{"id":203662,"date":"2025-11-07T12:20:19","date_gmt":"2025-11-07T12:20:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/203662\/"},"modified":"2025-11-07T12:20:19","modified_gmt":"2025-11-07T12:20:19","slug":"il-ricordo-di-mimmo-jodice-nelle-parole-di-daniele-de-luigi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/203662\/","title":{"rendered":"Il ricordo di Mimmo Jodice nelle parole di Daniele De Luigi"},"content":{"rendered":"<p>Non mi pare di aver mai incontrato qualcuno che non provasse profonda stima e rispetto, come artista oltre che come uomo, per <strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/mimmo-jodice\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/mimmo-jodice\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Mimmo Jodice<\/a><\/strong>. Eppure, la sua opera ha tutto sommato pochi seguaci nella fotografia italiana di oggi, se pensiamo in confronto a quante tracce vi troviamo di <strong>Luigi Ghirri, Guido Guidi, Gabriele Basilico<\/strong>, per fare i nomi di altri tre maestri grosso modo coetanei che con Jodice hanno \u201cfatto\u201d la fotografia italiana di ieri. Trovandomi a fare una riflessione sull\u2019eredit\u00e0 che l\u2019artista napoletano ha lasciato, e forse soprattutto sulle lezioni che si possono imparare dalla sua parabola artistica e professionale, mi rendo conto che non sia affatto scontata.\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Chi era Mimmo Jodice\u00a0<\/p>\n<p>I suoi inizi sono segnati da una sperimentazione incessante, curiosa, vorace. \u00a0<br \/>Gli Anni Sessanta lo vedono alle prese con macchina e obiettivi, carte e pellicole, sviluppi e camera oscura per interrogare il linguaggio, testare i limiti, esplorare i territori di confine tra la fotografia e altri media, alcuni dei quali aveva gi\u00e0 utilizzato. Sar\u00e0 stato merito anche del clima culturale di quegli anni, del fatto che non ci fossero scuole se non la pratica (sar\u00e0 anzi lui uno dei primi docenti della materia in Accademia), ma \u00e8 interessante notare come l\u2019approccio alla fotografia per Jodice sia avvenuto \u201csmontandola\u201d, prima di arrivare a realizzare cicli di lavori pi\u00f9 legati a un uso tradizionale del mezzo. Un percorso inverso a quello oggi pi\u00f9 frequente, dalla padronanza delle tecniche specifiche al bisogno di \u201cibridare\u201d.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1010\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Mimmo-Jodice.-Photo-Daniele-Ratti-1024x1010.jpg\" alt=\"Mimmo Jodice. Photo Daniele Ratti\" class=\"wp-image-1002638\"  \/>Mimmo Jodice. Photo Daniele RattiNapoli per Mimmo Jodice\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Fatto sta che quello fu un primo passo fondamentale verso una consapevolezza della sua idea di fotografia, proseguita nel corso degli Anni Settanta grazie alla frequentazione assidua dei tanti protagonisti dell\u2019avanguardia internazionale che in quegli anni animavano la vita culturale di <strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/2025\/10\/achille-bonito-oliva-mimmo-jodice-napoli-intervista\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/2025\/10\/achille-bonito-oliva-mimmo-jodice-napoli-intervista\/\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Napoli<\/a><\/strong>. Mentre ne documenta le opere e le azioni dandone un\u2019acuta interpretazione, e spesso interagendo con loro, <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/attualita\/2025\/11\/mimmo-jodice-ricordo-michele-de-luca\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/attualita\/2025\/11\/mimmo-jodice-ricordo-michele-de-luca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Jodice<\/a> continua ad ampliare la sua visione, rafforzando la necessit\u00e0 di un pensiero che colleghi il fare immagini alle immagini stesse. Parallelamente, si dedica alla sua Napoli: una citt\u00e0 che si presta agli stereotipi giornalistici e narrativi, forse come reazione un po\u2019 all\u2019impossibilit\u00e0 di capirla da fuori, e un po\u2019 alla sua bellezza che \u00e8 tutt\u2019uno con quelle che, per liquidare la questione, siamo soliti chiamare contraddizioni. <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/fotografia\/2025\/10\/morto-fotografo-mimmo-jodice\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/fotografia\/2025\/10\/morto-fotografo-mimmo-jodice\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Jodice<\/a> ha un interesse per i temi sociali e gli studi antropologici, inseparabili dallo stesso clima culturale che spinge l\u2019avanguardia artistica. Guarda all\u2019umanit\u00e0 pi\u00f9 viva della citt\u00e0, ma che appare abbandonata a se stessa, esclusa da ogni possibilit\u00e0 di riscatto.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Il mondo visivo di Mimmo Jodice\u00a0<\/p>\n<p>Per quanto abbia lasciato una testimonianza visiva di quel mondo, fa qualcosa di lontano dal reportage, soprattutto nel metodo: fotografa ci\u00f2 che conosce e capisce per andarvi ancora pi\u00f9 a fondo. Lui nato nel Rione Sanit\u00e0 negli anni Trenta, non \u00e8 dai libri che sa cosa siano la povert\u00e0, il lavoro minorile, la fatica di arrivare a fine giornata. Le sue \u201cfigure del sociale\u201d sono solo quelle della comunit\u00e0 da cui proviene e in questo c\u2019\u00e8 un atteggiamento che si oppone allo sguardo coloniale e predatorio di tanto fotogiornalismo, o, come si preferisce dire oggi con un neologismo, estrattivista. Mescolarsi ogni giorno alla Napoli effervescente e vulcanica della cultura e, insieme, a quella dei bassifondi significa aprirsi a una possibilit\u00e0 di capire l\u2019esistenza che pu\u00f2 essere una benedizione, ma anche una dannazione se non si trova la chiave per leggerle come un\u2019unica vicenda.\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019arte secondo Mimmo Jodice\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/fotografia\/2025\/10\/morto-fotografo-mimmo-jodice-oltre-60-anni-carriera\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/fotografia\/2025\/10\/morto-fotografo-mimmo-jodice-oltre-60-anni-carriera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Jodice<\/a> non \u00e8 un reporter e sa che non ha alcun senso continuare a raccontare storie che cambiano interpreti, ma nella loro essenza restano le stesse. A fine anni Settanta produce alcuni lavori in cui bruciature e tagli sono la materia viva che irrompe nell\u2019illusione della fotografia. Come in Fontana e Burri, aprono la superficie dell\u2019opera a una dimensione altra, a uno spazio concettuale che Jodice, da quel momento, alchemicamente precipita in immagine fotografica. Usare l\u2019etichetta paesaggio per parlare di ci\u00f2 a cui si \u00e8 dedicato a partire dagli Anni Ottanta appare riduttivo e probabilmente fuorviante, forse dettato da un\u2019apparente scomparsa dell\u2019uomo dalle sue immagini. Ha amato e fotografato i luoghi in cui convivono il passato e il presente, l\u2019arte e l\u2019architettura che ci permettono di attraversare le epoche della storia, la natura che si intreccia alle vicende umane. Aveva probabilmente capito che il canto delle sirene tedesche o americane sarebbe stato una flebile e debole voce in un territorio di cui voleva far emergere l\u2019anima inquieta, e la profonda e intricata stratificazione culturale \u2013 e anche su questo \u00e8 interessante riflettere. Ha assecondato la luce mediterranea senza timore che creare una bellezza potente potesse oscurare la dimensione di ricerca del suo lavoro.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>I grandi temi nell\u2019opera di Mimmo Jodice\u00a0<\/p>\n<p>Alla fine di tutto, nelle sue fotografie <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/fotografia\/2025\/11\/mimmo-jodice-ricordo\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/fotografia\/2025\/11\/mimmo-jodice-ricordo\/\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Mimmo Jodice<\/a> ci parla di poche cose, forse due: il tempo e la morte. Cosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 difficile con cui confrontarsi, quando in mano si ha una macchina fotografica, del tempo e della morte? L\u2019antitesi del qui e ora. Tutti i volti che ha fotografato, il bambino che vende le sigarette, la donna nell\u2019ospedale psichiatrico, l\u2019operaio con la maschera antigas, l\u2019atleta della Villa dei Papiri e il compagno di Ulisse, volti di carne, bronzo, marmo, sono tutti morti e vivi al tempo stesso. Cos\u00ec come i suoi luoghi sono nel passato e insieme nel presente. Jodice aveva capito che la fotografia poteva nutrirsi di questa contraddizione perpetua. Si \u00e8 spesso parlato per lui di metafisica, che \u00e8 l\u2019amore per l\u2019enigma che si manifesta nell\u2019assenza, e Jodice ha amato il mistero del tempo e della morte, con cui pochi oggi hanno voglia di misurarsi. Dopo l\u2019annuncio della sua morte, sul suo profilo Instagram sono comparsi due ritratti, e non credo a caso: un bambino in pietra di due millenni anni fa, il volto diafano, prossimo a scomparire, e un altro bambino di cinquant\u2019anni fa con una stecca di Marlboro, avvolto in telo di plastica trasparente per ripararsi dalla pioggia, di cui vediamo solo la bocca. Forse l\u2019infanzia come dimensione eterna e magica, dello stupore e del possibile, \u00e8 un indizio che ci \u00e8 stato lasciato per meditare su quel mistero attraverso le sue immagini.\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Daniele De Luigi\u00a0<\/p>\n<p>(Grazie all\u2019affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)\u00a0<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Non mi pare di aver mai incontrato qualcuno che non provasse profonda stima e rispetto, come artista oltre&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":203663,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-203662","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115508387873725252","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/203662","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=203662"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/203662\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/203663"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=203662"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=203662"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=203662"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}