{"id":203930,"date":"2025-11-07T16:24:12","date_gmt":"2025-11-07T16:24:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/203930\/"},"modified":"2025-11-07T16:24:12","modified_gmt":"2025-11-07T16:24:12","slug":"lora-del-pasto-pantani-la-salita-monte-porzio-catone-linaugurazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/203930\/","title":{"rendered":"L&#8217;ORA DEL PASTO. PANTANI, LA SALITA, MONTE PORZIO CATONE, L&#8217;INAUGURAZIONE"},"content":{"rendered":"<p><strong>In salita attaccava, scattava, staccava.<\/strong> In salita voleva, valeva, volava. In salita era libero, leggero, forse felice. In salita era a suo agio, a suo modo, a sua immagine e somiglianza. In salita era in sella o sui pedali, a mani alte o anche basse sul manubrio. In salita andava forte<strong> \u201cper abbreviare la mia agonia\u201d<\/strong>, <strong>lo aveva detto a Gianni Mura<\/strong> e Gianni Mura lo aveva scritto per \u201cla Repubblica\u201d, per tutti, per sempre. In salita era Pirata e <strong>Pantadattilo<\/strong>. In salita era finalmente s\u00e9 stesso. Marco Pantani.\n            <\/p>\n<p><strong>Domani, sabato 8 novembre, a Monte Porzio Catone, sui Castelli Romani, si inaugura la Salita Marco Pantani.<\/strong> Tre chilometri e mezzo dalla cittadina dove, fra gli altri, abitava anche Sergio Zavoli, fino all\u2019anfiteatro romano sulla strada per Tuscolo, da un\u2019altitudine di 450 metri circa a quella di 670 circa, sulla provinciale 73b. <strong>Un serpente di asfalto che si arrampica, sinuoso e avvolgente<\/strong>, ma non soffocante, anzi, verde e ossigenato, nella natura e nella storia.\n            <\/p>\n<p>L\u2019idea nata da un giornalista, Remo Sabatini, il progetto sostenuto dal Comune di Monte Porzio Catone e dalle altre istituzioni amministrative del territorio, la collaborazione con lo Spazio Pantani di Cesenatico. <strong>Alle 10, nell\u2019aula consiliare, il ricordo di Marco Pantani; alle 11.30, nel piazzale antistante la Posta, l\u2019inaugurazione della Salita Marco Pantani<\/strong>; a seguire, il ritorno nell\u2019aula consiliare per un brindisi e il saluto conclusivo.<\/p>\n<p><strong>Le salite sono ascese e ascensioni,<\/strong> calvari e martirii ma anche espiazioni e santificazioni, dunque<strong> inferni, purgatori e paradisi.<\/strong> Le salite sono discese viste dal fondo, dal basso, dalla fine. <strong>Le salite sono Ottavio Bottecchia<\/strong>, che pigiava i pedali dove gli altri scendevano dai telai, <strong>sono Gino Bartali<\/strong>, che si divincolava come se avesse un serpente sotto la maglia, <strong>sono Fausto Coppi<\/strong>, che cercava e raggiungeva la perfetta solitudine, <strong>sono Charly Gaul<\/strong>, che abbandonava i demoni e si trasformava in angelo, <strong>sono Martin Bahamontes<\/strong>, che in cima aspettava il gruppo mangiando un gelato. Le salite sono anche di chi cede e sale sul camion-scopa, di chi cede e si arrangia implorando una spinta, di chi cede e si attacca allo specchietto di un\u2019ammiraglia. <strong>Le salite sono le memorie di Marco Pantani<\/strong>, dal Carpegna al Ventoux, dal Galibier a Montecampione, dall\u2019Alpe d\u2019Huez a Les Deux Alpes, da Piancavallo al Gran Sasso, da Courchevel fino a quell\u2019ultimo scatto, non pi\u00f9 vincente, verso la Cascata del Toce.<\/p>\n<p><strong>Le salite<\/strong>, anche questa da Monte Porzio Catone all\u2019anfiteatro romano del Parco archeologico di Tuscolo, che probabilmente Marco Pantani non ha mai fatto (ma che certamente da adesso tutti faranno pensando a lui),<strong> sono il senso \u2013 verticale &#8211; del ciclismo.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In salita attaccava, scattava, staccava. In salita voleva, valeva, volava. In salita era libero, leggero, forse felice. 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