{"id":20473,"date":"2025-07-31T17:09:17","date_gmt":"2025-07-31T17:09:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/20473\/"},"modified":"2025-07-31T17:09:17","modified_gmt":"2025-07-31T17:09:17","slug":"il-governo-italiano-ha-chiesto-un-prestito-da-14-miliardi-per-comprare-armi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/20473\/","title":{"rendered":"Il governo italiano ha chiesto un prestito da 14 miliardi per comprare armi"},"content":{"rendered":"<p data-start=\"80\" data-end=\"917\">Il governo italiano ha avanzato una richiesta per accedere al fondo europeo SAFE per la difesa, al fine di ricevere finanziamenti nel settore bellico. La richiesta prevedrebbe l\u2019accesso a <strong>14 miliardi di euro in cinque anni<\/strong>, <strong>con rimborsi da spalmare in 45 anni<\/strong>. Il fondo SAFE \u00e8 una delle iniziative previste dal piano di riarmo lanciato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Esso prevede la raccolta di una somma <strong>fino a 150 miliardi di euro<\/strong> sui mercati, da erogare sotto forma di prestiti diretti agli Stati che ne fanno richiesta, e contempla l\u2019avvio di procedure d\u2019appalto comuni e semplificate. Hanno aderito al fondo altri 17 Paesi dell\u2019UE, 12 dei quali hanno chiesto anche una deroga al Patto di Stabilit\u00e0 per aumentare i propri investimenti nell\u2019industria delle armi <strong>al di fuori dei vincoli di debito da esso previsti<\/strong>.<\/p>\n<p data-start=\"131\" data-end=\"1323\">La richiesta di adesione al fondo SAFE da parte dell\u2019Italia sarebbe stata presentata nella notte di marted\u00ec 29 luglio, in seguito a un vertice tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e, tra gli altri, il ministro della Difesa Guido Crosetto. L\u2019arrivo della domanda \u00e8 stato confermato dal Commissario Europeo alla Difesa, <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/en\/mex_25_1933\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Andrius Kubilius<\/a>, che ha annunciato il \u00abforte interesse\u00bb dei Paesi UE verso il fondo. Da quanto comunica Kubilius, le richieste di adesione mobiliterebbero un totale di \u00ab<strong>almeno 127 miliardi di euro<\/strong>\u00bb <strong>in potenziali appalti di difesa<\/strong>. \u00abLa tempestiva manifestazione di interesse consentir\u00e0 alla Commissione di valutare la domanda e di prepararsi alla raccolta di fondi sui mercati dei capitali\u00bb, si legge nel comunicato della Commissione, che ricorda anche che il termine per la presentazione formale delle richieste di adesione a SAFE \u00e8 fissato al 30 novembre 2025. I dettagli delle richieste dei singoli Paesi non sono ancora noti, ma secondo le anticipazioni della stampa l\u2019Italia avrebbe avanzato domanda per accedere a 14 miliardi per finanziare <strong>programmi di difesa gi\u00e0 pianificati nel quinquennio 2026-2030<\/strong>.<\/p>\n<p>Il <a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/05\/22\/lue-approva-safe-fino-a-150-miliardi-in-prestiti-per-il-riarmo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">fondo SAFE<\/a> \u00e8 una delle misure principali del <a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/03\/12\/il-parlamento-europeo-ha-approvato-il-piano-rearm-europe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">piano di riarmo<\/a> della Commissione Europea. SAFE ha l\u2019obiettivo di <strong>sostenere appalti congiunti tra gli Stati membri<\/strong>, incentivando la cooperazione industriale nel settore della difesa. I prestiti saranno erogati agli Stati che ne faranno richiesta sulla base di piani nazionali. Il piano si articola in <strong>due categorie principali di spese ammissibili<\/strong>: la prima riguarda munizioni, missili, sistemi di artiglieria e capacit\u00e0 di combattimento terrestre, inclusi droni e sistemi anti-drone; la seconda comprende difesa aerea e missilistica, capacit\u00e0 navali, trasporto aereo strategico, sistemi spaziali e tecnologie basate sull\u2019intelligenza artificiale. Per richiedere i finanziamenti a un progetto, <strong>almeno il 65%<\/strong> del suo valore deve provenire da aziende del settore della difesa <strong>situate nell\u2019UE, in Ucraina o in un Paese dello Spazio Economico Europeo o dell\u2019Associazione Europea di Libero Scambio<\/strong>. La quota di componenti provenienti da Paesi terzi non potr\u00e0 superare il 35%, a meno che non si tratti di subappalti inferiori al 15% del valore complessivo. In questo quadro, l\u2019Unione ha aperto anche alla <strong>partecipazione di Paesi terzi selezionati<\/strong>, tra cui l\u2019Ucraina e il Regno Unito.<\/p>\n<p data-start=\"131\" data-end=\"1372\">Sono in tutto 18 i Paesi dell\u2019UE che hanno chiesto l\u2019accesso al fondo SAFE per la difesa; accanto all\u2019Italia, figurano infatti anche Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Cipro, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Spagna e Ungheria. A questi si aggiungono i 16 Paesi che hanno chiesto una <strong>deroga al Patto di Stabilit\u00e0<\/strong> per aumentare la spesa per la difesa nei prossimi anni. Tale misura, anch\u2019essa centrale nel piano di riarmo, prevede che i Paesi aumentino la spesa per la difesa fino all\u20191,5% del proprio prodotto interno lordo annuo per quattro anni, ignorando i vincoli del Patto di Stabilit\u00e0 e <strong>ricorrendo a nuovo debito<\/strong>. Tale sospensione, sostiene von der Leyen, potrebbe generare fino a 650 miliardi di euro nel prossimo quadriennio che, uniti ai 150 messi a disposizione con SAFE, porterebbero il totale delle risorse mobilitate per il piano a <strong>800 miliardi<\/strong>. A <a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/05\/02\/riarmo-dopo-la-germania-altri-15-paesi-ue-chiedono-la-deroga-al-patto-di-stabilita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">chiedere l\u2019accesso<\/a> a questa seconda misura sono stati, precisamente, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Ungheria.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-lazyloaded=\"1\" alt=\"Avatar photo\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1753981757_110_cropped-firma-author-sq-96x96.png\"  class=\"avatar avatar-96 photo\" height=\"96\" width=\"96\"\/>Dario Lucisano<\/p>\n<p class=\"li-author-box__bio\">Laureato con lode in Scienze Filosofiche presso l\u2019Universit\u00e0 di Milano, collabora come redattore per L\u2019Indipendente dal 2024.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il governo italiano ha avanzato una richiesta per accedere al fondo europeo SAFE per la difesa, al fine&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":20474,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,126,5279,166,7,15,22462,22463,22464,22465,22466,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-20473","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-giorgia-meloni","12":"tag-governo-meloni","13":"tag-mondo","14":"tag-news","15":"tag-notizie","16":"tag-riarmo","17":"tag-riarmo-europeo","18":"tag-riarmo-italia","19":"tag-safe","20":"tag-spesa-militare","21":"tag-ultime-notizie","22":"tag-ultime-notizie-di-mondo","23":"tag-ultimenotizie","24":"tag-ultimenotiziedimondo","25":"tag-world","26":"tag-world-news","27":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20473","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20473"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20473\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20474"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20473"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20473"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20473"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}