{"id":203265,"date":"2025-11-07T06:37:13","date_gmt":"2025-11-07T06:37:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/203265\/"},"modified":"2025-11-07T06:37:13","modified_gmt":"2025-11-07T06:37:13","slug":"perinetti-e-la-morte-della-figlia-emanuela-mi-disse-che-aveva-un-tumore-invece-era-anoressia-torno-a-mangiare-ma-era-tardi-ho-capito-che-ci-vuole-tenerezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/203265\/","title":{"rendered":"Perinetti e la morte della figlia Emanuela: \u00abMi disse che aveva un tumore, invece era anoressia. Torn\u00f2 a mangiare, ma era tardi. Ho capito che ci vuole tenerezza\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Candida Morvillo<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Il manager del calcio e la storia della sua Emanuela, morta a 33 anni. I successi, poi il dolore, i segreti e la caduta. \u00abAncora mi chiedo dove ho sbagliato. Serve una legge che permetta di intervenire\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/sport\/calcio\/23_dicembre_08\/morte-emanuela-perinetti-sorella-anoressia-dolore-proteggerci-d34299c2-95d0-11ee-af56-7295451e31b5.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Emanuela Perinetti<\/a> era una manager del marketing sportivo: progetti con brand e campioni, la stima di allenatori e dirigenti. Aveva solo 33 anni e, nella sua biografia, si rincorrevano nomi come David Trezeguet, Fabio Capello, Paulo Dybala. \u00c8 <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/sport\/calcio\/23_novembre_30\/giorgio-perinetti-figlia-emanuela-morta-33-anni-era-malata-tempo-83879eaa-8f63-11ee-b044-f98628a7bb27.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">morta il 29 novembre 2023, a Milano, di anoressia<\/a>. Nella sua storia c\u2019\u00e8 il ritratto di una generazione di giovani donne che corrono, corrono, mietono successi, hanno tutto, eppure, inspiegabilmente, cadono.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abNon ho visto arrivare la sua caduta, non ho capito il suo dolore\u00bb, dice ora <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/sport\/calcio\/cards\/giorgio-perinetti-chi-dirigente\/coinvolto-calcioscommesse.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">suo padre Giorgio Perinetti<\/a>, 73 anni, gi\u00e0 dirigente alla Juventus, alla Roma, al Napoli, in tante squadre, e oggi direttore tecnico del Palermo. Per anni, ha gestito giocatori anche nei momenti di crisi. Fu lui a dire a Diego Armando Maradona che era stato squalificato per doping. E ora, il suo tormento \u00e8 non aver saputo affrontare la crisi di sua figlia.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Racconta: \u00abDi notte, ancora mi chiedo dove ho sbagliato, dove non ho capito\u00bb. Col giornalista del Corriere della Sera Michele Pennetti, ha scritto per Cairo Editore il libro Quello che non ho visto arrivare, in uscita oggi, in cui prova a ricostruire la vita, la malattia e il mistero di una figlia brillante che non \u00e8 riuscito a salvare.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"\u00abMi disse che aveva un tumore, invece era anoressia. Torn\u00f2 a mangiare, ma era tardi. Ho capito che ci vuole tenerezza\u00bb\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/690cfb29355d3.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/690cfb29355d3.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quando si \u00e8 accorto che sua figlia stava male?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abEra Ferragosto. Io lavoravo ad Avellino, Emanuela era di passaggio a Napoli e pranzammo insieme a Mergellina. Era di una magrezza preoccupante, ma da tempo la giustificava dicendo di avere un cancro che curava con la radioterapia. Quel giorno, mi spieg\u00f2 che il 22 agosto si sarebbe operata a Montecarlo. Mi agitai, perch\u00e9 era invece previsto che si operasse a Milano a settembre e che ci fossi anch\u2019io, ma lei si impunt\u00f2 per farlo subito e da sola. Il 22, un amico mi mand\u00f2 una foto da Montecarlo: Emanuela era a un evento col principe Alberto e Trezeguet, organizzato da lei. L\u00ec, capii che qualcosa non tornava e iniziai a indagare\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abUn castello di bugie. Parlai col suo personal trainer, la sua psicologa, gli amici. Capii che il tumore non esisteva: era una copertura per evitare che io e la sorella le dicessimo che non mangiava. La affrontai e mi trovai di fronte un muro. Diceva che tutto era sotto controllo e che dovevo lasciarla in pace. Dopo, mi \u00e8 stato spiegato che negare la malattia e dire bugie \u00e8 la prima difesa di chi \u00e8 colpito dall\u2019anoressia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Chi era in quel momento Emanuela, che vita aveva?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abUna giovane donna bella, elegante, caparbia che dopo la laurea era stata subito presa in Ernst &amp; Young, e poi aveva seguito la sua vera passione: il calcio. Prima aveva fondato con Patricio Teubal una societ\u00e0. Poi si era messa in proprio, curava progetti per grandi marchi e atleti. Lavorava tantissimo, non conosceva vacanze, sempre in viaggio, era una stakanovista, pi\u00f9 di me. Per\u00f2, dopo la morte di mia moglie, nel 2015, aveva perso il suo punto di riferimento. Io cercavo di esserci, ma una madre con le figlie ha un legame pi\u00f9 empatico, pi\u00f9 continuo e io avevo sempre lavorato lontano da casa\u00bb.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"\u00abMi disse che aveva un tumore, invece era anoressia. Torn\u00f2 a mangiare, ma era tardi. Ho capito che ci vuole tenerezza\u00bb\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/690cfb87631f0.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/690cfb87631f0.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Si sta rimproverando qualcosa?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abNegli ultimi tempi, mi chiedeva di lavorare con me. In pandemia, gli eventi si erano fermati e lei era rimasta a Milano da sola, senza poter lavorare. Deve essere stato cos\u00ec che ha smesso progressivamente di mangiare. Finito il lockdown, mi aveva chiesto di fare qualcosa insieme. Mi diceva: Milano \u00e8 troppo caotica, magari Torino \u00e8 pi\u00f9 tranquilla, perch\u00e9 non vieni anche tu? Mi era sembrato strano perch\u00e9 era sempre stata attenta a non passare \u201cper la figlia di\u201d ma non avevo capito che era un segnale, un bisogno di appoggiarsi al padre. Emanuela si mostrava forte, indipendente, ma in realt\u00e0 stava chiedendo aiuto, si sentiva sola\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Aveva anche scelto un mondo in cui per una donna non doveva essere facile avere successo.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abGlielo dicevo sempre e lei: \u201cPap\u00e0, ma io questa passione da qualcuna l\u2019ho presa, no?\u201d. Quando ero alla Roma era una bambina, ma veniva a vedere tutte le partite. Alla fine, voleva sempre tornare in pullman con la squadra a Trigoria. Si sedeva in braccio ad Aldair o a Peppe Giannini, Abel Balbo o a Francesco Totti, che la trattavano come una nipotina\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa succede quando l\u2019affronta per dirle che sa che il tumore non esiste?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abChe riesco a portarla al San Raffaele per una visita e le dicono che deve immediatamente ricoverarsi per un mese, ma lei si rifiuta. Dice: io ho da fare, siete pazzi. Purtroppo, per costringere un adulto capace di intendere e di volere al ricovero, serve il suo consenso. Io ero schiacciato fra la burocrazia e il senso di impotenza e non potevo neanche contare su mia moglie. \u00c8 devastante sapere che tua figlia sta morendo e tu non puoi fare niente. Servirebbe una normativa diversa, che permetta ai genitori d\u2019intervenire. Usciti dall\u2019ospedale, abbiamo discusso, finch\u00e9 mi ha detto \u201cmi curo, ma non qui\u201d. Ha poi trovato un centro in zona Brera, l\u2019Aba, ma era tardi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Che cosa intende per \u00abtardi\u00bb?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abVolle venire a piedi. Ho poi scoperto che un altro segnale dell\u2019anoressia \u00e8 la mania di camminare per bruciare calorie. Arriv\u00f2 stremata, senza forze, al punto che non riusc\u00ec a fare le scale, l\u2019ho dovuta portare su a braccia: questa era la situazione a un mese dalla fine. Pochi giorni dopo, cadde in casa e non riusc\u00ec ad alzarsi. Per portarla in ospedale, il medico dell\u2019ambulanza si dovette inventare che, cadendo, aveva battuto la testa e doveva fare una Tac. L\u00ec, per\u00f2, con me, con la sorella e gli amici vicini, Emanuela riprese lentamente a mangiare. Il fisico, per\u00f2, era troppo minato. Fu un altro trauma: vedevo che voleva vivere, la guardavo strappare la bresaola a piccoli morsi, ma era troppo tardi. Una dottoressa mi chiese: \u201cMa lei \u00e8 pronto? \u00c8 preparato?\u201d. E io: \u201cMa si pu\u00f2 chiedere a un padre se \u00e8 preparato a perdere la figlia?\u201d\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abUn padre spera sempre nel miracolo. Un giorno, Emanuela mi disse: \u201cPap\u00e0, mi metti ansia. Vai dalla squadra, preferisco che non ci sei\u201d. Col cuore spezzato, mi misi in macchina e corsi a Roma al santuario della Madonna del Divino Amore, vicino a Trigoria. \u00c8 stato un estremo tentativo. La fede andrebbe coltivata di pi\u00f9, perch\u00e9 ci aiuta in tutto il percorso; invece ce ne ricordiamo solo nei momenti tragici. Mentre ero via, Emanuela si aggrav\u00f2. Non sono riuscito a salutarla: \u00e8 morta un\u2019ora prima che arrivassi. Mia figlia ha deciso anche quello: mi ha allontanato, non voleva che vedessi la sua fine. Uno degli ultimi giorni, mi disse: \u201cHo visto mamma in sogno e mi ha detto che mi aspetta\u201d. L\u00ec, ho capito che l\u2019avevo perduta\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Col senno di poi, perch\u00e9 si \u00e8 ammalata?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abAncora non so dirlo, ma la pressione sociale, con la necessit\u00e0 della performance e del controllo, esiste. La competitivit\u00e0 crea uno stress assoluto, un bisogno di essere all\u2019altezza. E a una donna si chiede anche di essere perfetta, elegante, curata: \u00e8 il doppio di un uomo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Che cosa si sente di dire a chi vive il suo stesso calvario?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abChe \u00e8 importante cogliere i segnali in tempo. E che devi capire che non puoi avere autorit\u00e0: devi avere tenerezza, metterti dalla parte di tuo figlio, non dalla parte presuntuosa di chi gli dice cosa fare. Devi sentire il suo disagio, cogliere la sua richiesta di amore\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-11-06T20:54:56+01:00\">7 novembre 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Candida Morvillo Il manager del calcio e la storia della sua Emanuela, morta a 33 anni. 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