{"id":20526,"date":"2025-07-31T17:53:09","date_gmt":"2025-07-31T17:53:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/20526\/"},"modified":"2025-07-31T17:53:09","modified_gmt":"2025-07-31T17:53:09","slug":"le-solitudini-di-hong-kong-daria-scolamacchia-foto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/20526\/","title":{"rendered":"Le solitudini di Hong Kong &#8211; Daria Scolamacchia (Foto)"},"content":{"rendered":"<p>Pierfrancesco Celada \u00e8 un fotografo italiano che ha trascorso molti anni a Hong Kong prima di tornare a vivere in Italia, a Venezia, nel 2022. I suoi lavori sono osservazioni solitarie della citt\u00e0: un flaneur con la macchina fotografica al collo che sembra essere attratto dalle solitudini.  <\/p>\n<p>Qualche anno fa il suo <a href=\"https:\/\/www.pierfrancescocelada.com\/instagrampier-book-launch\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Instagrampier<\/a>, gi\u00e0 vincitore nel 2017 del concorso <a href=\"https:\/\/www.cortonaonthemove.com\/open-call\/premio-happiness-onthemove\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Happiness on the move<\/a> e pubblicato <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/sommario\/1213\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sul numero 1213<\/a> di Internazionale, ha fatto sorridere molti perch\u00e9 proponeva un\u2019umanit\u00e0 variegata su un molo pubblico per il trasporto di merci a Hong Kong, frequentato quotidianamente da fotografi, instagrammer e gente comune che si scattavano selfie da condividere sui social media. Un affresco ironico del molo come luogo di transizione tra realt\u00e0 e mondo virtuale, rampa di lancio dell\u2019autorappresentazione da far vagare nell\u2019etere, una specie di ritratto condiviso della vita contemporanea, dove gli eteronomi sono diventati avatar.  <\/p>\n<p>Il libro sarebbe dovuto essere pubblicato dalla casa editrice tedesca <a href=\"https:\/\/www.peperoni-books.de\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Peperoni Books<\/a> ma quando, nel 2018, il direttore Hannes Wanderer \u00e8 morto, la produzione si \u00e8 bloccata e Celada ha dovuto riorganizzarsi. Cos\u00ec si \u00e8 fatto coraggio e ha deciso di cominciare a produrre i suoi libri da solo con la <a href=\"https:\/\/muddyisland.bigcartel.com\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Muddy island<\/a>: il primo titolo \u00e8 stato appunto Instagrampier, nel 2021.  <\/p>\n<p>Alla domanda su come sia nato il nome della casa editrice \u2013 Muddy island, cio\u00e8 isola fangosa \u2013 l\u2019autore risponde: \u201cNegli ultimi cinque anni abbiamo vissuto su una piccola isola a 25 minuti di traghetto da Hong Kong. L\u2019isola di Lamma \u00e8 abitata da pescatori, non ci sono macchine ed \u00e8 immersa nella natura. Lama in portoghese significa fango. A causa di un errore di traduzione delle mappe, si \u00e8 creduto che lama fosse il nome dell\u2019isola, invece era solo la descrizione delle acque che la circondavano. Per\u00f2 da l\u00ec \u00e8 nata Lamma island, che vuol dire appunto fangosa. Ora che vivo a Venezia, a Murano, mi sembra che il nome resti attuale\u201d, sorride.  <\/p>\n<p>Nell\u2019ultimo anno la Muddy island ha dato alle stampe tre nuovi libri, <a href=\"https:\/\/muddyisland.bigcartel.com\/product\/one-a-day\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">One a day<\/a> e <a href=\"https:\/\/muddyisland.bigcartel.com\/product\/walking-circles\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Walking circles<\/a>, entrambi nati durante la pandemia di covid-19, quando Hong Kong aveva adottato una politica molto rigorosa per contenere i contagi, e <a href=\"https:\/\/muddyisland.bigcartel.com\/product\/when-i-feel-down-i-take-a-train-to-the-happy-valley\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">When I feel down I take a train to the happy valley<\/a> (quando mi sento triste prendo un treno per la valle felice). Quest\u2019ultimo titolo \u00e8 particolarmente evocativo: sembra la nota di un diario, un appunto preso in un momento di fatica. \u00c8 invece il risultato di un\u2019esplorazione durata otto anni, una raccolta di quello che la citt\u00e0 ha attraversato e che il fotografo ha potuto documentare stando l\u00ec.  <\/p>\n<p>\u201cHo vissuto a Hong Kong dal 2014 al 2022. \u00c8 un luogo di forti contrasti, un ambiente urbano claustrofobico circondato dall\u2019acqua e da una natura incontaminata. Il libro racconta questo periodo storico, \u00e8 una riflessione sulla vita in citt\u00e0: una megalopoli cos\u00ec densamente popolata, con tutte le difficolt\u00e0 del caso: costruzioni, tanti grattacieli che nascondono il cielo, quindi c\u2019\u00e8 anche un senso di oppressione della citt\u00e0 sull\u2019individuo\u201d.  <\/p>\n<p>Parallelamente l\u2019ex colonia britannica ha vissuto degli eventi importanti: la \u201crivoluzione degli ombrelli\u201d nel 2014, protesta pacifica per il diritto al suffragio universale, simbolicamente rappresentata dagli ombrelli usati contro i lacrimogeni della polizia, e poi ancora le <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/notizie\/2019\/08\/21\/rivolta-collettiva-hong-kong\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">proteste del 2019<\/a> contro il governo di Pechino. Una doppia lettura, dunque: da una parte la vita in una grande metropoli, dall\u2019altra la crisi di identit\u00e0 e le difficolt\u00e0 dovute a un periodo storico complicato per Hong Kong.  <\/p>\n<p>Spiega Celada che \u201cin realt\u00e0 Happy valley \u00e8 un quartiere di Hong Kong molto anonimo, una zona dormitorio, per\u00f2 c\u2019\u00e8 un tram che spesso attraversa il distretto degli affari della citt\u00e0 con scritto sul display \u2018Happy valley\u2019. A me \u00e8 sempre piaciuta l\u2019idea che vedendo passare questo tram potessi scorgere la possibilit\u00e0 di un posto felice, anche per un secondo\u201d.   <\/p>\n<p>Le immagini del libro, perlopi\u00f9 verticali, mostrano una societ\u00e0 atomizzata, piena di particelle disgregate, con tagli di luce che ne enfatizzano le sagome. Che siano soli o in compagnia, gli individui sono spesso chinati sui propri cellulari, sembrano estranei alla collettivit\u00e0, in un discorso tutto incentrato sulla poetica del frammento.  <\/p>\n<p>\u201cQuello che cerco di solito \u00e8 proporre delle rappresentazioni non letterali di quello che succede per lasciare a chi guarda la possibilit\u00e0 di decidere che cosa pu\u00f2 accadere. Le mie sono pi\u00f9 delle metafore visive. Le immagini dei ragazzi con l\u2019ombrello vengono dai momenti di protesta che ho seguito quotidianamente. Non ci sono didascalie, c\u2019\u00e8 un breve testo di descrizione della mia esperienza in quel periodo\u201d.   <\/p>\n<p>In questo scenario, il miraggio di una valle felice da raggiungere in tram diventa una chimera e insieme un viaggio verso qualcosa che sembra alla portata di tutti.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Pierfrancesco Celada \u00e8 un fotografo italiano che ha trascorso molti anni a Hong Kong prima di tornare a&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":20527,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,22482,1612,203,4663,22481,9732,6852,230,204,1537,90,89,1652],"class_list":{"0":"post-20526","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-daria-scolamacchia","14":"tag-design","15":"tag-entertainment","16":"tag-fotografia","17":"tag-fotolibro","18":"tag-hong-kong","19":"tag-immagine","20":"tag-instagram","21":"tag-intrattenimento","22":"tag-it","23":"tag-italia","24":"tag-italy","25":"tag-viaggio"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20526","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20526"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20526\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20527"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20526"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20526"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20526"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}