{"id":201721,"date":"2025-11-06T07:48:15","date_gmt":"2025-11-06T07:48:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/201721\/"},"modified":"2025-11-06T07:48:15","modified_gmt":"2025-11-06T07:48:15","slug":"inaugura-a-bucarest-la-fondazione-eva-prima-collezione-di-arte-femminile-contemporanea-in-romania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/201721\/","title":{"rendered":"Inaugura a Bucarest la Fondazione EVA, prima collezione di arte femminile contemporanea in Romania"},"content":{"rendered":"<p>Lavori di Judy Chicago e Jenny Holzer, di Mona Hatoum e Tracy Emin. E ancora opere di Yayoi Kusama, Louise Nevelson, Helen Frankenthaler; ma anche una serie di dipinti firmati da Hedda Sterne (Bucarest, 1910 \u2013 New York, 2011), artista di origine rumena che fu personalit\u00e0 di spicco della Scuola di New York.<\/p>\n<p>A Bucarest la nuova Fondazione EVA<\/p>\n<p><strong>Ecaterina Aguiar-Lucander<\/strong>, curatrice e collezionista rumena figlia di uno nota imprenditrice farmaceutica, ci ha messo anni per riunire una collezione che potesse esaltare il talento femminile, ponendolo al centro del dibattito storico e culturale sull\u2019arte del XX e XXI Secolo. E ora questa raccolta transnazionale di opere create da alcune tra le artiste pi\u00f9 note e talentuose dell\u2019ultimo secolo ha trovato casa a Bucarest, in un nuovo spazio espositivo situato a ridosso del quartiere universitario della citt\u00e0 (Strada I.C. Visarion 17), aperto gratuitamente al pubblico.<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"547\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/louise-nevelson-moon-star-ii-1960-and-helen-frankenthaler-white-lilac-1985-installation-view-of-sire.jpeg\" alt=\"Louise Nevelson, Moon-Star II, 1960, and Helen Frankenthaler, White Lilac, 1985. Installation view of Sirens, EVA Foundation, 2025. Photo Photo: Vlad Patru. Courtesy of EVA Foundation\" class=\"wp-image-1192019\"  \/>Louise Nevelson, Moon-Star II, 1960, and Helen Frankenthaler, White Lilac, 1985. Installation view of Sirens, EVA Foundation, 2025. Photo Vlad Patru. Courtesy of EVA FoundationUn nuovo spazio per l\u2019arte femminile a Bucarest<\/p>\n<p>La sede della <strong>Fondazione EVA<\/strong> \u00e8 una casa a schiera degli Anni Trenta ristrutturata per l\u2019occasione dall\u2019architetto <strong>Bogdan Ciocodeica<\/strong>, che ha restaurato i dettagli originali dell\u2019edificio integrandoli nel nuovo allestimento museale, preservando comunque la dimensione domestica dei diversi ambienti.<br \/>E infatti la mostra inaugurale, intitolata <strong>Sirens<\/strong>, espone i lavori delle artiste \u2013 una selezione delle opere in collezione \u2013 tra complementi d\u2019arredo dal design contemporaneo calati in un\u2019atmosfera intima, che invita a godere dello spazio senza fretta.<br \/>Si tratta della prima fondazione dedicata all\u2019arte femminile nella capitale rumena: il progetto nasce per coinvolgere studenti e ricercatori nel confronto con l\u2019arte e la storia femminista, ma l\u2019invito \u00e8 esteso a un pubblico ampio ed eterogeneo. Per la prima volta, infatti, una collezione d\u2019arte internazionale \u00e8 liberamente accessibile ai visitatori in Romania.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"631\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/ecaterina-aguiar-lucander-photo-raluca-margescu-courtesy-of-eva-foundation-631x1024.jpg\" alt=\"Ecaterina Aguiar-Lucander. Photo Raluca Margescu. Courtesy of EVA Foundation\" class=\"wp-image-1192021\"  \/>Ecaterina Aguiar-Lucander. Photo Raluca Margescu. Courtesy of EVA FoundationLa storia di Ecaterina Aguiar-Lucander<\/p>\n<p>Il merito si deve a Ecaterina Aguiar-Lucander, nata e cresciuta a Bucarest e oggi residente a New York, dopo una laurea triennale a Yale e un master conseguito presso l\u2019Institute of Fine Art della New York University, con tesi su Hedda Sterne. La scelta di tornare a Bucarest per aprire lo spazio della sua fondazione si deve al desiderio di favorire la vivacit\u00e0 della scena culturale della citt\u00e0, negli ultimi anni in decisa crescita. Ma la nascita dell\u2019EVA Foundation concretizza anche una piattaforma di riferimento internazionale per gli studi sull\u2019arte femminile, mettendo a frutto l\u2019impegno della collezionista rumena, che \u00e8 anche membro del Vanguard Council del Metropolitan Museum, dell\u2019Artemis Council del New Museum e della Young Collectors Acquisition Committee del Guggenheim.<\/p>\n<p>La collezione della Fondazione EVA<\/p>\n<p>La collezione, come la mostra inaugurale, riunisce opere di contesti e generazioni diverse, per promuovere il dialogo tra artiste storicizzate e nuove voci contemporanee, evidenziando la risonanza prolungata nel tempo del lavoro di alcune pioniere dell\u2019arte del XX Secolo e insieme valorizzando il portato innovativo delle pratiche artistiche femminili.<br \/>Sirens \u00e8 un ottimo assaggio di questo approccio, con opere di <strong>Sterne, Chicago, Holzer, Kusama, Hatoum, Nevelson, Emin; e ancora Howardena Pindell, Taryn Simon, Andra Ursu\u021ba, Carrie Moyer, Gisela Col\u00f3n, Sara Flores, Marguerite Humeau, Huma Bhabha, Alice Neel, Martha Jungwirth, Cora Cohen, Latifa Echakhch e Jaune Quick-to-See Smith<\/strong>.<\/p>\n<p>Le esperienze precedenti: gli spazi dedicati all\u2019arte femminile nel mondo<\/p>\n<p>Esperienze simili si contano ancora sulle dita di una mano. In Francia, nell\u2019estate 2024, inaugurava a Mougins il primo museo d\u2019Europa dedicato esclusivamente alle artiste (il <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/arte-contemporanea\/2024\/07\/famm-museo-donne-artiste-mougins\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">FAMM<\/a>). Mentre a Washington esiste dal 1981 il National Museum of Women in the Art. Pi\u00f9 intimo \u00e8 l\u2019esperimento del <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/arte-contemporanea\/2023\/06\/piemonte-mida-museo-internazionale-donne-artiste\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">MIDA \u2013 Museo Internazionale delle Donne Artiste<\/a>, tra le colline piemontesi, inaugurato nella chiesa della Madonna dei Prati a Ceresole d\u2019Alba nel 2023.<\/p>\n<p>Livia Montagnoli<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/evafoundation.art\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Scopri di pi\u00f9<\/a><\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Lavori di Judy Chicago e Jenny Holzer, di Mona Hatoum e Tracy Emin. 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