{"id":205375,"date":"2025-11-08T14:50:14","date_gmt":"2025-11-08T14:50:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/205375\/"},"modified":"2025-11-08T14:50:14","modified_gmt":"2025-11-08T14:50:14","slug":"attraverso-gli-occhi-delle-donne-di-hebron","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/205375\/","title":{"rendered":"Attraverso gli occhi delle donne di Hebron"},"content":{"rendered":"<p>Raggi di luce che filtrano dalle finestre, tende screziate dal sole, giostre colorate in movimento, immagini sovraesposte, storte, di sbieco, sbagliate, che trasudano vita, persino gioia, oltre e nonostante l\u2019occupazione. Sono gli scatti realizzati da otto donne e madri di Tel Rumeida, quartiere di Hebron.<\/p>\n<p>Nelle loro mani, e in quelle di figlie, nuore e nipoti, attraverso piccole macchine analogiche, si \u00e8 tessuta una storia, si sono autoraccontate, grazie al progetto \u2018Om\/Mother della fotografa e artista visiva belga Barbara Debeuckelaere che dal settembre 2023 \u00e8 tornata pi\u00f9 volte in Cisgiordania per conoscerle.<\/p>\n<p>Entrare in confidenza, creare una relazione, \u00e8 stato indispensabile per mettere le donne a proprio agio e incoraggiarle a posare il loro sguardo sulla realt\u00e0 intima, privata, e non solo, che vivono ogni giorno. Un lavoro condiviso che ha dato loro voce. Hebron H2 \u00e8 sotto il controllo militare israeliano, il contesto \u00e8 prevalentemente maschile, coloni, soldati, mentre le donne il pi\u00f9 delle volte sono rappresentate come madri dei martiri. \u2018Om, madre in arabo, si intende anche nel senso di madrepatria, lingua madre, procreatrice di futuro, per questo il corpo femminile \u00e8 il primo obiettivo di guerra e violenza. C\u2019\u00e8 in queste donne un attivismo fatto di gesti semplici, di resistenza silenziosa e di autodeterminazione.<\/p>\n<p>Gli scatti sono raccolti nel libro \u2018Om\/Mother pubblicato dall\u2019olandese The Eriskay Connection, \u00e8 gi\u00e0 alla seconda edizione e ha ottenuto diversi riconoscimenti. Il volume in inglese, diviso in cinque parti quante sono le preghiere quotidiane obbligatorie per i musulmani, ha un\u2019introduzione del fotografo Adam Broomberg e dell\u2019autrice, per chiudere con una breve storia dei territori occupati.<\/p>\n<p>La mostra, curata da Laura De Marco, \u00e8 esposta allo Spazio Lab\u00f2 di Bologna fino al 22 gennaio. A Barbara Debeuckelaere abbiamo rivolto alcune domande.<\/p>\n<p><strong><img alt=\"\" loading=\"lazy\" width=\"713\" height=\"1024\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" class=\"h-auto w-full cursor-zoom-in object-contain\" style=\"color:transparent;object-position:center\"  src=\"\/cdn-cgi\/image\/format=auto,width=1400\/https:\/\/static.ilmanifesto.it\/2025\/11\/08clt1barbaradebeuckelaere-om-40.png\"\/>Come nasce questo progetto di autonarrazione rivolto alle madri di Tel Rumeida?<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Sono tornata a Hebron nel febbraio del 2023, ho incontrato Adam Bloomberg che mi ha parlato di Issa Amro, difensore dei diritti umani che abita a Tel Rumida dove ha il centro Youth Against Settlements, un luogo importante per la comunit\u00e0. Mi ha fatto conoscere una decina di famiglie, volevo incontrare le donne e i bambini poich\u00e9 che nei video, sui social media, ci sono solo uomini, soldati e coloni.<\/p>\n<p>Le donne sono una presenza pi\u00f9 nascosta. Ho registrato molte storie. La vita \u00e8 difficile sotto occupazione, c\u2019\u00e8 tanta violenza. Ho ascoltato, ho scattato foto, ma mi chiedevo come poter raccontare.<\/p>\n<p>Sono tornata a maggio e ho filmato, avevo l\u2019idea di fare un documentario della vita di una famiglia. Era un buon materiale, ma era sempre la mia prospettiva. Come riuscire a mostrare la loro? Sono tornata a settembre dalle stesse famiglie. Mi conoscevano, avevo gi\u00e0 creato una connessione.<\/p>\n<p>Ho cercato di far capire il progetto. Otto famiglie mi hanno detto di voler partecipare, ho dato delle camere analogiche a ognuna. Due terzi delle case sono vuote, molti se ne vanno perch\u00e9 la vita \u00e8 molto complessa e brutale.<\/p>\n<p>Restare \u00e8 gi\u00e0 un atto di resistenza. Avere una vita l\u00ec con i propri bambini vuol dire davvero avere a cuore il paese, la terra, gli alberi, le case: scattare foto al loro ambiente piccolo, intimo \u00e8 un modo per dimostrare la loro resistenza.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 ha scelto le foto in analogico?<\/strong><\/p>\n<p>Offrono un\u2019immagine pi\u00f9 complessa e ambigua, pi\u00f9 femminile, in contrasto al digitale usato dalla stampa, dalla politica. Conosciamo le immagini digitali dei checkpoint, dei coloni, delle telecamere di videosorveglianza.<\/p>\n<p>\u00c8 importante mostrare l\u2019altra prospettiva, quella femminile e non intendo soft, al contrario, \u00e8 piuttosto radicale, diversa da quella normalizzata. Lasciar vedere case, oggetti comuni, significa raccontare ancora di pi\u00f9 la resistenza rispetto alla rappresentazione dei checkpoint e della violenza.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una relazione diretta fra madre e nazione, sono le donne, le ragazze, le prime vittime dell\u2019oppressione perch\u00e9 capaci di dare la vita, \u00e8 grazie ai figli che pu\u00f2 esserci un futuro. Non \u00e8 una coincidenza che il settanta per cento delle vittime a Gaza siano donne e bambini.<\/p>\n<p>\u00c8 bene consegnare un\u2019altra prospettiva, vedere sempre le stesse immagini anestetizza. \u00c8 importante mostrare che hanno una vita, sono contenti e vogliono restare.<\/p>\n<p>Le donne sono molto forti. Oltre all\u2019archivio di foto e una carrellata di immagini, ci sono i suoni di Hebron, raccolti ad aprile del 2025. Ogni famiglia ha scattato tre o quattro rullini. \u00c8 importante che sia mostrato in Europa. Quando le ho intervistate sul progetto ho capito quanto fosse stato importante per loro. Ora c\u2019\u00e8 qualcuno che le guarda, non sono sole.<\/p>\n<p>\u00c8 un\u2019autorialit\u00e0 collettiva, non \u00e8 specificato chi ha scattato ogni foto, e il profitto del libro e delle immagini vendute va a loro. Abbiamo raccolto qualche migliaio di euro e con Issa Amro, che \u00e8 una sorta il capo del villaggio, cerchiamo di capire quali siano le necessit\u00e0 di ogni famiglia. Vorremmo che il denaro servisse per migliorare le case cos\u00ec da poter restare a Tel Rumeida. L\u2019intenzione del progetto \u00e8 rinforzare la comunit\u00e0, non concentrarsi sul nemico e l\u2019occupazione. \u00c8 importante che le partecipanti possano presentarsi come artiste, fotografe e co-creatrici del progetto.<\/p>\n<p><strong><img alt=\"\" loading=\"lazy\" width=\"679\" height=\"1024\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" class=\"h-auto w-full cursor-zoom-in object-contain\" style=\"color:transparent;object-position:center\"  src=\"\/cdn-cgi\/image\/format=auto,width=1400\/https:\/\/static.ilmanifesto.it\/2025\/11\/08clt1barbaradebeuckelaere-om-131.jpg\"\/>Che valore assume l\u2019autorappresentazione, il loro sguardo, invece del suo?<\/strong><\/p>\n<p>Mi sono chiesta se toccasse a me dire qualcosa e come, con quale linguaggio, in quanto persona bianca europea. Ho capito che \u00e8 necessario osare e prendersi delle responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>I palestinesi erano felici del progetto. La fotografia \u00e8 uno strumento per testimoniare, documentare; in questo caso deve essere realizzata dalle palestinesi, non tocca a noi. Penso debbano rappresentare loro stesse perch\u00e9 da decine di anni sono oggetto di una rappresentazione falsa.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 gioia e voglia di vivere negli scatti, non si rappresentano come vittime\u2026<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 qualcosa che va oltre l\u2019essere oppresse, che rimane comunque evidente. Per noi europei \u00e8 fondamentale assumere i palestinesi non solo come vittime, ma come persone comuni, come noi. Non vogliono essere guidati dalla paura, dall\u2019oppressione, perci\u00f2 rimangono l\u00ec.<\/p>\n<p>Ci interessava far uscire anche questa gioia di vivere. \u00c8 tempo che il mondo veda i palestinesi come un popolo al pari di tutti gli altri. Hebron \u00e8 l\u2019esempio pi\u00f9 estremo dei territori occupati, ma anche l\u00ec c\u2019\u00e8 la gioia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Raggi di luce che filtrano dalle finestre, tende screziate dal sole, giostre colorate in movimento, immagini sovraesposte, storte,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":205376,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-205375","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115514639940754217","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/205375","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=205375"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/205375\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/205376"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=205375"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=205375"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=205375"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}