{"id":205452,"date":"2025-11-08T15:48:14","date_gmt":"2025-11-08T15:48:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/205452\/"},"modified":"2025-11-08T15:48:14","modified_gmt":"2025-11-08T15:48:14","slug":"nato-nel-paese-di-tornatore-la-sicilia-e-in-tutti-i-suoi-film-chi-e-paolo-pintacuda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/205452\/","title":{"rendered":"Nato nel paese di Tornatore, la Sicilia \u00e8 in tutti i suoi film: chi \u00e8 Paolo Pintacuda"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-bottom:10px;\">Sceneggiatore e scrittore, cinquantadue anni, premio Solinas nel 2010 per la sceneggiatura di \u201cScuru\u201d, di recente al lavoro su \u201cStoria d\u2019amore di un uomo che balla\u201d<\/p>\n<p style=\"font-family: 'Open Sans'; font-size: 12px; font-style: italic; text-align: center; margin-top: 5px; margin-bottom:-2px;\">Paolo Pintacuda (foto di F. Domilici)<\/p>\n<p>\t\t\t\tC\u2019\u00e8 una Sicilia lontana nel tempo, nascosta negli spazi che non esistono pi\u00f9 (o non esisteranno pi\u00f9, in un futuro non troppo distante), ed \u00e8 una terra d\u2019immaginazione che seduce e attrae nelle sue lande diversi autori. Uno di loro \u00e8 <strong>Paolo Pintacuda,<\/strong> sceneggiatore e scrittore nato e cresciuto a Bagheria, cinquantadue anni, premio <strong>Solinas nel 2010 <\/strong>per la sceneggiatura di \u201cScuru\u201d, di recente al lavoro su \u201cStoria d\u2019amore di un uomo che balla\u201d, il film di Cosimo Gomez, con Giuseppe Lo Piccolo e Anita Pomario, che si \u00e8 girato a Palermo nelle ultime settimane e in Cile nei mesi passati.<\/p>\n<p>Figlio di Mimmo Pintacuda (il fotografo bagherese e proiezionista su cui Giuseppe Tornatore bas\u00f2 il personaggio di Alfredo nel suo film premio Oscar, \u201cNuovo cinema Paradiso\u201d), Paolo Pintacuda dell\u2019isola in cui vive ama raccontare \u00abquello che non riesci pi\u00f9 a vedere, l\u2019aspetto immaginario e immaginifico. I romanzi che ho scritto (i pi\u00f9 recenti sono &#8220;Jacu&#8221;, datato 2022, e \u201cL\u2019eroe di Patern\u00f2\u201d, uscito nel 2015) sono opere storiche ambientate in Sicilia \u2013 racconta l\u2019autore \u2013 che parlano di una Sicilia che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, una Sicilia quasi da leggenda, anche se poi il riferimento storico \u00e8 preciso e tangibile.<\/p>\n<p>Ci sono delle cose dell\u2019isola, che ricordo da quand\u2019ero bambino, che non vedo pi\u00f9, non riconosco pi\u00f9, sono rimaste soltanto nella mia memoria, \u00e8 la Sicilia pi\u00f9 lontana, che ti riporta a dei profumi, dei sapori, a luoghi che ora sono scomparsi. <strong>La Sicilia <\/strong>purtroppo ha sub\u00ecto una violenza anche paesaggistica, mi riferisco proprio all\u2019antropizzazione, l\u2019effetto che l\u2019uomo ha sui luoghi, in Sicilia siamo stati purtroppo \u201cattentissimi\u201d (ride, ndr.) a distruggere tutta la bellezza che avevamo. Quello che cerco di fare nei miei romanzi \u00e8 recuperare quella bellezza che \u00e8 rimasta soltanto nei ricordi dei nostri genitori e dei nostri nonni\u00bb.<\/p>\n<p>Del resto, come precisa Pintacuda, bisogna \u00abscrivere di ci\u00f2 di cui si ha conoscenza. Mi ricordo che una volta chiesero a Giuseppe Tornatore, mentre presentava \u201cL\u2019uomo delle stelle\u201d al festival di Venezia, perch\u00e9 scrivesse sempre cose sulla Sicilia. Lui era al terzo o quarto film, la sua sicilianit\u00e0 era gi\u00e0 riconoscibilissima, e rispose: \u00abAnche se dovessi fare un film <strong>ambientato sulla Luna<\/strong>, ci sarebbe sempre un riferimento alla Sicilia\u201d\u00bb. E allora ecco che non poteva non servire la penna di Pintacuda per adattare in Sicilia il romanzo breve di Hern\u00e1n Rivera Letelier, &#8220;Historia de amor con hombre bailando&#8221; in &#8220;Storia d\u2019amore di un uomo che balla&#8221;.<\/p>\n<p>Nella sua versione letteraria, la storia si svolge interamente in Cile, mentre il film \u2013 prodotto da Tramp Limited, Quality Films e 17 Films con il contributo del Ministero della cultura e della Sicilia Film Commission \u2013 racconta la vita di Ferdinando Nobile, un siciliano (interpretato da Giuseppe Lo Piccolo) che emigra in Cile insieme alla moglie (interpretata da Anita Pomario).<\/p>\n<p>\u00abCon Cosimo ci siamo conosciuti un paio d\u2019anni fa \u2013 racconta lo sceneggiatore \u2013 e abbiamo cominciato a lavorare assieme alla stesura della sceneggiatura. Abbiamo trasformato il Fernando del romanzo di Letelier in un siciliano che poi <strong>emigra in Cile<\/strong> a cavallo tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta. Adattare un romanzo \u00e8 sempre qualcosa che ti porta a dover fare delle scelte. Come dicevano i fratelli Taviani, \u201cA volte \u00e8 sempre meglio tradire il testo da cui parti per poi accorgerti che gli sei stato fedelissimo\u201d. Le coordinate da cui siamo partiti sono state quelle del personaggio di Ferdinando Nobile, a cui volevamo dare un\u2019identit\u00e0 siciliana chiara, un\u2019eleganza che aveva gi\u00e0 nel romanzo, non allontanandoci quindi troppo dalla spina dorsale dell\u2019opera di Letelier. L\u2019incastro che \u00e8 venuto fuori, tra cultura siciliana e cultura cilena, \u00e8 uscito molto bene\u00bb.<\/p>\n<p>In tempi pi\u00f9 recenti, Paolo Pintacuda s\u2019era cimentato a scrivere le sceneggiature (insieme a Ignazio Rosato, Roberto Anelli e Roberto Lipari) dei due film di Roberto Lipari, &#8220;Tuttapposto&#8221; (2019) e &#8220;So tutto di te&#8221; (2023), ma prima ancora, nel 2015, fu lui ad adattare per lo schermo, insieme a Federico Cruciani, Giacomo Cacciatore e Josella Porto il romanzo di Giacomo Cacciatore, &#8220;Figlio di vetro&#8221;. Da una parte il cinema, con le sue regole, i suoi codici, le immagini che sovrastano la parola; dall\u2019altra la narrativa, che non ha strumenti diversi dalla parola, o dalla sua assenza, per far imprimere le sue scene nella mente dei lettori.<\/p>\n<p>\u00abEntrambe le forme di scrittura mi rappresentano \u2013 dice Pintacuda, che oltre a essere sceneggiatore ha scritto diversi romanzi \u2013 e quello che cambia \u00e8 semplicemente, scusa il gioco di parole, la forma. Sono due scritture parallele e complementari, anche se la scrittura per il cinema \u00e8 comunque una scrittura di servizio, tu scrivi un film che poi qualcun altro s\u2019occuper\u00e0 di mettere in scena, qualcun altro lo reciter\u00e0, lo produrr\u00e0. La struttura narrativa ti d\u00e0 una libert\u00e0 che la scrittura cinematografica forse non pu\u00f2 darti, perch\u00e9 in un romanzo ti puoi permettere di fare un\u2019introspezione che nel cinema non puoi fare.<\/p>\n<p>Quando si scrive per il cinema si fa sempre per immagini, ogni scena \u00e8 scritta perch\u00e9 dev\u2019essere filmabile, nella narrativa puoi penetrare i pensieri del personaggio, fare lunghe divagazioni, ellissi, o produrre uno spazio cos\u00ec ampio di narrazione che poi ti completa un intero capitolo. C\u2019\u00e8 una libert\u00e0 espressiva e di movimento, in questo, che la scrittura per il cinema non potr\u00e0 inevitabilmente dare mai, anche per esigenze di lunghezza di una sceneggiatura\u00bb.<\/p>\n<p>Eppure, la sua \u00e8 una scrittura \u2013 anche quando si muove nelle distese sconfinate della letteratura \u2013 che \u00e8 \u00abinevitabilmente legata al cinema\u00bb. \u201cL\u2019eroe di Patern\u00f2\u201d, il suo penultimo romanzo, basato sulla rivolta del sette e mezzo di Palermo, \u00ab\u00e8 molto cinematografico, idem per \u201cJacu\u201d, scrivo per immagini molto spesso, e ho pensato a delle trasposizioni cinematografiche dei miei romanzi, solo che il passaggio non \u00e8 cos\u00ec immediato e facile. Gi\u00e0 solo il fatto che sono romanzi storici fa lievitare i costi in modo esponenziale, per\u00f2 mai dire mai. Le mie rarissime incursioni alla regia si sono limitate a due documentari, uno sulla storia di Bagheria, del \u201995, appena ventunenne, e un altro, a cui sono pi\u00f9 legato, che \u00e8 quello su mio padre. Non so se far\u00f2 altre regie in futuro\u00bb.<\/p>\n<p>Ma di sicuro ci sono altri romanzi e altre sceneggiature per film che stanno per uscire dalla penna di Pintacuda. \u00abCi sono un po\u2019 di cose \u2013 racconta lo sceneggiatore \u2013 come un romanzo in fase di scrittura, da un po\u2019 di tempo\u2026 e poi altri progetti cinematografici in cantiere. Sai qual \u00e8 la cosa particolare? Nel momento in cui \u201cStoria d\u2019amore di un uomo che balla\u201d uscir\u00e0 in sala, per me sar\u00e0 gi\u00e0 una cosa passata. Lo \u00e8 in parte gi\u00e0 adesso che lo stanno girando, io ho scritto la sceneggiatura diverso tempo fa.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 vero che non ci smetti di lavorare del tutto perch\u00e9 una cosa magari va sistemata per andare incontro, non so\u2026 a un cambio di location, per\u00f2 sei gi\u00e0 passato ad altro, stai sviluppando un altro film, un altro romanzo\u2026 ultimamente mi sto avvicinando a raccontare cose successe in tempi pi\u00f9 recenti.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019eroe di Patern\u00f2\u201d era ambientato nel 1866, \u201cJacu\u201d tra la fine dell\u2019Ottocento e la prima guerra mondiale, adesso mi piacerebbe raccontare qualcosa di temporalmente pi\u00f9 vicino. Per\u00f2 il riferimento a un tempo lontano, fuori dai ricordi nostri, permette di avere pi\u00f9 movimento, di spaziare anche su racconti leggendari che i tempi pi\u00f9 recenti non ti permettono di avere. \u00c8 un po&#8217; come in \u201cThe Crown\u201d, la serie sulla famiglia reale britannica.<\/p>\n<p>Le prime stagioni, a mio avviso, sono molto interessanti perch\u00e9 raccontano un periodo storico lontano dal nostro, l\u2019ultima stagione, legata a fatti pi\u00f9 recenti, secondo me funziona meno. Proprio perch\u00e9 sono cose che abbiamo avuto sott\u2019occhio dalla cronaca, \u00e8 come se fossero gi\u00e0 state raccontate\u2026\u00bb.\n\t\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sceneggiatore e scrittore, cinquantadue anni, premio Solinas nel 2010 per la sceneggiatura di \u201cScuru\u201d, di recente al lavoro&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":205453,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-205452","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115514868784515850","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/205452","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=205452"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/205452\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/205453"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=205452"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=205452"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=205452"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}