"tag-italia","40":"tag-italy","41":"tag-mercati","42":"tag-mercati-finanziari","43":"tag-moneta","44":"tag-peraltro","45":"tag-presidente","46":"tag-propensione","47":"tag-propensione-rischio","48":"tag-prospettiva","49":"tag-prossimo","50":"tag-rapporto","51":"tag-reserve","52":"tag-ridurre","53":"tag-riferimento","54":"tag-rischio","55":"tag-rispetto","56":"tag-strategia","57":"tag-tasso","58":"tag-tasso-riferimento","59":"tag-titoli","60":"tag-ultimi","61":"tag-uniti","62":"tag-usa","63":"tag-valore"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/199431","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=199431"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/199431\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/199432"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=199431"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=199431"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=199431"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}