{"id":202902,"date":"2025-11-06T23:49:14","date_gmt":"2025-11-06T23:49:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/202902\/"},"modified":"2025-11-06T23:49:14","modified_gmt":"2025-11-06T23:49:14","slug":"trump-chiude-la-porta-a-nvidia-in-cina-tre-ragioni-per-cui-la-guerra-dei-chip-potrebbe-essere-un-boomerang","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/202902\/","title":{"rendered":"Trump chiude la porta a Nvidia in Cina: tre ragioni per cui la guerra dei chip potrebbe essere un boomerang"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Luca Angelini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Trump ha dato semaforo rosso sulla vendita alla Cina dei chip pi\u00f9 avanzati di Nvidia, i \u00abBlackwell\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In queste ore, molti riflettori sono puntati sul giudizio di legittimit\u00e0 che la Corte Suprema americana dovr\u00e0 dare sulle <b>barriere tariffarie<\/b> imposte da Donald Trump saltando il Congresso, in base a una legge molto poco utilizzata che risale al 1977: l\u2019International Emergency Economic Powers Act (<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/25_novembre_05\/dazi-la-corte-suprema-usa-decide-sulla-legalita-a-wall-street-parte-il-mercato-dei-rimborsi-bd6b3ae4-a833-4cef-a76b-ef0ce706axlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qui l&#8217;analisi<\/a> di Federico Fubini). Ma c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra barriera commerciale appena innalzata dal presidente americano che \u00e8 passata un po&#8217; sotto silenzio: Trump ha dato <b>semaforo rosso sulla vendita alla Cina dei chip pi\u00f9 avanzati di Nvidia, i Blackwell<\/b>. Una notizia non poi cos\u00ec scontata visto che proprio voci su un possibile via libera, alla vigilia del faccia a faccia con <b>Xi Jinping<\/b>, avevano contribuito a far <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/25_ottobre_29\/nvidia-verso-i-5000-miliardi-di-capitalizzazione-come-il-colosso-dei-chip-e-diventato-una-piovra-dell-ai-c8f49a60-a1aa-413a-a5a7-d7a5a4c02xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">schizzare<\/a> oltre i 5 mila miliardi di dollari di capitalizzazione (circa due volte il Pil italiano e pi\u00f9 di quello della Germania) l&#8217;azienda fondata da <b>Jensen Huang<\/b>.<\/p>\n<p>    La trattativa che stenta tra chip e terre rare<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nonostante la <b>vicinanza di Huang a Trump<\/b>, <a href=\"https:\/\/thehill.com\/policy\/technology\/5583891-nvidia-ceo-trump-relationship\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">telefonate notturne del presidente incluse<\/a> (in una di quelle, l&#8217;avrebbe anche <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/us-news\/2025\/oct\/23\/trump-san-francisco-troops-silicon-valley\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">convinto<\/a> a non inviare la Guardia nazionale a San Francisco e, sulla sua assenza dalla cena con i capi di Big Tech, lo scorso settembre, Massimo Gaggi aveva scritto: \u00abPer la forza della sua azienda e la tecnologia esclusiva dei suoi microprocessori, <b>oggi Huang sembra guardare i colleghi di big tech dall\u2019alto in basso<\/b>. Lui, dicono i suoi, alla Casa Bianca preferisce andarci per incontri one to one\u00bb), alla fine hanno prevalso i \u00abfalchi\u00bb, come <a href=\"https:\/\/www.wsj.com\/world\/china\/trump-nvidia-china-chip-exports-51e00415?mod=Searchresults&amp;pos=2&amp;page=1\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">rivelato<\/a> dal Wall Street Journal. Nel corso dei preparativi dell&#8217;incontro con Xi, \u00abalti funzionari, tra cui il Segretario di Stato <b>Marco Rubio<\/b>, hanno detto a Trump che le vendite avrebbero <b>minacciato la sicurezza nazionale<\/b>, affermando che avrebbero aumentato le capacit\u00e0 dei centri dati di intelligenza artificiale della Cina e si sarebbero ritorte contro gli Stati Uniti, hanno affermato i funzionari. Gli Usa si stavano gi\u00e0 preparando a fare <a href=\"https:\/\/www.wsj.com\/world\/china\/u-s-china-truce-brings-little-peace-for-businesses-caught-in-superpower-standoff-d3f1edad?mod=article_inline\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">altre concessioni<\/a> durante l&#8217;incontro con Xi, in cambio dell&#8217;autorizzazione da parte di Pechino alle <b>esportazioni di terre rare<\/b>\u00bb. Tra gli altri contrari alla vendita, secondo le fonti del Wsj, ci sarebbero stati il Rappresentante per il Commercio <b>Jamieson Greer<\/b> e il Segretario al Commercio <b>Howard Lutnick<\/b>. Cos\u00ec, alla fine, la questione \u00e8 sparita dall&#8217;elenco di quelle in discussione. E, nell&#8217;intervista a 60 Minutes della Cbs, Trump ha ribadito che gli Stati Uniti <b>non daranno a nessun altro i chip pi\u00f9 avanzati<\/b>. \u00abLa decisione finale di Trump ha segnato una vittoria per Rubio e altri consiglieri di Trump su Huang, leader dell&#8217;azienda pubblica pi\u00f9 capitalizzata al mondo\u00bb, conclude il Wall Street Journal.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    La geopolitica dell&#8217;intelligenza artificiale<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In verit\u00e0, lo stesso quotidiano ricorda che, ad agosto, Trump aveva dichiarato di essere disposto ad <b>approvare la vendita in Cina di un chip Blackwell con capacit\u00e0 ridotte<\/b> dal 30% al 50% (peraltro la stessa Pechino, nei mesi scorsi, ha <a href=\"https:\/\/www.wsj.com\/tech\/ai\/china-nvidia-ai-chips-fbdbc30a?mod=article_inline\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">detto alle sue aziende<\/a> di <b>non comprare chip Nvidia di livello meno avanzato<\/b>, in particolare il processore RTX Pro 6000D, per le applicazioni industriali dell&#8217;intelligenza artificiale). Le parole di Trump, peraltro, gettano dubbi anche sulla possibilit\u00e0, per Nvidia, di vendere i previsti 260 mila chip Blackwell alla <b>Corea del Sud<\/b> e, in particolare, a <b>Samsung<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Pochi giorni prima della notizia dello stop ai chip Blackwell, in <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/mondo\/stati_uniti_cina_guerra_tecnologica_alessandro_aresu_cosa_ha_detto_ultime_notizie-9157296.html?refresh_ce\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">un&#8217;intervista<\/a> a Laura Pace del Messaggero, Alessandro Aresu, il maggior esperto italiano di geopolitica dell&#8217;intelligenza artificiale (per usare il titolo del suo libro pi\u00f9 noto) aveva sottolineato quanto Huang si fosse impegnato &#8211; in modo non certo disinteressato &#8211; per gettare un ponte fra Washington e Pechino: \u00abHa agito quasi da ambasciatore informale tra le due sfere nell\u2019ultimo anno. Ha criticato apertamente i falchi anticinesi negli Usa, sostenendo che stanno <b>sabotando la capacit\u00e0 tecnologica americana<\/b>, e difende la collaborazione con ricercatori e aziende cinesi come <b>essenziale al successo degli Stati Uniti<\/b>. Le due fazioni continueranno a scontrarsi, ma Huang \u00e8 abile non solo industrialmente ma anche politicamente\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Al momento, per\u00f2, sono i falchi ad aver prevalso. John Moolenaar, deputato repubblicano che presiede l&#8217;House Select Committee on China, aveva detto che vendere i chip Blackwell alla Cina sarebbe stato \u00ab<b>come vendere uranio arricchito a livello bellico all&#8217;Iran<\/b>\u00bb. La stessa commissione, a proposito di un&#8217;affermazione di Huang secondo cui non \u00e8 importante chi alla fine vincer\u00e0 la corsa dell&#8217;AI, ha scritto su X che \u00ab\u00e8 come sostenere che non avrebbe avuto importanza se i sovietici avessero battuto gli Stati Uniti sulle armi nucleari\u00bb.<\/p>\n<p>    L\u2019ombra di Huawei<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nessuno pensa, per\u00f2, che Huang si rassegner\u00e0. \u00abSi prevede che gli sforzi di Huang per vendere i Blackwell in Cina continueranno, soprattutto in vista della <b>visita di Trump in Cina<\/b> prevista per aprile\u00bb, scrive il Wsj. E il gi\u00e0 citato Aresu, in un <a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/innovazione\/nvidia-fallimento-controlli-microchip\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">intervento<\/a> su Startmag, aveva sottolineato: \u00abL\u2019obiettivo di Nvidia, come quello di pressoch\u00e9 tutte le aziende, \u00e8 aumentare le sue quote di mercato, difendere il proprio vantaggio competitivo e fare profitti. (&#8230;) Ogni provvedimento del governo degli Stati Uniti che chiude a Nvidia le porte del mercato cinese, pertanto, sar\u00e0 contrastato dall\u2019azienda. (&#8230;) Inoltre, <b>la Cina per Nvidia \u00e8 anche un essenziale bacino di talento<\/b>, per gli sviluppatori che alimentano costantemente il suo potere di piattaforma e di ecosistema, e per i ricercatori che lavorano nei suoi laboratori, come tutti possono comprendere studiando l\u2019organizzazione dei team di ricerca di Nvidia e ai paper aziendali. Pi\u00f9 della met\u00e0 dei dipendenti dell\u2019azienda fondata da Jensen Huang si identificano come asiatici o asiatici americani\u00bb. E, per far valere le sue ragioni, \u00e8 probabile che insister\u00e0 sul rischio che <b>lo stop ai suoi chip finir\u00e0 per favorire lo sviluppo di quelli della temutissima rivale cinese Huawei<\/b>: \u00abNvidia monitora gli avanzamenti di Huawei nelle infrastrutture per l\u2019intelligenza artificiale da molti anni e teme, come deve fare qualunque concorrente, l\u2019enorme capacit\u00e0 dell\u2019azienda fondata da Ren Zhengfei di operare come grande integratore, con una forza lavoro eccezionale per quantit\u00e0 e qualit\u00e0, dinamismo e reattivit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La conclusione di Aresu era questa: \u00abAd allargare e restringere i cortili (protezionistici, ndr) sono burocrati che, per ragioni di incentivi, non possono strutturalmente comprendere le tecnologie come le persone che le fanno, le quali stanno nei laboratori aziendali. Nessuna persona sana di mente pu\u00f2 pensare che <b>Jake Sullivan<\/b> (consigliere per la sicurezza nazionale di Joe Biden, ndr) o <b>Marco Rubio<\/b>, o i loro consulenti, possano avere anche un milionesimo della competenza tecnica di ricercatori come Bill Dally o Bryan Catanzaro di Nvidia\u00bb. Un esempio di cosa pu\u00f2 andare storto? \u00abNella tesi espressa da Sullivan e dall\u2019amministrazione Biden, il cortile dei semiconduttori doveva proteggere le tecnologie pi\u00f9 \u201cpregiate\u201d, lasciando fuori i cosiddetti semiconduttori \u201cmaturi\u201d. Tutto ci\u00f2 veniva giustificato anche con <b>ragioni militari<\/b>. Peccato che per gli armamenti servano i cosiddetti semiconduttori \u201cmaturi\u201d\u00bb, pi\u00f9 che i Blackwell. \u00abCos\u00ec, \u201cil piccolo cortile con un\u2019alta recinzione\u201d (il modo con cui Sullivan aveva definito la strategia di protezione anticinese sulle tecnologie avanzate, ndr) diviene un classico cane che si morde la coda. E per questo avanza la tesi di Nvidia e di altre aziende che, anche per i loro interessi, dicono \u201cbasta limiti, basta regolamenti da imbecilli, fateci vendere tutto o quasi e vinca il migliore, cio\u00e8 noi\u201d. Oppure, Huawei\u00bb.<\/p>\n<p>    Il boomerang\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Che abbia ragione o no, il <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/innovazione\/25_agosto_13\/jensen-huang-da-lavapiatti-alla-societa-che-vale-di-piu-al-mondo-fondata-con-600-dollari-chi-e-il-capo-di-nvidia-b0ce2a21-6d36-42e4-a0a7-5abffde35xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ceo dal giubbotto di pelle nero<\/a> (ma che si mette in giacca e cravatta quando incontra l&#8217;amico Donald), nato a Taiwan ma incarnazione del sogno americano e oggi alla guida dell&#8217;azienda pi\u00f9 ricca del mondo, pu\u00f2 aver perso una battaglia, ma <b>non si rassegner\u00e0 a perdere la guerra<\/b>. Una prima dimostrazione \u00e8 arrivata proprio nelle ultime ore. Al Summit del Futuro dell&#8217;Intelligenza Artificiale <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/53295276-ba8d-4ec2-b0de-081e73b3ba43\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">organizzato dal Financial Times<\/a> a Londra Huang ha detto senza mezzi termini: \u00abLa Cina vincer\u00e0 la corsa dell&#8217;intelligenza artificiale\u00bb. \u00abScottato\u00bb dallo stop ai Blackwell, il capo di Nvidia ha detto che<b> la Cina ha tre vantaggi che potrebbero farle vincere la partita<\/b>: energia a basso costo, <b>poche regole che intralciano l&#8217;innovazione<\/b>, e soprattutto una mentalit\u00e0 pi\u00f9 propositiva. \u00abAbbiamo bisogno di pi\u00f9 ottimismo\u00bb, ha detto a margine del convegno, riferendosi all&#8217;Occidente. E ha attaccato duramente la confusione normativa americana: \u00abNegli Stati Uniti potrebbero arrivare 50 regolamentazioni diverse\u00bb, una per ogni Stato che vuole dire la sua sull&#8217;AI.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo articolo \u00e8 apparso in origine nella newsletter La Rassegna del Corriere della Sera. Per iscriversi, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui.<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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