{"id":204981,"date":"2025-11-08T09:06:19","date_gmt":"2025-11-08T09:06:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/204981\/"},"modified":"2025-11-08T09:06:19","modified_gmt":"2025-11-08T09:06:19","slug":"stati-uniti-lintelligenza-artificiale-presenta-il-conto-153mila-licenziamenti-in-un-mese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/204981\/","title":{"rendered":"Stati Uniti, l\u2019intelligenza artificiale presenta il conto: 153mila licenziamenti in un mese"},"content":{"rendered":"<p data-beyondwords-marker=\"8d8d116f-2b70-43bd-9037-37bee456af0f\">Negli Stati Uniti, l\u2019intelligenza artificiale ha iniziato a presentare il conto. Secondo l\u2019ultimo rapporto di <strong>Challenger, Gray &amp; Christmas<\/strong>, solo nel mese di ottobre 2025 sono stati annunciati <strong>153.074 licenziamenti<\/strong>, un aumento del <strong>175%<\/strong> rispetto all\u2019anno precedente e il dato pi\u00f9 alto dal 2003. \u00c8 l\u2019istantanea di una trasformazione epocale: in nome dell\u2019efficienza  e dell\u2019automazione, interi comparti produttivi stanno sostituendo la manodopera con sistemi basati sull\u2019AI. I manager la chiamano \u201cottimizzazione dei processi\u201d, una formula tecnica utile per mascherare l\u2019erosione sistematica del lavoro umano, che soppianta non solo le <strong>professioni manuali<\/strong>, ma anche i cosiddetti \u201c<strong>colletti bianchi<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p data-beyondwords-marker=\"dbc23d2c-3ea9-4b32-ac86-b5207527f696\">Dall\u2019inizio dell\u2019anno, secondo il rapporto di <a href=\"https:\/\/www.challengergray.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Challenger-Report-October-2025.pdf\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Challenger<\/a>, i tagli hanno superato quota 1,09 milioni, con un incremento del 65% rispetto al 2024. A ottobre, oltre <strong>31.000 posti<\/strong> sono stati eliminati direttamente a causa dell\u2019introduzione dell\u2019intelligenza artificiale, per un totale di quasi 50.000 da gennaio. Le <strong>aziende tecnologiche<\/strong> restano il settore pi\u00f9 colpito, con 33.281 licenziamenti, seguiti dal settore manifatturiero, dall\u2019editoria, dai servizi di telecomunicazione e distribuzione (47.878 tagli), dove la robotica ha sostituito mansioni un tempo affidate a persone. \u00abAlcuni settori stanno subendo una correzione dopo il boom delle assunzioni causato dalla pandemia\u00bb, ha spiegato <strong>Andy Challenger<\/strong>, Chief revenue officer di Challenger, \u00abuna correzione dovuta all\u2019adozione dell\u2019intelligenza artificiale, al calo della spesa e all\u2019aumento dei costi che spingono le imprese a congelare le assunzioni o ridurre il personale\u00bb. In molti casi, si tratta di <strong>ristrutturazioni \u201cpreventive\u201d<\/strong>: le imprese non attendono la crisi per ridurre il personale, ma anticipano il futuro, investendo in automazione e tagliando i costi umani. La geografia della disoccupazione riflette la mappa dell\u2019innovazione: California, Georgia, Washington. Gli stessi Stati che avevano beneficiato dell\u2019espansione digitale ora pagano il prezzo pi\u00f9 alto, mostrando come la transizione tecnologica sia diventata una <strong>selezione darwiniana<\/strong> in tempo reale.<\/p>\n<p data-beyondwords-marker=\"2739c698-c329-4d5d-84c1-a56dc7b56bbd\">Economisti e sociologi parlano di una nuova \u201crivoluzione industriale\u201d, ma il paragone \u00e8 ingannevole rispetto al passato: allora, le macchine crearono anche nuovi mestieri, oggi l\u2019intelligenza artificiale li cancella. Non solo le mansioni ripetitive, da \u201ccatena di montaggio\u201d: l\u2019AI erode persino le professioni creative, artistiche e cognitive, dagli analisti finanziari ai copywriter. La produttivit\u00e0 sale, mentre l\u2019occupazione crolla. Le assunzioni programmate per il 2025 sono scese al livello pi\u00f9 basso dal 2011, con un -35% rispetto all\u2019anno precedente. Gi\u00e0 nel 2013, <strong>Benedikt Frey e Michael Osborne<\/strong> della Oxford University, autori del paper <a href=\"https:\/\/www.oxfordmartin.ox.ac.uk\/downloads\/academic\/The_Future_of_Employment.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">The Future of Employment e Technology at Work<\/a>, avevano stimato che il <strong>47% dei lavori<\/strong> negli Stati Uniti era a rischio automazione: previsioni in accordo con numerose altre ricerche e statistiche, rimaste inascoltate. L\u2019euforia tecnologica che aveva invaso la Silicon Valley si sta rovesciando in una <strong>distopia tecnologica<\/strong>: la progressiva sostituzione dell\u2019uomo con la macchina, che non si stanca, non si ammala, non reclama ferie n\u00e9 diritti.<\/p>\n<p data-beyondwords-marker=\"c95f2c80-9616-440e-a0a0-d3f63ae2356c\">In un mondo che idolatra la tecnica, l\u2019uomo perde il diritto a essere imperfetto e la macchina diventa il nuovo centro della storia, riscrivendo i valori e i confini del possibile. L\u2019automazione non \u00e8 pi\u00f9 un mezzo, ma un fine. \u00c8 il \u201c<strong>dislivello prometeico<\/strong>\u201d di cui parlava G\u00fcnther Anders: la tecnica avanza oltre la capacit\u00e0 umana di comprenderla. L\u2019intelligenza artificiale non si limita a eseguire, ma modella linguaggio, decisioni e desideri. L\u2019uomo diventa accessorio, un elemento fragile in una catena produttiva che tende a soppiantarlo e a trasformarlo in merce. La societ\u00e0, intanto, si abitua alla propria superfluit\u00e0, mentre le istituzioni arrancano nel contenere l\u2019impatto di una rivoluzione che non \u00e8 solo economica e industriale, ma esistenziale e antropologica. Nel 2015, il professore della MIT Sloan School of Management <strong>Eric Brynjolfsson<\/strong> e il suo collaboratore <strong>Andrew McAfee<\/strong> in La nuova rivoluzione delle macchine sostenevano che la tecnologia stesse distruggendo pi\u00f9 lavoro di quanto ne creasse: robot e automazione minacciavano ormai anche settori complessi come la medicina e la finanza. Dieci anni dopo, l\u2019innovazione, invece di apportare benefici a tutti, come ci si aspettava, ha finito per accentuare le <strong>disuguaglianze globali<\/strong>: arricchisce pochi e impoverisce molti. La produttivit\u00e0 continua a crescere, occupazione e redditi stagnano, mentre aziende e multinazionali si fanno sempre pi\u00f9 ricche.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-lazyloaded=\"1\" alt=\"Avatar photo\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1762592777_984_cropped-firma-author-sq-96x96.png\"  class=\"avatar avatar-96 photo\" height=\"96\" width=\"96\"\/>Enrica Perucchietti<\/p>\n<p class=\"li-author-box__bio\">Laureata con lode in Filosofia, vive e lavora a Torino come giornalista, scrittrice ed editor. Collabora con diverse testate e canali di informazione indipendente. \u00c8 autrice di numerosi saggi di successo. Per L\u2019Indipendente cura la rubrica Anti fakenews.<\/p>\n<p>  <a href=\"https:\/\/shop.lindipendente.online\/products\/sopravvivere-nellera-dellintelligenza-artificiale\" target=\"_blank\" style=\"display: block; width: 100%;\" rel=\"nofollow noopener\"><br \/>\n    <img decoding=\"async\" data-lazyloaded=\"1\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/AI-del.jpg\" alt=\"Sopravvivere nell'era dell'intelligenza artificiale\" style=\"width: 100%; height: auto; display: block;\"\/><br \/>\n  <\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Negli Stati Uniti, l\u2019intelligenza artificiale ha iniziato a presentare il conto. 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