{"id":202398,"date":"2025-11-06T16:48:10","date_gmt":"2025-11-06T16:48:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/202398\/"},"modified":"2025-11-06T16:48:10","modified_gmt":"2025-11-06T16:48:10","slug":"sinner-pesca-un-girone-di-ferro-a-torino-con-zverev-shelton-e-lincognita-musetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/202398\/","title":{"rendered":"Sinner pesca un girone di ferro: a Torino con Zverev, Shelton e l\u2019incognita Musetti"},"content":{"rendered":"<p>Gli anni Dieci del secolo XX segnarono un balzo in avanti all\u2019alba della storia del volo. A pochi anni dal primo successo dei fratelli Wright, le macchine volanti erano diventate una sbalorditiva realt\u00e0. Erano gli anni dei circuiti aerei, dei raid, ma anche del primissimo utilizzo dell\u2019aviazione in ambito bellico. L\u2019Italia occup\u00f2 sin da subito un posto di eccellenza nel campo, come dimostr\u00f2 la guerra Italo-Turca del 1911-12 quando un pilota italiano comp\u00ec il primo bombardamento aereo della storia in Libia.<\/p>\n<p>Il rapido sviluppo dell\u2019aviazione port\u00f2 con s\u00e9 la necessit\u00e0 di una crescente organizzazione, in particolare nella formazione dei piloti sul territorio italiano. Fino ai primi anni Dieci, le scuole di pilotaggio si trovavano soprattutto in Francia, patria dei principali costruttori aeronautici.<\/p>\n<p>A partire dal primo decennio del nuovo secolo, l\u2019industria dell\u2019aviazione prese piede anche in Italia con svariate aziende che spesso costruivano su licenza estera. Torino fu il centro di riferimento anche per quanto riguard\u00f2 la scuola piloti, che si formavano presso l\u2019aeroporto di Mirafiori.<\/p>\n<p>Soltanto tre anni erano passati dalla guerra Italo-Turca quando l\u2019Italia entr\u00f2 nel primo conflitto mondiale, la prima guerra tecnologica in cui l\u2019aviazione militare ebbe un ruolo primario. La necessit\u00e0 di una formazione migliore per i piloti divenne pressante, anche per il dato statistico che dimostrava come la maggior parte delle perdite tra gli aviatori fossero determinate pi\u00f9 che dal fuoco nemico da incidenti, avarie e scarsa preparazione fisica. Per ridurre i pericoli di quest\u2019ultimo aspetto, intervenne la scienza nel ramo della fisiologia. La svolta la forn\u00ec il professore triestino <strong>Amedeo Herlitzka<\/strong>, docente all\u2019Universit\u00e0 di Torino ed allievo del grande fisiologo <strong>Angelo Mosso<\/strong>.<\/p>\n<p>Sua fu l\u2019idea di sviluppare un\u2019apparecchiatura che potesse preparare fisicamente i piloti a terra, simulando le condizioni estreme del volo. Nel 1917 il governo lo incarica di fondare il Centro Psicofisiologico per la selezione attitudinale dei piloti con sede nella citt\u00e0 sabauda. Qui nascer\u00e0 il primo simulatore di volo della storia, successivamente sviluppato in una versione pi\u00f9 avanzata. Oltre al simulatore, il fisiologo triestino ide\u00f2 la campana pneumatica, un apparecchio dotato di una pompa a depressione in grado di riprodurre le condizioni atmosferiche di un volo fino a 6.000 metri di quota.<\/p>\n<p>Per quanto riguardava le capacit\u00e0 di reazione e orientamento del pilota in condizioni estreme, <strong>Herlitzka<\/strong> realizz\u00f2 il simulatore Bl\u00e9riot (dal nome della marca di apparecchi costruita a Torino su licenza francese). L\u2019apparecchio riproduceva la carlinga del monoplano Bl\u00e9riot XI, dove il candidato seduto ai comandi veniva stimolato soprattutto nel centro dell\u2019equilibrio localizzato nell\u2019orecchio interno. Per simulare le condizioni di volo a visibilit\u00e0 zero l\u2019aspirante pilota veniva bendato e sottoposto a beccheggi e imbardate come nel volo reale. All\u2019apparecchio poteva essere applicato un pannello luminoso dove un operatore accendeva lampadine che il candidato doveva indicare nel minor tempo possibile. Il secondo simulatore, detto a telaio basculante, era ancora pi\u00f9 realistico in quanto poteva simulare movimenti di rotazione, i pi\u00f9 difficili da controllare, ruotando attorno al proprio asse grazie ad uno speciale binario. In seguito alla stimolazione, il pilota doveva colpire un bersaglio puntando una matita su un foglio sottostante, prova che accertava la capacit\u00e0 di resistenza e controllo del futuro aviatore.<\/p>\n<p>I simulatori di <strong>Amedeo Herlitzka<\/strong> sono oggi conservati presso il Museo delle Forze Armate 1914-45 di Montecchio Maggiore (Vicenza).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Gli anni Dieci del secolo XX segnarono un balzo in avanti all\u2019alba della storia del volo. 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