{"id":203194,"date":"2025-11-07T05:15:12","date_gmt":"2025-11-07T05:15:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/203194\/"},"modified":"2025-11-07T05:15:12","modified_gmt":"2025-11-07T05:15:12","slug":"sfida-per-il-clima-a-belem-tajani-in-brasile-il-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/203194\/","title":{"rendered":"sfida per il clima a Belem, Tajani in Brasile \u2013 Il Tempo"},"content":{"rendered":"<p>            <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/163957916-b879064d-2955-479f-99ef-12afab1edad4.jpg\" class=\"lazy\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>        Foto: Ansa<\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"\" class=\"author\">Tommaso Manni<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t06 novembre 2025<\/p>\n<p>Un luogo simbolico per una ricorrenza simbolica: la Cop30 a Belem, in Brasile, &#8216;porta d&#8217;accesso&#8217; per l&#8217;Amazzonia, dieci anni dopo l&#8217;adozione degli Accordi di Parigi e a vent&#8217;anni dall&#8217;entrata in vigore del Protocollo di Kyoto. Oggi e domani si riuniranno qui leader e capi di Stato &#8211; per l&#8217;Italia ci sara&#8217; il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani &#8211; prima dei negoziati formali dal 10 al 21 novembre. Ed e&#8217; qui che obiettivi ambiziosi e impegni concreti si scontreranno, con un contesto geopolitico ed equilibri mondiali che pesano e rischiano di azzoppare la speranza di contrastare efficacemente la minaccia reale del cambiamento climatico. A presiedere l&#8217;appuntamento sara&#8217; il padrone di casa, Luiz Inacio Lula da Silva, tra la riunione plenaria e le sessioni tematiche. L&#8217;appello lanciato dal presidente brasiliano a pochi giorni dall&#8217;avvio del summit e&#8217; di dare risultati concreti dopo anni di discussioni e poche decisioni attuate. &#8220;Vogliamo vedere se e&#8217; possibile avviare una nuova fase di attuazione per la Cop, perche&#8217; il punto e&#8217; questo: basta chiacchiere, ora dobbiamo attuare cio&#8217; di cui abbiamo gia&#8217; discusso&#8221;, ha affermato, sottolineando che ci sono &#8220;gia&#8217; state diverse Cop, molte decisioni sono state prese, molte decisioni non sono state attuate&#8221;. &#8220;Non vogliamo che continui a essere una fiera di prodotti ideologici e climatici, vogliamo che sia molto seria e che siano messe in pratica le cose che decidiamo di fare&#8221;. Tanti i temi sul tavolo sul quale i protagonisti si daranno battaglia, in una lotta incrociata tra i Paesi piu&#8217; inquinatori e le nazioni piu&#8217; vulnerabili e colpite dal riscaldamento globale, frustrate dalla scarsa assistenza finanziaria. Proprio il tema del sostegno economico e&#8217; uno dei punti principali all&#8217;ordine del giorno, memori anche della precedente edizione che si e&#8217; conclusa con l&#8217;impegno dei Paesi sviluppati a fornire 300 miliardi di dollari all&#8217;anno in finanziamenti per il clima &#8211; contro gli oltre 1.000 che avevano chiesto i Paesi in via di sviluppo &#8211; e la promessa di contribuire a raccogliere 1,3 trilioni di dollari all&#8217;anno entro il 2035 da fonti pubbliche e private. Su questo punto e&#8217; attesa alla Cop30 la richiesta di maggiori dettagli, con i PvS che puntano il dito anche sulla carenza di finanziamenti per aiutare gli Stati vulnerabili a proteggere le proprie popolazioni dagli impatti climatici, in primis dall&#8217;innalzamento del livello del mare. Sempre in primo piano anche il nodo delle emissioni, con l&#8217;Onu che in questi giorni e&#8217; tornata a lanciare l&#8217;allarme, avvertendo che il riscaldamento globale continua ad aumentare, dopo aver raggiunto un nuovo record nel 2024, e il mondo e&#8217; destinato a superare la soglia critica di +1,5 gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali nel giro di pochi anni.<\/p>\n<p>In base all&#8217;Accordo di Parigi, i Paesi firmatari sono tenuti a presentare ogni cinque anni obiettivi piu&#8217; ambiziosi dei precedenti per la riduzione delle emissioni di gas serra ma la scadenza di febbraio per presentare gli impegni nazionali (NDC &#8211; Contributo Determinato a Livello Nazionale) e&#8217; stata mancata dalla maggior parte delle nazioni. Finora solo in 69 su 194 hanno colmato la lacuna e il panorama e&#8217; abbastanza deludente. Intanto l&#8217;Unione europea &#8211; rappresentata in Brasile dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e dal presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa, si presenta a Belem con una proposta gia&#8217; firmata. Dopo lunghi negoziati, gli Stati membri hanno infatti approvato la proposta della Commissione che fissa per il 2040 un obiettivo di riduzione delle emissioni di Co2 del 90% rispetto ai livelli del 1990. All&#8217;interno della proposta approvata dalle capitali in vista della Conferenza sul clima, sono state inserite diverse flessibilita&#8217; per venire incontro a diversi Stati membri &#8211; tra cui un gruppo di dieci Paesi, guidati dall&#8217;Italia &#8211; che avevano espresso perplessita&#8217; sul testo inizialmente posto sul tavolo. Tra queste la possibilita&#8217; di utilizzare crediti di carbonio internazionali di alta qualita&#8217; per contribuire &#8220;in modo adeguato&#8221; al raggiungimento dell&#8217;obiettivo 2040, fino al 5% delle emissioni nette dell&#8217;Ue del 1990 &#8211; rispetto al 3% della proposta inizialmente avanzata dalla Commissione. La possibilita&#8217; di utilizzare i crediti partira&#8217; inoltre dal 2036, come nel testo iniziale, ma e&#8217; stato introdotto un periodo pilota tra il 2031 e il 2035. Tra gli altri principali Paesi inquinatori, l&#8217;India non ha ancora presentato i suoi impegni, mentre la Cina ha offerto un obiettivo al di sotto delle aspettative. Il gigante asiatico offre un&#8217;immagine fortemente contraddittoria: da una parte e&#8217; il maggiore &#8216;imputato&#8217; nell&#8217;emissione di gas serra globali (oltre il 30%, dati 2024), ma dall&#8217;altra e&#8217; anche il piu&#8217; grande produttore globale di tecnologie pulite, installando piu&#8217; fonti di energia rinnovabile e immettendo sulle sue strade piu&#8217; veicoli elettrici di qualsiasi altro Paese (suo il 70% della produzione globale).<\/p>\n<p>A settembre, Pechino si e&#8217; impegnata a una riduzione del 7-10% entro il 2035, ma secondo gli esperti deve puntare a un taglio di circa il 30% rispetto ai livelli del 2023. Tra i nuovi obiettivi per le energie rinnovabili c&#8217;e&#8217; l&#8217;aumento della capacita&#8217; di energia solare ed eolica di sei volte rispetto ai livelli del 2020, portandola a 3.600 gigawatt in dieci anni, e l&#8217;aumento della quota di combustibili non fossili nel suo consumo energetico totale a oltre il 30%. Si tratta, secondo diversi analisti, di impegni realizzabili e poco ambiziosi stando ai dati attuali. La speranza e&#8217; che la Cina prometta poco ma superi i risultati, come ha fatto con alcuni obiettivi precedenti. Discorso a parte per gli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump resta convinto che il cambiamento climatico sia &#8220;la piu&#8217; grande truffa mai perpetrata al mondo&#8221; e uno dei suoi primi atti da presidente e&#8217; stato il ritiro degli Usa dall&#8217;Accordo di Parigi. Non stupisce che a Belem la Casa Bianca non inviera&#8217; alcun alto funzionario americano. Alla Cop30 e&#8217; atteso il lancio di un innovativo e fortemente ambizioso fondo globale per preservare le foreste tropicali. Il Tropical Forests Forever Facility (Tfff) punta a raccogliere fino a 25 miliardi di dollari dai Paesi sponsor e altri 100 miliardi di dollari dal settore privato. Il Brasile, promotore dell&#8217;iniziativa, ha gia&#8217; stanziato un miliardo di dollari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Foto: Ansa Tommaso Manni 06 novembre 2025 Un luogo simbolico per una ricorrenza simbolica: la Cop30 a Belem,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":203195,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[120,121279,14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-203194","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-antonio-tajani","9":"tag-cop-30","10":"tag-cronaca","11":"tag-dal-mondo","12":"tag-dalmondo","13":"tag-mondo","14":"tag-news","15":"tag-notizie","16":"tag-ultime-notizie","17":"tag-ultime-notizie-di-mondo","18":"tag-ultimenotizie","19":"tag-ultimenotiziedimondo","20":"tag-world","21":"tag-world-news","22":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115506716744636987","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/203194","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=203194"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/203194\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/203195"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=203194"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=203194"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=203194"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}