{"id":200503,"date":"2025-11-05T12:22:11","date_gmt":"2025-11-05T12:22:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/200503\/"},"modified":"2025-11-05T12:22:11","modified_gmt":"2025-11-05T12:22:11","slug":"lo-ieo-di-milano-ha-trovato-un-modo-per-aggredire-i-tumori-al-seno-che-non-hanno-una-terapia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/200503\/","title":{"rendered":"Lo Ieo di Milano ha trovato un modo per aggredire i tumori al seno che non hanno una terapia"},"content":{"rendered":"<p>La chiave del nuovo studio pubblicato su <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41467-025-63745-z\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Nature Communications<\/a> dello Ieo di Milano \u00e8 il profilo epigenetico del cancro al seno, la \u201cseconda identit\u00e0 genetica\u201d di ogni tumore. \u00c8 su questo aspetto che si \u00e8 concentrato il gruppo di ricerca guidato da Tiziana Bonaldi, Direttore dell\u2019Unit\u00e0 di Ricerca \u201cNuclear Proteomics\u201d dell\u2019Istituto Europeo di Oncologia,che ha scoperto come, analizzando il profilo epigenetico del tumore, sia possibile individuare farmaci mirati in grado di colpire selettivamente il cancro, rendendo potenzialmente curabili anche i tumori oggi privi di terapie efficaci.<\/p>\n<p>Come hanno lavorato i ricercatori<\/p>\n<p>\u201cLe attuali targeted-therapy, che hanno rivoluzionato la cura dei tumori, si basano sul profilo mutazionale, vale a dire le alterazioni geniche che si producono nella sequenza del Dna e caratterizzano un tumore in modo permanente &#8211; ha spiegato spiega Tiziana Bonaldi -. Queste alterazioni possono essere bersagliate da molecole mirate per renderle inattive. Sappiamo per\u00f2 che esiste anche un secondo profilo, diciamo una seconda identit\u00e0, che \u00e8 quello epigenetico, che regola l\u2019attivit\u00e0 del Dna in base a fattori esterni, come dieta e ambiente &#8211; ha aggiunto Bonaldi -. Ovviamente si tratta di un profilo pi\u00f9 dinamico e instabile rispetto a quello mutazionale, perch\u00e9 le alterazioni epigenetiche sono reversibili e possono essere modificate, anche in questo caso con farmaci mirati, detti appunto epigenetici. Il profilo epigenetico \u00e8 quindi molto interessante dal punto di vista della cura oncologica, ma fino a ieri non c\u2019erano strumenti per generarlo da campioni clinici. Allo Ieo &#8211; ha concluso Bonaldi &#8211; abbiamo messo a punto la prima piattaforma tecnologica che permette di ottenere il profilo epigenetico completo dei tumori ed \u00e8, secondo noi, un risultato che potr\u00e0 cambiare la storia dei tumori pi\u00f9 temibili, fino ad oggi orfani di cure innovative\u201d.<\/p>\n<p>Lavoro su 200 campioni clinici di tumori della mammella<\/p>\n<p>\u201cIl risultato \u00e8 stato ottenuto grazie alla collaborazione fra noi ricercatori di base, i clinici e la biobanca Ieo, lavorando su 200 campioni clinici di tumori della mammella &#8211; ha continuato Giulia Robusti, giovane ricercatrice che ha firmato il lavoro -. Prima abbiamo individuato una firma epigenetica, cio\u00e8 un insieme di marcatori, che caratterizza i tumori triplo negativo, una forma di tumore mammario che purtroppo manca di terapie specifiche. Abbiamo successivamente scoperto che l\u2019aumento di uno specifico marcatore epigenetico \u00e8 legato ad una peggiore risposta alla chemioterapia. Questo aumento \u00e8 dovuto all\u2019azione di un enzima conosciuto e abbiamo trovato un farmaco epigenetico, gi\u00e0 in uso, capace di inibirlo. Nei test in vitro le cellule esposte al farmaco crescono meno e diventano sensibili alla chemioterapia. Questi risultati sono stati confermati in vivo\u201d.<\/p>\n<p>Una sfida impegnativa<\/p>\n<p>Il 15-20% di tutti i tumori del seno appartengono al tipo molecolare triplo negativo, che rappresenta la sfida pi\u00f9 impegnativa perch\u00e9 \u00e8 una malattia eterogenea, di cui non si conoscono target molecolari specifici e di conseguenza non si dispone di farmaci di nuova generazione.<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo capito che per trovare nuovi target era necessario utilizzare un approccio diverso da quello mutazionale, che studia le alterazioni permanenti nel Dna &#8211; le ha fatto eco Roberta Noberini, prima co-autrice dello studio -. Abbiamo pensato che il tumore \u00e8 invece plastico e ha un gran capacit\u00e0 di adattamento &#8211; per esempio per sviluppare la resistenza ai farmaci &#8211; per cui abbiamo cercato una tecnologia capace di evidenziare il profilo epigenetico che sa cogliere questa plasticit\u00e0. Sappiamo infatti che l\u2019epigenetica ha un ruolo importante nella progressione tumorale e la formazione di metastasi. Una volta generato l\u2019identikit epigenetico, lo abbiamo integrato con altre profilazioni molecolari per identificare il meccanismo attraverso cui agisce\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa nostra scoperta apre orizzonti clinici molto promettenti per i tumori mammari triplo negativi, perch\u00e9 il farmaco epigenetico che abbiamo utilizzato appartiene alla classe degli inibitori di un enzima di cui conosciamo l\u2019efficacia &#8211; ha puntualizzato Alessandro Vai, dottorando che in questo studio si \u00e8 occupato delle analisi bioinformatiche -. Il nostro progetto \u00e8 infatti di cercare marcatori epigenetici per farmaci gi\u00e0 in uso, per poterli applicare rapidamente in clinica\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La chiave del nuovo studio pubblicato su Nature Communications dello Ieo di Milano \u00e8 il profilo epigenetico del&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":200504,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[239,1537,90,89,240,2642],"class_list":{"0":"post-200503","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-salute","13":"tag-tumori"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115497071297091194","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/200503","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=200503"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/200503\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/200504"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=200503"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=200503"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=200503"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}