{"id":203008,"date":"2025-11-07T01:34:15","date_gmt":"2025-11-07T01:34:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/203008\/"},"modified":"2025-11-07T01:34:15","modified_gmt":"2025-11-07T01:34:15","slug":"infarto-arriva-il-tritest-con-tre-esami-del-sangue-sapremo-chi-e-a-maggior-rischio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/203008\/","title":{"rendered":"Infarto, arriva il \u201ctritest\u201d: con tre esami del sangue sapremo chi \u00e8 a maggior rischio"},"content":{"rendered":"<p>La grande sfida della cardiologia? identificare chi corre i maggiori rischi di andare incontro ad infarto per impostare strategie di monitoraggio e cura personalizzate. Ma \u00e8 ancora difficile sapere in anticipo chi deve abbassare di pi\u00f9 colesterolo LDL e pressione, contenere in modo pi\u00f9 drastico il peso e l\u2019obesit\u00e0 addominale, insomma puntare diritta la barra su un controllo assiduo dei fattori di rischio classici, che moltiplicano aggregandosi tra loro gli effetti sul cuore.<\/p>\n<p>Un aiuto per prendere la mira<\/p>\n<p>Ora per\u00f2, su questo fronte, arriva una sorta di \u201cgriglia\u201d di test che potrebbero mettere in guardia: valutando il cosiddetto colesterolo residuo (remnant), la Lp(a) e la proteina C reattiva ad alta sensibilit\u00e0 si possono identificare i soggetti ad altro rischio e quindi \u201cprendere la mira\u201d per una prevenzione ancor pi\u00f9 stringente. Se tutti e tre i risultati schizzano verso l\u2019alto, il rischio d\u2019infarto arriva quasi a triplicare.<\/p>\n<p>I rischi legati ai biomarcatori<\/p>\n<p>Chi ha livelli elevati di uno solo dei tre biomarcatori presenta un rischio di infarto aumentato del 45%, ma se sono due i test che danno esito positivo il rischio raddoppia. A dirlo \u00e8 studio preliminare presentato al convegno 2025 dell&#8217;American Heart Association di New Orleans. Siamo solo all\u2019inizio. Ma la ricerca mette in luce quanto e come il medico possa indagare caso per caso i pericoli per il cuore, andando oltre i classici fattori di rischio di infarti ed ictus.<\/p>\n<p>\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/dossier\/festival-salute-2025\/2025\/10\/08\/news\/c_e_piu_di_un_colesterolo_impariamo_a_tenerlo_sotto_controllo-424899739\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">C\u2019\u00e8 pi\u00f9 di un colesterolo: impariamo a tenerlo sotto controllo<\/a><\/p>\n<p>\t\tdi <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/autori\/federico_mereta\/\" rel=\"author nofollow noopener\" target=\"_blank\">Federico Mereta<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t08 Ottobre 2025<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/dossier\/festival-salute-2025\/2025\/10\/08\/news\/c_e_piu_di_un_colesterolo_impariamo_a_tenerlo_sotto_controllo-424899739\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/173724414-a7ea9656-a754-41a5-b049-9ab3b3e81547.jpg\" alt=\"C\u2019\u00e8 pi\u00f9 di un colesterolo: impariamo a tenerlo sotto controllo\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/><\/p>\n<p>                <\/a><\/p>\n<p>Il valore combinato dei tre parametri<\/p>\n<p>L\u2019integrazione dei tre biomarcatori consente di prendere in esame diversi aspetti che impattano sul rischio di patologia cardiovascolare, ovvero la predisposizione genetica, il metabolismo del colesterolo e l\u2019infiammazione. In particolare la lipoproteina(a) pu\u00f2 essere pi\u00f9 alta su base ereditaria: in questo caso comporta un conseguente maggior rischio di accumulo di placca ateromatosa nelle arterie.<\/p>\n<p>L\u2019eccesso e lo stress<\/p>\n<p>Il colesterolo remnant rimane nelle lipoproteine dopo che queste hanno gi\u00e0 trasportato e distribuito il colesterolo: se \u00e8 in eccesso pu\u00f2 favorire lesioni all\u2019interno dei casi. Infine la proteina C-reattiva ad alta sensibilit\u00e0 (hsCRP) misura l&#8217;infiammazione nell&#8217;organismo. se i valori sono altri possono indicare uno stress per l\u2019organismo, indicando una maggior probabilit\u00e0 di problemi arteriosi.<\/p>\n<p>Come riporta una nota dell\u2019American Heart Association, \u201cogni esame del sangue, da solo, indica solo un modesto aumento del rischio di infarto; tuttavia, quando abbiamo riscontrato livelli elevati per tutti e tre, il rischio di infarto \u00e8 risultato quasi tre volte superiore \u2013 rileva il ricercatore principale dello studio <b>Richard Kazibwe<\/b>, della Wake Forest University School of Medicine di Winston-Salem\u201d. Questi biomarcatori lavorano insieme come i pezzi di un puzzle. Un singolo pezzo non pu\u00f2 fornire il quadro completo, ma se combinati, possiamo ottenere una rappresentazione molto pi\u00f9 chiara e completa del rischio di infarto&#8221;.<\/p>\n<p>\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/dossier\/sportello-cuore\/2025\/03\/19\/news\/lipoproteina_a_cuore_infarto_ictus_colesterolo_ipertensione_diabete-424071997\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Lipoproteina (a), cos\u2019\u00e8 e perch\u00e9 aiuta a svelare il rischio di infarto ed ictus<\/a><\/p>\n<p>\t\tdi <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/autori\/federico_mereta\/\" rel=\"author nofollow noopener\" target=\"_blank\">Federico Mereta<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t19 Marzo 2025<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/dossier\/sportello-cuore\/2025\/03\/19\/news\/lipoproteina_a_cuore_infarto_ictus_colesterolo_ipertensione_diabete-424071997\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/090229285-9ad836ef-f1cb-4f88-957c-8f5c3959d1ea.jpg\" alt=\"Lipoproteina (a), cos\u2019\u00e8 e perch\u00e9 aiuta a svelare il rischio di infarto ed ictus\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/><\/p>\n<p>                <\/a><\/p>\n<p>Verso la prevenzione su misura<\/p>\n<p>Gli studiosi hanno preso in esame le informazioni della UK Biobank relative a oltre 306.000 partecipanti che non presentavano malattie cardiovascolari al momento dell\u2019entrata nello studio. L\u2019et\u00e0 media era di 56,4 anni (pi\u00f9 di un soggetto su due di genere femminile). I partecipanti sono stati seguiti per una mediana di 15 anni, durante i quali 10.824 (3,5%) di loro hanno avuto un infarto.<\/p>\n<p>Possibili screening futuri<\/p>\n<p>\u00c8 stato calcolato quanti soggetti presentavano ciascuno dei tre risultati degli esami del sangue nel 20% dei valori pi\u00f9 alti. Si \u00e8 cos\u00ec giunti alla conclusione, che apre la strada a possibili screening futuri, almeno nei soggetti a maggior rischio. Come detto, i soggetti con tutti e tre i risultati degli esami del sangue negli intervalli pi\u00f9 alti hanno mostrato un rischio di infarto quasi triplicato, le persone con due risultati elevati hanno presentato un rischio pi\u00f9 che doppio e chi ha avuto solo un test con valori oltre la norma ha mostrato un rischio d\u2019infarto maggiore di circa il 45% rispetto ai controlli.<\/p>\n<p>Questi esami non sono di routine<\/p>\n<p>&#8220;Un chiaro schema ha confermato che questi biomarcatori sono correlati e che, insieme, rivelano un aumento di 3 volte del rischio di infarto \u2013 \u00e8 il commento dello specialista. La valutazione dei risultati combinati di tutti e tre gli esami del sangue pu\u00f2 aiutare gli operatori sanitari ad agire pi\u00f9 rapidamente e a fornire un&#8217;assistenza personalizzata alle persone a pi\u00f9 alto rischio\u201d. Questi esami del sangue, va detto, non fanno ancora parte delle linee guida per lo screening di routine. Ma i dati si possono comunque ottenere facilmente per Lp (a) e hsCRP mentre per il colesterolo remnant si pu\u00f2 raggiungere il dato con un calcolo, partendo dalla conoscenza del colesterolo totale, dell\u2019LDL (ovvero quello cattivo) e dell\u2019HDL o colesterolo \u201cbuono\u201d.<\/p>\n<p>\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/dossier\/sportello-cuore\/2024\/09\/02\/news\/ictus_infarto_rischio_esame_sangue_donne-423474646\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Tre esami del sangue segnalano il rischio infarto e ictus nei trent\u2019anni successivi per le donne<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t02 Settembre 2024<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/dossier\/sportello-cuore\/2024\/09\/02\/news\/ictus_infarto_rischio_esame_sangue_donne-423474646\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/120647082-fb4126dc-76b2-499e-8cf0-951dea67bc6d.jpg\" alt=\"Tre esami del sangue segnalano il rischio infarto e ictus nei trent\u2019anni successivi per le donne\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/><\/p>\n<p>                <\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La grande sfida della cardiologia? identificare chi corre i maggiori rischi di andare incontro ad infarto per impostare&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":203009,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[239,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-203008","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115505848212600418","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/203008","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=203008"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/203008\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/203009"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=203008"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=203008"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=203008"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}