{"id":202706,"date":"2025-11-06T20:58:14","date_gmt":"2025-11-06T20:58:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/202706\/"},"modified":"2025-11-06T20:58:14","modified_gmt":"2025-11-06T20:58:14","slug":"chronosismi-ecco-il-viaggio-fotografico-tra-il-luoghi-simbolo-della-storia-in-friuli-venezia-giulia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/202706\/","title":{"rendered":"\u201cChronosismi\u201d: ecco il viaggio fotografico tra il luoghi simbolo della storia in Friuli Venezia Giulia"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono luoghi sui quali gli eventi hanno impresso cicatrici profonde. Altri che il Novecento ha reso testimoni silenziosi di una storia recente attraversata da conflitti, confini e fratture sanguinose.<strong> In questo contesto nasce Chronosismi Friuli Venezia Giulia, tracce di una storia europea<\/strong>, (emuse, 144 pagine) progetto artistico e libro fotografico dell\u2019udinese Lorenzo Zoppolato, realizzato in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Udine e \u201cAssociazione Friuli Storia\u201d nell\u2019ambito di \u201cNovecento Fvg \u2013 Tracce di una storia europea\u201d.<\/p>\n<p><img alt=\"Opera di Monte San Michele\" loading=\"lazy\" width=\"840\" height=\"532\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" class=\"rounded\" style=\"color:transparent\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/opera-monte-san-ichele-jpg.webp.webp\"\/><\/p>\n<p>Opera di Monte San Michele<\/p>\n<p>Il<strong> titolo fonde le parole chr\u00f3nos (tempo) e sismi (scosse),<\/strong> evocando le scosse del tempo che aprono faglie nella memoria, nel paesaggio e nelle coscienze. Nascono cos\u00ec le immagini, rigorosamente in bianco e nero, della Risiera di San Sabba, oggi spazio di memoria, gli scatti nelle cavit\u00e0 cupe dei bunker e fra le opere difensive della Guerra fredda disseminate lungo il confine orientale o sulle alture, e sulle dorsali come il Monte di Ragogna, dove i riflessi della luce conservano ancora memoria di battaglie.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 un viaggio nella memoria che si insinua nella Torre Moscarda di Paluzza<\/strong>, attraversa lo sbarramento lungo la Val Fella, realizzato nell\u2019ambito del Vallo Alpino del Littorio e parzialmente recuperato durante la Guerra Fredda. Poi da Monte San Michele l\u2019obiettivo indugia sulla \u201csoglia di Gorizia\u201d, si insinua nello sbarramento di Invillino, indaga la foiba di Basovizza, scruta il sacrario di Redipuglia e interroga il Colovrat, teatro di eventi cruciali durante la Prima Guerra mondiale, fino al Parco Ungaretti a San Michele del Carso.<\/p>\n<p><strong>Tanti luoghi, tante voci di un tappeto sonoro che il progetto e la raccolta fotografica ci invitano ad ascoltare<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 come se il tempo fosse un\u2019oscillazione invisibile che Zoppolato registra con il sismografo della sua macchina fotografica: <strong>un\u2019indagine che nasce dalla ricerca e dalla documentazione<\/strong>, ma si compie nella forma artistica, capace di rileggere i luoghi con occhi nuovi e di intravedere ci\u00f2 che si cela negli squarci spazio-temporali della Storia.<\/p>\n<p>\u00abNon sono uno storico e non avevo intenzione di censire luoghi e teatri di guerra \u2013 mette subito in chiaro Zoppolato \u2013. Essendo un fotografo, lavoro con la materia del tempo e mi interrogo sui fatti che sono accaduti nel passato: mi sembrava un modo per mettermi in collegamento con la storia del territorio riferita a un\u2019epoca che abbiamo ancora sottopelle\u00bb. <strong>Un\u2019indagine non didascalica ma squisitamente artistica volta a indagare quei luoghi<\/strong>, che a volte si fa fatica a riconoscere, quasi a interrogarli.<\/p>\n<p><strong>Per Zoppolato il viaggio \u00e8 una filosofia in movimento<\/strong>: \u00abPensare e immaginare la realt\u00e0 mentre la si vive e la si attraversa, facendo del cammino un metodo di scoperta e della fotografia lo strumento per interrogare fatti, persone e luoghi\u00bb. Questo sguardo abita da tempo i suoi lavori, sospeso tra reale e immaginato.<\/p>\n<p>Nei progetti precedenti \u2014 La luce necessaria, dove la luce diventa chiave per varcare il confine tra vita e morte in Messico, e Le immagini di Morel, in cui le storie della Patagonia profonda pongono realt\u00e0 e immaginazione sullo stesso piano \u2014 si definisce il dialogo costante con il realismo magico che in questo libro trova la sua forma pi\u00f9 compiuta. Chronosismi \u00e8 anche una tappa biografica: <strong>dopo anni di progetti e riconoscimenti in Italia e all\u2019estero, Zoppolato torna a casa<\/strong>, riannoda il proprio percorso nel paesaggio che lo ha formato e firma il suo lavoro pi\u00f9 maturo, dove rigore e immaginazione convivono per dare ascolto a ci\u00f2 che continua a risuonare. Il processo \u00e8 esplorativo, fatto di studio, sopralluoghi, appunti, ma anche di intuizioni fugaci e improvvise illuminazioni che diventano immagine.<strong> La fotografia non offre risposte definitive<\/strong>: moltiplica le domande e apre varchi di incertezza tra memoria e sguardo.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019intera regione \u00e8 un compendio del Novecento \u2013 scrive Tommaso Piffer dell\u2019Universit\u00e0 degli studi di Udine in una nota storica del libro \u2013 che qui ha lasciato tracce uniche della storia recente. Gli storici da tempo cercano di districare queste vicende con un lavoro che talvolta lenisce le ferite e altre volte le riapre. <strong>Questo, per\u00f2, non \u00e8 un libro di storia, ma un viaggio nella storia <\/strong>e nel territorio affidato allo sguardo di un fotografo cui abbiamo chiesto di far emergere gli echi di quella colonna sonora del nostro presente che \u00e8 la storia\u00bb.<\/p>\n<p>Il volume sar\u00e0 presentato \u00a0venerd\u00ec 7 novembre alle 18, alla libreria Tarantola nel corso di un incontro con l\u2019autore.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ci sono luoghi sui quali gli eventi hanno impresso cicatrici profonde. 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