{"id":205304,"date":"2025-11-08T13:56:08","date_gmt":"2025-11-08T13:56:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/205304\/"},"modified":"2025-11-08T13:56:08","modified_gmt":"2025-11-08T13:56:08","slug":"luoghi-che-attraversiamo-senza-vedere-il-ritratto-incompiuto-di-avellino-negli-scatti-di-filippo-cristallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/205304\/","title":{"rendered":"Luoghi che attraversiamo senza vedere: il ritratto incompiuto di Avellino negli scatti di Filippo Cristallo"},"content":{"rendered":"<p>Sette anni separano le <strong>due edizioni<\/strong> di <strong> Senza tempo <\/strong>, il progetto fotografico con cui <strong>Filippo Cristallo<\/strong> indaga la citt\u00e0 in cui \u00e8 nato e vive, dopo aver costruito negli anni un percorso che alterna <strong>ricerca antropologica e documentazione poetica<\/strong>: dai reportage messicani (D\u00eda de Muertos, Mexicans) all\u2019indagine sugli spazi domestici di Memorie di palazzo, presentato a Fotografia Europea di Reggio Emilia e al PAN di Napoli.<\/p>\n<p>E oggi fa ritorno alle origini, si rivolge verso casa dopo aver imparato a vedere altrove.<\/p>\n<p>Il <strong>22 novembre<\/strong>, alle 18:00 al <strong>Circolo della Stampa<\/strong> di Corso Vittorio Emanuele, si presenta il volume riedito e si inaugura <strong>la mostra<\/strong> che rester\u00e0 <strong>aperta fino al 4 dicembre<\/strong>, arricchita di nuove sequenze che completano la visione originaria.<\/p>\n<p class=\"caption\">Potrebbe interessarti<\/p>\n<p>        <a href=\"https:\/\/www.orticalab.it\/Avellino-Senza-Tempo-negli-scatti\" class=\"img\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"100\" height=\"100\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/9e78832b3c0217765dd98e49f3a858.jpg\" alt=\"Avellino Senza Tempo negli scatti di Filippo Cristallo: \u00abRacconto la mia citt\u00e0 smarrita\u00bb\"\/><\/a><\/p>\n<p>Sono <strong>fotografie che documentano una persistenza<\/strong>: Avellino scorre uguale a se stessa, e questa immutabilit\u00e0 diventa materia di osservazione.<\/p>\n<p>Le venticinque immagini in bianco e nero <strong>attraversano la citt\u00e0 per luoghi pi\u00f9 che per monumenti<\/strong>. La Dogana, la Gil, l\u2019Autostazione, il Teatro Gesualdo colto da angolature laterali, i quartieri periferici dove l\u2019architettura post-terremoto ha lasciato un\u2019impronta che il tempo non ha ancora riassorbito. Mancano la Torre dell\u2019Orologio e la piazza del Duomo, come in un ritratto che cerca i contorni meno evidenti del volto, quelli che dicono di pi\u00f9. Sono <strong>gli spazi che attraversiamo ogni giorno senza guardarli davvero<\/strong>, troppo familiari per imporsi all\u2019attenzione.<\/p>\n<p>Cristallo lavora sui grigi come un incisore sui toni. <strong>I volumi si stagliano contro cieli drammatici<\/strong>, le linee degli edifici dialogano con quelle dei marciapiedi, rare tracce di vegetazione interrompono la durezza del cemento. In una delle fotografie, una piazza vuota si apre sotto nuvole cariche, un\u2019automobile solitaria parcheggiata al centro che diventa presenza enigmatica, quasi metafisica. In un\u2019altra, il contrasto tra un palazzo residenziale dagli aggetti curvi e una scultura classica &#8211; un torso che protende la mano verso l\u2019alto in gesto trattenuto &#8211; crea una tensione tra aspirazione e stasi.<\/p>\n<p>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/05_avellino_filippo_cristallo_2025.jpg.jpg\" width=\"2500\" height=\"1667\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p><strong>La presenza umana \u00e8 quasi del tutto assente<\/strong>, perch\u00e9 l\u2019autore vuole mostrare il contenitore prima del contenuto, la scena prima dell\u2019azione, lo spazio nella sua dimensione pi\u00f9 pura. \u00c8 un approccio che lo colloca nella <strong>tradizione della grande fotografia di paesaggio italiana<\/strong>, quella che negli anni Ottanta trov\u00f2 in Luigi Ghirri il suo teorico e in Guido Guidi, Gabriele Basilico e Mimmo Jodice i suoi interpreti pi\u00f9 rigorosi. Come loro, privilegia l\u2019attenzione al paesaggio circostante, trasformando il quotidiano in campo di indagine visiva.<\/p>\n<p>Il riferimento a Basilico \u00e8 evidente nell\u2019<strong>attenzione alla struttura urbana<\/strong>, nella capacit\u00e0 di leggere la citt\u00e0 come testo architettonico stratificato. Ma c\u2019\u00e8 anche <strong>l\u2019eredit\u00e0 di Wim Wenders<\/strong>, quell\u2019arte di guardare il mondo ad altezza d\u2019occhio che il regista tedesco aveva appreso dal neorealismo italiano e dalla tradizione americana. Uno sguardo paziente, che registra senza enfatizzare e proprio per questo rende evidenti le contraddizioni.<\/p>\n<p><strong>Avellino<\/strong>, come tante citt\u00e0 del Sud segnate dal sisma e dalla ricostruzione affrettata, <strong>vive in una dimensione temporale peculiare<\/strong>: non \u00e8 immobile ma nemmeno in movimento, piuttosto scorre parallela a se stessa, accumulando strati senza mai davvero trasformarsi. Le nuove sequenze fotografiche che Cristallo aggiunge in questa edizione documentano proprio questa persistenza, questa capacit\u00e0 della citt\u00e0 di rimanere uguale anche mentre sembra cambiare.<\/p>\n<p>Nelle fotografie non c\u2019\u00e8 amarezza, piuttosto <strong>una forma di partecipazione affettiva che si manifesta nella scelta di continuare a guardare<\/strong>. Il fotografo testimonia con rigore formale ci\u00f2 che esiste, cercando di estrarre una forma compiuta da un contesto incompiuto. \u00c8 un gesto che richiede insieme distanza critica e prossimit\u00e0 emotiva, la capacit\u00e0 di vedere la propria citt\u00e0 come se fosse altrove e insieme di riconoscerla come propria.<\/p>\n<p>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/03_avellino_filippo_cristallo_2025.jpg.jpg\" width=\"2500\" height=\"1667\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>La mostra, accompagnata dalla presentazione del volume con i testi critici di <strong>Antonella Cappuccio<\/strong> e <strong>Generoso Picone<\/strong>, offre l\u2019occasione di confrontarsi con questo sguardo. Per chi abita questi luoghi, pu\u00f2 essere un\u2019esperienza straniante riconoscere la propria citt\u00e0 in queste immagini che la mostrano spogliata di ogni consuetudine percettiva. Ma \u00e8 proprio in questo straniamento che si apre la possibilit\u00e0 di una visione pi\u00f9 profonda.<\/p>\n<p>Attraverso il suo percorso Senza tempo, Cristallo ci costringe in qualche modo a fermarci per osservare un paesaggio urbano che continua a interrogarci. E forse, in tempi di immagini effimere e sguardi distratti, questo esercizio di attenzione prolungata \u00e8 gi\u00e0 un atto significativo, un modo per dire che questi luoghi, con tutte le loro contraddizioni, meritano ancora di essere visti davvero.<\/p>\n<p>Immagini: tutti i diritti riservati \u00a9 Filippo Cristallo, 2025<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sette anni separano le due edizioni di Senza tempo , il progetto fotografico con cui Filippo Cristallo indaga&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":205305,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-205304","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115514427904443751","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/205304","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=205304"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/205304\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/205305"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=205304"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=205304"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=205304"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}